Dawn Of Magic 2I misteri della magia 

Chi non ha mai sognato di impersonare un monaco ubriacone che picchia come un toro o una maga gitana con la nona di reggiseno?

Pare che gli eroi senza nome fossero già tutti occupati, quelli senza memoria idem, i cavalieri senza macchia non vanno più di moda e le streghe sexy e disinibite sono state scritturate tutte dalla Bioware (quelle rimaste stanno facendo la scuola per veline)... chiaro anche che allevare un eroe ex-novo costa parecchi soldi e che i libri di magia ormai se li possono permettere in pochi. Come fare a mettere su un gioco di ruolo fantasy senza eroi? Li si cerca negli strati più bassi delle popolazione, ovvio. Così ecco la moglie di un panettiere diventare protagonista di scontri epici con demoni e draghi, dimostrando più capacità di un guerriero qualunque nell'arte del roteare le baguette, oppure perché non scegliere di impersonare uno studioso un po' tardo invece del solito genio degli incantesimi?

Diablo++?

Dawn of Magic 2 parte dal primo episodio (in tutti i sensi, visto che ne ricicla moltissimi elementi) di cui cerca di limare i difetti riproponendone i punti di forza. È evidente come gli sviluppatori, pur attingendo a piene mani dalla formula Diablo, abbiano cercato di creare qualcosa di più complesso e articolato della media. I misteri della magia Questo si traduce in un'interfaccia inizialmente ostica da usare, ma che offre qualche opzione in più della concorrenza, come i tatuaggi o un sistema di crafting abbastanza completo. Anche il modello di gestione della magia non è immediato da comprendere (consigliamo di giocare il tutorial per capire le meccaniche di gioco, visto che il manuale è lacunoso nella maggior parte dei campi), ma offre una buona varietà in termini di incantesimi e di possibilità di sviluppo. Come in passato è stata mantenuta la crescita del personaggio per fasi intermedie, ovvero non esistono scatti netti di livello (esempio dal secondo al terzo) ma bisogna passare per degli step mediani (ad esempio livello 2+ o livello 2++). Questo si traduce nel fatto che i diversi punti distribuibili tra abilità e caratteristiche vengono assegnati in fasi differenti della crescita, rendono necessario accedere più spesso alla scheda del personaggio per compiere scelte inerenti al suo sviluppo.

Risvegli

Purtroppo le buone premesse vengono un po' tradite dalla realizzazione, a tratti veramente scadente. I misteri della magia Ad esempio, se è vero che rispetto al primo Dawn of Magic si è migliorata molto la precisione del sistema di controllo, è innegabile che c'è ancora molto da lavorare in questo senso perché, soprattutto nelle situazioni più caotiche, è difficile capire quello che sta accadendo e agire di conseguenza. In altri casi sono i semplici spostamenti a essere problematici. Ad esempio girando per le città o per gli altri insediamenti abitati, può capitare di spostare per sbaglio il cursore su un vaso o un altro oggetto finendo per spaccarlo. Il problema è che così facendo gli abitanti si rivoltano contro il personaggio, costringendo a ricaricare o a lasciarsi ammazzare per placarli. La mancanza di precisione si fa più grave durante i combattimenti, soprattutto quando sono coinvolti degli alleati; è difficilissimo riuscire a distinguere i nemici dagli amici e, soprattutto, cliccare sul punto giusto. Questo si traduce in rivolte continue degli alleati.
Anche dal punto di vista tecnico è stato fatto un lavoro piuttosto mediocre. Le premesse e le aspettative stilistiche derivate dagli eccentrici protagonisti vengono tradite da subito. L'ironia è rara e le scelte audiovisive sono all'insegna dell'anonimato puro, per non parlare della bruttezza generale degli scenari e dei modelli tridimensionali, che sanno di vecchio e di standardizzato.

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6.0

Redazione

4.7

Lettori (7)

Dawn of Magic 2 è un gioco appena discreto che paga la poca cura nei dettagli, il livello di difficoltà squilibrato e delle scelte discutibili a livello stilistico. È sicuramente migliore del primo capitolo, di cui ha limato molti difetti, ma non va così oltre da renderlo imprescindibile per gli appassionati. Gli amanti del genere possono comunque tenerlo in considerazione in caso di crisi di astinenza da hack'n'slash.

Simone Tagliaferri

Pro

  • Molte quest
  • Buona varietà di nemici
  • Protagonisti originali e simpatici

Contro

  • Scenari vasti ma anonimi
  • Qualche problema di troppo con il sistema di controllo
  • Difficoltà squilibrata

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core 2 Quad Q6600
  • RAM: 4 GB
  • Scheda video: GeForce 250 GTS
  • Sistema operativo: Windows Vista
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo: Windows 2000/XP SP 2/Vista/
  • Processore: Pentium 4 da 1,6 GHz o Athlon XP 1800+
  • RAM: 512 MB
  • Scheda video: da 128 MB con supporto per i vertex shader e per i pixel shader 1.1 (nVidia GeForce 4 Ti4200 o ATi Radeon 9700)
  • Spazio su disco: 2 GB
  • DirectX: 9.0c