La recensione di Dragon Ball Xenoverse 2 in versione Nintendo Switch  52

Il più famoso shonen di sempre fa capolino sulla console ibrida della grande N: ma come si comporta?

Poco meno di un anno fa, abbiamo visto arrivare su console e PC Dragon Ball Xenoverse 2, l'ultima iterazione del più florido franchise che il manga giapponese abbia mai avuto la fortuna di vedere. Mentre il mondo intero è, giustamente, in fermento per quel FighterZ che all'inizio dell'anno prossimo lancerà Dragon Ball nell'olimpo dei picchiaduro competitivi, i possessori di Nintendo Switch possono finalmente mettere le mani sul porting dell'ultima fatica di Dimps. Le ultime settimane hanno visto una serie di annunci per quanto riguarda l'arrivo di titoli terze parti sull'ammiraglia Nintendo: se da una parte ha largamente sorpreso la scelto di Bethesda di portare su Switch sia Doom che il futuro Wolfenstein: The New Colossus, meno sorprendentemente è arrivata la conversione di Dragon Ball Xenoverse 2. Il titolo di Namco Bandai è esattamente quello che abbiamo avuto modo di giocare lo scorso ottobre, ma impreziosito dalla possibilità di giocarlo dove e quando si vuole; alla luce di questo sembrerebbe un acquisto obbligato per tutti i fan di Goku e compagnia, ma non sarebbe esattamente corretto metterla in questi termini. Cerchiamo di capire insieme il perché.

Cambiamo la storia, ancora

Tutto l'arco narrativo inserito in Dragon Ball Xenoverse 2 pone le proprie basi sull'idea che la saga, così come la conosciamo, venga un giorno alterata tramite i viaggi nel tempo. Questo porterebbe alla modifica repentina di eventi già vissuti da tutti, come la morte di Radish e Goku per mano di Piccolo. Questa premessa funge da pretesto per dare la possibilità ai giocatori di godere di qualche nuovo colpo di scena nella trama di Dragon Ball e, allo stesso tempo e in maniera molto più importante, sulla possibilità di dare al giocatore piena libertà nella creazione del proprio personaggio. Tramite un editor discreto e la presenza di ben cinque razze, potremo modellare colui o colei di cui vestiremo i panni. Saremo quindi chiamati a spostarci di era in era in qualità di membri della pattuglia temporale, al fine di interferire sui cambiamenti della storia e riportare tutti sui giusti fili del destino. Per quanto non certamente esaltante e anche parzialmente ripresa dal precedente primo capitolo di Xenoverse, l'arco narrativo scritto dagli sviluppatori è piacevole, complici anche alcune scene animate di pregevole fattura. Non aspettatevi certo l'introspezione e la profondità dei dialoghi, ma stiamo pur sempre parlando di Dragon Ball e Bandai Namco sa bene che la cosa importante sono le mazzate. Su tutt'altro piano, e ben peggiore, si trovano le missioni secondarie: se è vero che Dimps ha cercato di inserire quante più situazioni e sottotrame possibili, non c'è probabilmente una singola occasione nella quale ci si ritrovi ansiosi di tornare a compiere l'ennesima missione di recupero delle sfere del drago su Namecc. Xenoverse 2 è quindi un titolo mastodontico in termini di ore di gameplay, ma se cercate un buon racconto su Dragon Ball, tornate a ciò che ci ha tenuti incollati per anni alle televisioni.

Picchiaduro-RPG

C'è chi si è spinto a definire Dragon Ball Xenoverse 2 come l'esperienza (quasi) definitiva nel mondo di Akira Toriyama. La struttura messa insieme dal team giapponese è effettivamente interessante e sconfinata, senza tradire la voglia dei fan di poter giocare con un roster di personaggi che ha dell'incredibile. Ecco perché l'idea di unire l'ormai collaudato sistema da picchiaduro 3D su Dragon Ball, ad uno da gioco di ruolo, ha permesso di provare una libertà di personalizzazione che è effettivamente affascinante per una buona dose di ore. L'HUB centrale, Conton City, è svariate volte più grande di quello del primo capitolo e presenta al suo interno una quantità di attività esorbitante. Tra piccole missioni di recupero e lunghissime serie di lezioni impartite da Crilin e soci, difficilmente si resterà senza cose da fare. La problematica principale in questo sistema arriva però dalla lancinante ripetitività di un combat system che rischia di annoiare dopo qualche decina di scontri con la CPU. Ogni combattimento, vero fulcro dell'azione, altrimenti messo da parte in favore dell'esplorazione e del dialogo, si protrarrà per una manciata di minuti durante i quali le combo si concateneranno inesorabilmente, con estrema difficoltà dell'avversario di rispondere ai nostri colpi.

