Infinite SpaceGalassie di platino 

Platinum Games sbarca su DS con un gioco di ruolo ambientato nello spazio, caratterizzato da una trama forse non originale ma piuttosto interessante.

Se c'è un tema ricorrente negli anime nipponici, è quello del ragazzino che affronta una grande avventura e che "matura" col passare del tempo, dopo aver superato un certo numero di prove. Altro grande stereotipo narrativo è quello del balzo temporale: in una prima serie di episodi vediamo il protagonista in età giovanile, alle prese con i problemi dell'adolescenza, che si trova suo malgrado ad affrontare situazioni più grandi di lui; terminata una particolare saga, poi, l'ambientazione si sposta di una decina d'anni nel futuro e ritroviamo il ragazzino ormai cresciuto, che è diventato l'uomo che immaginavamo e che vede le cose da una prospettiva differente, pur conservando i tratti distintivi che ce l'hanno reso simpatico. Galassie di platino Masashi Kishimoto ha fatto ricorso a entrambe queste soluzioni per il suo Naruto, ma gli esempi sono tantissimi. Infinite Space, il nuovissimo RPG per Nintendo DS sviluppato nientemeno che da Platinum Games, basa la propria struttura narrativa proprio su questi concetti, presentandoci un protagonista inizialmente timido e impacciato che però poi cresce e diventa un condottiero. Il suo nome è Yuri, e vive su un pianeta in cui i viaggi spaziali sono stati messi al bando da un despota. Racimolando i propri risparmi, il ragazzo riesce ad assoldare un "launcher" (ovvero una sorta di corriere dello spazio) che possa portarlo via da lì e fargli osservare l'universo da vicino. Le cose, però, si mettono male nel momento in cui Nia atterra su Ropesk, dopo uno scontro con le autorità planetarie. Mettendo in pratica le nozioni apprese al lavoro, Yuri riesce a riparare la nave di Nia e insieme eludono la sorveglianza di re Panfilov. Raggiunta la più vicina stazione spaziale, i due parlano del prezioso "epitaffio" che Yuri ha ricevuto in dono dal padre e che secondo le leggende possiede il potere per cambiare la natura dello spazio. Come questo sia possibile e quali siano le relazioni del misterioso oggetto con i varchi spaziali è una cosa che scopriremo nel corso della trama, che si sviluppa letteralmente per decine di ore e che, pur rivelandosi coinvolgente e interessante, ci mette di fronte a una lunga serie di luoghi comuni e situazioni stereotipate, con cui gli appassionati di RPG andranno a nozze ma che lasceranno inevitabilmente interdetti i "profani" di questo genere videoludico.

Obiezione!

Il gameplay di Infinite Space è composto da tre fasi distinte. Nella prima, che somiglia non poco ai vari episodi di Phoenix Wright, dobbiamo dialogare con altri personaggi alla ricerca di informazioni nonché di nuovi spunti per continuare l'avventura. Meglio spiegarsi bene: avete presente le avventure grafiche di una volta, in cui bisognava interagire con qualsiasi persona presente all'interno di uno scenario e fargli tutte le domande possibili alla ricerca della sola informazione che ci interessava? Galassie di platino Ecco, è quello che in pratica succede nel prodotto di Platinum Games, che da questo punto di vista si rivela estremamente poco "pratico" e tendente un'esperienza ricca di punti morti e lunghe, lunghissime attese. Può capitare, infatti, che un dialogo appena accennato non produca i risultati sperati (ad esempio la comparsa di una nuova possibile destinazione sulla mappa) e si passi a una fase successiva, ignorando l'importanza di ciò che ancora non abbiamo fatto e rimanendo immancabilmente fermi finché non avremo capito l'errore (chiamiamolo così). Con tali presupposti, i dialoghi si trasformano ben presto in una procedura macchinosa e quasi automatizzata, tesa a sviscerare tutti gli argomenti disponibili per ciascun personaggio piuttosto che ad arricchire la trama con qualche sfaccettatura degna d'interesse. Bisogna inoltre considerare che le dinamiche che ruotano attorno a questa fase "adventure" sono sempre le stesse, con i vari pianeti che spesso si distinguono solo per il nome ma ci propongono la medesima selezione di luoghi in cui possiamo recarci alla ricerca di spunti. È chiaro che un gioco per Nintendo DS non avrebbe mai potuto offrire il background di un Mass Effect, ma il lavoro degli sviluppatori dal punto di vista della ricchezza degli scenari lascia non poco a desiderare. La seconda fase di gioco riguarda le operazioni di personalizzazione della propria flotta. Uno dei punti di forza di Infinite Space risiede senz'altro nei suoi numeri, con centinaia di moduli che possiamo montare sulle nostre navicelle e altrettanti personaggi che possiamo far entrare nel nostro team, assegnando a ognuno una mansione differente in base alle sue caratteristiche (ma la scelta sarà quasi sempre "pilotata", inutile rifletterci troppo). Il montaggio dei moduli è una procedura meno immediata di quanto si potrebbe pensare, a cui ci si sottopone di buon grado nel tentativo di rendere i propri veicoli più competitivi. I risultati in battaglia poi si vedono, anche se il sistema dei potenziamenti ha delle falle non da poco a livello di interfaccia, addirittura non possiamo renderci conto immediatamente dei vantaggi o degli svantaggi insiti nell'acquisizione di un determinato oggetto da acquistare...

