Assetto Corsa - Porsche Pack IIINon c'è due senza tre 

Il garage di Assetto Corsa si arricchisce con altri sette bolidi tedeschi del terzo e ultimo Porsche Pack

Non c'è due senza tre A un paio di mesi di distanza dal lancio del primo Porsche Pack e a uno dal secondo, la cui uscita è collimata con uno spettacolare evento all'autodromo di Vallelunga, Kunos Simulazioni "chiude il cerchio" pubblicando l'atteso Porsche Pack 3, ultimo dei tre DLC programmati per Assetto Corsa e sviluppati in stretta collaborazione con la celebre casa automobilistica tedesca. Al di là della 911 GT3 RSR 2017, già annunciata per un prossimo rilascio gratuito, non escludiamo tuttavia che in futuro altri bolidi di Stoccarda possano approdare sul simulatore italiano; del resto il sodalizio tra le due aziende è andato ben oltre il semplice accordo di licenza (vi basti sapere che i simulatori ufficiali Porsche sono basati su Assetto Corsa). Al momento i "rimpianti" maggiori sono la mitica 959, storica rivale della Ferrari F-40 già presente su Assetto Corsa, e la Carrera GT, cattivissima roadster equipaggiata con un 5.7 Litri V10 da 600 cavalli. Non sappiamo se e quando vedremo queste vetture sui nostri schermi, ma il 2017 già si prospetta scoppiettante per il simulatore italiano, con l'annuncio dell'attesissima Alfa Romeo Giulia da parte di Kunos Simulazioni. Come sempre, il rilascio del nuovo DLC è stato accompagnato da una serie di aggiornamenti e fix del codice (giunto alla build 1.11), tra i quali segnaliamo l'introduzione dei campionati personalizzati offline e interventi su danni, fisica e tyre model.

Due leggende e un plotone di 911 (stradali e da corsa) nel terzo Porsche Pack del simulatore italiano

Tre numeri da sogno

Solitamente, quando analizziamo un DLC dedicato alle vetture di un simulatore o di un sim-arcade alla stregua di Forza Motorsport, teniamo sempre separati i modelli stradali da quelli racing, tuttavia per il Porsche Pack 3 faremo un'eccezione, dato che le auto da corsa sono in numero sensibilmente superiore. Questo paragrafo lo dedicheremo interamente alle 911, che sono presenti in quattro diversi varianti; le stradali 911 Turbo S e 911 R e le corsaiole 911 GT3 Cup 2017 e 911 GT3 R 2015, un mix di bolidi che appiana un poco la varietà del DLC pur non minandone assolutamente la qualità. Partiamo dalla 911 R, un modello in serie limitata (991 esemplari) realizzato dal reparto corse che porta nel DNA gli stessi cromosomi dell'omonima, leggendaria antenata del 1967. Equipaggiata con un potente boxer aspirato 4.0 Litri da 500 cavalli (quello della GT3 RS) e un cambio a sei marce rigorosamente manuale, questa Porsche stacca lo 0-100 km/h in appena 3,8 secondi e raggiunge i 323 km/h di velocità massima. È dunque una vettura coi fiocchi, che oltre a presentare una livrea esclusiva, ovvero bianca con due strisce rosse, è anche la 911 più leggera della storica gamma. Non c'è due senza tre Su Assetto Corsa è veloce, equilibratissima e affidabile, offrendo tutte le caratteristiche positive che abbiamo già elencato per la Carrera, naturalmente con un pizzico di pepe in più sotto il profilo delle performance. Il cambio è più rapido, i freni sono più efficaci e la precisione in curva è superiore, anche grazie al differenziale posteriore autobloccante meccanico; la potenza aggiuntiva, comunque, richiede maggiore attenzione nella gestione del gas. Dal punto di vista estetico la vettura potrebbe sembrare una normale Carrera con livrea custom (del resto le vere differenze sono sotto al cofano), ma ci sono piccoli dettagli che le distinguono come i doppi terminali di scarico ed elementi aerodinamici tipici della GT3. Ottimo anche il sound. La seconda (e ultima) Porsche stradale del pacchetto è la 911 Turbo S, un modello che non ha bisogno di presentazioni e ultimo discendente di una stirpe di "cavalli di razza" che fa della potenza e della personalità i propri marchi di fabbrica. I numeri parlano da soli: il motore boxer biturbo 6 cilindri da 3.8 litri, 580 cavalli e 750 Nm di coppia permette al bolide di Stoccarda da 1600 chilogrammi di staccare lo 0-100 km/h in appena 2,9 secondi, lo 0-200 km/h in 9,9 secondi e di raggiungere i 330 km/h orari di velocità massima. Il modello poligonale su Assetto Corsa è eccezionale (particolarmente consigliato il colore "Miami Blue" ufficiale), e strepitoso è anche il sound del motore, che esalta il lavorio dei turbocompressori maggiorati. Divertentissima da guidare, efficiente, precisa e velocissima, la 911 Turbo S virtuale rispecchia appieno le doti dello spettacolare modello reale, venduto al non popolarissimo prezzo di 210 mila Euro. Dalle stradali passiamo alle 911 da corsa, incluse nella classe GT3. La prima del lotto è la GT3 R del 2016, in pratica una versione "customer" (ovvero per piloti privati) della GT3 ufficiale e basata sulla GT3 RS stradale. Non c'è due senza tre Di quest'ultima mantiene lo stesso propulsore, un 6 cilindri boxer aspirato di 4.0 Litri da 500 cavalli, mentre tutto il resto è declinato per le performance da competizione: il passo più lungo, l'aerodinamica esaltata e il peso complessivo ridotto a 1.220 chilogrammi la rendono in tutto e per tutto un bolide per la pista, capace di ammaliare anche su Assetto Corsa grazie a un comportamento sopraffino, soprattutto sotto il profilo della tenuta (sembra ancorata ai binari). Velocissima e caratterizzata da un sound meraviglioso, è molto difficile che tradisca il pilota, anche quello non particolarmente esperto. Il modello poligonale è perfetto ad eccezione di un pizzico di aliasing nella parte posteriore; gli interni, prettamente racing, sono in linea con quelli delle altre 911, ma presentano due inquietanti "bocchettoni" al centro della plancia. Dalla GT3 R del 2015 passiamo alla GT3 CUP 2017 ufficiale, un bolide piuttosto simile a quello appena analizzato ma con qualche caratteristica differente; ad esempio, è più difficile da domare e ha una tendenza superiore al sovrasterzo. La potenza è di poco inferiore (485 cavalli contro 500), mentre il peso è praticamente il medesimo; simili anche gli interni, in particolar modo per il volante multifunzione e il display digitale in stile "Metro", con quadranti blu e barra luminosa dei giri che da verde acqua diventa rossa. La CUP si distingue anche per la profusione di carbonio.

