Samsung Gear VR: La Realtà Virtuale secondo Samsung  10

Diamo un'occhiata alla nuova versione del Samsung Gear VR

Prezzo
129,00 €

Sui visori a Realtà Virtuale ci sarebbe tanto da scrivere, anche perché in effetti si tende a parlarne veramente poco pure nell'ambito specifico dei videogiochi. A qualche anno dal lancio dei vari concorrenti sul mercato, permane una grossa incertezza generale sull'effettivo successo di questa tecnologia e di conseguenza sul possibile futuro di questa, anche se tra i pochi dati che siamo in grado di rilevare sembra che la diffusione superiore di Samsung Gear VR rispetto alle altre soluzioni sia una certezza. Il perché è facile da dedurre: il visore risulta particolarmente comodo e facile da utilizzare, essendo wireless e non richiedendo alcun setup particolare al di là dell'applicazione di uno smartphone al suo interno e dell'installazione dell'app specifica, non ha cavi ed è praticamente stand-alone, risultando dunque molto meno impegnativo da indossare.


Altro fattore determinante, forse il più importante di tutti, è il prezzo: 129 euro per la nuova versione uscita nel 2017 o molto meno per quelle precedenti sono cifre che stanno su un altro pianeta rispetto a quelle che caratterizzano le soluzioni "high end" come HTC Vive e Oculus Rift, ed è questo probabilmente il fattore di maggiore impatto sul pubblico di massa. Certo c'è da considerare il fatto che il dispositivo è compatibile solo con gli smartphone top gamma di Samsung (con supporto esteso tuttavia anche a quelli più vecchi, usciti nei due anni precedenti ovvero fino all'S6) ma d'altra parte anche gli altri concorrenti necessitano di ulteriore e costoso hardware per funzionare. La collaborazione con Oculus ha garantito il supporto di uno Store già ottimamente organizzato e fornito, da lì la buona diffusione ha fatto il resto, convincendo numerosi sviluppatori a tentare il supporto con buone possibilità di successo, cosa che ha portato a un'ottima base di titoli scaricabili, tra videogiochi veri e propri ed "esperienze" di varia tipologia. Nel frattempo, Samsung continua a far evolvere il visore proponendone nuove versioni praticamente ogni anno, e in questo caso prendiamo in considerazione proprio l'edizione 2017, uscita in corrispondenza con Samsung S8 e dotata per la prima volta di uno specifico controller da tenere in mano.

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Come si presenta

La nuova versione del Gear VR è sostanzialmente identica a quella del 2016, sia al punto di vista estetico ed ergonomico sia (a quanto pare) sul fronte tecnologico, con le stesse caratteristiche riportate (101 gradi di campo visivo, lenti da 42mm, accelerometro, giroscopio, sensore di prossimità) La grande differenza è rappresentata dall'inclusione del nuovo Remote Controller, una sorta di telecomando collegato via Bluetooth in grado di modificare sensibilmente il sistema di interazione in realtà virtuale. Il visore grigio scuro deve essere applicato alla testa attraverso gli strap a fascia, soluzione che continua a non essere comoda come quella vista ad esempio in PlayStation VR, visto che si basa sulla pressione della maschera sul volto e (in particolare d'estate) può portare ad alcuni fastidi come il frequente appannamento delle lenti dato anche dalla temperatura raggiunta dallo smartphone. Su questo fronte qualche miglioramento è stato comunque raggiunto attraverso una migliore areazione della maschera con l'applicazione di alcune prese d'aria aggiuntive, mentre il materiale morbido a contatto con il viso fa comunque un buon lavoro nell'isolare gli occhi dalla luce esterna, elemento di fondamentale importanza per una buona visione. Se non altro, l'headset risulta in questo modo più contenuto come dimensioni e facilmente gestibile. All'interno della confezione si trova anche un comodo adattatore da USB Type-C a MicroUSB utilizzabile per la ricarica dello smartphone direttamente all'interno dell'headset ma non per la lettura di contenuti.

