Splinter Cell, oltre al fumo c'è l'arrosto?

Se ne sente parlare ormai da svariati mesi con un crescendo di notizie sempre più dettagliate ma ancora troppo lontane dal gameplay concreto, dallo stile di gioco e dall'azione che effettivamente tenteranno di rendere Splinter Cell il vero capolavoro dell'anno. Abbiamo quindi deciso di investigare le reali potenzialità del titolo e, sfruttando un'occasione che Ubi Soft ci ha gentilmente concesso, abbiamo inviato il nostro Matteo Caccialanza negli uffici italiani dell'imponente publisher per fargli toccare con mano una versione praticamente definitiva del titolo. Ne è nato uno Speciale di gran lunga molto più dettagliato di una semplice anteprima, ricco di informazioni e screenshots che cercheranno di svelare ogni segreto dell'ormai imminente action stealth ideato da Tom Clancy.

"Una menzione d'onore la merita il sitema di controllo, che in versione PC si è omologato al classico connubio "mouse&keyboard" diventanto molto simile a quello di Max Payne. Resta però un'importante differenza, ovvero la gestione della telecamera, che diversamente dalla maggior parte degli action in terza persona che vi verranno in mente, non è automatica e può essere liberamente governata, in modo da esplorare con lo sguardo ogni cosa nei dintorni, senza affidarsi ad algoritmi di gestione che per quanto efficienti non possono adattarsi alle estreme esigenze tattiche di uno stealth game."
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