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Redazione

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Code of PrincessLa principessa e lo spadone 12

Il picchiaduro RPG di Agatsuma Entertainment è davvero l'erede spirituale di Guardian Heroes?

Dietro a Code of Princess ci sono due nomi particolarmente importanti, quelli di Tetsuhiko Kikuchi e Masaki Ukyo. Ai più, questi due signori giapponesi probabilmente non diranno nulla; ma siamo sicuri che ci sia un discreto numero di giocatori, magari un po' più vecchierelli della media, ai quali si è già accesa una lampadina, rievocando i ricordi dei pomeriggi passati insieme a un piccolo capolavoro per Saturn di SEGA, Guardian Heroes. La principessa e lo spadone Quel bizzarro picchiaduro 2D firmato da Treasure ha faticato a trovare un erede, negli ultimi sedici anni... eccezion fatta per il suo stesso remake in alta definizione di oltre un anno fa. Capirete, quindi, che le aspettative nei confronti di questa nuova fatica di Agatsuma Entertainment erano altissime. Rimasto a lungo nel limbo della localizzazione europea, Code of Princess arriva finalmente per via digitale sull'eShop...

Unione di generi

Definito come una specie di incrocio tra un picchiaduro a scorrimento e un RPG giapponese, Code of Princess appartiene sopratutto alla prima categoria. L'avventura si divide in brevi livelli o stage, appropriatamente chiamati "quest" come in un RPG per via degli obiettivi da raggiungere: in realtà nulla di ambizioso visto che generalmente si tratta sempre e comunque di pestare un certo numero di nemici, il boss di turno o... La principessa e lo spadone un certo numero di nemici prima che uccidano gli occasionali personaggi secondari da salvare. La varietà strutturale, insomma, non è il pezzo forte del gioco; d'altra parte, c'è un altro fattore che avvicina Code of Princess a un jRPG, e cioè la trama. Proposta in modo massiccio e incisivo attraverso lunghi dialoghi interamente scritti e doppiati in inglese, la storia del gioco è talmente assurda da rasentare il più puro nonsense. La principessa maggiorata Solange Blanchefleur de Lux è in fuga dopo che il suo regno di DeLuxia è stato invaso dai mostri e dall'esercito di Distron. L'obiettivo della fanciulla è molto semplice: scoprire chi o cosa c'è dietro l'attacco e tenere alla larga il nemico dalla sua spada sacra, la DeLuxcalibur. A lei si unisce ben presto una cricca di personaggi, uno più strambo dell'altro; La principessa e lo spadone c'è il ladro gentiluomo Ali, la negromante che tutti scambiano per zombie Zozo, il bardo Allegro, la chierica Hel e altri ancora. Il gruppo non dovrà vedersela soltanto con mostri e soldati senza nome, ma anche con tutta una serie di cattivoni che sembrano usciti da un cartone animato della domenica mattina. In realtà, l'esagerazione caricaturale è completamente voluta dato che Code of Princess, fin dalle prime battute, sfotte sfacciatamente tutti i cliché del genere RPG, sfondando spesso e volentieri la quarta parete e menzionando tormentoni come il grinding, il level-up e l'inopportuna quanto gratuita nudità della protagonista. L'ironia, a volte persino un po' forzata, però, non salva la trama dall'essere un mero pretesto per fare a botte: il gioco infatti permette di selezionare uno dei quattro personaggi principali per affrontare i vari e brevi livelli che si sbloccano progredendo nella storia.