La porta USB Type-C montata direttamente sul visore può comunque essere utilizzata per la lettura diretta di video e software ma utilizzando una pendrive Type-C (soluzione particolarmente pratica, considerando le dimensioni che alcuni filmati in 4K a 360 gradi possono raggiungere) o un adattatore da Type-C ad altri standard USB. Il vero protagonista della fornitura nell'edizione 2017 comunque è il Telecomando: un elegante dispositivo di piccole dimensioni dotato di due tasti funzione (praticamente gli stessi che si trovano sopra il touch pad, sempre presente sul lato destro del visore), un grilletto, il controllo del volume e un ampio tasto circolare che può essere utilizzato anche per scrollare scorrendo il dito sulla sua superficie. La preparazione è estremamente semplice: agganciando lo smartphone al visore tramite il connettore USB Type-C sulla parte frontale e assicurandolo alle guide si passa forzatamente al download e installazione dell'app ufficiale Oculus, con conseguente creazione dell'account (o utilizzo delle credenziali Facebook) e calibrazione del telecomando, dopo di che siamo pronti a entrare nella realtà virtuale. Desta qualche perplessità la mancata possibilità di applicare lo schermo protettivo in plastica sopra allo smartphone una volta montato sull'headset, cosa che era invece possibile anche nell'edizione precedente del dispositivo: in questo modo si ha la sensazione che il telefono sia un po' troppo esposto a possibili danni accidentali, ma è probabile che questa apertura sia stata decisa anche per contenere l'innalzamento della temperatura dell'hardware, conseguenza inevitabile dell'utilizzo intensivo in VR.

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Interfaccia e store

La collaborazione con Oculus emerge chiaramente anche dall'organizzazione dell'interfaccia, che appare analoga a quella del Rift, con le icone delle app e le opzioni disposte in varie sezioni che possono essere inquadrate anche voltando la testa da una parte all'altra. Risulta tutto piuttosto accessibile anche se la ricerca dei contenuti può essere un po' dispersiva considerando la presenza di diversi canali analoghi per i video e per la navigazione internet dati dalla compresenza delle soluzioni offerte contemporaneamente da Oculus e da Samsung in parallelo. In ogni caso, si tratta soprattutto di uno smarrimento iniziale che si riduce gradualmente. L'offerta è notevole, anche se nella maggior parte dei casi si tratta delle classiche esperienze dimostrative in grado di stupire e intrattenere sulle prime e destinate poi a essere tralasciate in cerca di qualcosa di più sostanzioso. Per quanto riguarda video e contenuti multimediali, così come esperienze di varia tipologia, il catalogo si presenta decisamente ricco, molto più fornito di quanto non sia sul fronte dei videogiochi veri e propri, in crescita ma non al ritmo visto sui visori per PC e PlayStation VR, a dimostrazione di come Gear VR sia ancora posizionato in un segmento alquanto diverso dalle vere e proprie periferiche da gioco come gli altri. Il Telecomando rappresenta un convincente passo in avanti per la navigazione nello spazio virtuale, rendendo più immediata e comoda l'interazione con gli elementi rispetto al ricorso (comunque sempre possibile) al touch pad integrato sul lato del visore. Il tracciamento nello spazio tridimensionale è ottimo e il controller risulta anche direttamente visibile nella realtà virtuale, aggiungendo un ulteriore elemento di immersione nello spazio digitale. Funziona essenzialmente come un puntatore, con l'aggiunta di un grilletto e un comodo touch pad circolare che funge anche da tasto principale. È un ottimo strumento di cui consigliamo l'acquisto a coloro che possiedono le versioni precedenti del visore, essendo venduto anche a parte e rappresentando essenzialmente l'unica novità dell'edizione 2017 rispetto a quella dell'anno scorso, oltre alla compatibilità con S8. Il problema è l'impiego ancora limitato che emerge tra app e giochi, che speriamo vada ad ampliarsi da ora in avanti.

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App ed esperienze varie

Non ci si può proprio lamentare della quantità di app presenti nello store di Oculus per Gear VR, che su questo fronte surclassa senza alcuna esitazione l'offerta di Google Daydream. Altro discorso è il valore medio di queste esperienze, che nella maggior parte dei casi soffrono della solita sindrome dell'attrazione da Luna Park puntando tutto sull'iniziale effetto "wow" ma palesando ben presto dei grossi limiti in termini di game design. È comunque possibile trovare delle produzioni molto interessanti tra i giochi veri e propri, vendute spesso a prezzi un po' fuori dagli standard delle app da smartphone e più vicini ai titoli in digitale per PC, cosa che potrebbe contrariare chi è abituato esclusivamente all'ambito mobile ma che risulta comunque generalmente equilibrata rispetto alle esperienze offerte.

