FIFA MobileIl calcio che elimina il calcio 

Tante carte e poco pallone in FIFA Mobile, ultima uscita della serie per smartphone e tablet

Mentre su console la serie di FIFA viaggia oramai da anni su binari consolidati, scandendo ogni uscita annuale con miglioramenti vari che ne arricchiscono il gameplay e l'impianto tecnico, in ambito mobile l'andamento è decisamente più schizofrenico: sin dai suoi esordi su smartphone e tablet, il franchise ha dato sfoggio di un costante trasformismo, figlio non tanto del fare eclettico degli sviluppatori quanto piuttosto della palese mancanza di una direzione ben precisa da seguire. Il gioco ha dunque cambiato costantemente registri, valori produttivi, sistemi di controllo e via discorrendo, giungendo due anni fa ad abbandonare persino un modello di vendita classico per sposare la più popolare formula dei free to play. Una sequenza di scelte che hanno provocato un costante calo qualitativo della serie, un processo che arriva ora a un triste compimento con il qui presente FIFA Mobile.

In FIFA Mobile si spende e si spacchetta, ma si gioca poco e male

Beati gli ultimate

Proseguendo sul solco tracciato dagli ultimi due episodi della serie, anche FIFA Mobile offre di fatto la sola modalità Ultimate Team, negando agli utenti la possibilità di giocare impersonando i propri beniamini: si è dunque costretti a iniziare con una squadra composta da illustri sconosciuti, sbloccando via via dei pacchetti che integrano nuove forze nel proprio organico. Il calcio che elimina il calcio È superfluo affermare che chiunque non abbia mai provato un amore viscerale per questa specifica modalità difficilmente cambierà idea grazie a FIFA Mobile, che anzi aggiunge all'equazione le arcinote - e spesso antipatiche - dinamiche dei free to play: oltre agli immancabili acquisti in-app e al sistema di retribuzione a doppia valuta, fa capolino anche un nuovo indicatore di energia di cui francamente non si sentiva la mancanza, che decresce a ogni partita e che va rimpolpato spendendo crediti o attendendo il tempo necessario alla ricarica. Davvero tante limitazioni per un titolo che, quando l'azione si sposta sul campo di gioco, dimostra una pochezza qualitativa finora sconosciuta al franchise EA nella sua già non brillantissima carriera in ambito mobile. La sgradevole sensazione è quella di trovarsi di fronte a un prodotto realizzato al risparmio, in primis dal punto di vista tecnico, complice una grafica assolutamente mediocre (soprattutto per quanto riguarda i modelli poligonali degli atleti) e degli effetti sonori che si contano sulle dita di una mano. Non che il gameplay, si comporti meglio, beninteso: i difetti dei precedenti episodi si ripresentano qui ulteriormente acuiti, su tutti il comportamento incredibilmente "scivoloso" e poco reattivo dei giocatori, cosa che impedisce sia di pressare in maniera soddisfacente il portatore di palla in fase difensiva, sia soprattutto di imbastire un'azione d'attacco degna di questo nome. Dopo essere stato (giustamente) cestinato nell'edizione dello scorso anno, poi, fa un inspiegabile ritorno il sistema di controllo tramite gesti tattili, opzionale ma capace di peggiorarsi ad ogni sua uscita. Il calcio che elimina il calcio Sforzandosi di voler vedere il bicchiere mezzo pieno, si può dire che lo scarso rendimento di FIFA Mobile sul campo non abbia un peso nemmeno così imponente nella valutazione globale del prodotto, dato che di spazio per il calcio giocato ce n'è veramente poco: nonostante la presenza di campionati, leghe e varie modalità di sfida, l'attenzione è tutta rivolta allo spacchettamento compulsivo, perlomeno reso più agevole da un'interfaccia che svolge un lavoro molto più efficace della controparte dello scorso capitolo. Difficile però essere entusiasti di un prodotto troppo poco profondo per essere considerato un manageriale a tutti gli effetti e privo degli elementi fondamentali per soddisfare gli appetiti di chi vorrebbe solo dare quattro calci a un pallone. Un aspetto lampante di quanto FIFA Mobile sia totalmente fuori fuoco sta nella nuova modalità Attacco, ovvero un maldestro tentativo di fornire il titolo di una sorta di multiplayer asincrono: in sostanza, si giocano solo un tot di azioni in fase offensiva nel tentativo di realizzare il maggior numero possibile di reti, per poi attendere i risultati dell'avversario e stabilire il vincitore. Una soluzione che può andare bene per Madden NFL Mobile (primo titolo a sfruttare questa dinamica), ma che col calcio c'entra davvero poco.

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Redazione

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Lettori (3)

Lasciate ogni speranza, o voi che scaricate FIFA Mobile sperando di trovarvi per le mani un gioco di calcio: evidentemente questo aspetto non rientra più nei piani di EA per le versioni portatili della sua serie sportiva. Non si spiega altrimenti come la componente strettamente ludica di quest'ultimo prodotto lasci così tanto a desiderare, relegata peraltro in un triste secondo piano come se fosse un'annosa pratica da sbrigare tra uno spacchettamento e l'altro. I patiti di Ultimate Team riusciranno a trovare anche pane per i loro denti e acquisti in-app per i loro soldi, ma per tutti gli altri FIFA Mobile ha davvero pochissimo da offrire.

Fabio Palmisano

Pro

  • Interfaccia valida
  • Diverse modalità di gioco
  • Carte e pacchetti in abbondanza

Contro

  • Tecnicamente povero
  • Gameplay insoddisfacente
  • Free to play molto limitante