Cloni in guerra nella recensione di Rogue Trooper Redux  14

A distanza di undici anni, lo shooter di Rebellion ritorna con una veste grafica rinnovata

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
24,99 €

Sviluppata da Rebellion - lo studio britannico che in questi anni si è dedicato alla saga di Sniper Elite - la versione originale di Rogue Trooper comparve su PC e PlayStation 2 nel 2006. Tre anni più tardi venne proposto un porting non particolarmente brillante per Wii e da allora se ne sono perse completamente le tracce. Ad oltre undici anni di distanza dalla sua prima incarnazione, il titolo ritorna ora in scena con Rogue Trooper Redux, un'edizione rimasterizzata già disponibile per PC, PlayStation 4, Nintendo Switch e Xbox One. Varrà la pena tornare a vestire i panni del soldato GI? Scopriamolo insieme.

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Dal fumetto al videogioco

Come ricorderà chi ha avuto modo di provare il gioco originale, la storia di Rogue Trooper Redux si basa sull'omonimo fumetto ideato da Gerry Finley-Day e Dave Gibbons nei primi anni '80. Il contesto narrativo prende le mosse dallo scontro secolare che imperversa tra le fazioni Norts e Southers per il predominio su Nu Earth, un pianeta diventato ormai arido e inospitale dopo il massiccio impiego di bombe chimiche che hanno compromesso l'integrità dell'atmosfera, costringendo gli umani a indossare speciali tute e respiratori per potersi muovere sulla superficie. Con l'evolversi del conflitto la fazione Souther ha iniziato a creare un esercito di super soldati creati in laboratorio e perfettamente in grado di combattere nei territori contaminati.

Le prime fasi di gioco di Rogue Trooper Redux si svolgono proprio durante uno degli eventi chiave che vengono raccontati nel fumetto, ovvero il momento in cui l'esercito GI viene intrappolato nella Quartz Zone e sterminato dalle forze ostili. L'unico sopravvissuto alla catastrofe è il soldato Rogue, che viene quindi incaricato di risalire ai responsabili del massacro. L'edizione rimasterizzata apporta una serie di novità tecniche per adattare - nei limiti del possibile - l'esperienza visiva e svecchiarla rispetto alla controparte originaria: per questo sono stati rimodellati i personaggi, le armi e i veicoli presenti nel corso dell'avventura, ma sono anche state restaurate le sequenze di intermezzo con l'aggiunta dell'illuminazione dinamica e di nuovi effetti speciali, oltre ad essere state riviste le strutture poligonali di oggetti ed edifici. Logicamente la differenza rispetto al Rogue Trooper per PlayStation 2 si percepisce, ciò nondimeno il restyling grafico non ha potuto risolvere quelle evidenti carenze di caratterizzazione visiva e concettuale che affliggono la produzione sul piano estetico e non solo.

Un supersoldato e suoi biochip

Pur trattandosi di uno shooter in terza persona di impostazione classica con palesi carenze di tipo realizzativo, il vecchio Rogue Trooper non mancava di proporre qualche trovata interessante dal punto di vista ludico. Anche in Rogue Trooper Redux l'elemento distintivo sul piano dell'interazione è affidato ai biochip impiantati nel cranio di ciascun clone. Curiosamente, nel momento in cui un soldato GI cade in battaglia, questi dati elettronici possono essere estratti dal suo corpo e sfruttati come supporto tattico per un alleato mediante tre slot speciali disponibili sull'elmetto, sul fucile e sullo zaino in dotazione delle truppe. E siccome i compagni di Rogue cadranno nelle fasi iniziali della partita, non si dovrà far altro che estrarre questi materiali dal corpo per installarli nel proprio equipaggiamento. Abbiamo quindi a disposizione il biochip di Gunnar all'interno del fucile, con cui è possibile usufruire di un sistema di mira assistito e di un mirino da cecchino per colpire con precisione chirurgica i bersagli più distanti. Allo stesso tempo è possibile trasformare l'arma in un cannone sentinella: non si deve far altro che posizionare a terra la torretta e attivarla per distrarre i nemici o ricevere dell'efficace fuoco di copertura. In alternativa sussiste l'opzione del silenziatore, che teoricamente dovrebbe privilegiare l'approccio furtivo nella ripulitura delle mappe.

