Catene di Andromeda!  726

Il nuovo capitolo della saga fantascientifica di BioWare arriva sul mercato con un bel carico di aspettative sulle spalle: sarà in grado di soddisfare le aspettative dei fan di vecchia data e dei nuovi giocatori?

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Siamo coscienti di avervi sommerso di articoli, video e informazioni sul nuovo Mass Effect in queste ultime due settimane ma d'altra parte Electronic Arts e BioWare hanno dimostrato di saper gestire con grande efficacia la comunicazione di un videogioco così importante. Mesi, quasi anni di silenzio assoluto e poi, tutto insieme, il caos. E ora, a pochissimi giorni dall'arrivo sul mercato del prodotto finale, siamo finalmente pronti per tirare le nostre somme e spiegarvi nel dettaglio com'è questo Andromeda, cosa ci è piaciuto del suo gameplay e della sua costruzione narrativa ed estetica e cosa invece non ci ha convinto completamente.

Tanti sono stati i cambiamenti che questa saga ha dovuto affrontare nel corso della sua trilogia originale e anche questo quarto capitolo rientra in pieno in questa tradizione al punto da poter essere considerato quasi una sorta di spin-off o, addirittura, un nuovo inizio magari con il potenziale di avviare un'altra epopea spalmata su più episodi. Solo il tempo potrà dirci se la scommessa di BioWare è stata intelligente e ben strutturata, ma c'è una cosa che possiamo affermare già all'inizio di questa recensione, senza il rischio di venire smentiti. Mass Effect: Andromeda è un titolo che, per quanto aderente a una specifica estetica, un determinato taglio artistico e un preciso modo di essere narrato, tutti elementi tipici della trilogia originale, è prima di tutto rivolto a un pubblico nuovo che magari non si è mai neanche avvicinato al gioco originale e che potrebbe godere nel ritrovarsi tra le mani un action in terza persona, a tratti quasi uno sparatutto, molto più profondo e sfaccettato di quanto ci ha abituato questo genere. Sia chiaro che le meccaniche da gioco di ruolo ci sono anche nelle loro tendenze più complesse come l'artigianato, ma il titolo è paradossalmente quasi più appetibile per chi non ha presente la sua eredità, e può quindi non lanciarsi nei soliti confronti nostalgici godendosi il titolo nella sua ritrovata "leggerezza" e immediatezza. Prima di entrare nei dettagli vi consigliamo vivamente di dare un'occhiata anche alla nostra recente anteprima sul titolo, che affronta le prime ore di gioco e spiega nel dettaglio molte delle meccaniche del gameplay, e allo speciale che abbiamo pubblicato con il tentativo di rispondere ai cinque quesiti più ricorrenti sul gioco, dalla gestione dei compagni al sistema di combattimento.

Mass Effect: Andromeda è immenso e frenetico ma è privo di quell'epica che caratterizzava la saga

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana

Per quello che concerne la storia ci limiteremo a dare qualche informazione generica con l'obiettivo preciso di non incorrere in alcuna anticipazione. Questo nuovo episodio di Mass Effect è ambientato a più di 600 anni di distanza dalla trilogia originale e non ha praticamente punti di contatto con i precedenti tre capitoli. Grazie all'interessante espediente narrativo che vede i partecipanti dell'Iniziativa Andromeda partire dalla Via Lattea a cavallo tra il secondo e il terzo titolo e in piena ibernazione, nessuno è realmente interessato all'epilogo della vicenda che ha visto Shepard dover gestire e risolvere il problema con i Razziatori.