La possibilità di inserire delle semplici combinazioni di tasti per l'utilizzo degli attacchi più potenti è certamente utile per gestire l'infinità di abilità equipaggiabili; ma inesorabilmente rende macchinoso e poco vario il gameplay durante gli scontri. È un grande peccato perché tutto il mondo messo in piedi da Dimps, fatto di negozi, personaggi non giocanti, crescita dell'avatar e delle relative caratteristiche, così come l'imparare tramite delle lezioni nuove tecniche e personalizzare il vestiario del proprio alter ego, è un mondo che ci piace e che meriterebbe una realizzazione generale molto più curata. Sarebbe estremamente interessante vedere un talentoso team occidentale e rispettoso della serie, lavorare su un titolo di questo genere. Lì dove Dragon Ball Xenoverse 2 stupisce e richiama alla mente tutte le nostre fantasie di gioventù, fallisce nel metterle in pratica, creando un picchiaduro mediocre e che non riesce ad accostarsi a un impostazione tanto audace, quanto solo in parte riuscita. Di tutt'altra pasta sono ovviamente gli scontri con gli altri giocatori: la ripetività e poca tecnica del gameplay vengono in parte ovviati dall'assenza dell'intelligenza artificiale, lasciando così spazio a scontri epici e sopra le righe, che fanno dimenticare presto la mancanza di profondità del puro gameplay.

Ma su Switch come va?

Era giusto dare una nuova infarinatura del titolo per tutti quelli che non hanno avuto modo di provarlo circa un anno fa. Ciò che però realmente ci interessa è come si comporta il gioco nella sua versione per l'ibrida Nintendo: se tutto ciò che abbiamo scritto finora era facilmente riscontrabile dai giocatori, le magagne tecniche del titolo sono la sua vera piaga. La città che fa da sfondo al titolo, sebbene non fosse sfavillante in termini di performance anche nella sua prima edizione, riesce difficilmente a mantenere i 30 fotogrammi al secondo, arrivando a volte a crollare, fino a far sembrare il titolo uno splendido slow motion cinematografico. Fortunatamente negli scontri questo problema non si verifica, e certamente non è dettaglio da poco, ma è necessario un istante per rendersi conto dei compromessi tecnici necessari a far girare questo titolo sull'hardware Nintendo. Accanto alle risoluzioni di 720p su portatile e 900p in versione dock, è l'aliasing quello che devasta visivamente il titolo di Namco Bandai.

Problematica ormai appurata per questa nuova macchina Nintendo, questa limitazione grafica rende il porting veramente difficile da digerire, specialmente quando ci si trova a guardare il titolo tramite un monitor. La bontà dello schermo di Nintendo Switch e la consapevolezza di stare giocando un Dragon Ball principale nel palmo della mano, riescono in qualche modo a colmare la lacuna. È comunque impossibile non notare un calo delle prestazioni che rende difficile il consiglio all'acquisto per chi possiede già la versione originale. L'unica particolarità che potrebbe far vacillare tutti, soprattutto i più accaniti, è la possibilità di utilizzare un nuovo set di comandi (denominato banalmente "di movimento") che vi permetterà di utilizzare i JoyCon come fossero i veri pugni del vostro avatar ed effettuare dei movimenti specifici per compiere alcune particolari mosse. Sarebbe stupido dire che non abbiamo sempre sognato di lanciare un'onda energetica in prima persona: Dragon Ball Xenoverse 2, nella sua versione Switch, vi permette anche questo e sappiamo che per tanti potrebbe addirittura valere il prezzo del secondo giro. Sappiate però che non vi troverete di fronte a una lezione di arti marziali e non crediate di trovare decine e decine di movenze riprodotte fedelmente. Il tutto si riduce a una serie di brevi sequenze di movimento e nulla più, a volte percepite erroneamente dai sensori della console.

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Multiplayer.it

7.5

Lettori (11)

7.2

Il tuo voto

Dragon Ball Xenoverse 2 per Nintendo Switch rappresenta esattamente il canone delle produzioni videoludiche dei grandi shonen. Titoli colmi di contenuti che cercano di riprodurre quanto più fedelmente le avventure che ci hanno fatto sognare per anni. Nonostante un'impostazione incredibilmente vasta e la possibilità di creare l'eroe che si preferisce, è evidente la difficoltà di Dimps nell'amalgamare tutto, al fine di renderlo un titolo coerente e interessante per le tante decine di ore di contenuti presenti. Chi si è innamorato dell'ultimo titolo del team di Osaka, continuerà ad amarlo anche nella sua versione ibrida, ma attenti ai compromessi tecnici che sarete chiamati a digerire.

PRO

  • Il nuovo HUB e la quantità infinita di attività
  • I comandi di movimento
  • Una quantità incredibili di contenuti

CONTRO

  • Purtroppo la ripetitività delle situazioni è mortificante
  • Parte dell'arco narrativo è stato riutilizzato
  • Tecnicamente è senza dubbio un passo indietro rispetto all'originale