Una accusa al cinema violento arriva da Le Monde

Dalle pagine del noto quotidiano francese arriva l'accusa del noto psichiatra francese Daniel Zagury arriva una accusa ben precisa al cinema:

"Non si può pensare alla violenza degli adolescenti senza pensare alla violenza che gli adolescenti subiscono, a tutto quello che l'incoraggia e la valorizza cinicamente, nella vita come nel cinema".

Per lo psichiatra pare proprio che non solo una mente malata può subire gli influssi di un film violento e di contro commettere un crimine; e di contro il regista di "Casomai", Alessandro D'Alatri rincara la dose affermando che:

"Anche Hitchcock faceva film sulla paura. Ma con una bella differenza. Il problema è insistere sul voyerismo del male, su un certo compiacimento sulla violenza. E' questo il vero pericolo, una sorta di assenza del senso di colpa che è molto più pericolosa della violenza in sé e per sé".

Si riaccende dunque il dibattito su cinema violento si, cinema violento no proprio quando in Italia trionfa negli incassi un film come "Resident Evil" che di violenza fa abbondante uso. Sarà un caso?

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