The Witcher 3: Wild Hunt - Hearts of StoneCuori di pietra 

CD Projekt Red ci racconta un lato inedito di Geralt

Dopo le molte patch e i sedici DLC gratuiti, abbiamo avviato Hearts of Stone, la prima espansione maggiore di The Witcher 3: Wild Hunt, con una certa apprensione. I nuovi contenuti promessi da CD Projekt Red sembravano interessanti, ma in questi casi prevale sempre un certo scetticismo. Cuori di pietra Dopo l'installazione la regione disabitata a nord est di Velen, quella subito sopra Oxenfurt, si è riempita di vita, soprattutto ostile, e si è sbloccata una nuova quest principale, di cui parleremo a breve. Ci sono diversi modi per provare subito le novità: o caricare una partita salvata in precedenza con un Geralt almeno di trentesimo livello, o avviare una nuova partita con un personaggio preimpostato di livello adeguato per affrontare l'espansione. Fate molta attenzione, perché i mostri più deboli che girano per l'area sono di trentaduesimo livello, quindi non è semplicemente possibile avventurarsi in queste lande con un Witcher debole e mal equipaggiato, a meno di non voler rischiare la vita a ogni passo. Prima di dedicarci alla campagna principale decidiamo di farci un giro sul buon Rutilia per esplorare il paesaggio, scoprendo senza troppa sorpresa che, anche se i begli scorci non mancano, non differisce molto dal resto della regione. Niente che non ci aspettassimo e in fondo è giusto così per garantire la continuità geografica della mappa. Ma ora è arrivato il momento di lavorare: i clienti oppressi dai mostri ci aspettano.

Abbiamo recensito Hearts of Stone! Come sarà la prima grande espansione di The Witcher 3: Wild Hunt?

Shani

La campagna principale di Hearts of Stone inizia come una missione qualsiasi. Geralt raccoglie un annuncio da una bacheca e, raggiunto il luogo indicato, riceve un compito molto specifico, perfettamente in linea con il suo mestiere. Nonostante l'incontro con l'enigmatico e brutale datore di lavoro preannunci tempesta, inizialmente sembra che l'obiettivo del Witcher sia solo quello di combattere contro un potente nemico che sta terrorizzando Oxenfurt. Cuori di pietra Da lì in poi però Geralt si troverà invischiato in una vicenda ben diversa da quella delineata nelle prime battute, fatta di vendetta, onore, illusioni, contratti, amore, fantasmi, feste e combattimenti. Non vogliamo anticiparvi nulla di fondamentale, ma è impossibile non citare il ritorno di Shani, una delle protagoniste del primo capitolo della serie, comunque ampiamente presentata dal materiale promozionale. Diciamo che la ragazza avrà un ruolo importante nella campagna e sarà il cardine di una delle missioni più originali dell'intera serie, che da semplice divertissement si trasformerà in una forte riflessione su Geralt e il suo essere Witcher. Tornando su una visione più generale, è chiaro che CD Projekt Red ha riposto grande cura nel lato narrativo di Hearts of Stone, sperimentando delle soluzioni mai provate prima e divagando in parte da quelli che sono i toni della serie. Non è il primo caso nella storia dei videogiochi in cui un'espansione osa proporre qualcosa di valido e diverso dal gioco base (ricordate Mask of the Betrayer, la prima espansione di Neverwinter Nights 2?), ma si tratta di rarità, visto che la maggior parte delle volte prevale la pigrizia nella realizzazione. Comunque non temete, perché ci sono anche dei momenti più canonici che non sfigurano rispetto agli altri. Ad esempio, alcuni dei boss sono esaltanti e richiedono di utilizzare una buona tecnica di combattimento per vincere. Niente di insormontabile, ma non vi aspettate di poterli superare premendo i tasti a caso. Per quello che ci riguarda, abbiamo impiegato una dozzina di ore per arrivare all'epilogo concentrandoci il giusto sulle quest accessorie.

E le altre attività?

Se la quest principale di Hearts of Stone è decisamente riuscita e interessante, non si può dire lo stesso per le attività secondarie. Come tradizione vuole, per scoprire le zone calde, i punti interrogativi, della nuova regione bisogna raggiungere una bacheca specifica e prendere tutti gli annunci. Cuori di pietra A differenza del gioco base, in cui in ogni territorio c'erano situazioni interessanti da scoprire, non necessariamente legate a delle quest, qui c'è una sovrabbondanza di accampamenti di bande criminali formate da ex-soldati e di luoghi invasi dai mostri da liberare, che fruttano soltanto un po' di bottino. Ci sono anche degli scontri più impegnativi, ma dire che basta una mano per contarli non è un'iperbole. Insomma, parlando di un'espansione uscita nemmeno troppo tempo dopo il gioco originale ci si può anche accontentare, ma forse il problema è proprio che da un'espansione di The Witcher 3 non si cercano contentini. Non pretendevamo rivoluzioni, ma qualcosa di meglio lo si poteva fare, magari riutilizzando in modo creativo altri elementi del titolo base. Anche parlando di quest secondarie vere e proprie la situazione non migliora. Ci sono delle cacce al tesoro e alcune missioni di investigazione, ma poco altro. Ogni tanto si affrontano dei mini boss, ma si tratta di creature già viste, solo di livello superiore. Insomma, niente di paragonabile alle belle storie complementari che abbiamo vissuto correndo dietro alla Caccia Selvaggia. Sembra quasi che creata la quest principale di Hearts of Stone, gli sviluppatori abbiano riempito il resto della mappa come meglio potevano.

Incantevole!