Ma che bel paio di tattiche

Una volta completato uno stage, potremo rigiocarlo utilizzando un altro personaggio principale nella modalità Campagna o uno qualunque di quelli extra sbloccati per il Free Play: ripetere le "quest" permette di accumulare punti esperienza e denaro; i primi servono per aumentare di livello e migliorare le statistiche dei personaggi distribuendo dei punti bonus, mentre il denaro permette di acquistare armi e accessori con cui influenzare ulteriormente le performance dei nostri eroi. La principessa e lo spadone Le feature da jRPG sono fondamentalmente soltanto queste, e non c'è missione o boss che non sia possibile superare con un po' di sano grinding. In questo senso, la componente gestionale e strategica di statistiche ed equipaggiamento diventa quasi subito fine a se stessa, anche perché il sistema di combattimento è di una semplicità disarmante e l'intelligenza artificiale dei nemici è assimilabile a quella di un tasso sotto sedativi. I nemici deambulano per l'area del combattimento in attesa che il giocatore si avvicini abbastanza per poterlo colpire di tanto in tanto; l'I.A. è raramente aggressiva e non c'è un vero e proprio pattern comportamentale da studiare e al quale rispondere. Tra una missione facilissima e l'altra, ci si imbatte di tanto in tanto in stage dove il comportamento dei nemici sembra essere stato programmato da sviluppatori completamente diversi e a quel punto, presi alla sprovvista, non resta che aggirare il picco di difficoltà aumentando di livello a più non posso negli stage precedenti. È un sistema di progressione alquanto deludente, che si basa ben poco sull'abilità del giocatore. Il combat system stesso è semplicissimo: La principessa e lo spadone si possono concatenare attacchi leggeri e potenti in varie combo, usufruendo anche di una manciata di mosse speciali per personaggio. Eccezion fatta per i personaggi extra anonimi, come i vari nemici e soldati, il roster è abbastanza interessante e la maggior parte del cast si differenzia per tipologia di attacchi, punti deboli e vantaggi. Tutti sono comunque accomunati da una tecnica particolare che permette di concentrare l'attenzione su nemico per volta, dirigendo verso di lui gli eventuali attacchi a distanza e infliggendogli più danni che agli altri nemici. La meccanica è interessante, ma l'impossibilità di selezionare un bersaglio preciso quando gli sprite dei nemici si accalcano uno sopra l'altro la rende spesso superflua. Lo stesso vale per il Burst, un potenziamento temporaneo dalla durata troppo breve per essere ragionevolmente sfruttato. A conti fatti, bastano pochi minuti per rendersi conto che Code of Princess può essere completato limitandosi a utilizzare gli attacchi base e qualche mossa speciale.
Code of Princess - Full trailer Code of Princess - Full trailer

L'effetto 3D

Appena accennato, se non addirittura deleterio, l'effetto stereoscopico in Code of Princess è addirittura meglio disattivarlo. Non soltanto gli sprite perdono definizione, ma il frame rete tende a crollare inesorabilmente molto più spesso, rendendo alcuni stage un vero e proprio pasticcio di grafica e giocabilità.

Sotto il vestito, niente

Al suo annuncio, Code of Princess aveva attirato l'attenzione non soltanto per i nomi che avevano firmato il progetto, ma anche per la splendida cosmesi: un 2D raffinato, colorato e animato in maniera ineccepibile che trasportava sul piccolo schermo della console Nintendo i bellissimi artwork di Kinu Nishimura. Gioco in mano, possiamo confermare la nostalgica bellezza di una grafica bidimensionale in un mercato ormai dominato dai poligoni... e le sue performance disastrose. Non possiamo certamente lamentarci della cura riposta in ogni singolo sprite o nell'incantevole fluidità delle loro animazioni, ma quando ci si ritrova a combattere più di due o tre nemici per volta, ecco che cominciano i problemi. Primo, lo zoom dinamico: pensato per allontanare la telecamera, inquadrando un'area più ampia dello scontro quando ci si ritrova circondati da troppi nemici, lo zoom ottiene soltanto il risultato di creare un gran pasticcio grafico. Gli sprite perdono definizione e tendono a confondersi l'uno con l'altro, La principessa e lo spadone e si arriva al punto in cui non si capisce letteralmente più nulla di quello che stia succedendo mentre ci si limita a premere i tasti a caso. Secondo, il frame rate ballerino con una spiccata predisposizione per i lenti: in altre parole, Code of Princess perde troppi frame e troppo spesso, cosa che certamente non gioca a favore di un picchiaduro bidimensionale in cui il ritmo e la frenesia dovrebbero essere costanti. Alla sensazione di giocare in moviola si unisce anche la brevità delle micromissioni che si completano in un paio di minuti senza lasciare alcuna emozione. La modalità multigiocatore permette di affrontarle in cooperativa o di ingaggiare battaglia con gli altri giocatori a mo' di battle royale, ma anche lì sorgono parecchi problemi quando ci si rende conto che la comunità online è praticamente inesistente e che i tempi di attesa sono troppo lunghi per dei livelli che durano così poco: a quel punto, tanto vale rintanarsi nella modalità single-player e completare le tantissime missioni disponibili prima che sopraggiunga la monotonia.

Code of Princess è intelligente ma non si applica: le idee ci sono, la buona volontà pure, ma l'esecuzione a tratti è semplicemente disastrosa. Tra l'effetto 3D deleterio, gli atroci cali di frame-rate e la superficialità di inutili elementi RPG che rendono il gioco più complicato di quanto avesse bisogno di essere, il quadro generale non è proprio incoraggiante. C'è comunque qualcosa di irresistibile nel picchiaduro di Agatsuma Entertainment, che sia il fascino di un 2D praticamente estinto o la semplicità di un genere videoludico ormai rarissimo. I fan di Guardian Heroes dovrebbero sicuramente dargli un'occhiata, consapevoli, però, che la sua eredità non è stata ancora raccolta.

Christian La Via Colli

Pro

  • Bellissima cosmesi
  • Semplice da giocare
  • Storia divertente

Contro

  • Parecchi problemi tecnici
  • Elementi RPG abbozzati e superflui
  • Livelli troppo brevi e monotoni