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God of War IIILa resa dei conti con Zeus 298

Kratos arriva per la prima volta su PlayStation 3, è il momento di concludere la propria cruenta e spettacolare vendetta

Quando si è in procinto di mettere sotto torchio un videogioco potenzialmente illustre, scriverne la recensione diventa questione assai delicata, soprattutto quando è così atteso e "pompato" dalla comunità, con vere e proprie scene deliranti a ogni filmato o informazione rilasciata. Ovviamente diventa anche un'arma a doppio taglio nel momento in cui l'approccio al gioco avviene quando si è troppo carichi e ci si aspetta chissà cosa, e ogni giudizio o pensiero va soppesato e analizzato magari a mente fredda, prima di procedere alla stesura finale. Ma qui stiamo parlando di tale Kratos, losco figuro entrato rapidamente nella schiera dei personaggi più carismatici dell'universo videoludico e perennemente incazzato con tutti e in maniera indistinta, violento oltre ogni misura ed esponente di un genere, quello degli action adventure, ancora tra i più apprezzati sul mercato. La resa dei conti con Zeus La saga di God of War ha un pizzico di mistero nei suoi retroscena, poiché ogni episodio ha visto capitolare il suo Game Director per cause mai completamente chiarite. E così dopo il più famoso David Jaffe è toccato a Cory Barlog, improvvisamente dimessosi all'inizio dello sviluppo del terzo capitolo, per arrivare infine a Stig Asmussen, che a questo punto supponiamo possa avere le ore contate a partire dal prossimo 17 Marzo. La forza delle idee e la consapevolezza di quello che si sta facendo però non è mai cambiata, i Santa Monica Studio hanno saputo beneficiare alla perfezione della maggior potenza di calcolo a disposizione, per concludere nella maniera migliore possibile quanto cominciato qualche anno fa su PlayStation 2.

Zeus! Do you hear me?