Con Hearts of Stone viene introdotto un nuovo artigiano nel mondo di The Witcher approfittando dell'arrivo di alcuni esponenti degli oferiani nel Velen. Si tratta di una razza dai chiari tratti arabi o, come ci è già capitato di dire in occasione della prova a Varsavia, con degli evidenti riferimenti agli abitanti di Dorne visti nella serie TV de Il Trono di Spade. Stiamo parlando dell'incantatore, professione rimasta avvolta nel mistero in queste settimane ma che finalmente abbiamo potuto testare fino in fondo nel suo funzionamento. Cuori di pietra Cuori di pietra Al di fuori della meccanica di sblocco e di potenziamento che obbliga il giocatore a spendere somme crescenti di denaro per avere accesso ai bonus più sensazionali, il meccanismo è semplice e molto effettivo: utilizzando questo artigiano potremo applicare un bonus passivo particolarmente potente su un pezzo di armatura o su un'arma. L'unico requisito è che questo equipaggiamento abbia almeno tre slot per l'applicazione di rune o glifi e proprio questi ultimi fungono da reagenti per realizzare l'iscrizione. Se decideremo di incantare l'oggetto, perderemo la possibilità di incastonare le pietre su di esso. Giusto per citarne qualcuno, potremo far sì che la nostra armatura defletta sempre tutte le frecce in arrivo, oppure potremo avere accesso ad effetti aggiuntivi dei segni come l'axii, che si trasferisce in automatico da un nemico ucciso al successivo, o l'igni che incendia tutti i nemici vicini a quello colpito e arso vivo dalla nostra magia. Non manca all'appello anche un vero e proprio nuovo set che, pur non appartenendo direttamente a una delle scuole dei Witcher, ha comunque statistiche degne di nota e un buon design estetico. Peccato soltanto che il suo reperimento sia legato alla liberazione degli accampamenti criminali che, come scritto anche sopra, sembra veramente uno degli elementi più ricorrenti utilizzati per "riempire" le zone morte di questa espansione. Decisamente più interessanti invece le piccole migliorie collegate alla versione 1.10 che affianca il rilascio di questa espansione. Finalmente è possibile avere una piccola freccia sulla mappa del gioco che ci permette al volo di raggiungere l'indicatore riguardante la quest seguita ed è stata implementata anche la possibilità di equipaggiare quattro diversi consumabili che possono essere cambiati al volo in gioco con una pressione prolungata della croce digitale. Si aggiungono all'appello anche cinque talenti aggiuntivi appartenenti all'albero delle abilità generali. Piccoli bonus come la possibilità di sparare due colpi con la balestra prima di doverla ricaricare oppure una capienza maggiorata dell'inventario che vanno nella direzione di rendere più sfruttabile l'aumento di livello di Geralt. Cuori di pietra Tecnicamente Hearts of Stone conferma l'eccezionale comparto visivo messo in piedi da The Witcher 3 con, se possibile, un ulteriore potenziamento artistico ed estetico per quello che riguarda la manciata di nuove strutture esplorabili realizzate per l'occasione. Dall'area che fa da sfondo a un matrimonio fondamentale per la quest principale, alla zona esterna che circonda la cripta di una famiglia molto importante ai fini narrativi, dobbiamo riconoscere che il lavoro degli artisti di CD Projekt Red continua a raggiungere eccellenti picchi qualitativi. E lo stesso può dirsi anche per un paio di tracce inedite aggiunte alla splendida colonna sonora. Purtroppo però abbiamo notato anche come questa espansione si porti in dote qualche bug di troppo e si presenti decisamente più sporca in termini di ottimizzazioni e stabilità del gameplay. Nel nostro test ci è capitato di assistere a intelligenze artificiali problematiche, specie per quello che riguarda le nuove creature introdotte (cinghiali e aracnoidi) ma soprattutto di vedere situazioni assurde a causa di una gestione approssimativa della fisica riguardante alcuni pezzi di armatura o persino personaggi interi. È probabile che tutto questo venga risolto in occasione del lancio dell'add-on, ma in questa fase ci è sembrato d'obbligo segnalare che non tutto il nostro test è filato liscio come l'olio.

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core i5 4690k a 4.0 GHz
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 970
  • Sistema operativo: Windows 10 a 64 bit
  • Requisiti Minimi
  • Processore: Intel Core i5-2500K a 3.3 GHz o AMD Phenom II X4 940
  • Memoria: 6 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 660 o AMD Radeon HD 7870
  • Sistema operativo: Windows 7 a 64 bit o Windows 8.1 a 64 bit
  • Requisiti Consigliati
  • Processore: Intel Core i7 3770 a 3.4 GHz o AMD FX-8350 a 4 GHz
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 770 o AMD Radeon R9 290
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8.5

Redazione

8.9

Lettori (43)

Per essere la prima, vera espansione a pagamento per The Witcher 3, Hearts of Stone si presenta con tutti gli elementi al posto giusto. Per appena dieci euro ci si può portare a casa un corposo quantitativo di ore di gioco ben suddiviso tra una quest principale all'altezza delle aspettative e con interessanti variazioni sui temi già trattati nel gioco base e una manciata di missioni e contenuti secondari su cui probabilmente ci aspettavamo qualcosa di più in termini di varietà ma che non deludono per quantità. Un pacchetto che saprà sicuramente tenere impegnati e soddisfare tutti i fan dell'eccellente gioco di ruolo firmato CD Projekt Red.

Pierpaolo Greco
Simone Tagliaferri

Pro

  • L'arco narrativo della nuova quest principale è molto stimolante
  • I nuovi ambienti sono coerenti e, se possibile, ancora più dettagliati e particolareggiati
  • Il livello di difficoltà è stato leggermente tarato verso l'alto

Contro

  • Si poteva fare qualcosa di più in termini di varietà dei contenuti secondari
  • L'espansione è decisamente più sporca e meno ottimizzata del gioco base