RocksmithA tutto volume! 

Alla fine di un viaggio che ci ha portato nel mondo delle sei corde, ecco che tiriamo le somme su Rocksmith

I giochi musicali sono stati uno dei trend di maggior successo a cavallo tra la scorsa e l'attuale generazione di console. Guitar Hero, tra la versione PlayStation 2 e poi Xbox 360, Wii e PlayStation 3, ha venduto milioni di unità, fatto scrivere la stampa generalista e interessare telegiornali, tanto da far pensare di trovarsi di fronte al nuovo Pro Evolution Soccer. Ovvero quel gioco in grado di far incontrare giovani e adulti, non videogiocatori, davanti ad un televisore per le serate tra amici e anche in solitaria, A tutto volume! visto che si trattava di un signor videogame. La serializzazione caparbiamente annuale, la duplicazione di Rockband e la ripetitività della formula ne hanno decretato la fine, a dimostrazione del fatto che anche un bel gioco, se pur non dura poco, di certo non può durare in eterno. Dopo quel turbinio e dopo che gran parte dell'interesse per il genere può dirsi scemato, potrebbe sembrare strano lo sviluppo di un progetto come Rocksmith: a che pro l'ennesimo Rythm game ora che nessuno sembra essere interessato? Perché Rocksmith non è solo un gioco. È un modo, divertente come un gioco, di avvicinarsi a una chitarra e prendere dimestichezza con lo strumento o, meglio ancora, rendere più divertente un percorso che si sia già deciso di intraprendere.

Possibile? Sì

La tecnologia alla base di Rocksmith è sorprendente. Si connette una chitarra elettrica (o un'acustica munita di pick up elettrico o preamplificata) o un basso ad uno speciale cavo jack/usb alla console o al PC e si è pronti a partire. C'è pure un bundle con una Epiphone per chi non avesse già uno strumento, mentre il basso è supportato, ma non esiste un pacchetto che lo includa. Il software sviluppato, a quel punto, è in grado di interpretare qualsiasi nota o accordo suonato e tradurlo in un impulso digitale che viene trasposto su un manico virtuale in modo da dare indicazione di quale sia il tasto giusto da premere, l'accordo da suonare e, soprattutto, se il giocatore/musicista debba salire o scendere lungo le corde a seconda di quale nota stia suonando, se sbagliata. La modalità principale, come per altri titoli prima di questo, è costituita da una serie di concerti in locali sempre più grandi e popolati di fan. Per ogni livello, ce ne sono 11, vengono proposti sempre più brani da suonare, per i quali bisogna totalizzare un minimo di RSP o punti Rocksmith prima di passare al concerto e repertorio successivo. Non è un gioco, non si viene interrotti se si sbaglia e non ci sono poteri speciali da attivare. Ci sono solo le canzoni da suonare quanto meglio possibile, ricevendo una valutazione che porta, tra l'altro, a sbloccare minigiochi (su questi più tardi), chitarre, bassi e, soprattutto, effetti per poter suonare nella modalità amplificatore, ovvero quella che consente di usare il televisore e la console come un normale ampli più banco effetti. A tutto volume! Non c'è livello di difficoltà e ogni canzone viene proposta o con la necessità di suonare singole note, per accordi o in combo, più spesso alternando le singole note dei riff a power chord. Si parte con Satisfaction dei Rolling Stones con Rocksmith che chiede di suonare una nota ogni tot battute, così per prendere dimestichezza con il manico. Suonando correttamente e inanellando sequenze senza errori, la difficoltà sale automaticamente, fino a quando, a livello ipotetico, la canzone sarà in tutto e per tutto identica all'originale (riuscirci è un altro paio di maniche, perché non è un gioco, appunto). La cosa sorprendente è che, se Rocksmith si accorge di aver spinto troppo e che troppe note cominciano a mancare all'appello, la difficoltà viene riscalata verso il basso, senza interruzioni o traumi. Ogni qual volta in un brano si incappa in una tecnica chitarristica nuova, immediatamente viene presentata la possibilità di effettuare l'esercizio relativo subito dopo l'esecuzione musicale. Esercizio introdotto da un video esemplificativo e da una serie d'esempi. In questa versione, tutti i testi, i video tutorial e le spiegazioni in genere sono stati interamente tradotti in Italiano e in modo eccellente, anche se alcuni sono, per forza di cose non esaustivi. La tecnologia di Rocksmith è tale che, per esempio, quando si devono eseguire dei bending (ovvero quando bisogna tirare le corde per eseguire note più alte partendo da quella che si sta effettivamente premendo sulla tastiera, col tipico effetto di sustain), sul manico virtuale, non solo viene indicato l'esatto tasto da premere, ma la corda relativa si piega indicando al giocatore di quanto la deve "tirare" mentre suona, così da dare un doppio riferimento visivo. Suonando per ore e accorgendosi di cose come questa, non si può che restare meravigliati e coinvolgendo anche un amico, visto che si può suonare in due in multiplayer.

