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Redazione

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The Walking Dead: AssaultAssalto nel buio 4

Aggiornato con nuovi contenuti, l'RTS basato su "The Walking Dead" arriva sul nostro banco di prova

Il tema degli zombie è protagonista da alcuni anni di un boom che non accenna a esaurirsi e che è stato cavalcato, fra gli altri, anche da Robert Kirkman, autore del celebre fumetto "The Walking Dead". Proprio dalle pagine dei comics parte l'esperienza di Skybound, che porta sui dispositivi iOS un tie-in diverso da quelle che potevano essere le aspettative degli utenti, non solo caratterizzato da uno stile grafico che ricalca fortemente le vignette di una graphic novel, sia per quanto concerne le sequenze cinematiche che l'azione in-game, ma anche da un gameplay che attinge a piene mani del genere degli RTS per consegnarci un prodotto dotato di un feeling molto diverso da twin analog shooter come Dead Nation, per citare un titolo che condivide la medesima ambientazione di The Walking Dead: Assault. Assalto nel buio I personaggi disponibili nel gioco dispongono ognuno di armi e capacità differenti, di un range variabile entro cui scorgere eventuali nemici e attaccarli automaticamente, ma soprattutto si muovono sullo schermo secondo le regole del controllo "indiretto", con un tocco prolungato per spostare l'intero gruppo (che può essere composto da un massimo di quattro elementi) e un doppio tap per far muovere solo l'unità selezionata. Contro di loro tre tipi di zombie: i "walker", quelli più numerosi, che si muovono lentamente e non dispongono di particolare resistenza; i "lurker", che in genere rimangono fermi in un determinato punto della mappa ma, una volta allertati, scattano contro gli umani; i "roamer", che vagano per le strade apparentemente senza meta, ma sono anche i più difficili da buttare giù.

Ammazza i morti

Benché nelle prime battute si insinui il dubbio che ci sia qualcosa di più profondo nella struttura di The Walking Dead: Assault, al di là di sporadiche variazioni le missioni vertono tutte sul medesimo obiettivo: eliminare tutti gli zombie dallo stage, stanandoli all'occorrenza. Il valore strategico dell'esperienza si sposa con il suo grado di difficoltà, mediamente alto, ma soprattutto con un sistema di controllo che lascia un bel po' a desiderare: c'erano sicuramente modi migliori per gestire un team o le singole parti, e la soluzione adottata dagli sviluppatori si rivela spesso e volentieri troppo lenta e macchinosa per metterci al riparo da sortite improvvise e situazioni movimentate. Assalto nel buio Per portare a casa il risultato è dunque necessario muoversi sulla mappa con molta cautela, valutare la presenza di possibili mandrie di non-morti e solo allora considerare un approccio diretto, stando però attenti alle diverse sensibilità dei personaggi: uno di essi potrebbe consentirvi un avvicinamento tattico, mentre magari un altro ha un range ampio e comincerà a sparare, attirando altri zombie. Abbiamo molto apprezzato la caratterizzazione dei sopravvissuti, una volta tanto davvero differenti e dunque selezionabili per il team sulla base delle loro abilità (normali e speciali), così come l'implementazione di un sistema di potenziamento ben bilanciato, che sulla base dei punti racimolati ci consente di migliorare potenza, resistenza, capacità dei caricatori e livello di adrenalina. Il punto, come già accennato, è che magari si potevano trovare delle alternative più valide e immediate per rendere l'esperienza non solo ostica e affascinante, ma anche molto meno macchinosa.
The Walking Dead: Assault - Trailer The Walking Dead: Assault - Trailer

The Walking Dead: Assault si presenta come un tie-in interessante e affascinante, sia per via della forte caratterizzazione fumettistica, quasi monocromatica, sia per l'inusuale approccio in stile RTS. È anche un gioco discretamente difficile, che non può essere affrontato alla leggera, in cui i movimenti vanno ben considerati e spesso bisogna risparmiare pallottole per affidarsi ad approcci più "fisici", quantomeno nei confronti dei gruppi di zombie meno numerosi. Il punto è che si perde un po' il bandolo della matassa quando le situazioni si fanno concitate e i nemici sullo schermo diventano tanti: in tali frangenti i personaggi si "incastrano", i comandi si rivelano troppo lenti per trarci d'impaccio e la gestione del gruppo o dei singoli appare tutt'altro che immediata. Insomma, il risultato finale è più che apprezzabile ma non esente da difetti.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Risvolti strategici affascinanti
  • Una sfida tutt'altro che banale
  • Interessante caratterizzazione grafica...

Contro

  • ...che però non sempre rende al meglio
  • Controlli troppo lenti e macchinosi