Un carro armato per amica  15

Blaster Master ritorna direttamente dagli anni '80 in un remaster per Switch e Nintendo 3DS

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9,99 €

Siamo ormai abituati a vedere il 2D come una sorta di moda alternativa nel mercato attuale, un modo stiloso per distinguersi in un panorama dominato dalle mega-produzioni, ma per chi ha iniziato a giocare ai videogiochi negli anni '80 la situazione è un po' diversa. Si sente un vero e proprio bisogno di bitmap, di un modo di costruire la realtà digitale secondo i principi del disegno bidimensionale applicato a una tela di pixel, una necessità che solo in parte viene saziata dalle operazioni nostalgiche che sempre più spesso - e con furbizia crescente - ci vengono proposte.

Succede spesso che questo gusto venga troppo filtrato attraverso un'estetica comunque moderna, con derive "artsy" che finiscono per caratterizzare eccessivamente sul fronte stilistico un titolo che poco altro ha da dire al di là della sua forma, o applicato a giochi che ben poco hanno a che fare con lo spirito originale degli 8-bit, ma qualche volta ci si trova di fronte a qualcosa che va oltre il semplice omaggio e si presenta come un vero e proprio titolo d'epoca proposto ai giorni nostri. Blaster Master Zero rientra in questa categoria, riproponendo il medesimo concept originale e applicandovi qualche aggiustamento per lo più estetico, che non ingombra lo schermo e non appesantisce l'azione con inutili orpelli richiesti dalla profondità media delle produzioni odierne, presentandosi come un puro e semplice action. Appare a tutti gli effetti come un seguito ideale di quel bizzarro gioco uscito nel 1988 e rimasto in larga parte trascurato dal pubblico, una visione ideale di quello che sarebbe potuto essere Blaster Master con un po' più di potenza computazionale dalla sua ma con il medesimo spirito degli 8-bit. Non una reinterpretazione modernizzata, ma un'evoluzione tecnica nel solco dell'originale, una vera e propria operazione filologicamente corretta di recupero di una serie che aveva bisogno di essere riportata alla luce.

Blaster Master Zero è un action della stessa pasta di quelli a 8-bit

La tana della biancorana

Che Blaster Master Zero sia fedele all'originale risulta ben visibile già dalla storia, che appare come un semplice pretesto per dar vita all'azione ma senza nemmeno cercare di essere logico o accettabile secondo i canoni narrativi odierni: in un futuro imprecisato, il giovane e brillante scienziato Jason si ritrova a inseguire la sua amica ranocchia, caduta dentro una sorta di buca.

Questa si rivela essere una sorta di passaggio interdimensionale che trasporta Jason all'interno di un mondo alternativo, popolato da bestie, tecnologie militari e mutanti ostili. Per fortuna, il nostro eroe trova praticamente subito uno strano carro armato chiamato Sophia III con il quale instaura subito un proficuo rapporto a base di distruzione e sopravvivenza, all'interno di una strana avventura che porta Jason, nella ricerca di Fred (il nome della suddetta rarissima rana), a incontrare anche una misteriosa fanciulla a scoprire un po' alla volta il mistero di quel bizzarro mondo che lo circonda. In sostanza, si tratta di una riproposizione della storia e della formula originale, ma Blaster Master Zero è qualcosa di più e di diverso da un semplice remake, per questo si può parlare di una sorta di reboot per la serie. Un'operazione di riavvio atipica però, perché se è vero che il lavoro effettuato in termini di contenuti è notevole da parte di Inti Creates, ormai considerati dei guru della grafica 2D di stampo classico, non c'è nessuna intenzione di attualizzare il concept originale né il suo aspetto, al di là di un evidente arricchimento della palette cromatica, delle animazioni e dei dettagli sullo schermo che però riescono a non essere mai invadenti e mantenere un perfetto equilibro tra lo stile classico del gameplay e quanto ci troviamo di fronte sullo schermo. È un'operazione che ricorda altre brillanti soluzioni sul tema retro come Shovel Knight, per fare un esempio: ci vuole un po' a entrare nella giusta prospettiva, ma una volta fatti prendere dal ritmo e dalle sue poliedriche meccaniche, tutto risulta essere perfettamente al suo posto.

Due giochi in uno

Blaster Master Zero è sostanzialmente un metroidvania ante litteram, considerando che è quasi contemporaneo dei due titoli che, mischiati insieme, hanno fondato questa sorta di genere ibrido. Come si conviene, si tratta dunque di muoversi all'interno di vaste mappe con ambientazioni diverse e interconnesse tra loro, caratterizzate da aree con pericoli ed elementi ambientali differenti e la possibilità di effettuare il backtracking per esplorarle a fondo.

