Near DeathCongelamento imminente 

Near Death tenta di dire qualcosa di nuovo nel mondo dei survival

Il genere survival si fonda su alcune caratteristiche precise e ben definite, intorno alle quali ruotano tutte le altre: raccolta delle risorse, creazione di infrastrutture usando progetti, necessità di soddisfare alcuni dei bisogni primari del personaggio principale e così via. Congelamento imminente Le critiche più frequenti mosse agli ormai numerosissimi rappresentanti del genere sono note: l'eccessiva ripetitività e l'assurda progressione di alcune meccaniche, che trasformano il giocatore in una specie macchina industriale capace di distruggere intere foreste e di scavare massicce montagne in pochi minuti. Near Death, opera seconda dell'autore di The Novelist, tenta di sfruttare il concetto di "sopravvivenza" in modo differente dagli altri esponenti del genere, pur partendo dalle stesse basi e pur tradendo in più occasioni debiti con The Long Dark, titolo a cui evidentemente il team di sviluppo si è pesantemente ispirato. L'idea è sempre quella dell'essere umano che combatte con l'ambiente ostile sfruttando le risorse rimediate in svariati modi, ma qui non c'è mai dominio, ossia si fatica dall'inizio alla fine e non si arriva mai al punto di potersi sentire al sicuro. Lo scenario di partenza è abbastanza tipico: siamo i sopravvissuti di un disastro aereo. Purtroppo non siamo finiti in qualche foresta o in un altro ambiente lussureggiante pieno di cibo e materiali, ma in Antartide, dove il freddo può toccare i cento gradi sottozero e anche solo pensare di rimanere troppo a lungo all'aperto è una follia che può costare il congelamento. Di fronte a noi c'è un deserto di ghiaccio e una base di ricerca, chiamata Sutro Station, che dobbiamo esplorare da cima a fondo per riuscire a cavarcela e, magari, trovare un modo per tornare a casa. La notte durerà mesi e non possiamo sperare nell'arrivo dell'alba. Ce la faremo?

Abbiamo recensito Near Death, avventura survival dall'autore di The Novelist

Sopravvivenza estrema

Near Death è un gioco particolare. A tratti sembra di trovarsi di fronte più a un horror che a un survival, anche se non ci sono mostri.Comunque, il rischio di morire è concreto al punto da essere il cardine dell'intero gameplay. La base Sutro è formata da diverse ambienti staccati l'uno dall'altro, che vanno raggiunti avventurandosi all'esterno. La reazione tipica indotta dal design del gioco è la fretta. Stiamo per morire e abbiamo poche batterie per tenere accesa la torcia elettrica e poco cherosene per alimentare la stufa portatile con cui possiamo riscaldarci quando rischiamo il congelamento. Congelamento imminente Quindi all'esterno si corre seguendo le indicazioni dei cartelli che ci indirizzano verso i vari settori della base e i lampioni accesi che creano dei sentieri ideali che aiutano a non perdersi. La fretta permane anche quando ci si trova in uno degli interni, che non proteggono completamente dal freddo e che dobbiamo razziare il più velocemente possibile. Anzi, alcune stanze hanno le finestre rotte che lasciano entrare freddo e neve, e che impediscono di riscaldarsi con la stufa. Quindi, torcia alla mano, si guarda rapidamente sugli scaffali, nelle casse, nei cassetti e in ogni possibile anfratto alla ricerca di rifornimenti e materiali, necessari per realizzare oggetti utili come delle pezze per riparare le finestre per creare ambienti chiusi, necessari per riscaldarsi e per lasciare oggetti, o come dei vestiti più caldi per rallentare il congelamento. A volte costruire serve per raggiungere alcuni degli obiettivi prefissati. Ad esempio in più di un'occasione occorre riparare dei generatori in corto circuito (obbligatoriamente o facoltativamente) e per farlo bisogna trovare i materiali per creare delle parti di ricambio. In generale i progetti realizzabili non sono molti e alcuni sono facoltativi, ma sono esattamente quelli che servono per lo scenario in cui ci troviamo, senza derive o assurdità. Non tutti i progetti sono disponibili da subito: la maggior parte la si ottiene leggendo i manuali sparsi per la base.