Galaxy Express

La terza e ultima fase di gioco è quella che ruota attorno ai viaggi spaziali e ai combattimenti. Sulla mappa compaiono man mano nuove destinazioni e basta effettuare un tap con la stilo per selezionarle, quindi un secondo tap per partire. Il viaggio in sé viene mostrato in tempo reale, utilizzando due differenti visuali: nello schermo superiore vediamo la nostra navicella dall'esterno, mentre sul touch screen vediamo un suggestivo spaccato della sala comandi. Galassie di platino Il pianeta verso cui ci dirigiamo si avvicina pian piano, ma in genere queste sequenze non nascondono alcuna sorpresa né richiedono una qualche interazione da parte nostra: dopo aver assistito alla scena un paio di volte, tenderemo a premere il pulsante per accelerarla e rendere così i nostri spostamenti più rapidi e indolori. Durante il viaggio veniamo coinvolti quasi sempre in un combattimento casuale, che si svolge secondo un sistema ibrido ma fondamentalmente basato sui classici turni. In questi casi l'interfaccia ci mostra una barra della potenza nella parte sinistra del touch screen, quindi una serie di opzioni (inizialmente tre) che possiamo scegliere per attaccare in modo normale e in modo "pesante", oppure cercare di schivare l'attacco nemico. Completano la rosa due pulsanti per il movimento della nave in avanti o all'indietro, utili per mettere un po' di distanza fra noi e i nostri avversari, o al contrario per avvicinarci e aumentare la precisione delle armi. La barra si svuota a seconda dell'ordine impartito, ma si ricarica automaticamente dopo qualche istante. Il problema è che pochi secondi possono bastare per subire danni ingenti, dunque dobbiamo effettuare le migliori scelte possibili anche in base alle nostre condizioni, ed eventualmente fuggire da uno scontro se la nostra flotta è malconcia. Le stazioni spaziali sono l'unico luogo in cui possiamo rimetterci in sesto (automaticamente e senza esborso alcuno), il problema è che il gioco non ci mostra l'energia residua delle nostre navi nel momento in cui possiamo scegliere se combattere o meno: un altro difetto abbastanza grossolano. Tecnicamente non c'è moltissimo da dire: il design dei personaggi è chiaramente in stile anime giapponese, di discreta fattura ma non eccezionale, e le animazioni sono quasi completamente assenti. La fase di gioco "reale" appare ben fatta ma tutt'altro che spettacolare, vista anche l'intrinseca ripetitività delle sequenze che contraddistingue il genere.

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7.0

Redazione

8.9

Lettori (8)

Infinite Space ha dalla sua una trama estremamente ricca e dei numeri che si fanno notare, ma giocando si ha spesso l'impressione che tutte le fasi interattive fungano da mero contorno a quella che è una sorta di cartone animato (poco) interattivo. L'aspetto "gestionale" del prodotto di Platinum Games è simpatico e ricco di possibili personalizzazioni, mentre i combattimenti deludono non poco, con gli elementi strategici che giocano un ruolo fondamentale nell'economia degli scontri ma non riescono a renderli più di tanto interessanti. Tutta la fase "adventure", poi, è caratterizzata da una macchinosità e da una serie di banali mancanze che non ci aspettavamo. Insomma, ci troviamo di fronte a un RPG in grado di regalare un'avventura suggestiva e duratura a tutti gli amanti del genere, ma che dal punto di vista ludico purtroppo non offre davvero nulla di speciale.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Centinaia di oggetti e personaggi
  • Tecnicamente ben fatto
  • Trama suggestiva e appassionante...

Contro

  • ...ma piena dei soliti stereotipi
  • Combattimenti monocorde
  • Fase adventure antiquata e priva di elasticità