Dragon Quest BuildersTra mostri e draghi, pezzo per pezzo 

Costruiamo la nostra avventura con Dragon Quest Builders

Tempo di matrimonio videoludico! Finalmente arriva anche in Europa Dragon Quest Builders di Square Enix dove a sposarsi sono le tipiche meccaniche di costruzione di Minecraft e il mondo di Dragon Quest, la famosissima saga dei giochi di ruolo giapponesi ideata nel 1985 da Yugi Horii che da oltre trent'anni è capace di far vivere le proprie avventure praticamente su ogni console esistente. Tra mostri e draghi, pezzo per pezzo Per giustificare tale unione a Kazuya Niinou e al suo team è bastato immaginare un finale alternativo di Dragon Quest in cui il regno di Alefgard, invece di essere salvato dal protagonista, è stato devastato dal Dragonlord che ha ingannato l'eroe portando, così, oscurità (anche nel senso letterale del termine visto le malefiche nubi che sovrastano il territorio) ovunque: per una volta, sembra aver vinto il cattivo. Dopo anni di oblio, la popolazione, o meglio ciò che ne rimane, è disperata e completamente allo sbando e l'unica speranza del regno siete voi, profetico salvatore con l'abilità innata da costruttore capace di ricavare materiali da tutto ciò che vi circonda. Ci troviamo davanti ad un Minecraft con grafica a tema, allora? Assolutamente no, visto che la natura tipica del sandbox viene stravolta dalla struttura a missioni che farà da guida nel corso di tutta l'avventura e che sarà utile, inizialmente, per familiarizzare con i comandi del vostro personaggio e, successivamente, per avere sempre qualche compito da svolgere. Potete costruire a piacimento o portare avanti la storia del protagonista, quando e come dipende solo dalla vostra fantasia.

Dragon Quest Builders, il sandbox si unisce alle quest con un risultato davvero coinvolgente

Il regno di alefgard nelle nostre mani

Dopo aver assistito al prologo (il fattaccio di cui sopra) e aver creato il personaggio (le opzioni di scelta sono poche e si limitano al sesso e al colore di capelli, pelle e occhi), verrete risvegliati dalla Dea Rubiss, lo spirito della terra di turno che, oltre a ripetervi fino allo sfinimento che le vostre capacità da costruttore vi rendono l'unica speranza del mondo pur non facendo di voi un eroe, vi inizierà alla comprensione dei comandi base del gioco, cominciando dal movimento del personaggio, dalla costruzione dei primi oggetti fino alla posa dei blocchi e alla navigazione della barra di selezione veloce. Per costruire gli oggetti di base la Dea vi insegnerà ad usare, come banco di lavoro, il ceppo di un albero tagliato e "casualmente posizionato" all'interno della cripta in cui vi risveglierete: una volta apprese le prime tecniche, vi darà modo di raggiungere il rudere dell'antica città di Cantlin e di piazzare il primo stendardo di luce. Tra mostri e draghi, pezzo per pezzo Piazzare questo stendardo, inevitabilmente, attirerà verso di esso le persone che ogni giorno lottano per sopravvivere, inoltre avrà la funzione di punto di salvataggio delle vostre partite. Il primo cittadino ad arrivare sarà Britta che, oltre a riempirvi di complimenti degni di un vero salvatore, vi fornirà una nuova serie di quest utilissime per imparare elementi di costruzione più avanzati come, ad esempio, la stanza vuota, la porta e un giaciglio per dormire, in più vi suggerirà come procurarvi le cibarie per recuperare energia; quest'ultimo elemento è particolarmente importante in quanto la barra della fame, costituita da cinque pagnotte di pane, insieme alla barra della vita sono i due parametri da tenere sotto controllo per evitare di passare a miglior vita e perdere la metà degli oggetti che trasportate (è comunque possibile tornare a recuperarli dopo essere tornati in vita). Man mano che ingrandirete la città o gironzolerete nel territorio circostante, troverete altri personaggi e ognuno di essi farà in modo di autoinvitarsi nella vostra città offrendo aiuto che, a livello di gameplay, si tradurrà in nuove missioni e in ricette per nuovi oggetti che acquisirete semplicemente parlando con loro oppure scoprendo un nuovo oggetto o un nuovo materiale nei luoghi visitati: raccogliere un oggetto la prima volta, molto spesso, vi farà automaticamente venire in mente una o più ricette nelle quali utilizzarlo. Le missioni in cui dovrete raggiungere un determinato luogo saranno segnate sulla pratica bussola/orologio che scandisce anche il ciclo giorno notte: di notte potrete sia proseguire l'avventura sia andare a dormire ma, nel primo caso, avrete sempre dei fantasmi a dare fastidio che andranno eliminati.

