SUPERHOTUn colpo e via 

SUPERHOT ci insegna che il tempo non è costante

Un colpo e via Minimalismo L'idea di SUPERHOT nasce nell'agosto 2013. Il prototipo di quello che ancora non si sapeva sarebbe diventato un gioco completo, fu realizzato in una settimana di lavoro in occasione della Game Jam "7 Day First Person Shooter". Gli sviluppatori non immaginavano che avrebbe ottenuto una risonanza tale da finire in articoli delle maggiori testate videoludiche mondiali. La richiesta dei giocatori era talmente alta e rumorosa che non potevano non esaudirla, così il progetto SUPERHOT divenne infine operativo. L'idea di uno sparatutto in prima persona in cui il tempo è legato ai movimenti del protagonista ha convinto migliaia di persone, che si sono riversate nella susseguente campagna Kickstarter, aperta per trovare i fondi necessari allo sviluppo. Anche in questo caso la raccolta è andata oltre le più rosee aspettative e invece dei centomila dollari richiesti, se ne sono ottenuti più di duecentocinquanta mila. Insomma, non mancava che il gioco. Dopo circa due anni di sviluppo, SUPERHOT è finalmente qui. Cerchiamo di capire cosa offre, perché riserva parecchie sorprese.

Abbiamo recensito SUPERHOT, lo sparatutto in cui lo scorrere del tempo è legato al protagonista

Segreti DOS

Avviandolo ci si ritrova di fronte a un menù che sembra uscito da un titolo per MS-Dos. Sulla sinistra sono elencati file e cartelle da esplorare (fatelo, perché c'è molto materiale extra interessate, tra cui due minigiochi in grafica ASCii). Prima di iniziare con le sparatorie vere e proprie si viene coinvolti in una chat che chiarisce immediatamente come per la campagna principale, gli sviluppatori abbiano puntato su una storia fortemente meta-ludica. Uno dei nostri contatti ci consiglierà di scaricare un nuovo gioco, SUPERHOT, di cui ci fornisce l'eseguibile crackato (superhot.exe). La chat è a suo modo interattiva, perché saremo noi a dover scrivere le nostre risposte; meglio, saremo noi a dover fingere di rispondere. Basterà infatti premere tasti a caso sulla tastiera e nella nostra casella di testo si formeranno le frasi preimpostate dagli sviluppatori che faranno proseguire il dialogo. Un colpo e via Due nemici morti, ma il terzo è pronto a sparare Scaricato il gioco siamo pronti ad entrare in azione. Torneremo più avanti sulla parte più strettamente narrativa si SUPERHOT, che offre diversi spunti interessanti, ma cerchiamo di seguire l'ordine imposto dal gameplay nella scoperta degli elementi di gioco. Avviato superhot.exe ci si ritrova in un ambiente colorato di bianco e fortemente stilizzato. Non è sbagliato usare l'espressione "minimalista, tendente all'astratto" per descriverlo. Gli oggetti sono riconoscibili, così come il luogo nel suo complesso, ma non c'è niente di dettagliato o colorato, a parte i nemici, che sono dei pupazzi rossi senza volto. Stranamente sono tutti immobili. Se avete provato il prototipo già sapete che cosa significa e che non è un errore: il tempo di gioco di SUPERHOT è congelato, ossia scorre solo quando ci muoviamo noi. In realtà nella maggior parte dei casi avanza anche da solo, ma con grande lentezza. L'obiettivo è abbastanza scontato: uccidere tutti usando armi da fuoco (pistole, fucili a pompa, fucili d'assalto) o da mischia (mazze o katana). In alcuni casi andranno bene anche i pugni. La particolarità rispetto a qualsiasi altro FPS è che qui l'azione procede a scatti, alternando il movimento all'osservazione. È vero che siamo armati, ma agli avversari basta un singolo colpo per abbatterci. Quindi dobbiamo muoverci con cautela e spostarci in accordo con la loro posizione, schivando i proiettili e cercando di non trovarci mai circondati. Dobbiamo sfruttare il tempo a nostro vantaggio, letteralmente. In alcuni frangenti sembra di stare giocando a scacchi, più che a uno sparatutto in prima persona.

killstagram

Un colpo e via Schivare i proiettili è divertente quasi quanto spararli Nel primo livello uccidiamo agilmente tutti gli avversari, che per nostra gioia quando muoiono esplodono in mille frammenti rossi, perdendo le loro armi. Non ci viene detto nulla su chi sono e sulla natura di ciò che stiamo facendo, domande che troveranno una risposta parziale con l'avanzare della campagna. Con le missioni successive veniamo introdotti ad altre meccaniche di gioco, che arricchiscono l'azione. Ad esempio scopriamo di poter saltare (non è così scontato come sembra, visto il tipo di gameplay), di poter afferrare al volo le armi perse dai nemici, di potergli lanciare addosso le nostre per fargli perdere la presa sulle loro, di poter usare oggetti dello scenario (colorati di nero) alla stessa maniera e, infine, di poter trasferire la nostra anima nei nemici stessi (utile in alcuni frangenti per togliersi d'impiccio). Alla fine di ogni livello parte poi quello che è il vero tormentone del gioco: l'azione appena eseguita viene riproposta a velocità reale, quindi senza pause o rallentamenti, con sotto la scritta SUPERHOT pronunciata in modo ossessivo da una voce di cui non conosciamo la provenienza. Non si tratta solo di una fase accessoria, ossia meramente decorativa, ma di un momento in cui è possibile salvare delle clip di ciò che abbiamo fatto, tramite un editor pratico e veloce, così da poterle condividere online sul social network killstagram.com (andateci, ce ne sono già diverse, tra le quali alcune nostre).

