5.8

Redazione

7.2

Lettori (33)


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Tron: EvolutionDisco Inferno 59

In attesa del film di prossima uscita ecco il prequel videoludico targato Propaganda Games per Disney Interactive Studios

Versione testata: PlayStation 3

Prequel per Tron: Legacy, in uscita al cinema il prossimo ventinove dicembre, Tron: Evolution è un tie-in perfetto, con tutti i pro e contro del caso, con i contro che, purtroppo, prendono il sopravvento. La trama vede una sorta di guerra civile all'interno del mondo che abbiamo visto per la prima volta nel 1982, tra i programmi creati dagli uomini, i cosidetti Basic e quelli autocreatisi, chiamati Iso. Come se ciò non bastasse fa la sua comparsa un potente virus, Abraxas, e ovviamente starà a noi, nei panni di un silente Anon, combattere l'infezione e cercare di riportare la pace tra Basic e Iso. Disco Inferno Il prodotto di Propaganda Games è a tutti gli effetti una sorta di Prince of Persia, quello in cel shading di un paio di anni fa, ambientato all'interno di un computer. Il gioco è equalmente diviso in due parti, una platform e una action. La prima ci vede, proprio come il Principe di Ubisoft, correre sui muri, scalare costruzioni e montagne, saltare di piattaforma in piattaforma, o cercare di raggiungere particolari appigli "aerei" per spiccare balzi enormi, il tutto tenendo premuto il tasto R1, che oltre a farci correre, è la colla che ci permette di fare tutte le evoluzioni.

Salta, salta e ancora salta

Il gioco quindi ci impegna in lunghe e "faticose" sessioni platform, che nello spirito dello sviluppatore dovrebbero essere il più fluide e veloci possibile, visto che il percorso, sempre unico e che non prevede deviazioni, è sempre segnalato da particolari marchi sui muri o sulle piattaforme, purtroppo però tutto ciò è minato alla base da due problematiche. La prima è relativa alla precisione millimetrica che viene richiesta per spiccare salti e, se questi sono concatenati, mettendo in gioco tutto il repertorio che Tron offre, ovvero balzi e corse sui muri, appigli aerei e piattaforme a scomparsa, si affaccia da subito la sindrome da prova/errore, andando quindi a ripetere decine di volte, passando attraverso il veloce ma stancante Game Over, la parte che si sta tentando di superare. La stessa problematica era presente anche in Prince of Persia, ma la tanto vituperata impossibilità di morire con il salvataggio al volo di Elika, andava a risolvere questa situazione, azzerando tempi morti e check point troppo distanti. Inoltre, come se la precisione assoluta non bastasse, ci si mette anche la telecamera di mezzo, e spesso e volentieri non è chiaro dove andare una volta spiccato un balzo, di conseguenza si muore più e più volte, e si prova spingendo la croce in un'altra direzione, fino a quando non si imbrocca quella giusta. Disco Inferno E' un peccato perché alcune sezioni sono davvero ben pensate con anche un paio di puzzle ambientali piuttosto interessanti, purtroppo però alla lunga, questi continui stop di fronte ad un semplice salto, che non ne vuol sapere di entrare, esacerbano un certo senso di ripetitività, che rende la parte platform farraginosa e alla lunga monotona. Tra una sezione platform e l'altra entra in gioco la parte action del titolo in cui finalmente mettiamo mano al nostro disco. Il metodo di controllo è piuttosto semplice e immediato, di base abbiamo a disposizione un lancio leggero, uno pesante e un colpo melee. Con la progressione, poi, il gioco ci dà la possibilità di equipaggiare quattro tipi di frisbee diversi, potenziato, esplosivo, "rallentante" e "drenante"; inoltre, raccogliere energia, saltando sopra particolari distributori e pannelli di comando, ci permette di realizzare dei colpi speciali, che possono fare la differenza durante gli affollati combattimenti.