Questa enorme dilatazione temporale cosa comporta in concreto? In primis che Andromeda può essere tranquillamente giocato anche da chi non ha la minima idea di cosa sia Mass Effect, ma in seconda battuta anche che i fan storici della serie possono aspettarsi soltanto dei piccolissimi riferimenti alla saga originale che spesso si farà fatica a cogliere. Niente importazione dei vecchi salvataggi o punti di contatto espliciti: tutto sarà completamente nuovo di zecca a partire dai protagonisti, i comprimari, i sistemi stellari da esplorare fino ad arrivare, ovviamente, alla storia raccontata che prevede eventi e antagonisti inediti. È insomma evidente la precisa volontà di BioWare di andare incontro a un nuovo pubblico, possibilmente più numeroso del precedente, eliminando qualsiasi barriera all'ingresso e mantenendo "soltanto" quello stile di design e quel comparto artistico che hanno caratterizzato da sempre il franchise. In Andromeda vestiremo i panni di uno dei due gemelli Ryder per ereditare ben presto la carica di pionieri: il nostro compito sarà quello di trovare un pianeta adatto alla colonizzazione nella nuova galassia raggiunta dopo un lunghissimo viaggio. Purtroppo scopriremo ben presto che non tutto è andato secondo i piani e dovremo vedercela prima con una strana forma di energia oscura che rischia di distruggere le nostre astronavi, il Flagello, quindi con una razza robotica che ha costruito degli strani artefatti tecnologici che stanno rendendo invivibili i pianeti selezionati per la colonizzazione, i Relictum, e infine con una specie aliena che non vede il nostro intervento di buon occhio e sta cercando, anche lei, di analizzare e scoprire da dove deriva il potere di questa specie altamente tecnologica, i Kett. Di fondo l'intreccio è anche piuttosto interessante e, per garantire un minimo di familiarità, avremo ben presto modo di incontrare gran parte delle razze che hanno fatto la storia della saga visto che, come gli umani, anche gli Asari, i Salarian, i Turian e i Krogan, si sono imbarcati nell'Iniziativa Andromeda.

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Nel corso dell'avventura incontreremo un'ulteriore una razza aliena inedita che però si schiererà quasi immediatamente al nostro fianco con un atteggiamento prudente ma amichevole: gli Angara. Ovviamente non sarebbe un Mass Effect, e neanche un titolo di BioWare, se non ci fossero dei compagni di squadra. Andromeda ve ne piazzerà accanto sei che incontrerete nelle primissime ore di gioco e che diventeranno parte integrante della Tempest, la piccola nave stellare che vi consentirà di girovagare attraverso la galassia (sì, ritorna anche la criticata scansione dei sistemi, in una versione più leggera ma comunque noiosa) e che rappresenterà il nuovo hub per intrecciare relazioni e gestire ogni singolo aspetto ruolistico di questo capitolo, multiplayer compreso. Può insomma sembrare che questo nuovo capitolo prodotto da Electronic Arts abbia tutte le carte in regola per segnare l'inizio di una nuova epopea fantascientifica ma in realtà ci sono diversi elementi della sua trama che non ci hanno convinto fino in fondo.

Innanzitutto proprio i legami con i compagni sono tutti abbastanza superficiali, talvolta poco credibili perché troppo stereotipati e comunque poco interessanti. Ci saranno ovviamente le romance sia etero che omosessuali ed è cruciale sottolineare che non vogliamo evidenziare un problema di quantità, visto che i dialoghi sono tantissimi. È più una questione di qualità e di piacevolezza nel trascorrere ore ed ore in compagnia di questi sei avventurieri. Ecco, su questo fronte, ci saremmo aspettati un lavoro migliore da parte di BioWare, qualcosa che ci facesse innamorare o anche soltanto appassionare alle vicende personali di questi coprotagonisti ma purtroppo abbiamo faticato moltissimo su questo fronte. È tuttavia la più generale mancanza di un tono epico ad averci lasciato interdetti. L'arco narrativo di Andromeda è infatti poco memorabile, a tratti addirittura banale, complice in primis un antagonista davvero debole, tagliato con l'accetta per quello che riguarda le sue motivazioni e che molto spesso ci dimenticheremo anche a causa di una narrativa un po' troppo rarefatta che si concentra sulle vicende più piccole e specifiche, lasciando troppo sullo sfondo gli avvenimenti principali. Sappiate comunque che per vedere la fine di questo capitolo non ci impiegherete meno di una quarantina d'ore che potete tranquillamente raddoppiare nel momento in cui vi si accende la scintilla del completamento totale.