Fuochi fatui

Ma è arrivato il momento di tornare a parlare di storia, tentando di legarla al resto. Dopo una manciata di livelli, il gioco ci riporta alla schermata DOS descritta nel paragrafo precedente. Il nostro contatto di chat ci comunica che c'è una nuova versione del gioco con più livelli sbloccati di cui esiste già la versione crackata. Un colpo e via Lo stile grafico crea delle situazioni visivamente affascinanti. Si torna a giocare. La trama di SUPERHOT ha due caratteristiche evidenti: una l'abbiamo già citata, ossia la meta-narratività, mentre l'altra non è propriamente un pregio, visto che appare pretestuosa rispetto al gameplay. Cerchiamo di spiegarci meglio: i continui rimandi a ciò che c'è fuori dal gioco, con riferimenti che diventano via via più inquietanti, creano un'atmosfera sospesa, che ci porta a riflettere sulla natura di ciò che stiamo facendo, fino a un finale azzeccato, per quanto telefonato. Le tecniche narrative impiegate (chat, eseguibili scaricati, glitch di sistema con messaggi nascosti, addirittura il ritorno al desktop) svolgono bene il loro lavoro, solo che niente di ciò che facciamo trova un suo legame con ciò che viene raccontato. Badate bene che non parliamo di un legame logico, di cui francamente ci interessa poco, ma di quello, più determinante, con il quale ciò le meccaniche assumono un ruolo efficace nel racconto. In questo SUPERHOT fallisce parzialmente, e si arriva al finale come se si fosse fatto un viaggio su due treni diversi: da una parte la storia e dall'altra l'azione. Entrambi sono a modo loro interessanti, ma a un certo punto diventa chiaro che possono vivere autonomamente, anche senza incontrarsi mai.

Il vero gioco

A rendere evidente la distanza di cui parliamo ci pensano i contenuti supplementari che si sbloccano dopo la fine della campagna principale e che finiscono per rappresentare il vero fulcro dell'intera esperienza. Per dirla in modo molto rozzo: sono le modalità aggiuntive che giustificano il prezzo, perché sono le sole a magnificare la meccanica di manipolazione temporale. Fortunatamente ci si accede molto presto, visto che la campagna narrativa, chiamiamola così, dura meno di due ore, ed è in quel momento che SUPERHOT sboccia. Un colpo e via Niente panico: stanno fermi finché non ci muoviamo noi Di base queste modalità vanno ad approfondire tutti gli aspetti del gameplay. Abbiamo così la modalità Endless, che chiede di uccidere il maggior numero possibile di avversari senza morire, con varianti come ucciderne il maggior numero entro un tempo dato, oppure di ucciderne un certo numero prima dello scadere del timer. Poi vengono le sfide, dodici in totale, che ci chiedono ad esempio di superare i livelli impugnando solo la Katana, oppure di farlo usando esclusivamente il trasferimento dell'anima e così via. Tra sfide e modalità Endless le ore di gioco si moltiplicano, perché vengono determinate non solo dalla conclusione della singola sfida, ma anche dal piacere che si prova nel migliorare i propri risultati, quasi si trattasse di un titolo sportivo. Dal punto di vista tecnico SUPERHOT è il classico prodotto indipendente che punta tutto sullo stile. Di suo è composto da una serie di elementi grafici essenziali, rappresentati in forme più simboliche che realistiche, con una particolare attenzione ai cromatismi. I modelli dei nemici sono tutti uguali, ma fanno il loro lavoro, visto che concettualmente l'art direction sembra che abbia voluto puntare all'alienazione del giocatore; interpretazione rafforzata dalla colonna sonora, fatta di suoni molto ripetitivi. Parlando di questioni più pratiche, ci hanno parecchio infastidito alcune rilevazioni di collisione sbagliate dei colpi sui corpi dei nemici. In certi casi abbiamo visto il proiettile attraversare un avversario senza fargli nulla, mentre in altri un colpo apparentemente andato a vuoto ha invece prodotto i suoi letali effetti. Niente di tragico, tutto considerato, ma revisionare gli hitbox non sarebbe affatto male.

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo Windows 7t
  • Processore Intel Core2Quad Q6600 2,40 GHz
  • Scheda video GeForce GTX 650 (1024 MB Ram)
  • DirectX 11
  • 4 GB di RAM
  • Spazio su disco 3 GB
  • Requisiti Consigliati
  • Processore: Intel Core I5-4440 3,10 GHz
  • Scheda video: GeForce GTX 660 (2048 MB Ram)
  • 8 GB di RAM
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8.8

Redazione

7.9

Lettori (15)

SUPERHOT vive del suo concept e ha la forza dell'originalità dalla sua parte. Il gameplay incentrato sulla manipolazione temporale funziona alla perfezione, soprattutto quando si scrolla il fardello della narrazione e vengono rese disponibili le modalità extra. Sicuramente non è un prodotto ordinario ma non fatevi ingannare, perché basta poco per farsi catturare nelle sue spire temporali. A suo modo, è un grande titolo.

Simone Tagliaferri

Pro

  • Meccaniche di gioco originali
  • Stile impeccabile
  • Modalità extra abbondanti

Contro

  • Narrazione un po' pretestuosa, nonostante non completamente disprezzabile
  • Qualche piccolo problema tecnico