Romance of the Three Kingdoms XIIIAlla conquista della Cina! 

Uno strategico giapponese integralista e senza compromessi: Romance Of The Three Kingdoms XIII sbarca in occidente

Quella di Romance of the Three Kingdoms è una serie estremamente particolare: prende le sue mosse dal periodo storico dei Tre Regni, quando, attorno alla fine del secondo secolo dopo Cristo, la dinastia imperiale cinese degli Han, dopo secoli gloriosi di dominio illuminato, afflitta da debolezza e corruzione si prepara alla caduta lasciando un enorme vuoto di potere e permettendo a numerosi potentati di emergere. Tra questi, per l'appunto, i maggiori erano i Tre Regni, i Wei, gli Shu e i Wu, che si contesero per anni la riunificazione e il dominio del Paese. Se già la storia di per sé, tramandataci dalle Cronache dei Tre Regni scritte nel III secolo da Chen Shou, è un susseguirsi vorticoso di guerre, alleanze e tradimenti, Il Romanzo dei Tre Regni, scritto invece nel XIV secolo da Luo Guanzhong e che è un vero mostro di 80 capitoli e 800.000 parole, aggiunge a una fedele ricostruzione una serie di eventi, appunto, romanzati, concentrandosi tra l'altro sulle storie personali degli eroi di questo periodo con tutto il loro carico di onore, dramma e romanticismo. Romance of the Three Kingdoms, il videogioco, s'ispira a entrambi, e già da qui si può intuire l'enorme mole di contenuti a cui va incontro il giocatore.

Alla scoperta di Romance of the Three Kingdoms, strategico storico rigoroso e integralista

Tre regni e settecento eroi

Per quanto sia relativamente sconosciuto da noi, tradotto poche volte in inglese e per lo più nelle sue versioni PC, ambiente oggettivamente più adatto ad uno strategico, Romance of the Three Kingdoms è in realtà uno dei pilastri sui quali si fonda il successo dell'arcinota Koei, che di ambientazioni storiche estremo orientali se ne intende eccome. Il primo episodio risale addirittura al 1985, ed è proprio per via del trentesimo anniversario che Tecmo Koei ha deciso di localizzare la nuova iterazione: il punto è che, se già di base il gameplay di uno strategico è ricchissimo, a questo si aggiungono delle questioni specifiche. Alla conquista della Cina! Alla conquista della Cina! La prima riguarda l'ambientazione storica e letteraria, l'enfasi posta non solo sulle varie entità statali ma anche sui personaggi: tra quelli storici e quelli del romanzo ve ne sono ben settecento (senza contare la possibilità di crearne ex novo) da impersonare, ognuno dotato di una serie impressionante di statistiche che è possibile livellare a mo' di RPG. La seconda è invece il complesso sistema burocratico cinese dei tempi - invero non molto dissimile da quello attuale - riproposto con una certa fedeltà tramite una meccanica di accumulo di meriti e di passaggio di ranghi, otto per la precisione, e come se non bastasse la possibilità di interagire teoricamente con tutti i contemporanei: non basta però cliccare, come in Civilization, su una città straniera per parlare col suo governatore. Dovrete recarvi personalmente sul posto (non dimenticate che controlliamo un personaggio, più che uno Stato o una città) e comunque potrete parlare direttamente solo con qualcuno che già conoscete, sviluppando la conoscenza col quale tramite un Bond System anch'esso complicato, fatto di dialoghi, richieste, regali, favori e ricompense, aprirete diverse possibilità: vi guadagnerete innanzitutto un alleato o un fedele seguace da porre eventualmente nella catena di comando del vostro governo, vi potrete far insegnare quella che è la disciplina nella quale il vostro amico eccelle, potrete accedere alle sue conoscenze personali tramite una lettera di presentazione e addirittura potrete sposarvi con l'obiettivo di avere un erede, necessario perché la Campagna va avanti per due secoli e la durata della vita è realistica. E ancora, c'è il fatto che, in trent'anni e tredici episodi, Romance of the Three Kingdoms è sempre lo stesso gioco al quale però di volta in volta viene aggiunto un nuovo elemento, una nuova dinamica che arricchisce e complica le cose, ma allo stesso tempo non è andato incontro a quel processo di affinamento dell'interfaccia, di "streamlining", direbbero gli inglesi, che invece ha reso gli strategici occidentali odierni molto più accessibili di quelli di vent'anni fa, senza per questo farli perdere in complessità. Il risultato è che cercare di spiegare Romance of the Three Kingdoms XIII è un'impresa quasi più improba che cominciare a giocarlo totalmente digiuni della saga.

Trofei PlayStation 4

Ben 43 Trofei attendono i temerari conquistatori dell'antica Cina, divisi tra 26 Bronzi, 14 Argenti, 2 Ori e il Platino che si ottiene dopo aver guadagnato tutti gli altri. Molti di questi Trofei, specie i Bronzi, sono legati all'avanzamento in quel mastodontico e già di per sé difficile tutorial che è l'Hero Mode, ma i più succosi ovviamente sono riservati a chi intraprenderà con successo la Campagna nelle sue varie versioni e con differenti personaggi, in modo, tra l'altro, da partecipare da protagonista a tutti gli eventi storicamente accaduti riprodotti. Se volete, non si tratta di altro che di un ulteriore strato di complessità aggiunto semplicemente così, perché si poteva.