Ma quanto è action questo action RPG?

Il secondo elemento cruciale su cui dobbiamo concentrarci è il gameplay. Mass Effect: Andromeda è, concretamente, un titolo action con una spiccata componente da gioco di ruolo. Vogliamo lasciare da parte l'annoso dibattito su quanto sia ancora un RPG o su come si distacchi dai precedenti capitoli perché rischiamo di impelagarci in una discussione senza fine e preferiamo focalizzarci sugli aspetti positivi e negativi del gioco realizzato da BioWare. Partendo da quanto c'è di buono nel nuovo progetto dello sviluppatore. Andromeda offre uno stile di gioco fortemente orientato all'azione. Si controlla come i più noti action con visuale in terza persona: c'è la visuale dal mirino, il salto, la schivata che in questo caso è garantita da uno scattante jetpack, la possibilità di utilizzare al volo tre poteri assegnati in precedenza ai tasti dorsali del pad, il colpo melee e il cambio dell'arma e di una manciata di consumabili attraverso un menu radiale che manda in pausa il gioco.

Ma soprattutto si spara. Si spara tantissimo. Proprio i combattimenti e più nel dettaglio quella componente shooting che ha radici fin nelle fondamenta di questo Andromeda, sono senza ombra di dubbio gli elementi meglio riusciti del gioco, anche grazie a una gestione completamente automatica delle coperture. L'azione scorre fluida, frenetica e in modo particolarmente reattivo e il risultato è molto soddisfacente al punto che persino il multiplayer, per quanto fine a sé stesso e completamente separato dalla campagna single player, riesce a intrattenere per qualche ora senza mai risultare frustrante o eccessivamente ripetitivo. Le armi, per quanto limitate a solo quattro categorie (pistole, fucili mitragliatori d'assalto, fucili a pompa e carabine di precisione) più quella da mischia, restituiscono un feedback abbastanza piacevole e adeguatamente vario nelle combinazioni di bocche di fuoco che possiamo imbracciare. È l'esplorazione degli ambienti a rappresentare invece l'elemento negativo del nostro giudizio. Andromeda riprende molto da vicino quella suddivisione degli scenari già vista in Dragon Age: Inquisition, per rimanere in casa BioWare, oppure in numerosi giochi di ruolo classici. In pratica spostandoci a bordo della Tempest potremo raggiungere una manciata di pianeti esplorabili (cinque per l'esattezza) e alcune cittadelle che fungono da hub per la raccolta di quest, più il Nexus, il nucleo centrale da cui poter gestire l'Iniziativa Andromeda. Ogni globo sarà composto da una mappa di dimensioni veramente molto generose ma comunque limitate, che potremo liberamente esplorare a piedi oppure a bordo del Nomad, un veicolo che ricorda molto da vicino il vecchio Mako del primo Mass Effect. Il concept è insomma quello dei free roaming con meccaniche da sandbox ma che non c'entra nulla con gli open world alla Grand Theft Auto. Questi livelli saranno letteralmente pieni zeppi di punti d'interesse che rappresentano sia le numerose quest da completarsi nell'ordine che si preferisce, sia puntano a stimolare il giocatore che non riesce a resistere al richiamo dei collezionabili fini a se stessi. Pur senza raggiungere i picchi negativi di Inquisition che per gran parte dell'esplorazione obbligava il giocatore a soccombere a decine di "fetch" quest alla ricerca di questa o quella piantina od obbligandolo a uccidere numeri sempre crescenti di nemici, in Andromeda la componente esplorativa tende comunque a essere troppo rarefatta e dispersiva, ben presto persino ripetitiva. Ci ritroveremo infatti a fare avanti e indietro per queste zone spesso spoglie e riempite artificiosamente dal respawn forzato dei nemici alla ricerca dell'ennesimo minerale da scansionare o della decima reliquia da dissotterrare. Insomma, c'è una grandissima distinzione tra gli elementi direttamente collegati alla missione principale oppure a quella cerchia ristretta di missioni dal forte carattere narrativo, e tutti gli altri incarichi che verranno commissionati ai gemelli Ryder e che dopo le prime dieci, quindici ore, pesano inesorabilmente sulla freschezza del gioco risultando dei meri riempitivi che tenderanno troppo presto a venire a noia.

