Casebook: Sulla Scena del CrimineCadaveri e papere 

Da qualche parte, qualcuno ha commesso un crimine. Saliamo sul furgone bianco e andiamo a scoprire chi è stato!

Già soltanto l'aver scoperto di dover recensire un'avventura grafica con attori in carne e ossa ci ha fatto tornare alla mente dei bruttissimi ricordi. Però, ci abbiamo riflettuto su e abbiamo concluso che sono passati molti anni dall'avvento dei CD-Rom e dei film interattivi, quindi qualcosa potrebbe essere cambiato. Magari è un'opera geniale che passerà alla storia del videoludo, chissà! Segnaliamo subito che nella confezione troverete i primi due episodi della serie. Cadaveri e papere Avviamo il gioco e parte il primo filmato: un'anziana inserviente porta da bere a due bambini ma non li trova nei loro letti. Qualcuno li ha rapiti! E chi chiamerai? Inizia il gioco e James Burton, l'investigatore protagonista della serie, ci spiega la situazione appellandoci come colleghi. Per tutto il gioco a lui spetterà di interrogare i testimoni, mentre noi dovremmo raccogliere prove. In effetti provando Casebook: Sulla Scena del Crimine (entrambi gli episodi) è difficile parlare di avventura grafica. Tutto quello che il giocatore deve fare è esplorare degli ambienti piuttosto piccoli e scattare delle foto degli elementi sottolineati che potrebbero rappresentare degli indizi. Riempito un rullino di otto scatti bisogna portarli al furgoncino con dentro i macchinari per analizzarli. Gli indizi verranno quindi esaminati da un uomo della scientifica (un altro attore) e, nel caso fosse necessario, dovremo risolvere dei semplici minigiochi per estrarre tracce organiche o sintetiche, isolare il DNA, rimodulare delle registrazioni audio e video e così via. Gli indizi raccolti verranno inseriti in una cartella e alcuni di essi andranno collegati tra loro. Si tratta complessivamente di operazioni elementari da svolgere, visto che non c'è possibilità di commettere errori.

Una reflex digitale con rullino?

Se dal punto di vista degli enigmi ci troviamo di fronte a un titolo pensato evidentemente per un'utenza più vasta possibile, che ricorda i casual game in cui bisogna trovare degli oggetti nascosti, a lasciare completamente interdetti ci pensa l'apparato scenico messo su per la produzione. I filmati non sono niente di eccezionale, con attori pessimi e mono espressivi. L'attore scelto per Burton è così bravo che guardarlo troppo a lungo fa nascere il desiderio che sia lui la prossima vittima dell'assassino di turno e, nonostante le trame dei due episodi pretendano di essere serie e drammatiche, non mancano i momenti in cui le risate sgorgano spontanee, come durante l'interrogatorio dello strozzino nel primo episodio. Cadaveri e papere Ma che bella pettinatura, signora! Ha ucciso qualcuno di recente? A dirla tutta non mancano nemmeno dialoghi al limite dell'assurdo o battute che vorrebbero essere brillanti, ma fanno provare soltanto pietà per il povero Burton, che si riscatta per l'evidente disagio che prova nel pronunciarle. Oltre a questo ci sono una serie di errori che lasciano interdetti. Ad esempio nel primo episodio bisogna ritrovare dei bambini rapiti. Esplorando la loro cameretta si scopre che quel taccagno del padre (vivono dentro una grossa villa con giardino) per giocare gli ha comprato un'Amiga 500 con tanto di floppy piratati e alla fine dell'episodio vediamo uno dei bambini che saluta Burton con in mano un GameBoy (il primo... sicuri che siano stati rapiti e non siano scappati?). Poco male, verrebbe da dire, magari è ambientato agli inizi degli anni novanta, anche se non viene detto da nessuna parte. La risposta è un no secco, purtroppo, e possiamo affermarlo per diversi motivi. Intanto le foto vengono scattate con una reflex digitale (si capisce dal display elettronico, visibile quando viene sollevata), e in effetti non si capisce il perché si possano fare soltanto otto foto alla volta, costringendo il giocatore a fare avanti e indietro tra gli ambienti da esplorare e il furgone per le analisi (memoria da 8 MB?); inoltre, nel secondo episodio alcuni indizi si trovano su delle schede SD usate con una videocamera. Non bastasse questo, le tecnologie utilizzate per le indagini prevedono analisi introdotte negli ultimi anni. Tirate voi le conclusioni.

Texture e bug

Ma i difetti non si esauriscono con quelli elencati sopra. Intanto il gameplay ha dei problemi pratici sui quali non possiamo sorvolare. L'esplorazione degli ambienti da fotografare avviene in spazi tridimensionali poco dettagliati. Ovvero, il dettaglio è buono finché li si osserva in generale, ma quando si zooma con la macchina fotografica ci si trova a guardare delle strane immagini astratte fatte di texture slavate e forme incomprensibili. Cadaveri e papere Gli interrogatori sono dei semplici filmati Il problema che ne deriva è molto semplice: spesso si fotografano oggetti ignoti, la cui funzione verrà chiarita solo nel furgone, perché la mancanza di dettagli impedisce di definirli. In altri casi si fotografa il nulla assoluto, per scoprire successivamente che in quel punto c'era una prova fondamentale. Da questo ne deriva che spesso si finisce per fotografare a caso lasciando alle analisi l'incombenza di decidere se quelle raccolte sono prove o se abbiamo fatto una foto inutile.
I difetti non sono finiti, purtroppo. Provandolo su due diversi computer, abbiamo riscontrato un fastidioso bug che fa impallare l'audio dei filmati e fa saltare in automatico alcuni dialoghi. Il problema è stato riscontrato in entrambi gli episodi, ma si è dimostrato più grave nel secondo dove abbiamo dovuto ripetere per tre volte la stessa scena prima di poter proseguire. Inizialmente credevano di aver dimenticato di fare qualcosa, ma, soluzione alla mano, abbiamo scoperto che era Casebook a essersi piantato. Al terzo tentativo siamo riusciti ad andare avanti non facendo niente di diverso da prima. Considerate che il gioco non permette di salvare quando si vuole ma fa tutto in automatico. Non avete ancora capito? Se si blocca e non vi permette di avanzare, bisogna ricominciare tutto da capo!

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4.0

Redazione

3.4

Lettori (11)

Sinceramente non ce la sentiamo di consigliare Casebook: Sulla Scena del Crimine. Certo, un minimo di interesse dovuto alla risoluzione dei casi viene sicuramente suscitato, ma ben presto si scopre che entrambi gli episodi sono brevissimi (complessivamente durano tre ore) e, aggiungendoci tutti i difetti illustrati nell'articolo, non si riesce a cavarne niente di buono. Fortunatamente il prezzo a cui viene proposto è competitivo, ma alla stessa cifra si possono trovare avventure grafiche molto migliori, sempre di genere investigativo. Lasciatelo perdere.

Simone Tagliaferri

Pro

  • Seguire le indagini suscita un minimo di interesse
  • Il prezzo

Contro

  • Gli attori causano risa involontarie
  • Scarsissima cura dei dettagli con errori piuttosto fastidiosi
  • Sistema di indagine molto blando

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core 2 Quad Q6600
  • RAM: 4 GB
  • Scheda video: GeForce 250 GTS
  • Sistema operativo: Windows Vista
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo: Windows XP SP2 / Vista/
  • Processore: Processore da 1,5 GHz o superiore
  • RAM: 1 GB
  • Scheda video: con supporto shader model 1.4
  • Spazio su disco: 1 GB
  • DirectX: 9.0c (10 per Windows Vista)

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