Arizona SunshineApocalisse in VR 

L'ennesimo shooter per la realtà virtuale arriva su Vive e Oculus solo che stavolta sembra che le cose siano andate meglio del solito

È indubbio che i visori per la realtà virtuale non siano propriamente la sorpresa migliore di questo 2016 ormai agli sgoccioli. Oculus Rift con annesso Touch, HTC Vive e PlayStation VR sono sul mercato chi da più tempo, chi da meno ma il risultato è per tutti sempre lo stesso: vendite fortemente al di sotto delle aspettative, un battage pubblicitario che si è esaurito precocemente e un'offerta videoludica ridotta ai minimi termini e piuttosto discutibile a livello qualitativo. È stato piuttosto complesso per tutti questi motivi, ma non solo, riuscire a dare la dovuta copertura al fenomeno qui su Multiplayer.it visto che dopo l'ubriacatura iniziale, sempre meno lettori si sono dimostrati interessati ai videogiochi disponibili per queste periferiche. Apocalisse in VR Sappiamo però che siete comunque in molti ad aver fatto il grande acquisto e ce l'avete fatto notare spesso tra i commenti e per questo motivo abbiamo deciso di accendere un riflettore su Arizona Sunshine, il titolo d'esordio dei ragazzi di Jaywalkers Interactive che non solo è riuscito a demolire velocemente il nostro scetticismo ma ci ha addirittura intrattenuto con una manciata di ore di sano divertimento. Nonostante le consuete lungaggini a cui dobbiamo sottoporci ogni volta che vogliamo dedicarci a qualche sessione di test con HTC Vive. Iniziamo subito col dire che il videogioco prodotto da Vertigo Games è uno shooter con visuale in prima persona che più classico si muore: ci ritroviamo catapultati in una tradizionale invasione zombi nel bel mezzo di uno scenario particolarmente stereotipato del sud ovest americano a metà tra le praterie del Texas e i canyon abbandonati del Colorado. La campagna single player, che può essere giocata anche in cooperative con un amico online armato di tutto il necessario, è suddivisa in nove livelli abbastanza lineari ma che permettono un minimo di varietà nei punti di accesso agli scontri. Non mancano anche una modalità orda, anche questa affrontabile in multigiocatore per un massimo di quattro partecipanti. Di base però l'azione è sempre la solita che ci si può aspettare dal genere: muoviamo alcuni passi in attesa di affrontare qualche gruppetto di zombi affamati di carne e sangue, ascoltiamo le battute sarcastiche e irriverenti del protagonista (che fa tanto Duke Nukem) e ci prepariamo allo scontro successivo. Il tutto risolvendo qualche microscopico enigma che prevede il reperimento di chiavi e manovelle e la pressione di pulsanti per accedere a zone del livello altrimenti interdette così da prepararci al caricamento della mappa successiva.

Arizona Sunshine è uno shooter molto divertente per Oculus e HTC. Sì, lo ripetiamo: è divertente!

E basta?

Raccontato così questo Arizona Sunshine sembrerebbe essere l'ennesima esperienza in VR di un genere che già di suo vive di un costante senso di déjà vu. Invece dobbiamo ammettere che fin dai primi minuti in cui si indossa Vive e si affronta il mondo brillante e colorato del gioco, il divertimento è tangibile e l'immedesimazione ci catapulta in un attimo in un gameplay ben tarato ed estremamente soddisfacente. In primis è l'eccellente riconoscimento di mani e corpo a stupire, come da tradizione del device di Valve. Lo sviluppatore consiglia infatti di affrontare il titolo in piedi per gestire nel migliore dei modi la propria presenza nello spazio virtuale soprattutto in termini di coperture e interazioni con l'ambiente circostante. Apocalisse in VR Apocalisse in VR È infatti possibile aprire e chiudere sportelli e portabagagli di decine di vetture, cassetti, schedari, scrivanie, porte e attivare apparecchi elettronici e pulsanti di varia natura. Tutto questo sporgendoci e abbassandoci in modo estremamente realistico. E c'è poi l'armamentario. Nel gioco avremo accesso a una ventina di armi differenti tra pistole, fucili a pompa, mitragliatori e granate e potremo equipaggiarne due per volta relegando alla nostra cintura da combattimento il posizionamento delle armi scartate (altre due al massimo) e il deposito delle munizioni. Arizona Sunshine offre tra l'altro un ottimo sistema di gestione delle bocche di fuoco. Innanzitutto a partire dal livello di difficoltà normale a salire non avremo alcun tipo di puntatore e saremo costretti a utilizzare i mirini fisicamente presenti sulle armi per centrare teste e arti degli zombi attaccanti. In seconda battuta dovremo agire manualmente sull'espulsione del caricatore e sull'inserimento di quello nuovo lavorando con il touch circolare dei 3D controller di Vive e poi avvicinandoci alla cintola così come dovremo fisicamente staccare la spoletta dalle bombe prima di lanciarle esibendoci in complesse pressioni dei vari tasti dei due sistemi di input. Forse proprio quest'ultimo elemento è la prima critica che ci sentiamo di muovere ad Arizona Sunshine: complice lo spostamento che avviene tramite teletrasporto per ridurre al massimo il senso di nausea collegato al movimento del corpo, i tasti da premere sui due controller sono molti, troppi durante i combattimenti più concitati. Movimento, espulsione del caricatore, fuoco, granata, ogni elemento richiede un pulsante o una qualche interazione con le due periferiche di Valve ed è evidente che queste ultime non sono dei pad e l'offerta dei tasti, oltre che risicata, è anche spesso scomoda. Probabilmente con i Touch di Oculus Rift le cose vanno meglio ma al momento non possiamo scendere nei dettagli non avendoli ancora provati. Una volta presa la mano comunque, sarà piuttosto immediato infilarsi nell'apocalisse gestendo a dovere le interazioni con il mondo di gioco e soprattutto esibendosi in colpi da cecchino mentre magari si utilizza lo sportello di una macchina per coprirsi, oppure approfittando delle finestre per colpire dall'esterno gli zombi annidati in una casa. Tutto avviene in modo spontaneo e da questo punto di vista la VR e soprattutto i controller svolgono alla perfezione il loro compito consentendo al giocatore di mirare con grande precisione e con uno stile particolarmente cinematografico e di sentirsi davvero nel mezzo dell'azione.