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Il multiplayer

Recuperando un'idea già vista in alcuni capitoli di Assassin's Creed, Mass Effect: Andromeda permette di gestire delle squadre d'assalto da inviare a compiere alcune missioni casuali (con una gestione completamente computerizzata) e recuperare un po' di bottino da utilizzare poi nel single player, in forma di equipaggiamento e minerali per l'artigianato. Alcune avventure che questi squadroni possono affrontare prendono il nome di missioni Apex e possono essere completate anche in multiplayer cooperativo a quattro giocatori. Si tratta di una modalità completamente slegata dalla campagna in singolo che ci permetterà di scegliere attraverso svariati personaggi pre-configurati da potenziare ed equipaggiare e quindi utilizzare sul campo di battaglia composto da cinque diverse mappe. L'azione si svolge secondo la più classica modalità orda con sette ondate di difficoltà crescente intervallate da alcuni obiettivi secondari come la gestione di punti di controllo o il recupero di informazioni attraverso terminali disseminati in giro per la location. Le ricompense, in questo caso, rimangono tutte confinate al multiplayer. È indubbio che EA e BioWare aggiungeranno nuovi contenuti nei prossimi mesi, presumibilmente a costo zero.

Di abilità, poteri e altre componenti di ruolo

Il dualismo qualitativo di Mass Effect: Andromeda attraversa anche la componente più prettamente ruolistica di questo sequel spin-off. La perdita del sistema delle classi ha infatti contribuito a svecchiare quelle meccaniche più anacronistiche che avrebbero tenuto lontano proprio i nuovi giocatori a cui sembra rivolto il titolo. Ma questo alleggerimento non significa assolutamente impoverimento perché l'evoluzione del proprio avatar avviene ora attraverso la scelta di 36 abilità, ognuna potenziabile su sei gradi senza alcun tipo di limitazione o prerequisito. Il risultato è un grandissimo livello di personalizzazione che enfatizza ulteriormente quella meccanica action che caratterizza il gameplay di Andromeda. Anche perché lo stesso identico sistema è alla base anche dell'evoluzione dei sei compagni. Ci sono degli ulteriori elementi che cercano di sottolineare la profondità ruolistica di questo Mass Effect, come la presenza di alcuni profili che si sbloccano e potenziano in base a come decidiamo di investire i nostri punti abilità, donandoci ulteriori bonus e rendendo ancora più "sartoriale" la configurazione del protagonista. C'è l'inventario, un sistema di gestione delle quest forse un po' troppo contorto e gli immancabili dialoghi multipli che hanno da sempre caratterizzato la serie anche se si è persa per strada qualsiasi volontà di dare un valore morale alle nostre scelte o modificare in modo sensibile l'esito degli eventi e delle chiacchierate. E non manca neanche una buona personalizzazione estetica dell'avatar in fase di creazione di una nuova partita. Il problema si presenta con un paio di elementi completamente facoltativi: l'artigianato e l'uso dello scanner ad esso direttamente connesso. Quest'ultimo deve essere continuamente attivato per poter analizzare ogni elemento dell'ambiente che circonda il nostro protagonista: dalla flora alla fauna, alle strutture fino ad arrivare a minerali e altri umanoidi. Tra l'altro, proprio come avviene con il senso da Strigo di Geralt in The Witcher 3: Wild Hunt o con la visione investigativa dei Batman: Arkham di Rocksteady, spesso l'uso dello scanner sarà essenziale per lo svolgimento di alcune quest.