Non si sono registrate uscite di particolare rilievo in corrispondenza del modello 2017, dunque i titoli di maggiore interesse sono più o meno gli stessi da un po' di mesi a questa parte: EVE Gunjack, Minecraft, Land's End, Hitman GO e Keep Talking and Nobody Explodes risultano ancora ai vertici dell'offerta ludica presente sull'Oculus Store di Gear VR, a cui si aggiungono le varie "esperienze" tra le quali spiccano Ocean Rift, Blade Runner 2049, Sonar, StarChart e un'abbondante serie di film, video, cortometraggi e soluzioni a metà tra media e social che contribuiscono a identificare il visore Samsung come una sorta di dispositivo per la "comunicazione aumentata". Tra questi segnaliamo Facebook 360, VISO Places, Oculus Rooms and Parties, Netflix, AltSpace, NextVR e il browser specifico Samsung Internet VR, tutti elementi che consentono effettivamente un approccio diverso ad azioni standardizzate. Notevole anche la ricerca di soluzioni alternative applicate alla narrazione, che trovano ottime interpretazioni in esperienze come Song of the Sea, Gone, The Night Cafe, The Expanse VR e ovviamente gli horror che trovano terreno fertile nella realtà virtuale e contano dunque numerose produzioni anche particolarmente riuscite, tra le quali segnaliamo Affected: The Manor, Dark Days, Dreadhalls, The Hospital e Face Your Fears.

I giochi

La scarsa quantità di giochi di rilievo rispetto al resto di soluzioni presenti sullo Store rende il Gear VR uno strumento piuttosto lontano dai visori per PC in termini di applicazioni ludiche, ma i titoli segnalati hanno comunque un ottimo potenziale. Nella maggior parte dei casi, le idee migliori arrivano dall'ambito PC e vengono convertite per Gear VR, il cui limite maggiore in ambito videoludico è in effetti l'assenza di una buona quantità di produzioni di grosso calibro, tuttavia qualcosa di valido si trova. EVE Gunjack dimostra ancora una volta la dimestichezza di CCP con l'ambito virtuale, anche se il gioco è molto più semplice di Valkyrie, trattandosi di uno sparatutto classico nel quale, in qualità di cannoniere spaziale, dobbiamo abbattere i nemici che compaiono sullo schermo. È consigliabile per la solidità dell'impalcatura grafica che dimostra una risposta ai comandi e ai movimenti della testa veramente reattiva, pur presentandosi anche esteticamente piacevole. Su Minecraft è rimasto ben poco da dire, ma la versione per Gear VR ha una forte attrattiva anche per coloro che conoscono alla perfezione il gioco Mojang: essere proiettati fisicamente nel mondo a cubi è praticamente un sogno che si realizza e questa versione di Minecraft è sicuramente uno dei giochi migliori da provare con il visore. Può diventare stancante a lungo andare, motivo per il quale gli sviluppatori hanno inserito la possibilità di passare in ogni momento alla modalità cinema in cui il gioco viene proiettato su una sorta di megaschermo virtuale.

Un buon esempio di progetto sviluppato interamente attorno alla realtà virtuale è Land's End, primo tentativo dei talentuosi Ustwo in quest'ambito: il retaggio di Monument Valley si nota nelle rarefatte e affascinanti atmosfere del gioco, che si presenta come una sorta di Myst in cui la contemplazione degli scenari è parte integrante del gameplay. Hitman GO è un titolo già ben noto in ambito mobile, rappresentando anche lì una delle migliori proposte in ambito puzzle degli ultimi anni. La sua struttura resta qui praticamente invariata, ma rappresenta un ottimo esempio del potenziale che può essere raggiunto dal genere puzzle e strategico con l'applicazione della realtà virtuale, sfida raccolta e ben affrontata anche da Augmented Empire. Quest'ultimo è uno strategico sullo stile di XCOM che mostra bene quanto il genere possa giovare dall'immedesimazione assoluta data dalla realtà virtuale. Contiene anche un'ottima implementazione del nuovo controller e rappresenta un raro esempio di videogioco per Gear VR strutturato in maniera piuttosto classica, dotato anche di una campagna piuttosto lunga rispetto agli standard. Come ultimo esempio citiamo Keep Talking and Nobody Explodes, raro esempio di gioco basato su una sorta di multiplayer asimmetrico in cui solo un giocatore utilizza il visore, a dimostrazione degli impieghi anche originali che questa tecnologia può trovare.

