ManhuntManhunt: caccia alle streghe in UK 

Manhunt: caccia alle streghe in UK

In Gran Bretagna un nuovo caso di omicidio tra giovanissimi ha riaperto la dolorosa ferita che lega i videogiochi al comportamento deviato di alcune persone. In questo caso si tratta di Manhunt, il gioco di Rockstar Games per PlayStation 2. Secondo alcuni giornali inglesi tra cui il Daily Mirror (link) il gioco avrebbe ossessionato a tal punto Warren LeBlanc, ragazzo diciassettenne di Leicester, da portarlo a commettere il brutale omicidio dell'amico quattordicenne Stefan Pakeerah, a colpi di martello e pugnale.
La tesi portata avanti dai genitori della vittima (e strillata dai giornali) è che i videogiochi violenti possano influenzare, fino al punto di stravolgere, le menti di coloro che giocano. Specialmente se i giochi sono violenti e i videogiocatori giovani.
Nel frattempo Manhunt è stato volontariamente ritirato dalle catene Dixons, GAME e Woolworths.
Rimangono aperte alcune domande tra cui perchè un ragazzo minorenne stesse giocando con un videogioco che è chiaramente marchiato come "over 18", perchè i genitori non abbiano effettuato adeguati controlli sulle abitudini del figlio e sul perchè se nel campo cinematografico certe associazioni non vengono più fatte da anni, si continui invece ad associare così facilmente il videogioco ad atti criminali di questo tipo.

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