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Redazione

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The Walking Dead - Episode 2Istinto e ragione 0

Il secondo episodio alza la posta, svela nuovi orrori e ci mette di fronte a decisioni che non avremmo mai voluto prendere

Cominciamo vibrando un colpo di accetta sulla testa di un morto. Che fa un rumore disgustoso. Ma finché è un morto possiamo ancora sopportarlo. Purtroppo nel bosco, attirati dalle grida, scopriamo anche un gruppo di ragazzetti. Uno di loro ha una gamba stretta in una tagliola. Non c'è tempo per pensare: gli zombie sono ovunque, gli amici del giovane urlano e i nostri compagni ci esortano a prendere una decisione. In fretta. Istinto e ragione A voi il brivido di vivere in prima persona questo momento drammatico, noi ci fermiamo qui con il racconto. Vi anticipiamo però che quanto avvenuto nel bosco non è nulla rispetto alle situazioni terrificanti che attendono oltre. Conflitto, rabbia, paura, istinto animale e dolorosa umanità sono presenti in dosi ancora maggiori rispetto al primo episodio. E adesso tutto è più difficile perché conosciamo meglio i nostri compagni e li sentiamo vicini. Soprattutto Clementine, che si conferma la bambina eccezionale che nessuno potrebbe mai abbandonare. Inoltre dobbiamo affrontare le scelte fatte in precedenza, che hanno dato i loro frutti, alcuni buoni, altri marci fino al nocciolo. Istinto e ragione Ma non c'è tempo per i rimpianti: i morti sono morti, anche se adesso camminano. E Doug è ormai un ricordo. Al suo posto c'è Carley, che almeno sa come si usa una pistola. Però Doug era un bravo ragazzo, ingegnoso per giunta. Ci dispiace che sia morto. Chissà come sarebbero andate le cose se fosse stato ancora con noi. Ecco il senso di questa serie: metterci di fronte alle conseguenze irrevocabili delle nostre decisioni. E portarne il peso. Nel mondo di The Walking Dead, come nella vita reale, manca il tasto per salvare.

Meglio un morto in casa che un vivo alla porta

Al termine del primo episodio abbiamo lasciato il nostro gruppo di sopravvissuti barricato nel complesso del motel. Ora sono protetti dagli zombie ma la staccionata che hanno eretto non può tenere fuori la fame. I volti dei nostri compagni sono scavati e la tensione sale con l'accumularsi dei giorni di digiuno. Lee non è il leader del gruppo, ruolo che Lilly e Kenny si disputano a furia di accuse reciproche, ma The Walking Dead: Starved for Help ci spinge a metterci in gioco. Presto dobbiamo scegliere infatti da che parte stare e prendere decisioni che riguardano tutti. Decisioni che comportano sempre conseguenze amare per qualcuno. Istinto e ragione Razionare il cibo è la parte più facile - in fin dei conti ci sono dei bambini nel gruppo. È quando due sconosciuti si presentano al motel in cerca di benzina che le cose si fanno davvero complicate. Dicono di venire da una fattoria poco distante e che possono offrirci alloggio e viveri se riempiamo le loro taniche. L'offerta è allettante ma il clima di tensione alimenta la paranoia. Da qui in avanti il tema della fame si sviluppa con tutte le sue atroci conseguenze. Non c'è più tregua per Lee: il padre di Lilly lo tormenta ricordandogli il suo passato, Clementine ha bisogno di lui, il gruppo sta per spaccarsi e tutti possono rappresentare una minaccia. Chissà se almeno nel gruppo c'è una donna con la quale Lee potrebbe avere una relazione romantica. Lilly sarebbe una candidata ideale, ma dobbiamo fare attenzione a Larry. Potrebbe mai amarci se decidessimo di abbandonare suo padre nel momento del bisogno? Questo bagaglio di conflitti pesa su Lee e sul giocatore. Ecco perché Starved for Help è così coinvolgente. Per tre ore siamo rimasti con il fiato sospeso, increduli davanti allo svolgersi degli eventi. Aspettatevi alcune scene così vere e agghiaccianti da mettere alla prova ogni valore morale. D'altronde il secondo episodio fa di tutto per convincerci che, in un mondo selvaggio, l'uomo è un lupo per l'uomo. Ma noi possiamo dimostrare il contrario. Se ne abbiamo la forza.
Istinto e ragione