Il problema è che oltre a rallentare vistosamente l'azione, si tratta di un'operazione che diventa ripetitiva nell'arco di pochissime ore di fatto rendendo poco stimolante esibirsi nell'artigianato. Come se questo non bastasse poi, proprio la fase di creazione dell'equipaggiamento rientra in quei canoni di semplicità che ulteriormente lo allontanano dagli elementi più interessanti di Andromeda. Il suo funzionamento è infatti davvero basilare: si usano i punti ricerca raccolti attraverso lo scanner per sbloccare i progetti che si costruiscono poi usando le materie prime raccolte sul campo di battaglia. Davvero semplicistico per quanto, sia chiaro, completamente facoltativo ai fini dell'avanzamento del gioco. E visto che l'abbiamo accennato, proprio il bottino è un altro elemento che ci ha convinto a metà di Andromeda: pur rispettando i canoni del genere con equipaggiamenti di varie rarità e un mare di componenti che fungono da materie prime per l'artigianato o che possono essere vendute per incassare qualche credito, non riesce a suscitare quell'elemento di sorpresa o grande soddisfazione che si prova quando in un gioco di ruolo si mettono le mani su un'arma o una corazza particolarmente preziosi. Sarà che gran parte dell'attrezzatura può essere costruita a patto di avere l'adeguata pazienza oppure acquistata dai venditori sparsi per le cittadelle, ma difficilmente ci è capitato di provare con Andromeda quel senso di esaltazione che si prova quando si raccoglie un oggetto di grande valore dopo aver aperto il centesimo contenitore o aver sconfitto il boss finale di una lunga missione.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core i5 4690k a 4.0 GHz
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 980
  • Sistema operativo: Windows 10 a 64 bit
Requisiti minimi
  • Processore: Intel Core i5 3570 o AMD FX-6350
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GTX 660 2 GB o AMD Radeon 7850 2 GB
  • Sistema operativo: Windows 7 SP1 64-bit, Windows 8.1, Windows 10
  • Hard Disk: Almeno 55 GB di spazio libero su disco
Requisiti consigliati
  • Processore: Intel Core i7-4790 o AMD FX-8350
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GTX 1060 3 GB o AMD RX 480 4 GB

I like to move it, move it

Abbiamo testato Andromeda su un PC decisamente performante: non il top di gamma che si può trovare sul mercato ma senza dubbio un computer di tutto rispetto. I risultati si vedono e sottolineano l'eccellente lavoro svolto da BioWare ed Electronic Arts nell'ottimizzare e ripulire il codice del gioco che ha girato sempre con risoluzione 1080p, con il preset impostato su Ultra (il massimo disponibile) e con un frame rate che non è praticamente sceso mai al di sotto dei 60 frame al secondo. Se escludiamo gli evidenti problemi di matchmaking del multiplayer, Andromeda non si è mai inchiodato né è crashato e non è mai stato piagato da bug bloccanti. Allo stesso tempo però sono sotto gli occhi di tutti le numerose problematiche che affliggono il design estetico e tecnico di questo nuovo capitolo. E non parliamo dei colori troppi vividi che talvolta contrastano con quell'oscurità e quel tono cupo che tradizionalmente avevano contraddistinto la trilogia originale.