God of War III comincia esattamente dove finisce il secondo capitolo, quando Kratos dopo un primo scontro con Zeus vuole completare la sua vendetta e si trova quindi sulla schiena del Titano Gaia mentre sta risalendo l'Olimpo, accompagnato dagli altri giganti intenzionati a riprendersi quanto tolto dopo la Grande Guerra. Zeus però ha tra le proprie fila ancora tanti alleati: Poseidone, Ade, Ermes, Elio e altri, uniti per uno scontro che si preannuncia essere epico e senza esclusione di colpi. Caratteristica distintiva di ogni episodio di God of War è sempre stata quella di partire "col botto", catapultando il giocatore immediatamente al centro dell'azione più totale e mettendo bene in chiaro che spettacolarità e vasta scala sono componenti fondamentali per fare un action adventure nell'accezione più calzante del termine. Figurarsi quindi se la cosa poteva non ripetersi con questo terzo capitolo. Anzi, la prima ora di God of War III è uno dei momenti con il maggiore tasso di adrenalina mai visti in un videogioco, un crescendo di azione, emozioni e di elementi buttati su schermo che restituiscono un impatto assolutamente fuori parametro. La resa dei conti con Zeus Nello specifico ritroviamo come sempre un boss di dimensioni enormi da affrontare a più riprese, combattimenti sul dorso dei titani in movimento, telecamera che coglie sempre alla perfezione il momento, tanti effetti su schermo, distruzione dello scenario e una mole poligonale impressionante, tanto che si fa fatica a metabolizzare nel complesso tutto quanto vissuto in prima persona dopo questa prima ondata, quando il titolo ritorna un attimo nei binari dopo la sfuriata iniziale. Non disperate, il titolo vive proprio di queste situazioni, combattimenti contro boss enormi e spettacolari, uso della telecamera ad hoc per aumentare il grado di immedesimazione e il colpo d'occhio, cattiveria estrema del protagonista principale, che mai come in questo capitolo è riprodotta alla perfezione e giustificata in termini narrativi. Kratos deve portare a termine una vendetta e non ha pietà per nessuno gli si pari davanti, come quando stacca la testa a Elio per impossessarsi della sua capacità di vedere zone "nascoste" oppure quando, sempre nell'ora orgasmica di cui sopra, il malcapitato Poseidone si vede subire testate, ginocchiate e altro fino all'accecamento, mentre sapientemente la telecamera si sposta in prima persona, rendendo la scena visivamente ancora più cruenta e spettacolare. God of War III, come preannunciato dagli sviluppatori, conclude la trilogia a livello narrativo, ed effettivamente Kratos si trova a regolare i conti praticamente con chiunque e anche di più, per arrivare a un finale lungo, strutturato e anche con un epilogo tutt'altro che scontato, che magari chiude il cerchio sull'ex dio della guerra, ma sicuramente non su tutte le vicende che lo riguardano. Le fondamenta del gioco sono ovviamente ben conosciute, abbiamo a che fare con un titolo di azione e avventura in terza persona basato principalmente sui combattimenti, ma con diverse sezioni puzzle che si fanno via via più prominenti nella seconda metà di gioco, risultando più ariose rispetto al passato. Santa Monica Studio ha infatti ribilanciato queste sezioni, eliminando quelle più tediose del passato (la memoria va sempre a quelle dove ad esempio bisognava trasportare una statua in salita mentre si veniva attaccati di continuo) e rendendole più strutturate lungo il percorso di Kratos. La resa dei conti con Zeus Le modifiche al gameplay sono in realtà molto più interessanti di quanto non sembri inizialmente e sono andate a toccare praticamente ogni aspetto principale, dal sistema di controllo alla gestione delle armi e magie, fino ai combattimenti veri e propri. Niente stravolgimenti o innovazioni particolari, sia ben chiaro, ma ogni elemento è stato rifinito nuovamente, eliminando orpelli inutili che singhiozzavano nei precedenti capitoli e cercando di rendere il tutto più fluido, dinamico e con meno momenti morti. Innanzitutto armi e magie si muovono ora in simbiosi tra di loro, alla croce digitale è associata infatti ogni arma che si ottiene, che a sua volta porta con sè una magia differente, attivabile immediatamente con il tasto R2. Le lame in dotazione di Kratos hanno ad esempio la falange di Sparta, gli artigli di Ade possono rilasciare delle anime di vario genere che attaccano i nemici e così via, e il bello è che ogni arma è indicata per diverse tipologie di nemici o per avere la meglio su alcuni oggetti, il che porta a variarne l'uso a seconda delle situazioni, pur permanendo la preferenza verso l'una o l'altra. Questa grande interoperabilità è rafforzata anche dal fatto che tutte le armi possono essere cambiate "al volo", mediante la croce digitale di cui sopra oppure con la combinazione L1 + X, il che permette di non interrompere le combo mentre si attaccano i nemici. Altre mosse nel repertorio di Kratos prevedono una presa con gli artigli per eseguire una testata, la possibilità di cavalcare alcuni nemici per sfruttarne la maggiore potenza di attacco, o utilizzarne altri come scudo e correre all'impazzata per travolgere qualsiasi cosa, anche perché la scala dei combattimenti è aumentata rispetto al passato, ed è possibile affrontare anche decine di nemici su schermo in contemporanea. A rendere il tutto ancora più dinamico e fluido, in aggiunta a schivate, contrattacchi e così via, questo terzo capitolo introduce una terza barra di energia, dedicata all'utilizzo degli oggetti che il protagonista principale acquisisce durante l'avventura. Abbiamo ad esempio l'arco, che può incenerire nemici ed elementi dello scenario che bloccano la strada, per passare agli stivali di Ermes che permettono di sbalzare in aria i nemici con un'accelerazione in corsa e di raggiungere luoghi elevati altrimenti inaccessibili. La resa dei conti con Zeus I quick time events, di cui God of War è stato uno dei maggiori fautori dopo Shenmue, sono ovviamente ben presenti e dedicati all'uccisione finale dei boss e di avversari piuttosto ostici, accompagnano come sempre azioni cruente e spettacolari e anche in questo caso sono stati leggermente modificati, in quanto i tasti frontali del pad appaiono ai quattro lati dello schermo, lasciando il focus pienamente su quello che accade. L'unico grosso appunto che ci sentiamo di fare al sistema di controllo risiede nella scelta del tasto R2 per l'attivazione immediata delle magie, abbastanza irritante data l'estrema sensibilità dei grilletti del pad Sony, che rappresentano uno dei punti deboli del controller. Di appunti da fare al gioco ovviamente ce ne sono, però spesso e volentieri bisogna uscire dal contesto in cui si pone. Il gameplay è infatti solo marginalmente basato sull'abilità del pad in favore piuttosto della potenza bruta e del ritmo, seppur più dinamico come detto in precedenza. Paradossalmente poi la parte iniziale del titolo è così incredibile che replicarla nelle fasi successive è praticamente impossibile, anche se il gioco è pieno di questi momenti, ma di durata minore. E' quindi doveroso mettere in chiaro che il nuovo titolo dei Santa Monica Studio porta all'ennesima potenza tutti gli elementi che hanno decretato il successo della saga, ma non ha la velleità di ridefinire il genere o conquistare nuovi adepti nella schiera di quelli che mai hanno apprezzato la saga in termini di gameplay, ma questo è un discorso che può essere portato avanti con tanti esempi analoghi. Nella nostra prova abbiamo portato a termine il titolo in 10 ore e 50 minuti, tempo buono ma non eccelso, mentre a parte gli extra, che rimandiamo all'apposito box, la rigiocabilità dell'avventura principale è tutta dedicata a un livello di sfida maggiore o alla voglia di apprezzare il lato spettacolare del gioco, poiché si riparte sempre da capo e i potenziamenti speciali possono essere utilizzati unicamente al livello di difficoltà già completato.