La voce amica

Per indirizzarci verso i nostri obiettivi, gli sviluppatori hanno studiato un sistema semplice ed efficace. Di tanto in tanto si deve infatti comunicare tramite telegrafo con un secondo sopravvissuto che ci illustra la situazione e ci da delle missioni, senza mai scendere troppo nei particolari (nemmeno lui sa che fare per salvarsi). Congelamento imminente Gli obiettivi, primari e secondari, vengono riepilogati nel menù, dove si trovano anche i progetti, le trascrizioni dei dialoghi e una mappa con bussola senza indicatori di sorta, ma con tutti i nomi dei settori della base ben leggibili. Insomma, siamo noi a dover esplorare la Sutro per trovare ciò che ci serve, operazione resa particolarmente gravosa dal rischio di congelamento, di cui abbiamo ampiamente parlato sopra. La trama in sé è ben scritta e funzionale, anche se non è eccezionale. Diciamo che è un buon movente per andare avanti e arrivare alla fine del gioco; fine del gioco che non si fa attendere a lungo. Near Death è completabile in poco più di due ore, mentre i completisti che vogliono sbloccare tutti i contenuti ne impiegheranno almeno cinque, dovendo però rigiocarlo una seconda volta (una terza è improbabile). Immaginiamo che per alcuni si tratti di un tempo davvero risicato, ma va detto che sono due ore intense e ben studiate, senza riempitivi di sorta. Probabilmente gli sviluppatori avrebbero potuto allungare un po' il brodo sfruttando le meccaniche di creazione, ma il rischio era quello di dover allentare molto il ritmo, finendo per ammorbidire anche l'atmosfera.

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo Windows 7 64-bit
  • Processore Intel Core i5 2.00 GHz o AMD equivalente (richiesto un processore a 64-bit)
  • 4 GB RAM
  • Scheda video Nvidia GeForce GTX 650 con 1GB di VRAM (o AMD equivalente)
  • DirectX 9.0 c

Quasi morto

Dal punto di vista tecnico Near Death non fa gridare al miracolo, ma sfrutta intelligentemente le sue risorse per creare un'atmosfera tesa e a tratti memorabile. Ad esempio la scarsa visibilità esterna, unita alla meccanica di congelamento, creano situazioni che possono sfociare nel panico. Congelamento imminente Immaginate di essere da soli al gelo, con la vista che si va annebbiando per il troppo freddo e la struttura più vicina a decine di metri di distanza. Si tratta di uno di quei casi in cui le scelte tecniche vanno a influire in modo diretto sul gameplay, trasformandosi quasi in meccaniche di gioco. L'atmosfera è talmente ben realizzata che fa sorvolare su alcuni oggetti tridimensionali non proprio bellissimi e sugli ambienti a volte un po' spogli, mancanti completamente di uno stile riconoscibile. Va detto che andando avanti nel gioco la situazione migliora e ci si trova in zone più curate e piacevoli da visitare. La colonna sonora è invece molto bella, nonostante sia abbastanza derivativa. I suoni che arricchiscono il gameplay comprendono la voce del protagonista, che aiuta a capire quando la situazione si sta facendo critica, o quando si è riscaldato a sufficienza, e una quantità di effetti sonori ambientali che costruiscono un tessuto potente nell'aiutare il giocatore a immedesimarsi nell'azione. Le tracce audio di loro sono utilizzate in modo discreto e non si sovrappongono mai a quello che è il fulcro del gameplay.

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8.0

Redazione

S.V.

Lettori

Near Death è un'avventura survival breve e intensa che piacerà ai fan del genere alla ricerca di qualcosa di più intenso rispetto ai capisaldi del genere. Con vari accorgimenti riesce a trasmettere quasi fisicamente il gelo contro cui combatte il protagonista. Si tratta di un pregio non da poco. Certo, per alcuni la durata non giustificherà la spesa. Magari aspettate qualche saldo prima di acquistarlo, ma tenetelo in considerazione. Non ve ne pentirete.

Simone Tagliaferri

Pro

  • Gameplay intenso
  • Storia ben scritta
  • Ben studiato

Contro

  • Corto
  • Stile visivo anonimo

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