Shadow Warrior 2Quando il gioco si fa duro, Lo Wang inizia a giocare 

Shadow Warrior 2 scende in campo con il solito gameplay e la solita ironia caciarona del primo capitolo, ma cerca di acquistare spessore con alcune importanti novità

C'è stato un tempo in cui grafica tridimensionale e bidimensionale si sono innamorate, si sono sposate e hanno generato Duke Nukem e figli, una serie di titoli violenti e ironici che hanno segnato la storia degli sparatutto in prima persona grazie a una vena di follia estesa a creature e armi di ogni genere. Tutti questi elementi sono stati la spina dorsale dello Shadow Warrior originale, hanno fatto la fortuna del reboot tutto tridimensionale targato Flying Wild Hog e sono al centro anche di questo seguito che ci accoglie con l'inevitabile introduzione anni ottanta, non ci fa mancare gli immancabili conigli assatanati e spinge sull'acceleratore mettendo in gioco più di settanta armi personalizzabili combinate con un sistema più rifinito e complesso di upgrade.

Shadow Warrior 2 affronta qualche cambiamento importante ma non tradisce le sue origini

Un solo Wang non basta più

Gli elementi portanti del gameplay sono gli stessi del primo capitolo anche se Shadow Warrior 2 non ci fa mancare novità legate a incantesimi, abilità e possibilità di evoluzione del personaggio principale che grazie a una vasta scelta di upgrade può diventare sempre più veloce, robusto e pericoloso a prescindere dall'arma impugnata. Le novità includono upgrade più importanti, come quello che permette di impugnare due armi, ma non stravolgono un gameplay che pur ammettendo la specializzazione in uno specifico tipo di combattimento, è studiato per combinare proiettili di piombo, missili, laser e armi da taglio. Quando il gioco si fa duro, Lo Wang inizia a giocare Le spade, insomma, rappresentano ancora una volta un elemento centrale, una risorsa che diventa fondamentale quando i proiettili scarseggiano ed è valorizzata da un gameplay che permette di alternare attacchi a distanza e corpo a corpo. Ed è proprio questo il cuore pulsante di Shadow Warrior 2, lo stesso cuore che ci ha fatto innamorare del suo predecessore e che ci permette di lanciare incantesimi, infilzare nemici e sparare a profusione senza mai fermarci, saettando in ogni dove, compiendo balzi prodigiosi ed effettuando rapidi cambi di direzione che spesso sono l'unico modo per evitare orde di nemici che si muovono con grande rapidità. Lo spirito, insomma, è quello a cui siamo abituati anche se le novità hanno un peso e si combinano con cambiamenti importanti come gli effetti elementali per le armi e la nuova minaccia tecnologica che si inserisce tra demoni, ninja e scagnozzi della Yakuza, mettendoci di fronte a enormi robot e mappe futuristiche. Ma la vera novità riguarda la struttura dell'esperienza che cambia grazie a mappe non lineari, piuttosto ampie e generate proceduralmente, che sono raggiungibili con un click da un'area popolata da mercanti e personaggi grazie ai quali possiamo acquistare e costruire gli upgrade. Per farlo servono ovviamente soldi che, come l'esperienza necessaria per potenziare le