Trofei PlayStation 3

God of War III mette a disposizione 36 trofei, dei quali ben 18 segreti impostati per non rivelare parti importanti di boss e trama. Quelli "conosciuti" sono dedicati ovviamente al completamento del gioco, al massimizzare tutte le barre di energia disponibili, a fare una combo di 1000 mosse, all'uccidere un certo numero di nemici secondo tecniche specifiche e nel portare a termine le modalità extra che che si sbloccano. E' possibile ottenere tutti i trofei al primo giro, ma bisogna completarlo direttamente al livello di difficoltà più alto inizialmente selezionabile.

I care nothing

Bisogna essere onesti, dopo aver giocato God of War Collection, la riedizione in alta definizione dei primi due capitoli che tra le altre cose beneficiava di un frame rate di 60 fotogrammi per secondo, l'impatto con questo fattore in God of War III diventa un attimo spiazzante, in quanto il terzo episodio è ancorato invece ai 30 frame al secondo, sempre stabili ad ogni modo, con diverse punte verso l'alto ma che comunque fanno avvertire una sensazione differente in termini di fluidità e velocità del tutto. Fortunatamente tutto sta nell'abituarsi, per lasciare spazio al ben di Dio che si presenta davanti agli occhi. Come detto la prima ora di gioco è qualcosa di straordinario in ogni aspetto, ed è una dimostrazione chiara e forte di quello che offre il motore grafico del gioco per tutta la durata dell'avventura: una mole poligonale incredibile riveste i boss, le strutture e Kratos, che mai come in questo caso è dettagliato nei particolari, nelle sue espressioni facciali e nelle varie animazioni di cui dispone. Ma questa cosa è solo l'apice di una produzione tecnica ai massimi livelli, dove effetti di bloom, luce, ombre dinamiche rendono il titolo un piacere per gli occhi, e dove l'ambientazione, che spazia dall'Olimpo all'Ade, passando per tanti altri elementi della mitologia greca, dispone come sempre di una realizzazione artistica impeccabile e affascinante, fatta di paesaggi saturi di colore, morbidezza del tratto (accompagnato da un anti aliasing piuttosto buono) e un design di nemici e strutture chiaramente non comune nello sviluppo in ambito videoludico. La resa dei conti con Zeus Un altro elemento che contribuisce in maniera importante è la telecamera, che rimane gestita direttamente dal motore e per precisa scelta, come si evince anche dal Making of del gioco: così facendo i programmatori hanno scelto sempre il punto di vista migliore, e non sono rari i momenti in cui la visuale contribuisce in maniera decisiva a rendere l'azione interattiva o meno e davvero spettacolare, cosa altrimenti impossibile se il controllo fosse demandato al giocatore. Questa "politica" proviene già dai due capitoli precedenti e ovviamente il fatto che sia stata così perfezionata non fa rimpiangere una gestione manuale della telecamera, almeno in questo caso specifico e ovviamente non come regola generale, dove abbiamo tanti ottimi esempi opposti. A ogni modo i programmatori hanno introdotto diversi "punti di interesse" che quando selezionati permettono di muovere la visuale e zoomarla utilizzando i due stick analogici del joypad. Uno standard grafico così alto ha però anche qualche sbavatura non in linea con il resto, in particolare l'interazione con l'acqua e con i fluidi, o le texture, che seppur varie e spesso e volentieri ben definite, sono tra le cose più altalenanti, magari in sezioni al chiuso o "tranquille" dal punto di vista del design dei livelli. Il comparto sonoro segue la falsariga di quello dei primi due God of War e può fregiarsi di ben quattro compositori differenti, "assoldati" per dare precisa identità a differenti momenti del gioco, con pezzi musicali riarrangiati sulla base di quelli già noti ma anche alcuni inediti e realizzati in maniera impeccabile, ancora più incalzanti per sottolineare meglio l'azione di questo capitolo. La resa dei conti con Zeus Il doppiaggio è completamente in italiano sia nei testi che nelle voci, è di discreta fattura in quasi tutti gli interpreti e in linea con quello dei precedenti episodi. Dobbiamo dire però che quello inglese, vuoi anche per il perfetto labiale sincronizzato, è più incisivo e d'atmosfera nella sua realizzazione. In God of War III quindi, nel momento in cui tutti questi fattori positivi di cui sopra lavorano all'unisono, e la cosa accade non di rado, il risultato è assolutamente devastante, e ancora una volta ci troviamo dinnanzi a un titolo che riesce a restituire un impatto grafico ai vertici di questa generazione di console e che viene accompagnato anche da soluzioni tecnologiche piuttosto interessanti come l'assenza dell'installazione su disco fisso e la completa mancanza di caricamenti tra una sezione e l'altra. Il tutto contribuisce a rendere l'esperienza fluida ed esaltante anche dal punto di vista visivo.

