Shadows of KurganskL'ultimo rifugio 

Shadows of Kurgansk è un survival come tanti che pare essere stato chiuso in fretta e furia

Shadows of Kurgansk è un survival con qualche elemento horror in cui si vestono i panni di un superstite a disastro aereo che, ritrovatosi in un ambiente sconosciuto e inquietante, deve capire cos'è successo e perché quelli che all'apparenza sembrano dei normali esseri umani tentino di ammazzarlo a vista. L'ultimo rifugio L'ultimo rifugio Il gioco offre tre modalità: Storia, composta dal tutorial e dalle due mappe della campagna single player; Survival, in cui bisogna semplicemente riuscire a sopravvivere il più a lungo possibile facendo ciò che si vuole liberamente; e Adventure, in cui si svolgono missioni a raffica sempre con lo scopo di sopravvivere. Le meccaniche di gioco sono quelle tipiche del genere survival: all'inizio non si ha quasi nulla, ma raccogliendo materie prime e risorse di fortuna piano a piano si arriva ad essere ben armati e ben difesi, oltre che satolli di cibo e acqua. Quali siano le materie prime e come recuperarle lo potete immaginare da soli: rocce da spaccare, alberi da tagliare, staccionate da demolire, combustibili da bruciare, acqua contaminata da purificare e così via. Come si costruiscono gli oggetti? Facile: selezionando le ricette dai menù che compongono la sezione del crafting. Se si hanno tutte le risorse necessarie, l'oggetto viene realizzato immediatamente, altrimenti ci viene detto cosa ci manca e come arrivare ad averlo. Purtroppo lo zaino che ci portiamo dietro non ha spazio infinito e se il nostro bottino va oltre il peso trasportabile, il protagonista rallenta in preda allo sforzo eccessivo, quindi bisogna sempre fare delle scelte. Non tutti gli oggetti sono costruibili da subito: di alcuni vanno scoperte le ricette, mentre altri sono legati alle missioni. Altri ancora richiedono l'uso di un tavolo da lavoro, di un tavolo laboratorio o di un fornello. I valori da tenere sott'occhio sono la salute, la fame, la sete, e la stabilità psichica. Immancabile la presenza di rifugi, con la possibilità di costruirne di fortuna in caso di stretta necessità, come ad esempio quando ci si trova all'aperto di notte in una zona particolarmente pericolosa. Superate le ventiquattro ore in gioco, quindi un ciclo giorno/notte completo, si sale automaticamente di livello e si possono spendere i punti esperienza accumulati per migliorare le caratteristiche del personaggio. Fin qui Shadows of Kurgansk funziona bene. Non tenta minimamente di distinguersi dalla concorrenza, a parte dal punto di vista grafico, con un cell shading che sembra la versione povera di Borderlands 2, ma i limiti delle sue meccaniche iniziano a manifestarsi presto e in modo ineluttabile.

Shadows of Kurgansk è l'ennesimo survival che non offre alcuno spunto originale

Pericoli

Uno dei problemi più evidenti di Shadows of Kurgansk è il sistema di combattimento, che semplicemente non funziona. Come già detto, il protagonista può creare molte armi differenti. Tra attrezzi rudimentali come chiavi inglesi o asce mal rifinite, e armi più complesse, come pistole e fucili, gli strumenti per combattere non mancano. Peccato che farlo non dia alcuna soddisfazione, qualsiasi arma si utilizzi. Intanto va premesso che i nemici sono per la gran parte discutibili dal punto di vista stilistico, visto che il loro abbigliamento cozza con l'ambientazione. L'ultimo rifugio Insomma, uomini incappucciati che sembrano usciti da un film di vampiri a New York, cani demoniaci e tutto il resto della compagnia sono poco in linea con un mondo desolato e costantemente spazzato da anomalie radioattive e piogge acide. Capiamo che ormai nei survival più famosi può succedere un po' di tutto, perché sono titoli pensati per non dire molto di più delle loro meccaniche e sono spesso vittime di un kitsch degradante dovuto alla necessità di produrre aggiornamenti a getto costante, ma non esageriamo. Non bastasse questo, i "cattivi" di Shadows of Kurgansk sono anche poco interessanti da affrontare, perché solitamente si limitano ad attaccare a testa bassa il protagonista, subendo i suoi colpi con indifferenza, e sono più o meno pericolosi a seconda del livello raggiunto: più siamo forti noi, più diventano forti loro. Ciò si traduce in situazioni che rendono davvero frustrante la progressione, con morti causate da avversari che non vanno al tappeto nemmeno dopo aver subito decine di colpi, identici nell'aspetto (a parte qualche colore) a quelli che morivano dopo un paio di fendenti ben assestati di una semplice chiave inglese. Parlando proprio di morti, va notato che anche il sistema di respawn funziona male: sia quello dei nemici, sia quello del personaggio. A volte capita, dopo essere stati uccisi, di riapparire in mezzo a orde di avversari dai quali si può solo scappare, mentre altre volte si esplorano aree in cui apparentemente non c'è nessuno, per poi essere attaccati da creature comparse dal nulla. Insomma, in Shadows of Kurgansk non si sta mai tranquilli, ma in senso negativo.

