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Redazione

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Sin & Punishment: Successor of the SkiesUn vero peccato 34

Treasure torna sulla scena con quello che sa fare meglio: uno sparatutto per gente col pelo sullo stomaco, stavolta in esclusiva per Wii.

Un vero peccato E' divertente notare come la console indicata praticamente da chiunque come quella con la vocazione più casual, vale a dire ovviamente il Nintendo Wii, sia in realtà l'unica in grado - grazie al catalogo della Virtual Console - di garantire una porta d'accesso ad un mondo in cui i videogiochi erano qualcosa di realmente diverso, dove l'abilità e la perseveranza costituivano elementi fondamentali per poter avere successo. Un tempo in cui il concetto di "punteggio" era qualcosa di comune, se non scontato e spesso imprescindibile. In questo viaggio indietro nel tempo, non è affatto difficile imbattersi in qualche tesoro... o meglio, in qualche Treasure, se ci permettete lo scontatissimo legame col nome di una delle software house che più hanno segnato l'esperienza dei videogiocatori "hardcore" con l'acca maiuscola. Una carriera, quella della società nipponica, costellato da alcune gemme davvero indimenticabili; molte di esse ancora tristemente fruibili solo recuperando hardware e gioco originale ( senza voler contare gli emulatori ) come Guardian Heroes, Silhouette Mirage, e soprattutto Radiant Silvergun, altre disponibili appunto su Virtual Console, vedi Gunstar Heroes e Sin & Punishment. E proprio di quest'ultimo titolo, la quasi diciottenne compagnia con sede a Tokyo ha voluto realizzare un seguito tutto nuovo, disponibile in eslcusiva - indovinate un po' - su Nintendo Wii.

Casual a chi?

Quanto potrà vendere Sin & Punishment: Successor of the Skies? Probabilmente pochissimo, ma questo francamente è l'ultimo dei nostri pensieri. O meglio certo rappresenta un dispiacere, perchè mette ancora più in discussione eventuali ulteriori esponenti di un genere già di per sé di nicchia. Ma il piacere nel giocare al nuovo titolo di Treasure dovrebbe partire da un rispettoso quanto gudurioso reset mentale, fondamentale per staccare la spina da tutto ciò che il mondo del gaming nel 2010 ci ha portato a dare per scontato, e tornare così a risvegliare ( o attivare per la prima volta, per i più giovani ) quegli istinti di sopravvivenza legati all'imparare a memoria i pattern dei nemici, ripetere più e più volte gli stessi passaggi, trovare la giusta combinazione di movimenti per ottenere il risultato migliore. Un vero peccato Perchè Sin & Punishment: Successor of the Skies è essenzialmente questo: un esercizio di fatica da affrontare sapendo bene che non sarà una passeggiata. Certamente esiste una selezione del livello di difficoltà che permette di adattare la sfida, rendendola più accessibile - anche se mai davvero facile -; eppure affrontare in questa maniera uno sparatutto Treasure equivale a svuotarlo della sua essenza, privandolo della scintilla fondamentale. Uno sparatutto Treasure "deve" essere difficile, far incazzare e far venire voglia di buttare il disco ancora dentro al Wii fuori dalla finestra; questo perchè poi, all'ennesimo tentativo, quando finalmente si riesce ad ottenere il risultato sperato, la soddisfazione è semplicemente unica. Sin & Punishment: Successor of the Skies raccoglie l'eredità del predecessore che, lo ricordiamo, uscì su Nintendo 64 alla fine del ciclo di vita della console, e per questo motivo non varcò mai i confini giapponesi in maniera ufficiale. L'approdo su Virtual Console ha poi finalmente consentito anche al pubblico occidentale di apprezzare quello che di fatto era uno sparatutto su binari contraddistinto da un gameplay molto valido e una componente tecnica di primo piano costruita su un'ambientazione con tratti tipici dell'iconografia dei manga e anime sci-fi. Allo stesso modo il seguito in oggetto ne ricalca i tratti a partire dai protagonisti; in questo caso si tratta di Isa e Kachi, giovanissima coppia di eroi ( femmina + maschio androgino ) che si ritrovano a precipitare per circostanze misteriose nei pressi di una base segretissima da cui si trovano costretti a fuggire per non essere uccisi. Premesse ricche dei cliché nipponici più scontati, che in realtà offrirebbero anche spunti interessanti purtroppo però mal sviluppati dalle sequenze in-game. Ma per fortuna la trama non è certo la componente principale di Sin & Punishment: Successor of the Skies...

