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Asus G75VW

Nuovo test per la linea di notebook di fascia alta firmata Asus e Republic of Gamers

RECENSIONE di Umberto Moioli   —   28/12/2012

Già in passato queste pagine hanno ospitato articoli dedicati ai notebook da gioco Asus. A differenza di Alienware e Razer, il produttore taiwanese non sviluppa forme o idee coraggiose e innovative, ma punta su un rapporto qualità prezzo vantaggioso e su una dotazione che va direttamente al sodo. Non si perde insomma in quelle finezze che spesso indispongono chi il proprio desktop se l'è montato da solo e cerca una soluzione di sostanza da utilizzare in movimento - si fa per dire - senza rinunciare alla propria libreria di titoli. Di solito prodotti del genere sono riservati a un pubblico limitato, una piccola platea di persone disposte a chiudere un occhio sul rapido invecchiamento dell'hardware e sui prezzi almeno doppi, a parità di prestazioni, rispetto alle controparti da scrivania. L'ottima riuscita delle ultime generazioni Intel e Nvidia, soprattutto poiché in concomitanza con un periodo povero di balzi in avanti tecnici, hanno però reso possibile inserire in poco spazio tanta potenza di calcolo, mantenendo i consumi entro limiti accettabili e dando discrete prospettive di tenuta nel medio periodo. Partendo da queste premesse, sarà riuscito l'Asus G75VW a convincerci?

Il bestione

Con i soliti quattro chilogrammi e mezzo di peso quello che Asus non è certamente riuscita a fare è porre un freno all'esorbitante massa del suo notebook. Comprare un Asus G75VW vuol dire piazzare sulla scrivania un portatile che misura 415x320x52mm, con un design asimmetrico ispirato ai caccia stealth in forza all'esercito statunitense e, diciamocelo, un oggetto discretamente tamarro. E' così, prendere o lasciare. La forma è molto simile a quella del passato e lo stesso vale per la qualità costruttiva:

Asus G75VW

gomma fuori e plastica dentro la fanno da padroni assoluti anche se per la prima volta la zona occupata dalla tastiera a isola, completa di tastierino, è in alluminio e garantisce un bonus di solidità dove si agisce con maggior frequenza e forza. Un dispositivo solido nel complesso, che lascia adito a qualche perplessità solo quando chiuso, vicino alla cerniere che collegano il pannello alla scocca: qui il coperchio tende a flettersi, senza comunque lasciar intendere alcun tipo di rottura. Il display LCD da 17.3" è davvero buono: la risoluzione di 1920x1080 rappresenta oramai lo standard per giocare al meglio e già in altre occasioni avevamo avuto modo di notare come i pannelli montati da Asus avessero colori, neri e angoli di visione che non temono confronti. Almeno guardando tra i concorrenti di sempre. Questa volta, in più, c'è anche il supporto al 3D stereoscopico di Nvidia grazie al sensore integrato direttamente nella cornice. Attivato il 3D Vision i colori brillanti e i margini di regolazione rendono l'esperienza stereoscopica più che dignitosa, anche se per i cultori dell'immagine perfetta senza sbavature i compromessi resteranno ancora una volta troppi. Tra l'altro la scelta di un monitor opaco si rivela vincente anche nelle situazioni di luce più complesse, come quando ci si trova all'aperto, ed è quindi un peccato che la batteria non supporti quasi per nulla questo tipo d'esperienza.

Asus G75VW

Di fatto, con meno di due ore di autonomia anche in normali condizioni d'utilizzo, senza neppure mettersi a giocare, l'Asus G75VW è un notebook da tenere costantemente vicino alla presa della corrente. Quello che conta, potreste pensare, sono i cavalli. E in effetti di sostanza sotto il cofano ce n'è parecchia. Il processore Intel Core i7 3720QM a 2.6GHz è un quad core alla resa dei conti addirittura sovradimensionato per le necessità dei titoli odierni, mentre la scheda video Nvidia GTX 670M 3GB si ferma appena un gradino sotto la massima espressione di Kepler in ambito portatile, uscendo comunque a testa alta da tutti i test effettuati. Sedici sono i gigabyte di memoria a 1600MHz. Due invece i dischi: uno SSD da 256GB e uno meccanico da 750GB; il giusto mix per installare programmi e archiviare dati. Attorno alla scheda madre si sviluppa anche la solita buona dotazione composta da un lettore Blue Ray, cinque porte USB di cui quattro 3.0, HDMI, VGA, Ethernet, Display Port e lettore multimediale 5 in 1. C'è di tutto e di più, in definitiva, all'interno di una macchina che tutti gli anni aggiunge qualcosa e non toglie mai niente. Poco male anche se ad esempio, posto che si tratta di qualcosa pensato soprattutto per i giocatori, il supporto ottico potrebbe venire coraggiosamente messo da parte in favore di un design più sottile e magari qualche grammo in meno.

