ICEYLa Cina è davvero vicina 

Icey è uno dei pochi titoli indipendenti ad essere arrivato sui nostri lidi dalla Cina ma contro ogni preconcetto è folle e sorprendente

Qual è la vostra percezione del mercato videoludico cinese? Difficile pensare sia positiva, visto che appena si porta la mente alla Cina le prime immagini ad apparire sono quelle di cloni spudorati giustificati da regolamentazioni sul copyright pressoché inesistenti. La Cina è davvero vicina Eppure gli sviluppatori cinesi non sono semplicemente dei droni senza abilità e creatività che emulano ciò che viene dall'occidente riadattandolo al loro pubblico: esiste un misterioso sottobosco di team indipendenti e abili programmatori che per noi giocatori europei è del tutto alieno, dal quale possono uscire prodotti ben più notevoli di quanto sia lecito aspettarsi. D'altronde, se passi anni a studiare le evoluzioni del mercato altrui e ad assorbire il sapere di team appartenenti a tutto il globo, qualcosa di buono prima o poi ti deve uscire, specie se fai parte di una popolazione che conta miliardi di persone e vanta un'adattabilità senza pari. Con l'assurdità della situazione sopra descritta, tuttavia, lo stupore di veder tali progetti arrivare sui nostri lidi rimane, e infatti non son poche le mascelle cadute dopo aver giocato Icey, curioso action game ad opera degli Shangai Fantablade Network. Non pensiate però neanche per un momento che Icey sia un gioco d'azione 2D classico: se ci ha lasciato a bocca aperta è perché - pur rifacendosi ad altri prodotti già noti - osa ribaltare completamente la narrativa classica di questo genere di titoli e sperimentare con trovate brillanti di vario tipo. Icey è, in parole povere, la dimostrazione che gli sviluppatori indipendenti cinesi sono più vicini ai nostri di quanto credessimo. Anzi, forse li hanno già superati.

La recensione di Icey, un indie cinese che non è ciò che sembra

Nella mente del narratore

Icey inizialmente sembra il più banale degli action. Parte con una trama pelle e ossa che, dopo un breve tutorial, vede la robotica protagonista alla ricerca di un certo Judas, immancabile bossone finale da distruggere per salvare il mondo. Quando però parlavamo di "prodotti già noti" a cui il titolo dei Fantablade si ispira non intendevamo altri action, bensì un gioco lontanissimo da questo genere... ovvero The Stanley Parable. La Cina è davvero vicina No, aspettate, non siamo usciti di senno: Icey ha davvero molto a che vedere con The Stanley Parable, perché sfrutta trovate molto simili, la sua campagna è quasi interamente costruita sulla meta narrativa, e vanta un narratore non onnisciente ai cui comandi il giocatore è libero di disobbedire in quasi ogni momento, creando situazioni assurde. Laddove The Stanley Parable però virava spesso verso l'assurdo o l'ilare rappresentazione dello sviluppo videoludico moderno, Icey cerca di intraprendere strade più oscure, illeggibili e imprevedibili. Certo, momenti spassosi e rotture della quarta parete non mancano, ma raggiunti alcuni "blocchi" ci si rende conto che per ricomporre la storia reale del gioco è necessario esplorarne nel dettaglio tutti i segreti, e lì le cose si complicano. Icey ha infatti un sistema di checkpoint che fa ripartire anche il narratore quando utilizzato, proprio allo scopo di rigiocare le varie fasi in più modi e svelarne ogni sfaccettatura: riesce così ad ampliare la sua longevità da un paio d'ore a malapena fino a più del triplo. Credeteci peraltro se vi diciamo che vorrete davvero scoprire tutti i segreti del gioco, perché alcuni danno davvero delle grosse soddisfazioni, mentre altri vi strapperanno sicuramente una sonora risata. Per carità, quando la storyline si distacca dalla metanarrativa umoristica per battere strade più insondabili ogni tanto eccede, ma il risultato finale resta lodevolissimo. Superato l'elemento narrativo, poi, parliamo di un gioco più che solido anche a livello di meccaniche, perché alla base si tratta pur sempre di un action.

La perfezione non esiste

Dal punto di vista del puro gameplay, dopotutto, Icey non si discosta molto da action simili che hanno applicato alle due dimensioni meccaniche viste negli appartenenti al genere più blasonati. Alla mente, ad esempio, potrebbe tornare l'ottimo Dust, eppure Icey contiene un sistema di combattimento basato su manovre multiple, combinazioni complesse e contromosse dopo aver schivato i colpi avversari all'ultimo secondo che lo avvicinano di più ai titoli dei Platinum Games. La Cina è davvero vicina Oltre a godersi una storyline incredibilmente ramificata e imprevedibile, insomma, qui si gioca, e specialmente se si affrontano le difficoltà maggiori non mancano momenti davvero impegnativi, contro nemici capaci di combinare attacchi a distanza, prese improvvise e colpi davvero devastanti per la protagonista. Proprio questa spinta sull'acceleratore della difficoltà mostra il fianco delle meccaniche, tuttavia, poiché contro certe combinazioni di nemici in difficile Icey costringe a un approccio estremamente passivo, quasi del tutto gestito attorno alle contromosse appena citate e alla capacità di sferrare colpi ad area raccogliendo l'energia dei nemici caduti dopo un'esecuzione (o, ancora, sfruttando attacchi che rendono invulnerabili al costo di una piccola percentuale di punti vita). In una valutazione d'insieme, in pratica, non arriviamo all'eccellenza a causa di ovvi sbilanciamenti nelle manovre, e non basta la possibilità di sviluppare la protagonista ai checkpoint a riequilibrare il tutto. Per carità, invero stiamo spaccando il capello in quattro, e parliamo lo stesso di un titolo godibilissimo anche se preso come un action puro; semplicemente il prodotto dei Fantablade svetta di più per la sua narrativa che per la giocabilità. Stilisticamente invece non abbiamo critiche di sorta: si tratta di un gioco stilisticamente solido, che spesso accompagna la sua folle narrativa a improvvise distorsioni dell'immagine molto adeguate alla situazione, e si difende egregiamente anche per quanto riguarda il sonoro. Per la cronaca, non temete problemi di ottimizzazione, sembra girare alla grande anche su carrette con parecchi anni sulle spalle.

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Sistema operativo: Windows 10
  • Processore: Intel Core i7-3770 3.40 GHz
  • Memoria: 12 GB di RAM
  • Scheda video: Nvidia Geforce GTX 670
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo: Windows 7, Windows 8, or Windows 10
  • Processore: Intel Core 2 Duo @ 2.00 GHz o equivalente
  • Memoria: 2 GB di RAM
  • Scheda video: Intel HD Graphics o meglio
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8.5

Redazione

8.5

Lettori (3)

Icey è un'inverosimile prova di consapevolezza degli sviluppatori indipendenti cinesi, una di quelle piccole gemme che invogliano ad addentrarsi in questo microcosmo dello sviluppo di cui, da queste parti, sappiamo poco o nulla. Non è perfetto: esagera quando abbandona la meta narrativa per creare una storia più cupa e imprevedibile, divenendo fin troppo convulso, e ha qualche debolezza nel gameplay, ma resta un prodotto sorprendente, solido e indubbiamente meritevole del vostro tempo.

Aligi Comandini
 

Pro

  • Uso brillante della meta narrativa, che rende il gioco imprevedibile e spassoso
  • Gameplay solido e impegnativo alle alte difficoltà
  • Ha stile da vendere

Contro

  • Bilanciamento del combat system non impeccabile
  • Quando abbandona l'umorismo e la metanarrativa, vacilla leggermente

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