Crash ClubIl club degli incidenti 

La distruzione diventa un'arte con Crash Club

È più o meno dall'alba dei tempi che i videogiochi hanno imparato a coniugare la guida competitiva con le possibilità di distruzione spensierata che il contesto digitale consente senza rischi, e negli anni si sono viste varie interpretazioni di questa pseudo-violenza meccanica, più o meno edulcorata. Il mondo dei racing game arcade è vasto e variopinto, si va dai giochi che sono principalmente incentrati sulla corsa ma adottano le armi distruttive come elementi aggiuntivi del gameplay a quelli che invece mettono la distruzione prima di tutto il resto, e Crash Club afferisce a quest'ultima definizione. Il club degli incidenti Si tratta del terzo gioco maggiore da parte del team australiano Prettygreat, giunto alla notorietà internazionale soprattutto grazie al buon Land Sliders che abbiamo recensito ormai un paio di anni fa, con cui questo titolo condivide alcune caratteristiche, sebbene la struttura sia completamente diversa. La questione qui è guidare un'auto in giro per uno scenario distruttibile, cercando di eliminare gli avversari e al contempo sopravvivere il più a lungo possibile all'interno di un contesto multiplayer online. Non ci sono particolari regole al riguardo: ogni singolo elemento distrutto consegna una quantità di punti e in certi casi di gettoni e altre ricompense necessarie per accedere ai garage ed evolvere il proprio veicolo con personalizzazioni e armi aggiuntive, oltre a potenziamenti vari. I bonus maggiori derivano comunque dalla distruzione diretta degli avversari, dunque su questo verte principalmente il gioco, con la demolizione collaterale dello scenario ad aumentare il caos e fornire diversivi tra un combattimento e l'altro, in un gioco ad eliminazione che premia ovviamente, soprattutto, il giocatore che rimane attivo per ultimo al termine della partita online.

Guida e distruzione assortita sono i pilastri di Crash Club, una sorta di Fight Club automobilistico

La distruzione prima di tutto

La meccanica degli scontri tende a non premiare assolutamente l'abilità nella guida o nel fare fuoco, e questo è forse il maggiore difetto di Crash Club, che si limita ad offrire comodi scontri a distanza attraverso armi a ricerca. Questo significa che non è necessario mirare in maniera precisa, né prodigarsi in agili manovre evasive perché nella maggior parte dei casi il proiettile raggiunge l'obiettivo, purché si trovi nelle vicinanze, lasciando come unica contromisura strategica la possibilità di utilizzare il turbo al momento giusto per cercare di porre maggiore distanza possibile tra noi e il nemico. Il club degli incidenti Sebbene questa rappresenti forse una soluzione necessaria per mantenere alto il ritmo di gioco e consentire una gestione possibile dell'online esteso a decine di giocatori su un'unica mappa, la semplificazione appare un po' eccessiva. D'altra parte che il caos sia considerato un elemento base risulta evidente anche dal fatto di poter in ogni momento ribaltare la situazione rifugiandosi all'interno dei vari garage sparsi per la mappa: non appena le cose si mettono male è possibile dirigersi all'interno di un centro "Stop and Go" dove, al costo di un gettone, troviamo riparo sicuro con la possibilità di eliminare i danni subiti e potenziare l'auto, per tornare poi di nuovo in pista completamente rigenerati e magari anche potenziati. Tutto questo si traduce in scontri anche molto prolungati, dove le scappatoie sono anche troppo a portata di mano per tutti (i garage sono numerosi e ben dislocati per le mappe, senza un limite di capienza). Il principale elemento di gestione tattica diventa allora la quantità numerata di colpi a disposizione per ogni arma, anche se l'escamotage degli Stop and Go può alleviare anche questa difficoltà. Nonostante questi elementi dubbi, e forse in parte anche grazie a questi, Crash Club è un titolo che si lascia giocare in maniera divertita e paciosa, forte della rappresentazione colorata e piacevole tipica delle produzioni Prettygreat e di un sistema di controllo veramente ben fatto.

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6.5

Redazione

S.V.

Lettori

Messa completamente da parte l'abilità nella guida e nell'utilizzo delle armi, il motore di Crash Club risiede soprattutto nell'evoluzione del proprio veicolo, che avviene in maniera estremamente dinamica, già nel corso degli stessi scontri online. I potenziamenti e soprattutto le personalizzazioni estetiche sono moltissime e i collezionisti competitivi troveranno ampie possibilità di scelta, con la spinta a combattere motivata proprio dalla volontà di accrescere la potenza del proprio veicolo e la sua esclusività. In tutto questo ovviamente rientrano a fagiolo anche le microtransazioni, sebbene non in maniera molesta, per chi non ha intenzione di cedervi. È un compromesso decente, anche se con questa base tecnica si sarebbe potuto puntare a qualcosa di più.

Giorgio Melani

Pro

  • Buona realizzazione tecnica e caratterizzazione piacevole
  • Ottimi controlli
  • Il meccanismo di progressione è trascinante

Contro

  • Troppo semplice nelle sue dinamiche di guida/shooter
  • Qualche incongruenza nel bilanciamento
  • Poche variazioni effettive tra auto e scenari

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