Curiosità

Uno dei problemi di Rocksmith è quello del ritardo con cui i suoni della chitarra/basso vengono emessi dal televisore, la latenza o lag. Soprattutto nella modalità amplificatore, suonare a tempo può diventare praticamente impossibile, se non si prendono le dovute precauzioni. Nel libretto digitale, contenuto nelle opzioni, ci sono tutte le indicazioni del caso: disattivare qualsiasi effetto video della tv (neri super, 100hz o + ecc); disattivare qualsiasi effetto audio ulteriore; attivare, se presente, la modalità gioco o la connessione PC; non usare il cavo HDMI e passare a VGA o Component. La differenza è netta e, soprattutto provando a suonare in cuffia, l'esperienza è del tutto simile a quella data da un normale amplificatore più effetti. Solo suonando con il basso emulato sulla chitarra, vista l'operazione di conversione del suono che deve effettuare la console, il ritardo sussiste in maniera rilevante.

Quindi non devo andare a lezione?

Rocksmith è il modo migliore per prendere dimestichezza con uno strumento a corde (sia il basso che la chitarra), per lanciarsi con un po' di sfrontatezza con tecniche come il bending o il mute, cimentandosi con una delle oltre 60 canzoni che normalmente, a un novizio, non verrebbe neanche in mente di provare a suonare. Rocksmith ti segue, ti coccola, in parte ti spiega. Ogni singola canzone può essere suonata rallentandone il tempo, selezionando la parte che non riesce fino alla perfezione, sia essa ripetendone i riff, piuttosto che gli accordi (che di fatto possono essere imparati). A tutto volume! Ma è possibile sostituire il sorriso di un insegnante che ti dice "Che cavolo stai facendo?" o "La mano appoggiala così e col plettro mettici la giusta intensità!" con questo software? La risposta non può che essere negativa anche perché mancano un prontuario di accordi, ovvero un semplice vademecum in cui ogni accordo può essere suonato a ripetizione con elenco totale di almeno gli accordi in prima posizione o aperti (gli accordi vengono spiegati solo abbinati alle diverse canzoni, alle quali tocca ricorrere se non ci si ricorda come si fa un mi minore -Em- , piuttosto che un la maggiore - A) o anche solo perché, se da una parte viene indicata la sigla di ogni accordo quando viene chiesto di suonarlo, non vengono segnalate le note dei soli o dei riff, così che per un novizio il tasto 12 del Mi cantino, resterò il tasto 12 della corda rossa e potrebbe non diventare mai il Mi suonato un'ottava più alta rispetto alla corda più sottile suonata a vuoto. Però è indubbio che Rocksmith è uno strumento importante e un modo divertente per aiutarsi ad imparare e a imbracciare uno strumento, a premere corde e capire l'effetto che fa giocare con pedali, effetti e ampli che costerebbero un occhio della testa comprati singolarmente. Insomma, si entra in modo leggero in un mondo che può dare grandi soddisfazioni.

Trofei PlayStation 3

Per arrivare al platino, ci sarà da sudare. Insomma, bisogna realizzare obiettivi come finire un concerto master e realizzare abbastanza punti per arrivare all'ultimo livello - undicesimo - tra quelli disponibili. Poi ci sono gli obiettivi che arrivano dai minigiochi e dalla concatenazione di note e accordi senza sbavature che comportano, necessariamente, l'aver migliorato le proprie capacità di bassista o chitarrista (ci sono trofei aggiuntivi per la modalità basso, anche in emulazione). Insomma, ci vorrà del tempo, ma Rocksmith vi saprà ricompensare.

Guarda tutti i trofei

Pronti a suonare

Il pacchetto è pure ricco, visto che ci sono degli efficacissimi minigiochi, alcuni pseudo geniali come un colums in cui bisogna spostare i blocchi su una griglia eseguendo degli slide sulle corde, che indubbiamente sono pensati con intelligenza per aiutare ad approfondire alcune cose (anche se non è molto chiaro come si sblocchino strada facendo), che comunque vengono spiegate con lunghi videotutorial. La realizzazione tecnica è essenziale, ma pulita ed efficace e, alla fine, mancano solo quel paio di cose indicate sopra, uno sguardo d'insieme che lo faccia diventare un vero e proprio corso di musica e bisogna solo stare attenti al problema del lag, ben segnalato nell'apposito box.
Magari non riuscirà a sostituire il rapporto complice che si instaura tra un allievo e un maestro e neppure potrà evitare la necessità di avere la voglia di sudare su uno strumento, ma Rocksmith è un buon aiuto e un'idea brillante che può portare dei tangibili benefici a chi vuole suonare un basso o una chitarra. Perfetto se abbinato a uno studio specifico, anche da solo riesce a levare paure, a divertire e a essere un ottimo acquisto, se considerate che non stiamo parlando di un gioco vero e proprio. Occhio, anche, a come siete messi con il set su cui intendete suonare per via del lag, ma, a parte un paio di cose, che trovate segnalate nell'articolo, qui c'è quel che serve per sentirsi speciali. Perché questo è quello che riesce a fare la musica quando la si suona.

Ci piace

  • La raffinatezza del codice è pregevole
  • Buon aiuto per chi vuole imparare a suonare
  • Tutorial tutti in italiano, minigiochi efficaci

Non ci piace

  • Non è un gioco, non propriamente
  • Attenzione nel preparare l'impianto per il lag
  • Mancano alcuni accorgimenti e alcuni video non sono esaustivi per essere un metodo completo

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