L’importanza di un Wiimote

Dicevamo del gameplay, e della struttura a binari: in pratica il gioco procede da solo nello spostamento all'interno dei livelli, mentre all'utente viene fornita la facoltà di muovere il personaggio dentro al quadro, ovviamente con lo scopo di evitare di essere colpito e perdere preziosa energia. Quindi come ogni sparatutto che si rispetti, la fase di difesa ha un peso specifico pari a quello della fase di offesa; nello specifico in riferimento ai controlli, la prima è legata al nunchuk (stick per muoversi, C per saltare, Z per schivare), mentre il Wiimote gestisce la seconda. Puntarlo verso lo schermo permette ovviamente di spostare il mirino, mentre la pressione continuata del tasto B consente di sparare; al contrario, premendolo ripetutamente viene generato un colpo ravvicinato, molto potente e utile in situazioni di contatto corpo a corpo. Il tasto A offre invece la possibilità di agganciare con un lock i nemici, garantendo così una maggiore precisione dei propri proiettili a discapito di una loro minore potenza. Infine tenendolo premuto si da vita al colpo EC, una sorta di smart bomb che richiede un breve periodo di ricarica per per poterla riutilizzare. La configurazione appena descritta è quella con i controlli standard, ma esiste la possibilità di giocare a Sin & Punishment: Successor of the Skies anche tramite Classic Controller o pad Gamecube; soluzioni che potrebbero far felici i puristi, ma che in realtà si rivelano meno precise e reattive e quindi semplicemente inferiori. Peccato invece per la modalità a due giocatori, un riempitivo poco interessante che si limita a fornire al compagno un semplice mirino di supporto con cui aiutare il protagonista. Un vero peccato Dicevamo in apertura che la produzione Treasure è un titolo hardcore vecchia scuola; un concetto che si rafforza non solo di fronte alla difficoltà media, ma anche alla presenza di un ranking online su cui inviare i propri punteggi e confrontarsi con gli altri giocatori sparsi in giro per il mondo. Di conseguenza la longevità complessiva diventa un concetto meno definito e precisamente tracciato: se infatti è vero che per raggiungere la schermata dei titoli ci vorranno al massimo 7 o 8 ore, ripetere i livelli per migliorare le proprie prestazioni può aumentare esponenzialmente l'attrattiva ben oltre tale durata. Come da tradizione, la componente fondamentale per guadagnare uno score elevato è quella delle combo, con il moltiplicatore che cresce per ogni nemico eliminato e si azzera al contrario nel caso in cui si subisca un colpo. Sin & Punishment: Successor of the Skies è quindi uno spettacolo da giocare, ma egualmente lo è da vedere; eccezion fatta per il chara design dei personaggi principali e secondari, dal nostro punto di vista banale e poco incisivo, tutti gli elementi restanti della produzione Nintendo trasudano classe da ogni poro. I livelli si spalancano passo dopo passo con un susseguirsi di spettacolari cambi di inquadratura, all'interno di spettacolari ambientazioni di straordinaria varietà e popolate da decine di nemici per un'orgia di proiettili ed effetti di grande impatto. E se questo non bastasse, ci sono tanti boss enormi da affrontare in momenti di climax capaci di esaltare anche il più tiepido giocatore, all'interno di un ritmo di gioco sempre dosato col bilancino. Inutile lamentarsi quindi per la bassa definizione e per le texture sfocate, figlie di un hardware che non è mai stato pensato per stupire da questo punto di vista. Assolutamente anni '90 infine le musiche, con schitarrate a gogo che strappano un sorriso ma nulla più.

Sin & Punishment: Successor of the Skies è esattamente quello che ci si aspetterebbe da uno sparatutto Treasure: un gioco di un'altra epoca, lontano dagli standard attuali e proprio per questo incredibilmente affascinante per chi è cresciuto tra sale giochi, 200 lire, 1up e punteggi da migliorare. Un prodotto quindi confezionato per un preciso target di utenza, già di per sé in inferiorità all'interno del pubblico di videogiocatori attuale, e ancor di più nel mondo a forti tinte casual di questa generazione Nintendo. Ma se fate parte di questa minoranza, e se magari avevate lasciato wiimote e nunchuck a prendere la polvere da un po', questa è davvero l'occasione giusta per soffiarla via e fare un tuffo nel passato capace di riscaldare il cuore.

Andrea Palmisano

Pro

  • E' uno sparatutto Treasure
  • Tecnicamente ottimo
  • Stimolante come pochi altri

Contro

  • Non è un gioco "moderno", quindi non è per tutti
  • Modalità a 2 giocatori deludente