Come abbiamo mostrato nelle varie Sale Giochi e live infatti, il titolo è fortemente al di sotto delle aspettative per tutto quello che concerne le animazioni, sia quelle corporee ma soprattutto quelle facciali, in particolare durante i dialoghi "normali" slegati dalle sequenze pre-renderizzate e più importanti ai fini della trama che denotano una maggiore cura. Anche gli ambienti di gioco, pur essendo davvero vasti e ben caratterizzati per quello che concerne la varietà di flora e fauna, risultano troppo spogli sia nella loro geometria che nell'affollamento dei grandi spazi che li contraddistinguono. Tra l'altro, a dirla tutta, non ci sarebbe dispiaciuto vedere anche un'alternanza del ciclo giorno-notte. Spendiamo qualche parola per l'intelligenza artificiale, decisamente aggressiva già a partire dal terzo livello di difficoltà sui cinque disponibili. I nemici tendono a sfruttare molto le coperture, la verticalità degli scenari e non disdegnano il lancio di granate e l'uso delle abilità speciali quando disponibili. È però vero che si nota una netta distinzione tra gli avversari che possono soltanto colpire con azioni in mischia, soprattutto gli animali, e tendono a venirci incontro a testa bassa secondo una gestione dell'aggressività appena accennata (talvolta sembrano tenere conto di chi li colpisce, altre volte sembrano passare dai compagni a noi senza alcuna logica), e tutti quelli che invece possono sparare e che di fatto tendono spesso a rimanere inchiodati nella loro postazione bersagliandoci dalla distanza e rimanendo quasi imbambolati quando vengono raggiunti per essere finiti con la lama Factotum. Discorso a parte lo meritano i compagni che potranno essere gestiti manualmente con due semplici comandi: vai lì e torna qui, dove il vai lì è contestuale alla destinazione e farà sì che il personaggio attacchi un eventuale nemico selezionato oppure difenda una postazione. Una volta entrati in azione tenderanno a muoversi moltissimo, a utilizzare tutte le loro abilità speciali e spesso a sfruttare le nostre per attivare una combo. Sembra invece che non si curino tra di loro e quando uno finisce a terra spetterà a noi avvicinarci per farlo riprendere. Una menzione finale spetta alla componente audio di questo Mass Effect: Andromeda. Come ben saprete, il gioco è doppiato esclusivamente in inglese, con un'ottima recitazione e una quantità spaventosa di linee di dialogo. L'italiano è presente solo nei sottotitoli che, per quanto ben realizzati qualitativamente, non sono tuttavia personalizzabili in dimensioni e posizione. Scarsa e piuttosto dimenticabile invece la musica di sottofondo ad eccezione dell'ottimo tema musicale che si può ascoltare, purtroppo, solo nel menu principale.

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Multiplayer.it

8.0

Lettori (241)

7.1

Il tuo voto

Mass Effect: Andromeda è un titolo enorme, che potrà probabilmente tenervi attaccati allo schermo per decine, se non centinaia di ore. È profondo, sfaccettato, ricchissimo di personaggi, quest, collezionabili e avventure da vivere. Si allontana però in modo netto dalla tradizione della serie perdendosi per strada quel tono epico, davvero fantascientifico che contraddistingueva la trilogia originale. È vero che ora il sistema di combattimento è decisamente più rifinito, credibile e piacevole grazie a un'azione fluida e finalmente soddisfacente, tuttavia si percepisce una certa leggerezza, quasi una stanchezza nella trama, nei dialoghi e soprattutto nel carisma di tutti i personaggi incontrati, sia i compagni che i secondari, anche quelli più importanti. Siamo insomma davanti a un buon action RPG, immenso e longevo, che forse potrà essere goduto maggiormente dalle nuove leve visto che i vecchi fan faranno probabilmente fatica a digerire la nuova ripartenza di un brand dal valore nostalgico troppo elevato.

PRO

  • Immenso e longevo
  • Il sistema di combattimento è frenetico, piacevole e soddisfacente
  • La componente ruolistica c'è ed è ben amalgamata agli aspetti action
  • Il gioco è ben ottimizzato e davvero stabile...

CONTRO

  • ...si notano però tantissime sbavature nelle animazioni e nella qualità degli scenari
  • I personaggi secondari e soprattutto gli antagonisti mancano di carisma e risultano poco interessanti
  • Una grande fetta delle missioni secondarie sono dei meri riempitivi