Siamo tutti bravi a parlare

Non abbiamo ancora speso una parola sui comandi e sul sistema di gioco. Infatti non c'è molto da dire. Preparatevi a qualche momento concitato in cui dovrete premere un tasto entro il tempo limite, ma non aspettatevi di risolvere enigmi. Gli oggetti con cui interagire sono pochissimi e i puzzle brevi momenti in cui Lee fa quello che è ovvio fare. In compenso ci sono numerosi bivi narrativi che dipendono dalle nostre scelte. E rispetto al primo capitolo abbondano le scene d'azione nelle quali incanalare l'aggressività repressa del protagonista, semplicemente inquadrando il nemico con il puntatore e premendo un tasto. Istinto e ragione Facile a farsi, ma la violenza di Starved for Help è un pugno allo stomaco. D'altronde se ci inchiodassimo sugli enigmi o in ripetuti tentativi di aprire la testa a uno zombie, l'energia del racconto crollerebbe. Pochissimi videogiochi sono capaci di tenere un giocatore sulle spine tanto a lungo, e per farlo The Walking Dead ha bisogno di continuare a raccontare. Anche perché gli sceneggiatori hanno inserito trame secondarie che rendono più difficile fare qualunque scelta, stimolandoci a proseguire dopo ogni pausa. Il carico emotivo è tale che anche noi, come giocatori, usciamo cambiati dalle situazioni vissute. E quando arriva il momento finale, quello che ci mette di fronte alla decisione apparentemente più banale, scopriamo dentro di noi una nuova consapevolezza. Anche se la parte dell'eroe senza macchia è stata stralciata dal copione. Troppe volte infatti sentiamo di avere fatto la cosa giusta e nonostante tutto l'inquietudine ci rode dentro. Questo conflitto lo evidenzia bene la nuova ambientazione, con il contrasto fra la delicatezza delle tinte e la brutalità dei toni.

L'italiano non è ancora morto

Grazie all'impegno del gruppo di traduzione amatoriale CrybioLab i possessori di PC possono scaricare la patch per giocare al primo episodio di The Walking Dead con i sottotitoli in italiano. A breve dovrebbe essere disponibile anche la patch per Starved for Help.

The Walking Dead: Starved for Help è stato rifinito quasi alla perfezione. La fame è il grande tema del secondo capitolo. Un istinto insopprimibile che spinge tutti i personaggi al limite. E che mette a nudo l'orrore nascosto negli uomini. Dopo le presentazioni iniziali del primo capitolo, adesso Lee è coinvolto totalmente nell'intreccio di motivazioni, paure e debolezze dei suoi compagni. Il suo unico punto fermo è Clementine, probabilmente il miglior personaggio della serie. Di nuovo dobbiamo prendere decisioni difficili, ma le situazioni sono ancora più drammatiche e ambigue. E quasi sempre ci sentiamo uno schifo anche se pensiamo di aver fatto la cosa giusta. Spesso siamo chiamati a schierarci nelle controversie e numerose scene d'azione ci mettono di fronte alla natura selvaggia del mondo. Telltale sta facendo un lavoro meraviglioso con The Walking Dead ma è innegabile che spiccano più le loro capacità di narratori rispetto a quelle di game designer. Il gioco infatti sacrifica l'interazione per il bene della storia. Se siete però disposti ad accettare questo scambio, vi sentirete parte di un gruppo al centro di un'Apocalisse. E la sua salvezza diventerà la vostra reale preoccupazione.

Andrea Rubbini

Pro

  • Drammatico e brutale
  • Ogni decisione ha un prezzo
  • Evoluzione eccellente dei personaggi
  • Grande tensione emotiva

Contro

  • Interazione banale
  • La parte giocabile è la meno coinvolgente
  • Questi non sono enigmi, vero?

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-2600K 3.40GHz
  • RAM 8 GB
  • Scheda video GeForce GTX570
  • Sistema operativo Windows 7 64 bit
  • Requisiti Minimi
  • Processore 2.0 GHz Pentium 4 o equivalente
  • RAM 3 GB
  • Scheda video ATI o NVidia con 512 MB RAM (sconsigliate schede grafiche integrate Intel)
  • Direct X 9.0c
  • Sistema operativo Windows XP SP3/Vista/7