abilità, si ottengono completando le missioni ed è qui che entra in gioco la possibilità di scegliere se affrontare le missioni secondarie e in quale ordine farlo. Una volta soddisfatti dell'evoluzione del personaggio non resta che affrontare gli incarichi legati alla storia principale che, una volta completati, rendono inaccessibili le missioni secondarie non ancora completate ma ne sbloccano di nuove. In tutto questo l'obiettivo principale di Wang è quello di salvare una donzella in pericolo ottenendo così l'unica cosa che gli interessa davvero: un lauto pagamento. Per incassare la grana è necessario affrontare un sacco di nuovi nemici che come al solito arrivano in ondate sempre più numerose, inizialmente facili da gestire vista l'intelligenza artificiale tutt'altro che sorprendente ma capaci di crearci più di un problema nelle missioni avanzate, anche a livello di difficoltà normale. Alcuni boss, inoltre, flagellano Wang con veri e propri bombardamenti che non sono sempre facili da evitare e puniscono severamente ogni distrazione. Quando il gioco si fa duro, Lo Wang inizia a giocare La difficoltà, però, si ridimensiona notevolmente una volta capita l'importanza delle peculiarità delle armi, fella furia che si carica raccogliendo teschi, degli effetti elementali come l'elettricità che può paralizzare i nemici e dei relativi potenziamenti che includono l'assorbimento di energia magica e vitale oltre a consentire di aumentare specifici tipi di danno, velocità e altri fattori determinanti. Proprio per questo la vera sfida la troviamo solo affrontando i due livelli di difficoltà più alti, che rappresentano un buon allenamento anche per fare bella figura nella nuova cooperativa online a quattro giocatori. Ed è in funzione di questa modalità che acquista senso compiuto la decisione di optare per l'introduzione di un nuovo sistema a bottini, delle mappe procedurali e di un hub pieno di mercanti che ricordano l'impostazione tipica di titoli come Diablo o Borderland. Nel caso di Shadow Warrior 2, però, i giocatori non sono liberi di muoversi indipendentemente e sono vincolati alle decisioni dell'host. Inoltre la complessità dell'inventario e del sistema di upgrade costringe a lunghe pause che non si sposano bene con la formula online. Ma giocare in compagnia e collaborare per affrontare le sfide più difficili è comunque un'aggiunta più che gradevole ed è un possibile punto di partenza per una ulteriore evoluzione della serie. Tra l'altro un corposo update rilasciato nel weekend ha sistemato alcuni grossi problemi del netcode che ora sembra soffrire solo delle magagne intrinseche del motore di Shadow Warrior 2. Le collisioni, infatti, sono piuttosto grossolane e, complice la smania dei nemici di saltarci addosso, causano un discreto caos visivo che rende difficile sfruttare al meglio i movimenti di Wang. I problemi, comunque, sono più che sopportabili e sono parzialmente compensati da extra piacevoli come il nuovo sistema di raccolta dei loot, la modalità fotografica, l'ormai consueto oversampling e chicche come la possibilità di personalizzare il campo visivo sull'asse verticale.