Durante il nostro giocato quest'ultima opzione è stata quella meno sfruttata, complice il fatto che le meccaniche non stimolano affatto a propendere per una strategia ponderata; pur sforzandosi di essere precisi, è quasi matematico essere scoperti da qualche ronda presente nei paraggi, anche da distanza considerevole. Per di più la completa assenza di indicatori che permettano di stimare il grado di allerta generale non è certamente d'aiuto in tal senso: come avrete intuito, spianare il fucile e lanciarsi in modo ignorante in avanti si rivela essere l'unica soluzione sensata da adottare. Abbiamo poi il biochip di Bagman; collocato nello zaino, permette di costruire oggetti e potenziamenti recuperando i rottami dai cadaveri dei nemici caduti, delle torrette o dei piccoli resti meccanici che si trovano sparsi per le mappe. Accedendo a un apposito menù si possono investire queste risorse e mantenere sempre aggiornato il proprio equipaggiamento. Con il biochip di Helm, infine, Rogue è in grado di bypassare le difese elettroniche oppure di creare dei diversivi sfruttando un ologramma del protagonista o richiamando l'attenzione delle guardie da dietro le coperture. Trattandosi di un gioco datato, la campagna è prevedibilmente strutturata in singole missioni chiuse di breve durata, che prevedono di spostarsi da un punto d'ingresso a un punto d'uscita e di maciullare chiunque provi a distogliere il protagonista dallo scopo della sua missione.

Trofei PlayStation 4

I Trofei di Rogue Trooper Redux sono prevalentemente legati al completamento delle tredici missioni che compongono la campagna single-player. Gli obiettivi rimanenti riguardano le modalità online Assedio e Progressiva. Peraltro il Trofeo di Platino si può ottenere senza grandi sforzi.

Carenze al di là della grafica

Uno dei principali difetti di Rogue Trooper Redux - ulteriormente peggiorato alla prova del tempo - si lega alla struttura e alla varietà dei livelli. Il titolo resta infatti colpevolmente afflitto da un design piatto e poco interessante, anche in presenza di un aggiornamento tecnico che, per quanto possibile, cerca di rendere il tutto un po' più apprezzabile. Il problema del gioco è a monte: le mappe trasudano vecchiaia e questo perché già nel 2006 il titolo di Rebellion non si dimostrava certo tra i prodotti più avanzati e all'avanguardia disponibili sulla piazza. Lo scarso carisma dimostrato dai personaggi è figlio della fin troppo debole caratterizzazione dell'universo cui viene fatto riferimento, al punto da rendere quasi del tutto superflui anche quei pochi dialoghi o quei fugaci filmati d'intermezzo che si alternano tra un incarico e l'altro.

Gli effetti del tempo hanno avuto il loro peso anche per quanto riguarda la gestione delle coperture. In Rogue Trooper Redux risulta fin troppo macchinoso muoversi con fluidità da una parete all'altra o sparare con risultati accettabili mentre si rimane al riparo dal fuoco avversario. Vale la pena estendere il ragionamento anche alla caratterizzazione dei nemici, davvero troppo limitata per un titolo che si ripresenta sul mercato nel 2017. Peraltro in alternativa alla modalità single-player sono state confermate le due modalità cooperative multiplayer online. In queste sessioni si devono affrontare alcune missioni secondarie slegate dall'avventura principale e collocate cronologicamente prima degli eventi accaduti nella Quartz Zone. Optando per Assedio bisogna difendere la propria posizione e resistere alle incursioni progressive dei Norts, mentre selezionando la modalità Progressiva si ha il compito di sconfiggere i nemici per poi raggiungere un punto sicuro prima dell'estrazione.

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Multiplayer.it

6.0

Lettori (2)

6.2

Il tuo voto

Nonostante proponga qualche idea interessante sul piano della gestione dell'equipaggiamento, Rogue Trooper Redux risente di una qualità generale altalenante e di un'atmosfera non molto incisiva, che in definitiva tratteggiavano anche la versione del 2006. Al netto degli adattamenti grafici, le mancanze e i punti dolenti della produzione ci sono apparsi ancora più evidenti in questa remaster. Ci troviamo quindi al cospetto di un titolo indirizzato soprattutto ai sostenitori irriducibili degli sparatutto in terza persona, che potrebbero provare a dargli una possibilità qualora non abbiano avuto modo di sperimentare con mano la vecchia edizione.

PRO

  • Meccaniche shooter più che sufficienti
  • L'uso dei biochip è ancora interessante
  • Varie novità dal punto di vista tecnico

CONTRO

  • Stilisticamente poco incisivo
  • Design delle mappe molto limitato
  • Storia e carisma dei personaggi impalpabile
  • Non particolarmente longevo

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