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Ubisoft contro Electronic Arts - AGGIORNATO

L'ingresso in Ubisoft, con l'acquisizione del 20% della società francese fondata dalla famiglia Guillemot (qui per tutti i particolari), sembra non bastare a Electronic Arts. Proprio per questo motivo potrebbe arrivare a formulare un'offerta sulla totalità del capitale della società francese. In queste ore i vertici di Ubisoft, capeggiati dalla famiglia Guillemot, proveranno a tutti i costi a convincere gli azionisti di rilievo della società a non cedere alle avances di EA che per questa operazione sarebbe pronta a investire una cifra enorme.

Ubisoft contro Electronic Arts - AGGIORNATO Yves Guillemot, fondatore, CEO e presidente di Ubisoft Ulteriori articoli usciti in queste ore aiutano a fare luce sulla situazione. Il primo articolo pubblicato dal quotidiano finanziario francese "La Tribune" riporta che il governo francese sarebbe disponibile a scendere in campo in difesa di Ubisoft, per evitare che il publisher vada in mani straniere, portando così via dalla Francia il centro decisionale per lo sviluppo e la pubblicazione di videogiochi. La precedente acquisizione del 19,9% della società è considerata da parte della dirigenza francese di Ubisoft a tutti gli offetti una mossa "ostile" da parte del concorrente americano. Un altro quotidiano francese "Les Echoes" riporta che per la prossima settimana è attesa una riunione dei soci più importanti di Ubisoft (tra cui i fratelli Guillemot, titolari del 17,5% delle azioni e del 22,8% dei voti) per evitare di cedere all'offerta di EA.

Un'altra fonte interessante per chiarire ulteriormente la vicenda è una recentissima (successiva all'acquisizione della quota di Ubisoft da parte di EA) intervista a Yves Guillemot apparsa su Gamespot in cui il fondatore, presidente e amministratore delegato del publisher francese ha espresso alcune importanti dichiarazioni di cui riportiamo alcune parti salienti:

"Ubisoft è una compagnia quotata sul mercato, con il 22,8% dei voti in mano ai soci fondatori. Del rimanente capitale in mano al pubblico, il 13% dei diritti di voto sono in mano a istituzioni finanziarie e il 44,5% in mano a piccoli investitori. Il management sta studiando tutte le opzioni disponibili nei vari ipotetici scenari."

e ancora

"Considerando la consuetudine nell'industry (dei videogiochi) di comunicare informalmente certi tipi di decisioni, siamo stati molto dispiaciuti, come minimo, che EA ha scelto di non informarci di questi suoi piani."

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