Stappa la trappola  12

Toys for Bob torna in cabina di regia per il nuovo capitolo di Skylanders

RECENSIONE di Andrea Palmisano   —  15 Ottobre 2014

Ogni anno un nuovo episodio di Skylanders. Ogni anno delle nuove statuette da comprare. Quanto a lungo può veramente risultare sostenibile un modello economico di questo tipo? Fino a quando i genitori asseconderanno i costosi desideri dei figli, e fino a quando i figli avranno ancora voglia di Skylanders? Domande che sicuramente anche nei piani alti di Activision si staranno facendo, cercando di trovare nuove idee e soluzioni per non far morire di inedia quella che finora è stata una autentica gallina dalle uova d'oro per la società statunitense. Dati di vendita sempre stellari, ben oltre i 4 milioni di Starter Pack venduti per ogni capitolo, pur con un leggero e costante calo anno dopo anno. Ma il momento della rivoluzione non è ancora arrivato: con questo quarto capitolo, di nuovo nelle mani di Toys for Bob, il franchise prosegue sulla sua strada, consolidando un gameplay che si conferma qualitativamente ben al di sopra degli standard dei giochi "per ragazzi" che siamo abituati a conoscere.

Skylanders Trap Team è il capitolo migliore della serie, ma anche quello economicamente più impegnativo

Traptanium dei desideri

Leviamo però il campo da qualsiasi dubbio: Skylanders Trap Team, questo il titolo del nuovo episodio, è sicuramente il miglior capitolo della serie finora prodotto, sotto ogni punto di vista. La scelta di garantire 2 anni al team californiano per poter sviluppare con cura il prodotto si è rivelata assolutamente vincente, ed è proprio apprezzando le qualità a tutto tondo del prodotto e la attenzione ai dettagli che si capisce come il tempo extra sia stato ben speso. Ma andiamo con ordine: per quanto riguarda il gameplay, Skylanders Trap Team non è certamente un capitolo di svolta, dal momento che fondamentalmente si trova a ripercorrere la formula action fortemente improntata sul combattimento che ha contraddistinto la serie.

Ovviamente è stata mantenuta la possibilità di saltare, introdotta l'anno scorso con Swap Force e rivelatasi altamente benefica per dare maggior spessore all'esperienza di gioco permettendo di inserire alcuni elementi platform. Per espandere i contenuti, Toys for Bob ha anche inserito una serie di attività extra piuttosto strutturate: le più robuste sono senza dubbio le Sfide del Fato di Kaos (un tower defense), le Arene e gli Scontri di Pietracielo (un Hearthstone semplificato). Si tratta comunque di una avventura piacevolissima, divertente, con un ottimo ritmo e discreta varietà, apprezzabile anche da chi non è necessariamente un giocatore di primo pelo. Gli elementi distintivi di questo capitolo vanno ricercati quindi fondamentalmente in tre componenti: i Trap Master, le trappole e il portale. I primi sono i nuovi Skylanders, che si riconoscono per l'utilizzo di armi trasparenti composte dal misterioso minerale Traptanium, e che sono ovviamente distinti oltre per l'aspetto estetico anche per l'elemento associato. Le seconde sono invece cristalli tramite i quali è possibile appunto intrappolare nemici (non tutti, solo determinati boss, per un totale di quasi 50) trasformandoli così in alleati da controllare direttamente proprio come se fossero uno Skylander. Premendo L2 si può infatti in qualsiasi momento scambiare il personaggio in uso, potendo così gestire le capacità e i poteri di entrambi nella maniera migliore. Se i normali Skylander hanno una barra dell'energia che, una volta esaurita, obbliga il giocatore a mettere "a riposo" quel personaggio sostituendolo con un'altra statuetta, i Cattivi hanno invece un timer che determina il tempo massimo durante il quale si possono impiegare.

Tale barra si può ripristinare rimettendo sul campo lo Skylander, mentre può ridursi anzitempo per i colpi subiti. Attenzione però, perché anche le trappole sono distinte il base all'elemento, così come i Cattivi. E indovinate un po'? Ogni Cattivo si può intrappolare e di conseguenza utilizzare solo se si possiede una trappola del suo stesso elemento. Infine c'è il rinnovato portale, ora più elegante e sobrio, trasparente, illuminato al suo interno da una luce cangiante e variopinta. Oltre alla piattaforma in cui posizionare come al solito le statuette c'è però stavolta anche una fessura, che fa da alloggio per le trappole. Particolarmente divertente la presenza di uno speaker, di qualità piuttosto modesta simile all'analogo integrato nel Wiimote, attraverso il quale il Cattivo imprigionato nel cristallo continua durante la partita a esprimersi commentando con frasi spesso esilaranti. Sembra un dettaglio marginale, ed in realtà in fin dei conti lo è, ma contribuisce attivamente a irrobustire quella che probabilmente è una delle qualità migliori in assoluto del franchise Activision: la caratterizzazione. Toys for Bob è riuscito nel corso degli anni infatti a creare un universo di ambientazioni, personaggi e nemici contraddistinti da una personalità a livello dei migliori film di animazione, ed è straordinario il livello di attenzione riposto nella cura di questo fondamentale aspetto del gioco, a cui è legato buona parte del successo commerciale del brand.

