Se all'inizio poteva esserci un po' di diffidenza nei confronti delle capacità ludiche di iPhone e iPod Touch, ormai si tratta di storia passata: attualmente su App Store sono rappresentati tutti i generi di videogame, nessuno escluso.
Persino quelli che in teoria meno si presterebbero a un sistema di controllo basato sul touch screen (ed eventualmente sull'accelerometro), seppure con risultati non sempre entusiasmanti, fanno bella mostra di sé fra le migliaia di app disponibili sul negozio virtuale Apple, e fra questi bisogna annoverare anche il filone degli "sparatutto con pistola". Come risolvere, infatti, il dilemma che vede un prodotto di questo tipo eccessivamente semplificato dalla possibilità di toccare con le dita i propri bersagli per eliminarli? Se in un contesto con schermo e lightgun fattori come la mira, la manualità e i riflessi fanno la differenza, su iPhone gli elementi in gioco vengono per forza di cose rivoluzionati, restituendo un'esperienza profondamente diversa e per molti versi meno affascinante. Gli sviluppatori di Artematica non si sono fatti intimorire da tali considerazioni e hanno confezionato uno sparatutto di bell'aspetto, che trova i propri punti di forza nel numero di modalità disponibili e nella diversificazione fra i personaggi.
Torna al Sommario
Dimmi come spari e ti dirò chi sei
La rosa iniziale è composta da quattro elementi: il Cowboy rappresenta la soluzione equilibrata, in quanto dispone di un caricatore mediamente capiente e di una precisione più che discreta sia per quanto concerne i bersagli fissi che quelli mobili; il Bandito è decisamente meno preciso circa i bersagli fissi, ma la sua pistola può contenere un gran numero di colpi e quindi deve ricaricare meno frequentemente; la Cowgirl dispone anch'essa di munizioni più abbondanti, e supplisce alla scarsa mira su bersagli fissi con una buona capacità di colpire quelli in movimento; lo Sceriffo è dotato invece di capacità contrarie: ottima mira su bersagli fissi, ma il resto lascia un po' a desiderare. A questi quattro personaggi se ne affiancano successivamente altri due: l'Indiano (molto preciso, ma col caricatore corto) e il Becchino (infallibile sui bersagli in movimento).
Avrete certamente intuito che le caratteristiche di ogni tiratore vanno a influire sul lavoro che durante la partita effettuiamo con le dita: se il nostro personaggio è molto preciso, il tocco su un bersaglio si rivelerà quasi sempre letale; se invece la sua mira è scarsa, dovremo spesso insistere sullo stesso nemico per abbatterlo. Allo stesso modo, chi dispone di un caricatore più ampio dovrà fermarsi meno spesso per ricaricare, viceversa chi ha pochi colpi in canna si troverà sovente in difficoltà per questo motivo. La modalità "storia" costituisce il fulcro del gioco e ci vede impegnati in una serie di sparatorie divise fra varie location, inframezzate da incarichi speciali che portano a ben diciassette le tipologie di missioni presenti nel prodotto targato Artematica. Il personaggio che abbiamo selezionato "cresce" man mano che procediamo, guadagnando soldi e rispetto piuttosto che il controllo di intere cittadine. Seppure gli scenari dopo un po' cominciano a ripetersi, dunque, l'azione risulta sempre abbastanza varia e ci sprona a continuare l'avventura. La modalità secondaria, "sfida", ci offre otto missioni extra in cui dobbiamo eliminare una serie di bersagli entro un tempo limite per guadagnare un trofeo differente a seconda della prestazione. È infine presente una sezione "extra" in cui vengono raccolti tutti gli elementi sbloccati, in particolare una serie di artwork davvero carini, che riflettono l'ottimo lavoro svolto per quanto concerne l'aspetto tecnico di Spaghetti Western Shooter: il design dei personaggi è ottimo, le location appaiono ben diversificate e persino i nemici dispongono di discrete animazioni. Simpatico anche il sonoro, con musichette country accompagnate da effetti nella media.
Torna al Sommario
- Modalità principale abbastanza varia e corposa
- Buona realizzazione tecnica
- Semplice e immediato
- Gameplay limitato, nonostante tutto
- Alla lunga ripetitivo

