Prima la recensione di Tooth and Tail, poi la rivoluzione  4

Scoprite chi sarà mangiato e chi sarà a mangiare nel nuovo titolo di Pocketwatch Games

Versione testata
PC Windows, PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, GoG, PlayStation Store
Prezzo
19,99 €

In questi ultimi anni l'industria videoludica si è trasformata notevolmente, diventando, rispetto agli esordi, molto più simile a tutte le altre industrie dell'intrattenimento. Da una parte ci sono le produzioni mainstream: solide, ancorate a degli standard di prodotto elevatissimi, ma anche asettiche e distaccate nel loro essere intimamente seriali e pensate per una massa amplissima di persone, che annulla ogni possibilità di prendersi qualche rischio; dall'altra c'è la scena indipendente che, nonostante tenda ormai anch'essa a chiudersi dentro a dei recinti di genere, è l'unica che prova a sperimentare davvero, anche quando si affida a prodotti apparentemente più tradizionali. Ovviamente nel mucchio non consideriamo tutti quei videogiochi spazzatura che ormai affollano gli store digitali e che fanno storia a sé.

Prima la recensione di Tooth and Tail, poi la rivoluzione
Le quattro fazioni in lotta rappresentano il potere militare, quello politico/religioso, il popolo e l'idealismo intellettuale

Tooth and Tail di Pocketwatch Games, lo studio dell'eccentrico stealth Monaco: What's Yours Is Mine, è descrivibile come uno strategico in tempo reale, nonostante provi a rielaborare il genere per renderlo più veloce, diluendo il più possibile tutte le meccaniche che lo caratterizzano. Racconta di topi in rivolta per il cibo che si combattono tra loro secondo una logica di ricchi contro poveri, o meglio ancora potenti contro popolo, non senza qualche ironia e bassezza nella rappresentazione. Il tutto si traduce in una campagna single player in cui quattro fazioni scendono sul campo di battaglia per motivi molto diversi tra loro: chi per idealismo, chi per cercare di sopravvivere e chi perché vuole ristabilire l'ordine mantenendo il potere assoluto. Precisiamo subito un punto: durante la campagna non si può scegliere quale fazione utilizzare, ma bisogna controllarle tutte, seguendo un filo narrativo ben preciso. Certo, ogni fazione ha le sue missioni e il suo rifugio, le sue motivazioni e i suoi obiettivi, ma per seguire la storia bisogna giocare con tutte. Al massimo si possono ripetere delle missioni già giocate per provare a migliorare il risultato (ogni missione ha un obiettivo base da raggiungere obbligatoriamente e uno secondario completamente facoltativo, spesso molto difficile). In multiplayer, locale od online che sia (si può giocare insieme a un amico con lo schermo diviso), non c'è ovviamente questo obbligo e ci si può limitare a selezionare la fazione preferita, dotandola delle truppe che più ci aggradano.

Sorci rivoluzionari

Le meccaniche di Tooth and Tail sono molto semplici da descrivere: ogni fazione ha un suo comandante, che ha il compito di trovare cibo per le truppe e di spostare queste ultime sul campo di battaglia... letteralmente.

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A differenza dei normali strategici in tempo reale, nel titolo di Pocketwatch Games non si selezionano le unità con il mouse, indirizzandole poi con un click, ma si controlla direttamente il comandante che le chiama a raccolta. In che senso? Facile: si porta il comandante in una certa area, quindi si preme il tasto di chiamata per far muovere l'esercito in quella direzione. Volendo è possibile spostare un tipo di unità alla volta, dopo averne selezionato l'icona nella parte bassa dello schermo; opzione utile se si vuole portare un attacco più mirato (ad esempio agli edifici, o a un genere specifico di unità), oppure ci si può far seguire nei movimenti tenendo premuto il tasto di chiamata (utile per i raid). Anche la raccolta di risorse per generare e sostentare l'esercito è altrettanto semplice, sia concettualmente che nella pratica. In moltissime mappe ci sono dei mulini che, una volta conquistati o occupati, sbloccano otto caselle lavorabili da dei maiali contadini, acquistabili a loro volta spendendo del cibo. Ogni casella lavorata in più velocizza la produzione di cibo, dandoci risorse per costruire le tane delle unità, dalle quali viene generato il nostro esercito (ogni tana ha un numero massimo di truppe generabili, quindi bisogna sempre costruirne più di una). Volendo i mulini possono essere difesi costruendo torrette di vario tipo o piazzando del filo spinato per rallentare gli attaccanti.

Prima la recensione di Tooth and Tail, poi la rivoluzione
Raccogliere risorse è essenziale per generare le truppe

Purtroppo le caselle agricole si esauriscono molto velocemente, quindi bisogna essere celeri nell'esplorare la mappa e trovare altri mulini da annettere, siano essi liberi o occupati dagli avversari, come bisogna essere veloci nel condurre la guerra. In Tooth and Tail chi aspetta perde, anche perché quando si rimane senza cibo non si possono più produrre unità e la sconfitta è praticamente automatica. Considerate che una partita in media dura una decina di minuti, quindi bisogna essere rapidissimi nel prendere decisioni.