Sopravvivere... poco

Un altro aspetto che infastidisce del titolo di Yadon Studio è la gestione dei tempi della parte survival. Sappiamo di trovarci di fronte a un titolo realizzato con mezzi limitati, che evidentemente non hanno permesso agli sviluppatori di aumentare le dimensioni del mondo di gioco, ma le due mappe che compongono Shadows of Kurgansk sono davvero minuscole. L'ultimo rifugio Da ciò ne deriva che i valori del protagonista si degradano a velocità impressionante. Basta farsi un giro per uno dei villaggi visitabili, tutti formati da casette semi vuote e per la gran parte identiche tra loro, per ritrovarsi affamati e con problemi di stabilità mentale. Come si legano tempistiche e mondo di gioco? Semplice: se gli sviluppatori avessero optato per concedere dei tempi più distesi, l'esplorazione sarebbe stata molto più veloce. Probabilmente troppo, visto che anche com'è ora Shadows of Kurgansk non dura moltissimo, nonostante le diverse modalità già illustrate. In termini di gioco, con una trentina di giorni si può vedere tutto ciò che c'è da vedere, e giocando una seconda volta i tempi si accorciano, dato che si sa già cosa fare e dove trovare le risorse che ci servono. In totale parliamo di poche ore di gameplay. Andare troppo oltre con le giornate non è consigliabile, perché i nemici diventano davvero troppo forti. Va specificato anche che tra le due mappe che formano la campagna single player le differenze sono poche. Certo, lo scenario è diverso, ma le cose da fare sono identiche, a parte le quest principali. Probabilmente sarebbe stato meglio avere una singola mappa più grande, invece che due così limitate e ripetitive. La sostanza è che una volta esaurita la trama principale, non molto interessante, in Shadows of Kurgansk non rimane granché da fare e gli stimoli per continuare a fare ciò che già si è fatto sono davvero pochi. Insomma, è un survival che non riesce a sopravvivere a se stesso.

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo Windows 7
  • Processore Intel Dual-Core
  • 4 GB di RAM
  • Scheda video Intel HD Graphics 3000
  • 800 MB di spazio su Hard Disk
  • Requisiti Consigliati
  • Sistema operativo Windows 7, 8, 10
  • Processore Intel Quad Core
  • Scheda video NNVIDIA GeForce GTX 660
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4.9

Redazione

3.5

Lettori (2)

Secondo noi, Shadows of Kurgansk è stato lanciato nell'Accesso Anticipato di Steam perché si sperava che ottenesse un successo paragonabile a quello dei titoli più importanti del genere. Di fronte alle scarse vendite però, publisher e team di sviluppo hanno deciso di chiuderlo il prima possibile per passare a fare altro. Solo così si spiega un gioco così limitato e incapace di fare qualcosa di diverso dalla concorrenza. Insomma, la sostanza è che potete lasciarlo perdere senza grossi rimpianti, anche se siete appassionati di survival.

Simone Tagliaferri

Pro

  • Meccaniche survival rodate
  • Qualche paesaggio interessante

Contro

  • Originalità zero
  • Molto limitato
  • Sistema di combattimento molto blando