Riposseduto

Anche in questo seguito un recalcitrante Lo Wang è costretto a ospitare un'anima nel suo corpo e questa volta si tratta di quella dell'esuberante figlia di un boss della Yakuza. Durante una sorta di esperimento le spoglie dell'avvenente fanciulla sono diventate la casa di un demone che deve essere sfrattato per poter liberare Wang dal nuovo fardello spirituale. Un fardello che come il precedente parla, interagisce e diventa una componente importante di una dimensione narrativa che, pur scanzonata e senza troppe pretese, riesce a essere ancora efficace grazie alle battute datate ma efficaci nel tratteggiare Wang. Ed è questo l'altro ingombro con cui il nostro mercenario si deve confrontare, un'identità da eterno eroe "caciarone" - tipo Deadpool, per intenderci - che pone un grosso freno alla profondità narrativa ma si sposa perfettamente con frasi di Bukowski infilate nei biscotti della fortuna, fiotti di sangue di ogni colore, nemici grotteschi e arti che svolazzano sanguinando per lo schermo. Quando il gioco si fa duro, Lo Wang inizia a giocare Quando il gioco si fa duro, Lo Wang inizia a giocare Ed è uno schermo decisamente più piacevole da guardare rispetto al passato. Ampiezza e generazione procedurale delle nuove mappe non sono le uniche novità di questo sequel che pur mantenendo lo stile del predecessore, si svincola dalla datata eredità dello Shadow Warrior del 1997. Questa volta gli effetti grafici non sono uno strumento per distrarre da elementi ormai datati ma la ciliegina su un motore ben ottimizzato, un motore ricco di extra che risulta decisamente più evoluto nonostante i limiti relativi a complessità poligonale, definizione delle texture e qualità dei modelli. Limiti probabilmente inevitabili per un titolo a basso budget che riesce però a regalarci deliziose cittadine orientaleggianti, tramonti di fuoco, quartieri fantascientifici pieni di luci al neon, fisica in abbondanza, nemici che vengono affettati in modo dinamico, incantesimi, enormi creature, scudi energetici, nemici che riportano segni degli attacchi loro inferti, nuvole glaciali, esplosioni particellari e un sacco di altri effetti legati al nostro enorme arsenale, ai nuovi nemici e alle nuove armi di cui questi dispongono. Di fronte a tutto questo il fatto che la generazione procedurale comporti qualche scorcio ripetuto più volte passa in secondo piano ed è comunque difficile accorgersene in un titolo che ha nella varietà il suo punto forte, anche per quanto riguarda i nemici. Ad aspettarci lungo il cammino c'è davvero di tutto tra robot, insetti, demoni, sciamani, ammassi di carne, creature venefiche e scagnozzi che ci attaccano con armi a energia, spade e mitragliatori. Tutti questi simpaticoni, tra l'altro, hanno a disposizione un sacco di abilità che consentono loro di diventare invisibili, di esplodere, di ottenere potenziamenti, di compiere acrobazie e, nel caso degli avversari più potenti, di circondarsi di scagnozzi che devono essere sconfitti per poter danneggiare la creatura a cui sono collegati. Non mancano infine i boss, come sempre tosti da affrontare e belli grossi, per un'esperienza che non ci fa mancare davvero quasi nulla, colonna sonora di ottima qualità inclusa, e che per questo può vantarsi di essere uno degli sparatutto in circolazione più ricchi di sempre. Un titolo non perfetto e purtroppo del tutto privo di adattamento in italiano ma che giustifica in pieno i 37 euro del prezzo anche grazie a una longevità di tutto rispetto. Per completare Shadow Warrior 2 a difficoltà normale è facile arrivare alla quindicina di ore che possono diventare molte di più grazie ai segreti, ai livelli di difficoltà più elevati e alla modalità cooperativa.

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Sistema operativo Windows 10
  • Processore Intel Core i7-4440
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 1080
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo Windows XP/7/8/8.1/10 a 64-bit
  • Processore Intel Core i3-6300 o AMD A10-5800K AP
  • 8 GB RAM
  • Scheda video nVidia GeForce GTX 560Ti / ATI Radeon HD 6850
  • Requisiti Consigliati
  • Sistema operativo Windows XP/7/8/8.1/10 a 64-bit
  • Processore Intel Core i5-3470, 3.20GHz or AMD FX-6300, 3.5Ghz
  • 8 GB RAM
  • Scheda video nVidia GeForce 970 / ATI Radeon R9 290 4GB
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8.0

Redazione

8.9

Lettori (13)

Shadow Warrior 2 è uno sparatutto frenetico, esagerato e ironico che riesce nel difficile compito di combinare quasi tutto il buono della formula originale, respiro da sparatutto vintage incluso, con un'importante evoluzione strutturale che include la cooperativa online a quattro giocatori. Purtroppo il comparto tecnico per quanto migliorato è ancora soggetto a compromessi importanti ma stile azzeccato ed effetti grafici compensano le lacune, permettendoci di godere senza troppi problemi di un titolo il cui punto di forza principale è l'incredibile varietà di armi, abilità e upgrade.

Mattia Armani
 

Pro

  • Una valanga di abilità, armi e upgrade
  • Gameplay serrato e avvincente
  • Ironia grossolana ma azzeccata
  • Gradita aggiunta della cooperativa online...

Contro

  • ...che purtroppo non è implementata al meglio
  • In alcuni frangenti i limiti del motore emergono con prepotenza
  • Ancora qualche problema per il netcode
  • Talvolta fin troppo caotico