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore: Intel i7 6700K o equivalente
  • Scheda video: NVIDIA GTX 980 o AMD equivalente
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 10
  • Requisiti Minimi
  • Processore: Intel i5-4590 o equivalente
  • Scheda video: NVIDIA GTX 970 o AMD equivalente
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 7 a 64 bit
  • Spazio su disco: 12 GB
  • Oculus Rift con Touch o HTC Vive sono richiesti
  • Requisiti Consigliati
  • Processore: Intel Core i5 4690k a 4.0 GHz
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 980
  • Sistema operativo: Windows 10 a 64 bit

Esperienze mordi e fuggi

Da un punto di vista tecnico Arizona Sunshine cerca di fare il compitino risultando chiaramente castrato dalle consuete problematiche connaturate con la realtà virtuale. Il titolo offre un orizzonte visivo appena sufficiente e gli scenari, per quanto piuttosto vari, molto colorati ed esplorabili, sono tutti eccessivamente lineari, scarni di dettagli e presentano il consueto aliasing eccessivo. Più in generale gli ambienti sono tutti piuttosto basilari e gli interni colpiscono in negativo per la loro povertà di arredamento. Apocalisse in VR Al contrario i modelli degli zombi sono tutti di ottima fattura e anche se non brillano per varietà e per stili di comportamento, presentano un ragdoll e una fisica veramente molto credibili. Colpirli agli arti, sul torace o in testa porta a importanti conseguenze nelle loro capacità di movimento e attacco e capiterà molto spesso di dover gestire con tattica il loro abbattimento, magari inabilitando uno zombi in prossimità di una porta per impedire agli altri mostri di entrare velocemente nella casa al cui interno ci si è riparati. Tralasciamo completamente il comparto audio, praticamente assente se si escludono gli effetti sonori standard e il parlato da cazzone del protagonista, per citare l'unico altro limite di Arizona Sunshine: la sua durata. Difficilmente impiegherete più di tre ore per completare interamente la campagna principale anche al livello di difficoltà normale e magari vi rimarrà la voglia di rifare un paio di scenari, quelli più divertenti, con un grado di sfida maggiore. Al computo totale si può aggiungere la modalità orda che però è quanto di più standardizzato si possa immaginare e, a meno di avere un paio di amici muniti di VR e invasati per questo titolo, difficilmente l'affronterete più di un paio di volte.

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8.5

Redazione

7.0

Lettori (3)

Arizona Sunshine è forse il primo titolo per le periferiche VR che ci ha fatto davvero divertire dall'inizio alla fine. Certo, è banale, ha un comparto tecnico appena sufficiente e costa davvero troppo rispetto alla sua longevità, però il suo gameplay funziona benissimo: è coinvolgente, preciso nei controlli e particolarmente soddisfacente nel momento in cui si inizia a sparare e si interagisce con l'ambiente circostante per coprirsi. Se anche voi, come molti altri, vi ritrovate con Oculus o Vive già in procinto di riempirsi di polvere, questo gioco potrebbe farvi venire voglia di tornare a indossare il vostro caschetto preferito.

Pierpaolo Greco

Pro

  • La rilevazione dei controller e del proprio corpo è eccellente
  • Sparare è una gran soddisfazione e richiede una precisione molto realistica
  • La campagna diverte dall'inizio alla fine...

Contro

  • ...ma è corta e la modalità orda è un'aggiunta secondaria
  • Tecnicamente è appena sufficiente

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