Extra Mon Amour

Il titolo dei Santa Monica Studios mette a disposizione diversi extra che si ottengono dopo un primo completamento dell'avventura, seppur non clamorosi dal punto di vista del gameplay vero e proprio. Si parte dal classico livello di difficoltà aggiuntivo, fino alla possibilità di affrontare il gioco nuovamente con gli oggetti nascosti che si trovano sparsi per le ambientazioni, e che permettono di abilitare energia infinita, aumentare i danni inferti e subiti, le combo finali e così via, tenendo presente però che i trofei vengono disattivati. Abbiamo poi la modalità Sfide, che mette a disposizione diversi scontri con alcune regole specifiche e infine l'arena di combattimento, che si sblocca dopo aver portato a termine con successo la prima modalità. Dulcis in fundo non manca la possibilità di visionare i filmati del gioco e un completo ed esteso making of, diviso per argomenti e fortunatamente disponibile anche con i sottotitoli in italiano, che possono essere scelti tramite l'apposito menu di gioco.

God of War III - Videorecensione God of War III - Videorecensione

God of War III è l'esponente più puro degli action adventure, un titolo dove uno straordinario comparto tecnico, il lato artistico, la creatività degli sviluppatori e la spettacolarità vanno tutte di pari passo per restituire un'esperienza coinvolgente, adrenalinica e piena di colpi di scena dall'inizio alla fine, con la violenza al servizio di un gameplay rifinito in tutti i suoi aspetti e reso più dinamico e incalzante. Rimane ovviamente ancorato a un preciso contesto e non pretende di ridefinire o far evolvere il genere, ma porta all'ennesima potenza tutte le caratteristiche che hanno reso famosa questa saga ed è la chiusura di una trilogia che lascerà, ancora una volta, un segno indelebile su tutti gli amanti dei videogiochi.

Antonio Fucito

Pro

  • Gameplay rifinito e dinamico
  • Impatto grafico devastante
  • Ritmo sempre alto e spettacolare
  • Storia affascinante

Contro

  • I 60 frame al secondo sarebbero stati la ciliegina sulla torta
  • Si poteva fare un po' di più in chiave rigiocabilità