Belle e vittoriose

Prodotta in differenti versioni tra il 1968 e il 1971, la Porsche 908 è stata una vettura da corsa di classe "sport prototipo" plasmata per le competizioni di durata, dove è riuscita a conquistare diverse gare prestigiose, su tutte l'impegnativa "1000 km del Nurburgring" vinta per quattro volte di fila. Su Assetto Corsa è presente la fascinosa variante berlinetta (LH) dal peso di appena 650 chilogrammi, equipaggiata con un propulsore da 350 cavalli (le prime versioni ne avevano meno) e 320 Nm di coppia massima, che le permette di raggiungere i 320 km/h di velocità massima. Non c'è due senza tre Il modello, caratterizzato dalle linee sinuose tipiche dell'epoca, presenta una silhouette avveniristica con finestrini gialli e un curioso alettone modulare con due alette ai due apici. Non c'è due senza tre Gli interni sono spartani così come il cruscotto, che presenta un semplice indicatore circolare centrale per i giri e due più piccoli ai lati. Anche il volante è minimalista. Su Assetto Corsa il modello poligonale è spettacolare, ma ciò che stupisce di più è il comportamento su pista, particolarmente affidabile per uno sport prototipo di quel periodo. Facile da spingere, offre infatti freni efficienti e una leggera tendenza al sottosterzo che rendono la vettura molto piacevole da guidare. Il campionamento del propulsore è buono ma non esaltante. Altra icona della casa tedesca nella classe degli sport prototipi è la 917, che tra gli anni '70 e '80, sviluppata anch'essa in diverse varianti, fu capace di conquistare alcune storiche competizioni, come la celeberrima 24H di Le Mans. Su Assetto Corsa è presente proprio la versione che si aggiudicò la gara francese per due volte, nel 1970 e nel 1971, ovvero la 917K, il cui nome si riferisce al termine "kurzheck" (codacorta, nel nostro idioma) in onore del particolare design, rielaborato dagli ingegneri per migliorare l'aerodinamica poco efficiente delle versioni precedenti. La silhouette da dragster, col profilo fortemente ascendente, promette faville solo a guardarla, e su Assetto Corsa non delude assolutamente le aspettative una volta impugnato il volante. Spinta da un propulsore da quasi 5.0 Litri e 580 cavalli di potenza, la 917K è velocissima e piuttosto semplice da domare, anche se i freni, pur efficienti, sono molto sensibili e si rischia di bloccare le gomme anzitempo se non si valutano attentamente le distanze. Il piacere di guida è esaltato dalla leggera perdita di aderenza quando si entra in traiettoria, alla quale si risponde con correzioni sempre morbide e precise. Gli interni sono spartani e il cruscotto, curiosamente, presenta alcuni indicatori con con caratteri scritti a mano. Superbi il modello poligonale e il sound del propulsore, accompagnato da cigolii e rumori meccanici che accentuano il realismo. Chiudiamo la nostra analisi con la 919 Hybrid del 2016, erede della spettacolare e vittoriosa 919 Hybrid del 2015, che abbiamo potuto ammirare dal vivo all'evento svoltosi a novembre a Vallelunga. Il nuovo modello si inserisce perfettamente nel solco creato da quello precedente, esasperando ancora di più il concetto di tecnologia ed efficienza applicato a uno sport prototipo. Capace di staccare lo 0-100 km/h in appena 2,2 secondi, la nuova 919 da 875 chilogrammi di peso e 900 cavalli di potenza arriva a 300 km/h in un battito di ciglio con una fluidità e un'eleganza senza pari, ponendola al vertice della classe LMP1: non è un caso che anche questo modello abbia vinto la 24H di Le Mans e la squadra Porsche sia in testa al campionato WEC. Splendida da guidare, vedere e ascoltare.

Consigliato

S.V.

Lettori

Pro

  • Auto realizzate splendidamente
  • La cattiveria della 917K e il fascino della 908 LH
  • Prezzo sempre competitivo

Contro

  • Un po' meno varietà rispetto agli altri Porsche Pack

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