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Redazione

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Shadow GuardianPiccoli Nathan Drake crescono 12

La sempre prolifica Gameloft se ne esce con un action game in terza persona che strizza più di un occhio alla serie di Uncharted.

Piccoli Nathan Drake crescono Che Gameloft non abbia costruito la sua fortuna sull'originalità dei propri prodotti è un fatto incontestabile: la software house francese è stata sempre molto abile nell'ispirarsi a franchise di successo e trasferirli in ambito mobile con la perizia tecnica che l'ha resa -a ragione- uno dei punti di riferimento dell'intrattenimento su cellulari convenzionali prima e su iPhone poi. Questo Shadow Guardian non fa assolutamente eccezione alla regola, mettendo sul piatto tutta una serie di elementi già resi celebri da serie famose: scopriamo dunque se si tratta di una pallida imitazione o di un titolo con una propria dignità videoludica.

Tre in uno

Nonostante Shadow Guardian sia indubbiamente debitore ad Uncharted per quel che concerne l'ambientazione, lo stile di gioco e persino le fattezze del protagonista Jason Call, non mancano riferimenti più o meno velati ad altri due franchise di successo come Assassin's Creed e Tomb Raider: dal primo il prodotto Gameloft "prende in prestito" l'idea dell'Animus, visto che anche qui le sezioni di gioco vere e proprie sono costituite dai ricordi dell'eroe, costretto in un sofisticato macchinario dal misterioso Novik; al secondo si possono riferire l'enfasi posta sull'esplorazione di tombe e siti archeologici e la presenza di una coprotagonista incredibilmente somigliante a Lara Croft. Messa da parte la malizia, tuttavia, non si può negare a Shadow Guardian tutta una serie di qualità che lo rendono un interessante action game in terza persona all'interno del panorama iPhone, anche se assolutamente non esente da difetti. Come da tradizione Gameloft, il gioco eccelle dal punto di vista prettamente grafico, offrendo alla vista scenari ampi e dettagliati gestiti da un motore che non dà alcun segno di cedimento, nemmeno lo schermo si riempie di nemici e di effetti di luce. Una menzione particolare spetta tuttavia al modello poligonale di Jason, estremamente curato ma soprattutto dotato di un set di animazioni al top della gamma per varietà e fluidità: un'opulenza di fronte alla quale si chiude volentieri un occhio sulla banalità del design di ambientazioni e personaggi, che vanno a pescare a piene mani dal grande calderone del "già visto" videoludico. Piccoli Nathan Drake crescono Meno esaltante, ma comunque positiva, la situazione sul fronte sonoro, con musiche ed effetti all'altezza purtroppo accompagnati da un doppiaggio in inglese di stampo amatoriale che non facilita certo il coinvolgimento in una storia già di per sé piuttosto priva di mordente, descritta da cutscenes che spesso e volentieri si ha la tentazione di saltare a piè pari. Non è certo una novità che i prodotti Gameloft pecchino di personalità, ma nel caso di Shadow Guardian il rammarico è aumentato dalla validità di una struttura ludica che fatica un po' ad emergere in tutta la sua pienezza non essendo sostenuta da elementi di contorno altrettanto curati.

Call me Jason

In termini di gameplay, Shadow Guardian offre quella commistione tra elementi platform e shooter resa celebre da Uncharted, invero con una netta prevalenza del primo aspetto. Gran parte delle 5-6 ore circa necessarie a completare il gioco vengono dunque spese muovendo Jason all'interno delle varie ambientazioni, scalando pareti, saltando da una piattaforma all'altra e risolvendo anche semplici enigmi ambientali. In questo senso, il sistema di controllo svolge un lavoro più che discreto, consentendo all'utente di compiere una buona varietà di mosse semplicemente utilizzando lo stick virtuale ed un unico tasto deputato ad assolvere tutta una serie di azioni context sensitive: l'evidente rovescio della medaglia è rappresentato una linearità estrema, rafforzata dai messaggi on screen che forniscono costantemente indizi su come proseguire. Un aspetto che potrebbe indurre un po' di noia nei giocatori più esperti, ma che indubbiamente consente all'avventura di scorrere via nella maniera più fluida possibile. Di converso, la parte action è probabilmente più avvincente, ma anche maggiormente soggetta alle limitazioni del dispositivo in termini di controlli. Piccoli Nathan Drake crescono Jason Call troverà sul suo cammino tutta una serie di armi da fuoco (pistole, mitragliatrici, fucili ma anche lanciarazzi), che l'utente può estrarre premendo l'apposito pulsante on-screen: così facendo, la telecamera si posizione sulla spalla destra del protagonista, consentendo di prendere la mira tramite un reticolo reso più performante da un valido sistema di puntamento automatico. Ispirandosi ad Uncharted, Shadow Guardian non poteva esimersi dallo sfoggiare un adeguato sistema di copertura, che a dire il vero funziona egregiamente e che permette persino di spostarsi da un riparo all'altro o di sparare alla cieca. Infine, sempre memore delle gesta di Nathan Drake, anche il buon Jason può atterrare i propri avversari con devastanti combo corpo a corpo che se non altro si rivelano davvero coreografiche. Un pacchetto completo che però non sempre si riesce a gestire a dovere tramite i comandi virtuali su schermo, croce e delizia di moltissimi titoli iPhone. Il livello di sfida non è mai troppo alto comunque, e la notevole capacità di Jason di subire danni prima di andare al tappeto rende tollerabile questa mancanza.

La versione testata è la 1.0.0
Prezzo: 5.49€
Link App Store

Partendo dal presupposto che quello degli action game tridimensionali è probabilmente uno dei generi più difficili da rendere al meglio su iPhone, Shadow Guardian fa un discreto lavoro nel portare sul dispositivo Apple atmosfere e gameplay resi famosi dalla serie di Uncharted. Nonostante sia costretta a scendere a qualche compromesso per le limitazioni del dispositivo, l'avventura Gameloft scorre via tranquillamente, senza particolari acuti ma comunque offrendo un piacevole mix tra azione ed elementi platform. Peccato per un design blando ed una generale mancanza di ispirazione che rendono il procedere nel gioco meno esaltante di quanto avrebbe potuto essere.

Fabio Palmisano

Pro

  • Graficamente sontuoso
  • Buon mix tra platform ed action
  • Generalmente piacevole...

Contro

  • ...ma senza acuti
  • Manca completamente di personalità
  • Un po' troppo guidato