Upgrade al sistema

Gli scontri seguono di pari passo l'evolvere del nostro protagonista, e all'apparire di un tipo diverso di nemici apparirà anche un nuovo disco, fatto apposta per metterli al tappeto. Seguendo i meccanismi della morra cinese, ad un certo tipo di avversario corrisponde un particolare disco, e, visto che i dischi sono quattro, troviamo solo quattro tipologie di nemici. E' possibile comunque "sbagliare" e attaccare gli avversari con l'arma errata, ma vista la caoticità, la frenesia e la durata dei combattimenti è sempre meglio cercare di fare le cose per bene e attenersi alle istruzioni che ci vengono date. E' questa certamente la parte migliore del gioco, visto che gli scontri sono vere e proprie danze, Anon è costretto a correre a destra e a manca, tanto per raccogliere energia, tanto per ripristinare la propria salute approfittando delle strisce "mediche", purtroppo però la struttura ripetitiva dei combattimenti penalizza quanto di buono è stato fatto per il combat system. Disco Inferno Come scritto poco sopra Tron: Evolution è tutto giocato sul binomio fase platform - arena - fase platform, e ciò è ripetuto per circa otto ore, con solo le parti a bordo di moto e di olocarro a variare il gameplay. Propaganda Games ha introdotto poca diversificazione nei combattimenti, si passa da brevi scontri, a lunghe ondate semplicemente moltiplicando i nemici, al massimo si deve riuscire a spingere un paio di interruttori o nulla di più. L'unico fattore che li differenzia è il disco da utilizzare a seconda del nemico che ci troviamo davanti. Anche qui però c'è qualcosa che non va, non essendo presente nessuna schivata, ma solo una parata, non è raro venir colpiti alle spalle senza sapere chi ha lanciato il disco, cosa questa da tenere bene in mente quando si è a corto di energia, soprattutto nelle ultimi fasi, quando i nemici a schermo possono essere davvero molti, e insieme ad essi c'è anche un boss di fine livello e qualche interruttore o snodo energetico da distruggere. Per cercare di alleviare questa sensazione di ripetitività gli sviluppatori hanno inserito un ben congegnato sistema di upgrade del protagonista, strutturato alla stessa maniera di quello di Call of Duty, tant'evvero che tutto quello che si sblocca nella storia lo si ritrova nel multiplayer (e viceversa). TRON: Evolution - Diario di sviluppo TRON: Evolution - Diario di sviluppo

Trofei PlayStation 3

Tron: Evolution premia il giocatore con 42, realativi tanto alla progressione nei livelli di gioco, quanto all'avanzamento alle varie "versioni" del protagonista. Vengono poi elargiti trofei anche nel multiplayer e a seconda del numero e del modo di nemici uccisi. Per conquistare i trofei d'oro e d'argento, come arrivare al level cap, finire il titolo al livello massimo di difficoltà, o collezionare tutti files Tron è richiesto molto impegno e dedizione, tanto in single quanto in multiplayer.

Bit e Mega

In pratica Anon sale di livello, o meglio di versione combattendo, e compatibilmente con la crescita potrà spendere i mega acquisiti in potenziamenti per i diversi tipi di disco, per avere più salute o energia o per accelerare il processo di acquisizione di entrambe e molto altro. Bisogna essere molto attenti a cosa si decide di comperare, perchè i mega che si ottengono sono pochi, la scelta da fare deve anche tenere conto dello sviluppo del proprio alter ego in ottica multiplayer. A chiudere il ventaglio dei momenti alternativi a quelli action/platform gli sviluppatori hanno realizzato dei livelli in cui si è a bordo delle iconiche moto viste nel film classico (che purtroppo però non curvano più alla maniera dello Snake dei cellulari) e al sicuro dentro la lucida corazza nera di un olocarro. Anche qui qualche criticità non manca, le moto sono ipersensibili, basta un lieve tocco sullo stick per scartare fin troppo violentemente di lato, è cio è male visto il burrone continuo ai lati della strada e i palazzi che crollano per i bombardamenti nemici, mentre le parti con i carri funzionano, ma non brillano certamente per particolari guizzi o emozioni. Disco Inferno Da un punto di vista tecnico la cosmesi del gioco ha certamente un buon impatto, grazie all'utilizzo dell'Unreal Engine, ma non fa certamente gridare al miracolo. Le texture, favorite dalla messa in scena di ambienti asettici, quasi monocromatici, sono piuttosto pulite e definite, e buona l'illuminazione generata dai circuiti sulle tute dei programmi, con un po' di aliasing che affiora qua e là. Ben fatti i filmati d'intermezzo, con Olivia Wilde e Jeff Bridges in gran forma e ottimo il doppiaggio, un po' meno la sincronizzazione con il labiale. Dove invece la tecnica di Propaganda Games esplode è nelle sezioni in moto, in particolar modo nelle fasi finali, in cui tra effetti speciali e fondale che si trasforma sotto gli occhi del giocatore, la sensazione di velocità e le emozioni toccano l'apice dell'intera esperienza. Da menzionare poi le musiche dei Daft Punk, decisamente azzeccate e dal grande ritmo.

Tron: Evolution è un perfetto tie in, un titolo che dietro una parte tecnica più che discreta nasconde meccaniche derivative e poco originali, che però, rispetto al prototipo a cui si ispirano, non sono così perfette come dovrebbero. Ripetitività, eccessiva precisione richiesta e una telecamera ballerina sono le criticità più importanti per la parte platform, mentre quella action funziona meglio come dinamiche, ma anch'essa alla lunga può risultare ripetitiva. In definitiva, però, la vera pecca del lavoro di Propaganda Games è la mancanza di originalità che, nonostante l'ottima idea della customizzazione "persistente" del protagonista, viene declinata in modo incerto, lasciando ai soli veri fan l'ipotesi di voler affrontare questa avventura.

Matteo Santicchia

Pro

  • Customizzazione persistente offline e online
  • Tecnicamente ben fatto

Contro

  • Parte platform farraginosa e frustrante
  • Telecamera ballerina
  • Poco originale e non troppo vario