Racconti di guerra

Nonostante lo schema ricerca risorse/produzione di unità/attacco sia valido per l'intero gioco, Pocketwatch Games ha pensato a un'amplissima serie di varianti per rendere ogni missione diversa dalle altre. In effetti a nostra memoria non ricordiamo un RTS così vario. Non solo le mappe vengono generate proceduralmente, rivelandosi differenti in ogni partita (e creando qualche squilibrio di troppo in multiplayer), ma ogni missione ha degli obiettivi differenti, da perseguire in vari modi. Ad esempio in una bisogna guidare uno sparuto manipolo di topi alla liberazione dei loro compagni tenuti in cella, senza la possibilità di produrre unità aggiuntive; in un'altra si devono difendere dei mercanti di carne, raccogliendo delle casse di cibo per produrre truppe; in un'altra ancora bisogna accendere dei falò per proteggersi dal freddo intenso, mentre si accumula cibo.

Prima la recensione di Tooth and Tail, poi la rivoluzione
Ogni missione ha le sue caratteristiche, così come degli obiettivi specifici. In questa ad esempio il vento rende difficili gli spostamenti e un timer ci annuncia l'arrivo di terribili demoni volanti

La varietà di Tooth and Tail è arricchita da un lato narrativo insolitamente curato e originale, che si sviluppa nei rifugi delle fazioni. Questi ultimi sono delle grandi aree di raccordo da cui si può accedere alle missioni della campagna parlando con dei personaggi specifici, ma in cui si può anche chiacchierare con ogni personaggio presente e si possono esaminare gli oggetti dello scenario. È in questo modo che si acquisiscono informazioni su quanto sta accadendo, sul morale delle truppe, sulle loro motivazioni personali e altro, senza il bisogno di ricorrere alle solite sequenze d'intermezzo. Volendo, chi non è interessato ad approfondire la storia e lo scenario può saltare completamente questa parte, limitandosi a parlare con i personaggi che assegnano le missioni.

In trappola

In linea di massima Tooth and Tail funziona bene, ma ha alcuni difetti strutturali, legati in gran parte all'originalità delle sue meccaniche, che sono purtroppo evidenti. Ad esempio il sistema di movimento delle truppe funziona finché non si prova a elaborare una qualche tattica: l'azione è talmente veloce che quando il nemico attacca o si difende con decine di unità, è praticamente impossibile mettersi a direzionare le singole truppe usando il comandante. Si finisce così per far scontrare gli eserciti alla bene e meglio, con il risultato deciso dai numeri e dalla varietà, più che dalle capacità di comando. Essendo le mappe generate proceduralmente, questo aspetto non lascia scampo, visto che difficilmente si hanno dei momenti per sfruttare le varie sfaccettature del sistema di gioco.

Prima la recensione di Tooth and Tail, poi la rivoluzione
Le zone di raccordo permettono di conoscere meglio le fazioni e le loro motivazioni

Paradossalmente si riesce a farlo molto meglio nelle prime missioni, mentre nelle ultime è il caos a regnare sovrano. Immaginate di dover affrontare un esercito formato da cinque tipi di unità differenti e difeso da torrette, che ci può essere addosso in pochi secondi (letteralmente, visto che le mappe sono generalmente molto piccole): come fare a piazzare le nostre truppe dovendo selezionarle una alla volta e dovendo indirizzarle fisicamente con il comandante? Difficilissimo, quando non impossibile. Altro piccolo difetto riguarda la leggibilità di alcune mappe. La pixel art disegnata dagli artisti di Pocketwatch Games è molto bella e offre un'impressionante quantità di dettagli, ma allo stesso tempo rende poco leggibili le mappe più dense di oggetti. Pensiamo in particolare ad alcuni passaggi larghi pochi pixel, che si scorgono a fatica in mezzo a tutti gli altri elementi, anche per via della nebbia di guerra che non consente di avere subito il quadro completo della mappa. Non è un difetto gravissimo perché spesso rallenta soltanto, senza compromettere le partite, ma può infastidire parecchio quando si va di corsa... e in Tooth and Tail si va spessissimo di corsa, se non lo avete capito.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
Requisiti minimi
  • Sistema operativo Windows 7
  • Processore 2 GHz
  • 2 GB di RAM
  • Scheda video Intel HD 3000
  • 2 GB di spazio su Hard Disk
  • DirectX 11
Multiplayer.it

7.0

Lettori (2)

7.9

Il tuo voto

Ovviamente quando nella vita e nel lavoro non ti limiti a rifare quello che hanno già fatto gli altri, rischi di incontrare più di qualche problema lungo la via. Per questo motivo sperimentare è sempre più complicato di affidarsi a degli standard. Tooth and Tail è un esperimento in buona parte riuscito, ma che richiede la revisione delle dosi, e la limatura di alcuni ingredienti. In generale è un titolo godibile e dallo stile visivo ricercato e intrigante, ottimo se si è alla ricerca di qualcosa di veloce con cui passare il tempo offline e online. I problemi però non gli mancano, a partire dalla difficoltà oggettiva di utilizzo di alcune meccaniche e dagli squilibri creati dalla generazione procedurale delle mappe quando si gioca con altri. Insomma, tenetelo in considerazione, ma cercate prima di capire se faccia o meno al caso vostro e quanto siano per voi determinanti i difetti descritti.

PRO

  • Meccaniche di gioco semplici ma non banali
  • Campagna single player con missioni varie e piene di sorprese
  • La generazione procedurale delle mappe in single player funziona
  • Pixel art ben disegnata e dallo stile intrigante

CONTRO

  • La generazione procedurale delle mappe crea squilibri quando si gioca con altri
  • L'eccessiva velocità dell'azione porta a sotto sfruttare alcune meccaniche
  • Alcune mappe molto dense di elementi confondono