Minecraft o non Minecraft, questo è il problema

Quando Dragon Quest Builders è uscito in Giappone, all'inizio dell'anno, si è parlato immediatamente di risposta giapponese a Minecraft, quanto c'è di vero? Innanzitutto l'area di gioco, analogamente al titolo Microsoft, è suddivisa in cubi che il protagonista raccoglierà distruggendo il terreno, che può essere di vario tipo (con all'interno materiali come carbone, ferro, rame, eccetera), con la sua arma prima e con il martellone, inoltre, anche la barra veloce è molto simile e accessibile tramite la croce direzionale che però in Dragon Quest Builders ha la funzione aggiunta di selezione delle armi; il movimento del personaggio è delegato allo stick sinistro mentre con il destro ruoterete a piacimento la telecamera. La prima differenza da Minecraft è la visuale in terza persona che risulta molto comoda negli ambienti esterni ma che diventa difficoltosa all'interno degli edifici a cui avrete messo un tetto. Tra mostri e draghi, pezzo per pezzo Le altre due differenze non trascurabili sono l'altezza, limitata ad appena 32 blocchi partendo dal livello del mare e a soli quattro in profondità (dimenticate le grotte profonde di Minecraft), e la totale impossibilità di interagire con il mare che potrà essere attraversato solo dove l'acqua è profonda un solo blocco e che, se proverete a tuffarvi, riporterà il personaggio ferito sulla riva. Per raggiungere le molte isole presenti bisognerà avanzare con la modalità storia e questo vi darà modo di costruire dei portali che, una volta attraversati, vi daranno accesso ad una nuova zona, con nuovi mostri da uccidere, nuovi materiali da prendere e nuovi personaggi non giocanti che forniranno quest della trama principale o opzionali. Queste ultime andranno ad influire sul punteggio finale del capitolo che si sta giocando: i capitoli sono 4, di difficoltà crescente e con tanto di scontro epico con il boss finale. Una volta superato il boss di fine capitolo, l'escamotage usato da Square Enix è interessante: infatti, nel successivo capitolo, avrete a disposizione tutte le ricette apprese fino a quel momento (alcune con delle varianti causate dalla diversità delle varie ambientazioni) ma perderete tutti gli oggetti e i punti vita e dovrete cominciare da capo nella nuova ambientazione con un nuovo stendardo. Una volta terminato il primo capitolo tornerete al menù principale e verranno sbloccati sia il secondo capitolo sia la modalità di costruzione libera Terra Incognita in cui potrete accedere al gioco on line e in cui il multiplayer si limita alla condivisione di un vostro edificio con altri giocatori che semplicemente lo vedranno comparire nella loro modalità di costruzione libera. Davvero un peccato non avere un multiplayer vero e proprio, sarebbe stata la ciliegina sulla torta per un prodotto che ha già tantissime frecce al suo arco. Un altro elemento che si differenzia sostanzialmente da Minecraft è la costruzione della città che farete avanzare di livello mano a mano che creerete le varie stanze e le riempirete di decorazioni come vasi, panchine, tavoli e altre suppellettili: è originale la possibilità di creare stanze private per ognuno dei vostri cittadini apponendovi una targa su cui scriverete il nome. Allo stesso modo potrete creare locande, botteghe, laboratori o armerie in cui posizionare l'equipaggiamento che non utilizzate più.

Trofei PlayStation 4

Ci sono trofei per tutti i gusti in Dragon Quest Builders e vanno da quelli che riguardano la modalità storia a quelli basati sulle imprese compiute all'interno di un dato capitolo. Altri trofei si possono guadagnare semplicemente giocando e ripetendo un'azione all'eccesso come distruggere tanti blocchi o arredare talmente tanto la vostra da guadagnarvi a pieno diritto il titolo di arredatore.

Tanto da fare nel colorato mondo di Dragon Quest

Chi ha familiarità con la serie di Dragon Quest non faticherà a riconoscere molti dei nemici presenti, su tutti gli Slime (uno di loro è protagonista di una parte del primo capitolo divertentissima) ma soprattutto apprezzerà i personaggi disegnati dal mitico (ormai di meno non gli si può attribuire) Akira Toriyama, già autore del primo Dragon Quest e di Chrono Trigger, se vogliamo rimanere nel campo dei videogiochi, o di capolavori come le serie Dragon Ball o Dottor Slump & Arale se ci spostiamo sugli anime e i manga. Tra mostri e draghi, pezzo per pezzo Le animazioni dei personaggi e dei nemici sono sempre molto fluide anche se poteva essere curata meglio la distanza da cui colpirli che invece vi impone di arrivargli talmente vicino da rischiare di andarci a sbattere fisicamente prendendo danno. Tutti i dialoghi, che si presentano con le classiche "chat bubble" dei videogiochi di ruolo giapponesi, sono localizzati in italiano e spesso sono state fatte divertentissime traduzioni con battute talvolta al limite del ripetibile (non vi riveliamo nulla).Come ogni gioco della serie Dragon Quest, l'aspetto musicale è molto curato, a cominciare dal riconoscibilissimo tema iniziale (marchio di fabbrica della serie) e via via esplorando melodie che seguono le situazioni di gioco: uno per la notte, uno per quando si è in città, uno per quando si è all'esterno. I temi non risultano quasi mai troppo fastidiosi anche se alla lunga rischiano di diventare un po' ripetitivi. La durata stimata per il completamento dei quattro capitoli principali è di circa 50-60 ore senza considerare tutte le quest aggiuntive che possono portare facilmente il tempo di gioco anche a 100 ore, esclusa la parte della Terra Incognita nella quale si costruisce liberamente, per cui potrebbe durare virtualmente all'infinito.

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8.5

Redazione

7.7

Lettori (17)

Dragon Quest Builders riesce perfettamente nell'unione di due generi pur mantenendo principalmente la sua natura di videogioco di ruolo giapponese: ha dalla sua parte molti dei punti di forza di Minecraft ma anche una solida modalità storia che progredisce con i capitoli. Quando sarete arrivati alla fine di ognuno di essi avrete voglia di rigiocarli per riuscire a fare tutte le missioni richieste. Decisamente un acquisto consigliato specialmente se siete anche fan della serie Dragon Quest. Peccato per la mancanza di una componente multiplayer vera e propria.

Marco Salemi
 

Pro

  • Modalità storia lunga, conivolgente e divertente
  • Sfida appagante per completare tutti gli obiettivi aggiuntivi
  • Grafica e musica molto curate

Contro

  • Modalità multiplayer assente
  • Telecamera altalenante negli ambienti chiusi
  • Limiti massimi di costruzione in altezza e profondità molto bassi