Le torture cinesi

Fortunatamente ci viene incontro l'Hero Mode, la grossa novità di quest'episodio, una sorta di enorme tutorial diviso in quattordici eventi (più aggiunte tramite DLC già programmati) che ripercorrono alcuni degli episodi più importanti del romanzo e della storia vera, ognuno dei quali dedicato ad un aspetto particolare del gameplay. Ecco che quindi impariamo man mano come dialogare e sviluppare la conoscenza con gli altri personaggi, come scalare i ranghi e come comportarci quando siamo dei sottoposti e quando invece siamo noi a controllare una o più città, come occuparci della prosperità di queste e come spostarci da una all'altra su una mappa della Cina da zoomare a diversi livelli in tempo reale, come controllare lo scorrere del tempo tramite un sistema RTS ibrido simile, per intenderci, a quello di Europa Universalis. Impariamo a forgiare alleanze e a pattugliare le città per eliminare criminali e banditi, e a questo proposito ci vengono proposti due minigiochi molto simili basati, manco a dirlo, sulla morra cinese, uno per i dibattiti e uno per i duelli, e ovviamente, perché poi l'obiettivo finale del tutto è riunificare in un modo o nell'altro il Paese, apprendiamo pure come rimpinguare le nostre truppe, addestrarle, muoverle e schierarle assicurandoci sempre che la linea dei rifornimenti sia libera, e infine come muoverle in battaglia. Alla conquista della Cina! E già, perché oltre all'enorme parte strategica, la cui superficie abbiamo appena scalfito sopra, c'è anche tutta una parte tattica che riguarda i singoli combattimenti in una mappa ancora più specifica, dove controlleremo singolarmente le armate, siano esse di fanteria, cavalleria, arcieri o, altra novità, navali. Battaglie che potremo affrontare sia nella parte degli attaccanti che in quella dei difensori, con relative tecniche diverse riguardanti, ad esempio, gli assedi alle città, e per quanto la sensazione sia che basti mettere in piedi un'armata numerosa e poi con questa attaccare a testa bassa per avere sempre la meglio, bisogna dire che i momenti epici non mancano, complice la presenza dei duelli che nel mezzo del conflitto trasferiscono per qualche minuto l'enfasi su un drammatico confronto personale tra due comandanti. Momenti epici e di soddisfazione assoluta che per la verità non mancano affatto in tutto il gioco, che a conti fatti si rivela davvero completo, esaltante e appassionante, a patto però di superare un primo (ma anche un secondo e un terzo) impatto davvero spiazzante e una curva di difficoltà ripida come poche. In questo anche il benemerito Hero Mode si rivela a volte incompleto e un po' enigmatico, e non aiuta certo il controllo via pad, che aumenta la macchinosità dei già tanti passaggi necessari per compiere una singola azione. Tra le ricompense che attendono gli strateghi più pazienti, tutto un impianto scenografico che, nonostante sia poco supportato da una grafica ai livelli della generazione precedente per dettaglio poligonale, qualità delle texture e presenza di molto aliasing, è però estremamente spettacolare nelle bellissime rappresentazioni 2D di PG e ambienti, nei movimenti di camera e negli effetti in occasione degli scontri verbali e di quelli all'arma bianca, nei filmati in computer grafica che citano a piene mani tutto l'immaginario cinematografico estremo orientale da Kurosawa a Bruce Lee, e in musiche d'eccezione a metà tra la tradizione cinese e il peplum degli anni '50, sostenute da una recitazione dei tanti dialoghi, in giapponese e cinese, indubbiamente convincente per quanto poco comprensibile. Non aiuta infine, ma era davvero difficile aspettarsi il contrario, la sola presenza della lingua inglese per i testi, che sono peraltro davvero ben scritti, molto maturi e ricchi a volte di un sorprendente umorismo.

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7.8

Redazione

4.4

Lettori (1)

Idiosincrasie tutte sino-nipponiche, una riproduzione storica che non scende mai a compromessi e rasenta la pignoleria, complessità spiazzante, ritmo lentissimo per intere fasi che improvvisamente sale a livelli da cardiopalma, macchinosità intrinseca peggiorata dal controllo via pad, grafica da PlayStation 3: questi e tantissimi altri gli ostacoli per chi intraprende Romance of the Three Kingdoms XIII, onestamente in tanti anni di carriera videoludica (ma era già avvenuto con alcuni tra gli episodi precedenti) uno dei giochi più integralisti su cui abbiamo mai messo le mani. Bisogna essere veramente motivati - e l'eccellente ed esaltante impianto scenografico costruito su un'ambientazione storico/geografica poco nota ai più ma molto affascinante potrebbe essere un'ottima motivazione - per non gettare via il pad già al secondo stage dell'Hero Mode. Ma se resisterete, se avrete la forza per andare avanti, troverete uno strategico completo, complesso e appassionante come pochi, che sa esaltare allo stesso modo il politico, il soldato, l'avventuriero e il sindaco che c'è in noi. Davvero per pochi, ma, ci permettiamo di dire, quei pochi si sentiranno molto fortunati.

Michele Maria Lamberti

Pro

  • Ricco, complesso, completo, totalmente aperto
  • Scenograficamente esaltante
  • Vi regalerà tante soddisfazioni...

Contro

  • ...se saprete superare un impatto assolutamente spiazzante
  • Componente tattica non all'altezza di quella strategica
  • Graficamente una generazione indietro

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