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Facendo i conti

Come ben noto, più che dallo Starter Pack in sé, è attraverso la vendita delle statuette extra che Skylanders è riuscito a consolidare un giro d'affari con cifre stratosferiche. La questione principale ad ogni episodio è quindi quella di offrire uno stimolo per l'acquisto dei nuovi personaggi, mantenendo però un equilibrio tra tale necessità e quella di non forzare troppo la mano per non indispettire gli utenti più fedeli con le loro preziose collezioni di statuette. Tale equilibrio, in questo Skylanders Trap Team, si è però forse un po' perduto: come in passato ci sono infatti aree dei livelli accessibili solo dai personaggi di uno specifico elemento, ma in questo caso essi devono essere necessariamente dei Trap Master.

Per capirci, se la porta di accesso alla zona è dell'elemento Aria, ci vuole obbligatoriamente un nuovissimo Trap Master dell'Aria, non un semplice "vecchio" Skylanders con quella affinità. Si tratta di una scelta naturalmente di marketing che lascia però l'amaro in bocca, soprattutto a fronte del fatto che in passato ogni nuovo episodio aveva cercato di "tutelare" e dare un senso effettivo alle statuette precedenti concedendo ad esse maggiore peso specifico nel contesto del gioco. Considerando che ogni nuovo Trap Master costa 17 euro per un totale di otto elementi, è facile fare i conti di quanto sia necessario spendere per poter apprezzare il titolo nella sua interezza senza incorrere in limitazioni di alcun tipo. Discorso simile per le trappole - da 7 euro l'una -, anch'esse come già detto distinte per gli otto elementi, più quella extra richiesta per intrappolare Kaos: in questo caso fortunatamente la loro importanza non è legata all'accesso a porzioni del livello, quanto più limitatamente alla possibilità di utilizzare tutti i Cattivi e alla facoltà di potenziarli tramite specifici mini giochi sparsi all'interno dei livelli. Da segnalare poi che, in un ulteriore livello di perversione consumistica, per ogni elemento sono disponibili sul mercato sei varianti estetiche delle trappole. Per i collezionisti insomma, un vero bagno di sangue. Passando invece alla componente tecnica, pur trattandosi di un prodotto cross-gen, Skylanders Trap Team è semplicemente delizioso, soprattutto se giocato su PlayStation 4 o Xbox One. Nel nostro test con la versione per console Sony abbiamo apprezzato ambientazioni vive, dinamiche, ricche di dettagli e contraddistinte da una eccezionale varietà, affiancate ovviamente dallo splendido lavoro fatto sui personaggi (soprattutto quelli più recenti) e sui nemici. L'alta definizione, in questo senso, aiuta e non poco ad apprezzare il lavoro svolto dal team americano: tutto e più vivido e chiaro rispetto al passato, esaltando colori e particolari. Basta prendere la trasformazione di Chompy Mage, per esempio, e avvicinarsi alla telecamera per capire di cosa stiamo parlando. E proprio in merito alla telecamera, la scelta di mantenerla fissa continua a rivelarsi assolutamente vincente per evitare frustrazioni al pubblico più giovane mantenendo comunque quasi sempre l'angolo visivo ottimale.

Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

8.5

Lettori (3)

8.3

Il tuo voto

Che Skylanders Trap Team sia un capitolo "furbo", e che probabilmente tiri un po' troppo la corda forzando la mano all'acquisto di personaggi e accessori ancor più degli episodi precedenti, è piuttosto evidente. La perdita di peso specifico delle vecchie statuette potrebbe irritare i fan più fedeli, abituati all'equilibrio sottile ma convincente finora garantito dal franchise, e mettere in difficoltà i genitori di fronte alle inevitabili richieste dei figli. L'ultimo titolo della serie di Activision è però anche il migliore fino ad oggi, confermando e raffinando le qualità di un gameplay ancora più piacevole che viene pienamente sostenuto da una deliziosa componente grafica e da una caratterizzazione di livelli e personaggi stellare. Certo inizia a percepirsi il rischio che un giorno il pubblico possa stancarsi delle meccaniche e dell'ecosistema di Skylanders quel giorno, però, non è oggi.

PRO

  • Meccanica di gioco varia e coinvolgente
  • Caratterizzazione eccezionale
  • Ottima componente grafica

CONTRO

  • Ecosistema ancor più costoso che in passato
  • Poco peso specifico per i vecchi Skylanders