Pirateria: vittime o ladri?

Un giudice di Torino ha assolto un imprenditore torinese che aveva del software copiato che usava nei computer della sua azienda. Secondo il giudice l'imprenditore non è perseguibile penalmente in quanto le copie non sono state effettuate per rivenderle a terzi (fine di lucro) ma semplicemente per uso privato. Dura la rezione della Microsoft Italia:"Siamo disgustati dal fatto che un cavillo legale possa consentire di sfuggire alla legge." La Microsoft chiede che anche le persone che realizzano copie non a scopo di lucro vengano severamente perseguite. Come avrete notato la situazione è molto complessa, da una parte una legge sui diritti d'autore che stenta a regolamentare il mercato del software e il problema della pirateria, dall'altro una grande multinazionale che chiede pene più dure. Ma, alla fin fine, chi viene trovato in possesso di software copiato e si trova a dover affrontare un processo penale con pene che superano gli otto anni di carcere è una vittima o un ladro che merita la massima delle pene? Aspetto i vostri commenti sul nostro forum e vi porgo questa domanda: "la Sony avrebbe incassato tutti i soldi che ben sappiamo con "l'affare Playstation" se i relativi giochi fossero stati "impossibili da copiare"?