4.0

Redazione

5.7

Lettori (25)


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  • Data di uscita: secondo trimestre 2010
  • Piattaforme: psp
  • Tipologia di gioco: Casual

Dead or Alive ParadiseIl paradiso del fai-da-te 41

Sole, belle pupe, mare, belle pupe, spiagge dorate, belle pupe, giochi d'abilità, belle pupe, partite di pallavolo. Abbiamo già detto "belle pupe"?

Quasi una conversione portatile di quel Dead or Alive: Xtreme 2 visto su Xbox 360 un paio d'anni fa, Dead or Alive Paradise è arrivato su PSP promettendo modelli poligonali estremamente dettagliati, arricchiti da animazioni di qualità nonché da seni che non smettono mai di ballonzolare. Un titolo pensato esclusivamente per un certo tipo di "videogiocatori", insomma, in cui tutto (dalle partite di pallavolo ai minigame, dallo shopping ai giochi di carte) non costituisce che un mero contorno rispetto al protagonista assoluto del prodotto Tecmo: il corpo femminile. Il paradiso del fai-da-te E di ragazze sulla nuova Isola di Zack ce ne sono ben dieci, tutte provenienti dalla serie di picchiaduro Dead or Alive: Kasumi, amante del colore rosa, dei quadrifogli e del sushi; Hitomi, che preferisce il blu cielo, adora la cioccolata e il suono del violino; Leifang, amante del colore giallo, delle borse in pelle e del gelato; Christie, adoratrice del nero, della pizza e del gioco delle freccette; Kokoro, a cui piacciono l'arancione, il pollo fritto e i cocomeri (che piacciono tanto anche noi); Helena, amante del bianco, del tè ghiacciato e dei vecchi orologi; Tina, amante del blu zaffiro, delle banane (chiaramente) e del caffè freddo; Lisa, che preferisce il colore rosso, i giornali d'informazione e ha una passione per i telescopi; Ayane, amante della notte e del colore viola, dell'uva e del suono dell'ocarina; Rio, che ha una passione per il rosa acceso, per il Ginger Ale e per le ciliegie.

Il manuale delle giovani mi... ehm, marmotte

Come avrete capito, ogni ragazza in Dead or Alive Paradise possiede determinati gusti in fatto di colori, vestiti, cibo e regali. Dopo aver selezionato la nostra bellezza fra quelle disponibili, dobbiamo dunque guadagnarci la simpatia, l'affetto e la collaborazione delle altre dando fondo a tutta la nostra generosità, acquistando e mandando regali fra una partita di pallavolo e l'altra. Il paradiso del fai-da-te Partiamo con una generosa somma di denaro e una "compagna di giochi" che ci seguirà finché sapremo ricompensarne gli sforzi con doni e pensieri gentili. Difficile immaginare nella vita reale un contesto del genere, in cui si stringe un'amicizia quasi saffica unicamente per interesse, se non come una cosa estremamente squallida. Per fortuna si tratta solo di un videogame, dunque meglio far buon viso a cattivo gioco e informarci sulle preferenze delle nostre amichette prima di acquistare il regalo sbagliato, pena l'inevitabile allontanamento e la conseguente ricerca di una nuova partner. Durante il giorno possiamo visitare una delle location disponibili, parlare con le altre ragazze e cimentarci in partite di pallavolo (che però non vengono strutturate come un vero e proprio torneo, dunque lasciano il tempo che trovano), oppure recarci presso il centro commerciale per comprare nuovi costumi e regali di varia natura. Possiamo anche utilizzare una fotocamera per immortalare la nostra compagna nelle pose più sconce che ci vengono in mente, creando degli album personalizzati. Sopraggiunta la notte, possiamo scegliere se ritirarci nella nostra camera d'albergo e dormire fino all'indomani, oppure fare un salto al casinò. È in questa sede che si svolgono le attività più divertenti (sigh!) del gioco, tra slot machine, partite a poker e a black jack. Mettendo subito da parte le prime, in cui si vince unicamente per un colpo di fortuna, possiamo effettivamente moltiplicare i nostri risparmi azzeccando qualche mano a poker o a black jack. Con i soldi eventualmente guadagnati avremo modo di reiterare le nostre sessioni di shopping... finché non avremo acquistato tutto ciò che l'isola offre e guadagnata la simpatia di tutte le altre ragazze.

Mimì e le ragazze della pallavolo

Chi si avvicina a Dead or Alive Paradise pensando a un buon gioco di pallavolo, in cui le forme femminili costituiscono più che altro un piacevole extra, purtroppo rimarrà molto deluso. Il paradiso del fai-da-te Abbiamo già chiarito in precedenza che tutte le attività che è possibile svolgere sull'Isola di Zack svolgono un ruolo marginale rispetto all'impatto visivo di grossi seni ballonzolanti, tanga vertiginosi e gambe affusolate, ed è appunto questa la realtà: il prodotto Tecmo si presenta come puro "fan service", senza approfondire in alcun modo l'aspetto ludico e proponendoci sessioni di gioco all'insegna della noia e dell'eccessiva semplificazione. Impossibile ritenere degni di nota i minigame che si svolgono in piscina, basati unicamente sulla pressione di una sequenza di pulsanti indicati sullo schermo, né le partite di pallavolo riescono a coinvolgere più di tanto per via di un'IA piuttosto limitata. Il problema più grosso è che anche il comparto tecnico non è nulla di speciale, andando a minare quelle che erano le intenzioni di partenza del progetto. Si vede ed è chiaro che tutte le risorse del motore grafico sono state utilizzate per rendere i modelli poligonali più dettagliati possibile, e infatti da questo punto di vista abbiamo ben poco da recriminare: le curve sono piuttosto regolari, non si notano spigoli (e chi ha un po' di esperienza con i giochi per PSP sa bene quanto questo sia un fenomeno diffuso) e l'animazione è di buon livello. Il problema è tutto ciò che ruota attorno alle ragazze, che si traduce in location davvero povere, a tratti addirittura inguardabili e limitate persino nel numero.

Per chi tende a rispettare il lavoro degli sviluppatori, analizzandone le sfaccettature e trovando magari del buono laddove altri non si sono presi la briga di cercare, confrontarsi con un prodotto come Dead or Alive Paradise è un po' uno shock. A parte il già citato e soverchiante "fan service" di cui abbiamo parlato nel corso della recensione, a parte le belle ragazze discinte che in teoria dovrebbero solleticare i più bassi istinti di noi maschietti, c'è davvero poco che giustifichi l'acquisto del titolo Tecmo: le partite di pallavolo sono semplicistiche, i minigame inguardabili, i giochi di carte, be'... vi serve una PSP per quello? Tutta la stramba fase di "corteggiamento" basata sui regali appare ridicola e offensiva. E se vogliamo dirla tutta, i seni non ballano neanche così bene come ci si sarebbe aspettato. Da evitare.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Modelli poligonali ben realizzati

Contro

  • Ludicamente molto molto povero
  • "Fan service" fine a sé stesso
  • Minigame noiosi e limitati