Progredendo nel gioco e in particolare abbattendo i numerosi boss che si trovano dislocati all'interno dei livelli si sbloccano nuove armi e abilità sia per Jason che per il carro armato Sophia III, che consentono anche di raggiungere nuove zone della mappa precedentemente inaccessibili, come da manuale del perfetto stile metroidvania. L'elemento che caratterizza maggiormente la struttura di Blaster Master Zero è la presenza di due diverse prospettive che innescano stili di gioco piuttosto differenti, con la possibilità di controllare Sophia III o direttamente Jason a piedi. Nel primo caso, il gioco si presenta come un classico action platform a scorrimento multidirezionale, con piattaforme su cui saltare e nemici a cui sparare, controllando il carro e spostando il cannone nelle cinque direzioni possibili. In ogni momento è possibile far uscire Jason, che nelle sezioni dedicate principalmente al carro armato risulta molto vulnerabile ma può accedere a passaggi angusti o entrare in alcune porte e aperture a cui solo lui può accedere. Una volta dentro a queste aree il gioco cambia prospettiva e ci mostra il protagonista da un'inquadratura ravvicinata e dall'alto, con la sfida che diventa calibrata sulle capacità di Jason e del suo nutrito arsenale, utilizzabile solo in queste sezioni. È presente anche una semplice modalità multiplayer cooperativa, nella quale il secondo giocatore controlla un mirino e spara assistendo il protagonista.

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Tra platform, sparatutto e avventura

La dinamica del gioco varia sensibilmente nelle fasi con visuale dall'alto, abbandonando le caratteristiche da platform e diventando una sorta di sparatutto con elementi adventure che si concentra sull'esplorazione, la soluzione di elementari enigmi e l'eliminazione di minacce assortite con l'utilizzo di armi appropriate. È soprattutto in queste sezioni di gioco che incontriamo i boss, solitamente collegati al rilascio di qualche abilità aggiuntiva o arma nuova, dunque si tratta di momenti particolarmente intensi, che richiedono il buon vecchio approccio agli action d'epoca con riflessi pronti e attento studio dei pattern d'attacco e dei punti deboli del nemico.

Questa continua alternanza tra fasi di gioco platform/sparatutto e sezioni sparatutto-adventure rappresenta probabilmente il maggiore punto di forza di Blaster Master Zero, che riesce in questo modo a proporre situazioni sempre piuttosto nuove o comunque a mantenere un ritmo di gioco alto e un interesse che si rinnova e spinge alla massima esplorazione delle mappe. Quest'ultima viene poi massimizzata dall'impostazione in stile Metroid, con la necessità di sfruttare i power-up conquistati per aprire nuove possibilità, spingendo anche a un po' di backtracking e a un approccio più ragionato alla mappa. Considerando lo spirito classicheggiante, il bilanciamento risulta fin troppo accessibile per gli "hardcore", soprattutto quando si comincia a poter contare su armi e abilità avanzate, ma questo ha riflessi positivi sulla fluidità dell'esperienza, con la spinta a proseguire sostenuta sempre da una buona varietà delle ambientazioni, sebbene il tutto sia ovviamente rappresentato in maniera stilizzata, in linea con la rigorosa visione 8-bit che caratterizza grafica e sonoro. Qualche appunto sui controlli: nonostante siano perfettamente reattivi, la breve corsa e la scarsa resistenza degli analogici dei Joy-Con possono rappresentare dei problema quando si cerca di mirare con precisione, vista la presenza di sole 8 direzioni riconosciute, mentre la croce digitale di Switch, composta dai tasti separati, purtroppo non rappresenta proprio una soluzione percorribile.

Multiplayer.it

8.3

Lettori (12)

7.8

Il tuo voto

Blaster Master Zero non è un gioco nostalgico o classicheggiante, è semplicemente un action game per NES sviluppato al giorno d'oggi: cose che capitano quando si rispetta talmente tanto una certa visione del videogioco da non usarla per un ruffiano esercizio di stile. Inti Creates dimostra ancora una volta di saper maneggiare il bitmap con grande maestria, semplicemente utilizzandolo per costruire un gioco e non tanto per compiacere l'istinto nostalgico o artistico, sfruttando al meglio la già ottima base di partenza offerta dall'originale e migliorandola ulteriormente. Sebbene non presenti momenti di sfida particolarmente memorabili, la sua struttura poliedrica lo rende sempre interessante e per il prezzo a cui è proposto uno dei titoli migliori attualmente disponibili su Switch. Veramente un ottimo modo per riportare alla luce quello strano titolo da parte di Sunsoft, semi-dimenticato tra le glorie del NES.

PRO

  • Ottima integrazione di meccaniche di gioco diverse
  • Perfetto stile 8-bit
  • Metroidvania nell'accezione più classica

CONTRO

  • Meno impegnativo dell'originale
  • Qualche incertezza nei controlli