Gioie e dolori della realtà virtuale

Al di là dei limiti oggettivi di un dispositivo costruito per offrire un'esperienza diversa da quelli per PC e console, i problemi di Gear VR sono quelli intrinseci nell'attuale tecnologia utilizzata per la realtà virtuale. Primo fra tutti quello screen door effect, ovvero l'effetto "retino" che marca i contorni di ogni singolo pixel, difficile da digerire sulle prime. Si tratta di adattarsi a una visione che non è ancora perfetta, concentrandosi su quanto di buono può offrire il 3D stereoscopico e la possibilità di spostare lo sguardo all'interno dello spazio virtuale, e questi possono bastare ad accettare i compromessi attualmente inevitabili con questo stato dell'arte. Gear VR non può replicare l'effetto "room scale" di HTC Vive e Oculus Rift in quanto non ha i sensori di rilevazione esterna, dunque l'esperienza risulta limitata alla posizione da fermo, con possibilità di muoversi all'interno dello spazio attraverso il controller. Il Telecomando rappresenta un buon passo avanti nell'interazione con l'ambiente virtuale ma il supporto per il momento è molto limitato, in ogni caso la direzione intrapresa sembra quella giusta.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali della realtà virtuale, questi sono molto soggettivi: alcuni utenti risultano più sensibili al motion sickness che può derivare in particolare dalla discrepanza tra il movimento nello spazio virtuale e l'effettiva posizione del giocatore. Nelle prove effettuate abbiamo raramente rilevato il problema ma è possibile che questo sia dovuto anche alla mancanza di titoli dal gameplay particolarmente frenetico e impegnativo, è comunque una cosa difficile da giudicare in maniera oggettiva, così come l'intera esperienza della realtà virtuale, d'altra parte. Per quanto riguarda i video, una differenza sostanziale si nota tra l'utilizzo con i filmati in streaming e quelli invece letti direttamente dalla memoria interna (o esterna via USB): anche disponendo di una buona connessione, il bitrate limitato può rendere i video in streaming spesso scarsamente definiti al limite del fastidioso, problema che non si presenta nella lettura da memoria fissa, dunque nel caso vi sia scelta è sempre meglio adottare quest'ultima soluzione.

Samsung Gear VR gioca su un campo un po' diverso da quello degli altri visori a realtà virtuale. Smarcandosi dal concetto di periferica da gioco, il visore diventa uno strumento in grado di ampliare la fruizione multimediale dello smartphone estendendo applicazioni di varia tipologia in ambito virtuale, andando dalla comunicazione aumentata a vari esperimenti di narrazione. In tutto questo, i prodotti videoludici non godono della rilevanza che un videogiocatore vero e proprio forse ricerca da uno strumento di questo genere, tuttavia la quantità di app, giochi ed esperienze che si stanno sedimentando nello Store Oculus sta diventando sempre più rilevante. Pur con i suoi limiti tecnologici e concettuali, non ultimo il fatto di funzionare solo con una categoria ristretta di smartphone, per coloro che possiedono un dispositivo compatibile e siano interessati alla realtà virtuale l'acquisto di Gear VR comincia ad avere veramente senso rappresentando forse il visore (non necessariamente videoludico) con il miglior rapporto qualità/prezzo presente sul mercato, rafforzato anche dall'ottima introduzione del controller.

PRO

  • Buon rapporto qualità/prezzo
  • Store alquanto fornito di app varie
  • Il Telecomando è un'ottima introduzione

CONTRO

  • Ancora non molti videogiochi e alquanto acerbi
  • Meno completo rispetto agli altri visori high-end
  • Difetti intrinseci nell'attuale tecnologia VR