DOOM: Unto the EvilAncora più diabolico 

DOOM spalanca le porte infernali di Unto the Evil, il suo primo DLC

Ad elencare le cose che non vanno a proposito della sezione multigiocatore di DOOM si farebbe notte. Una considerazione valida sia in un'ottica generale, sia, a maggior ragione, in quella di un giocatore PC con un certo background, fatto di bunny hopping, rocket e strafe jump, la possibilità di mettere su il proprio server e quella di esprimere e condividere la propria creatività con mod e mappe extra, facendo solo del bene alla stato di salute del gioco e della community. Esatto, proprio quel background che un paio di decadi fa la stessa id Software ha tenuto a battesimo, consolidato e portato alla gloria, rendendolo uno standard, salvo a un certo punto prenderne le distanze. Ancora più diabolico Ma se è indubbio che a differenza della Campagna, dove lo studio texano ha fatto quasi tutte le scelte giuste, il multiplayer pare figlio di una progettazione confusa e discutibile, compressa schizofrenicamente tra troppi orientamenti diversi. È altrettanto indubbio però che gli ex-colleghi di John Carmack si stanno rimboccando le maniche, cercando di raddrizzarne il tiro. Dopo la pubblicazione di una demo, del chiacchierato supporto Vulkan (che tanta benzina ha fornito alla guerra tra fanatici di AMD e supporter di nVidia), della Modalità Foto e dell'opzione per l'arma DOOM Classico, pochi giorni fa è arrivato anche il monumentale Aggiornamento 2, che ha introdotto tonnellate materiale e novità strutturali per SnapMap. Al suo interno erano compresi anche rifiniture e bilanciamenti per la componente competitiva, ma soprattutto Settore ed Esodo, due modalità che con la loro impostazione sopperiscono a certi problemi di ritmo delle partite. Una colata infernale di roba, gratuita al 100%, di cui può godere chiunque abbia acquistato il gioco base, a cui a breve si aggiungerà un set di agognate modalità Tutti Contro Tutti. Difficile che il multiplayer prenda realmente il volo senza una decisa presa di coscienza della propria identità, di una radicale sistemata al gameplay e una rivoluzione a livello di infrastruttura, ormai improbabili, ma è evidente che id ce la stia mettendo tutta per migliorare il focus rispetto al punto di partenza e farne una piattaforma supportata e il più "democratica" possibile, compatibilmente a un contesto commerciale come quello Tripla A attuale. Contesto che prevede, inevitabilmente, un piano di contenuti a pagamento, di cui Unto the Evil è il primo rappresentante...

La nostra recensione di Unto the Evil, primo DLC dell'acclamato DOOM

Inghiottirò la tua anima

Il DLC introduce innanzitutto tre nuove mappe. Cataclisma è uno spettacolo da vedere e da giocare, una location che vive di grossi contrasti, quelli tra una dimensione demoniaca e una base nello spazio, che flirtano a più livelli, ora "avvelenandosi" a vicenda, ora confinando con appariscenti barriere, ora attraverso la schizofrenia dei teletrasporti. Una mappa vivace, bipolare e molto ben articolata. Ottima anche Offerta, che trasporta all'inferno, accogliendo con un impatto scenografico all'altezza delle migliori missioni della Campagna. Ancora più diabolico Ancora più diabolico Si tratta di un'arena dalla struttura orientativamente circolare, alcuni cenni di spiccata verticalità e un'alternanza tra spazi aperti e chiusi davvero ben ponderata, che permette di passare senza gli strappi sovente avvertiti altrove tra navigazione agile e scontri furiosi. Il tris si chiude in calando, all'insegna dell'ordinarietà, con Rituale, che dal punto di vista estetico appare come una scopiazzatura di Avamposto di Killing Floor 2, mentre sotto quello morfologico non aggiunge granché a quanto già abbondantemente giocato dal lancio, in particolare in mappe come Scavo. Unto the Evil porta con sé anche nuovo demone controllabile, il Mietitore, che si muove agile e veloce, scagliando raggi portentosi. Il suo reale potenziale offensivo, tuttavia, lo rivela solo una volta colmata una barra, quando può sprigionare un attacco a dir poco devastante, simile a un colpo di BFG. Una macchina di morte sulla carta inarrestabile, ma opportunamente controbilanciata da una riserva di energia limitata (350 punti vitalità), che la rende di convesso piuttosto fragile. Da non sottovalutare l'EMG Mark V, l'arma introdotta dal DLC, versione incattivita nell'aspetto e negli effetti sonori della Pistola del single player, che appare come una secondaria senza arte né parte e che invece se usata con abilità e tenacia sa rivelarsi letale nei risultati e gratificante nella meccanica. Apprezzato anche l'arrivo della Mina Cinetica, esplosivo con attivazione a distanza visto e rivisto in decine di altri titoli, grazie a cui anche in DOOM si possono diversificare gli approcci con trappole, difese perimetrali e altre soluzioni utili soprattutto nelle modalità a obiettivo. Unto the Evil se la cava anche con gli inevitabili Moduli Hack, introducendo alcuni plus sfiziosi, come Velocità Primordiale e Assalto Mobile, senza attribuire grossi vantaggi concreti. A irrobustire il pacchetto ci pensano infine un nuovo set di armature, Robotica, e gesti di scherno, colori e motivi dedicati alla personalizzazione estetica, che a giudicare dagli obbrobri che spesso e volentieri capita di incrociare in battaglia sono un elemento particolarmente apprezzato dagli habitué. Peccato per il matchmaking, che, per quanto migliorato, complice sicuramente anche la tutt'altro che eccezionale affluenza dei giocatori, quantomeno nel formato che abbiamo testato, può arrivare a imporre di sorbirsi lungaggini e disfunzioni varie, rendendo talvolta la fruizione un'autentica pena dell'inferno ancor prima di essere riusciti a varcarne i cancelli. Tenetelo ben a mente.

Consigliato

S.V.

Lettori

Pro

  • Cataclisma e Offerta sono belle da vedere e una gioia da giocare
  • Il Mietitore e l'EMG Mark V aggiungono pepe, senza sbilanciare

Contro

  • Occhio al matchmaking

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