Asus G75VW

I giochi

Come al solito in questi casi, la discriminante per giocare al meglio è la scheda video: rispetto all'equivalente della precedente generazione, GTX 670M non ha fatto salti in avanti enormi ma quanto offre è più che sufficiente per sperimentare pressoché qualsiasi titolo senza problemi.

Asus G75VW

Come regola generale possiamo dire che a 1920x1080 non abbiamo mai avuto problemi impostando le opzioni grafiche ad Alto, evitando in alcuni casi di spingerci fino ad Ultra - o equivalente - per non avvicinarci troppo alla soglia delle trenta immagini al secondo. Un titolo recente, curato graficamente ma non molto esoso in termini di risorse come Diablo III non ci ha dato alcun problema: impostando le opzioni grafiche al massimo siamo riusciti a giocare a sessanta frame al secondo anche all'interno degli atti avanzati, con lo schermo intasato da nemici, magie ed esplosioni. Risultati simili, anzi migliori, con i vari Torchlight II, Counter Strike: Global Offensive e Chivalry che abbiamo liquidato rapidamente senza doverci preoccupare di trovare soluzioni intermedie.

Asus G75VW

Bene anche quanto raccolto da titoli tripla A recenti ma leggeri come Borderlands 2, che con l'oramai vecchiotto Unreal Engine 3 si è assestato sopra i 50 fps, e Dishonored, che declina molto del suo fascino grazie alla direzione artistica eccezionale ma viene mosso da un engine-piuma, al punto da spingerci oltre gli 80 fps. Per trovare le prime resistenze siamo dovuti arrivare a Max Payne 3: uno dei grandi ritorni dell'anno, il titolo 2012 firmato Rockstar Games, sfrutta il Rage Engine per mettere in scena livelli dettagliati, animazioni e calcoli fisici notevoli per un risultato complessivo spettacolare.

Asus G75VW

Rispetto a GTA IV c'è stato un buon lavoro di ottimizzazione ma, se spinto ai limiti, resta un mattone non indifferente: con il pre setting più elevato non siamo riusciti a raggiungere le 30 immagini al secondo, risultato superato non di molto scendendo di un gradino. Abbiamo seguito lo stesso identico iter anche lanciando Battlefield 3. Il Frostbite 2 al massimo resta una prerogativa di pochissimi notebook, un vero assaggio di next-gen che richiede risorse non indifferenti. Anche facendo un passo indietro, comunque, lo spettacolo è assicurato e mediamente nella campagna single player riuscivamo a raggiungere 45 frame per second. Infine il sempreverde Crysis 2, che resterà un benchmark fino all'uscita del terzo capitolo il prossimo febbraio, si è lasciato giocare ad Hardcore a trenta immagini al secondo, anche se non mancava qualche rallentamento di tanto in tanto. Lo sparatutto Crytek traccia insomma una linea di dove l'Asus G75VW può arrivare e fortunatamente si tratta di un livello prestazionale non indifferente.

In conclusione

Asus G75VW

Siamo alle solite: costa tanto, circa 1600 euro, è ingombrante e pesa come pochi altri portatili in circolazione. Nonostante questi contro - limiti più che veri e propri difetti - Asus G75V è un notebook da gioco dalle prestazioni convincenti e dotato di alcuni particolari che lo pongono quantomeno sul podio di categoria, come l'ottimo pannello da 17.3 pollici. Il salto in avanti generazionale c'è stato, nonostante non sia stratosferico, e chi lo dovesse acquistare si garantirebbe un buon margine di manovra. Soprattutto se la prossima generazione non dovesse portare chissà quali passi in avanti tecnici. Allo stesso tempo non si tratta di un dispositivo che farà cambiare idea a nessuno e lascerà indifferenti coloro non hanno mai apprezzato soluzioni diverse dal classico desktop. Sarebbe interessante vedere Asus sperimentare qualcosa di simile a quanto fatto da Razer con Blade, cercando un form factor più snello e qualche soluzione coraggiosa preservando allo stesso tempo quanto di buono è riuscita ad ottenere negli ultimi anni.