Age of Conan: Hyborian Adventure - Recensione  17

Il mondo di Conan è letteralmente ai vostri piedi con l'MMORPG più promettente del 2008, realizzato dagli stessi creatori di Anarchy Online. Ce la farà Funcom a lasciare un'impronta in un genere dominato da World of WarCraft? Scopritelo nella nostra recensione.

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi

  • Processore Intel Pentium 4 3 GHz
  • 1 GB di RAM
  • 32 GB di spazio su Hard Disk
  • Scheda video compatibile Shader Model 2.0 con 128 MB. Almeno GeForce 6600.
  • Windows XP o Vista
Requisiti Consigliati
  • Processore Intel Core 2 Duo 2,4 GHz
  • 2 GB di RAM
  • Scheda video compatibile Shader Model 3.0 con 512 MB. Almeno GeForce 7900 GTX.
Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core 2 Duo 3 GHz
  • 2 GB di RAM
  • GeForce 8800 GTX
  • Windows Vista

Benvenuti a Hyboria

Il primo impatto con il nuovo pretendente al trono del fantasy online è sufficientemente soddisfacente. Non parliamo della voluminosa istallazione, più che giustificata considerati i contenuti tecnici, ma del bundle della collector’s edition. Un apprezzabile art book, che denota una cura dello scheletro visivo del gioco ineccepibile, un DVD della colonna sonora ufficiale, evocativo e toccante nel suo climax. Chiudono la composizione della massiccia scatola da collezione, oltre ai ben due DVD di istallazione, una mappa di Hyboria dagli oscuri padri (si vocifera pelle di programmatore), un DVD del making of contenente filmati e curiosità e per finire due esclusivi oggetti in-game. A tal proposito, mentre ancora è incerta l’area di utilizzo del mantello, l’anello di Acheron è un decente boost sull’esperienza guadagnata per i primi livelli.
Terminata istallazione e patch varie, si viene immediatamente catapultati, attraverso un breve filmato introduttivo, nel vago background di una Hyboria sconvolta da guerre, dove il barbaro incoronatosi re prosegue la sua infinita crociata contro Thot Amon e soci. La creazione del personaggio è essenziale nella tecnica, ma più che completa nella caratterizzazione fisica. Seppur senza statistiche o abilità da assegnare, un buon sistema di modelling, vicino al vecchio Star Wars Galaxies o al più recente esempio Oblivion, sarà un dolce boccone anche per i palati più delicati. Le razze da scegliere sono tre: i fieri Cimmeri, i potenti Aquiloniani e i misteriosi Stygiani. Da un punto di vista puramente numerico, non vi sono grosse differenze tra le tre razze, se non la preclusione ad alcune classi di personaggio. Sarà così che un Cimmero non potrà mai divenire un valente usufruitore di magia, mentre gli Stygiani non potranno schierare in campo orde di barbari o guerrieri in armatura pesante. Le classi dei personaggi, dodici in tutto, vengono divise in quattro categorie: soldati, maghi, ladri e guaritori. Ogni sottoclasse avrà un set di abilità comuni alle altre, all’interno della stessa categoria. A questo si aggiungono due rami di abilità, strutturate sempre ad albero, che permetteranno al personaggio di specializzarsi in diverse discipline. Scelti capelli, fronzoli e tatuaggi, si assiste a una breve introduzione, che mostra come la nave di schiavisti che ci accompagnava a triste sorte, naufraga presso le Barachan Islands, lasciandoci in abiti succinti e armati di bastone pronti ad affrontare il nostro destino. Si comincia!

Le prime ore di gioco

Il tragico sbarco su Tortage Island funge in qualche modo da tutorial al gioco vero e proprio e attraverso i primi 20 livelli di esperienza del proprio personaggio, il giocatore verrà da una parte calato nella trama che fa da background a questo mondo persistente e dall'altra sarà guidato con cura e grande attenzione nella conoscenza dell'interfaccia di gioco, del funzionamento delle quest, del sistema di combattimento e poi, più diluito nel tempo, nella gestione dei talenti.
Senza pericolo di smentita possiamo affermare da subito che questo incipit al gioco vero e proprio è assolutamente eccellente e denso di una cura maniacale che dilaga in ogni aspetto del gameplay. Il giocatore viene letteralmente accarezzato durante i suoi primi passi nell'isola, affrontando semplicissime quest particolarmente lineari che quasi fungono da tour guidato alle bellezze locali, mentre il sistema di help in linea integrato nel gioco offre un rapidissimo colpo d'occhio sulle principali azioni che sarà possibile svolgere attraverso l'interfaccia.
Una volta raggiunta poi Tortage City, Age of Conan letteralmente esplode. In questo primo hub di raccolta delle quest verremo sommersi di missioni da poter svolgere nelle zone limitrofe alla cittadella, interagiremo con i primi NPC (i personaggi non giocanti) per migliorare il nostro equipaggiamento attraverso la compravendita di oggetti e, soprattutto, faremo la nostra conoscenza con la duplice natura di questo MMORPG in grado di offrire ai giocatori più solitari una pseudo-modalità single player estremamente divertente, affascinante e coinvolgente.
Grazie al lavoro certosino di Funcom, lo sviluppatore, viene offerta al giocatore la duplice possibilità di affrontare gran parte dei primi 20 livelli di Age of Conan (quelli ambientati proprio su Tortage) secondo i classici stilemi di un MMORPG, ovvero raccogliendo e svolgendo questo in giro per il mondo di gioco, in compagnia di tutti gli altri giocatori, oppure potremo entrare in una modalità single player parlando con alcuni NPC chiave all'interno della taverna di Tortage City. Seguendo questa linea narrativa, potremo svolgere alcune Destiny Quest (missioni particolarmente lunghe e impegnative che ricordano molto da vicino l'esperienza istanziata di Lord of the Rings Online) letteralmente cucite sul proprio personaggio in base all'accoppiata razza e classe (in tutto ci sono 4 diversi canovacci narrativi) sull'isola stessa ma in un'ambientazione notturna e, soprattutto, senza la presenza di alcun altro giocatore essendo il mondo di gioco interamente istanziato sul nostro alter ego.
L'idea è estremamente interessante anche se tende leggermente a snaturare la natura sociale del genere e a lasciare un po' troppo il giocatore in balia di un gameplay conosciuto soltanto a metà una volta raggiunto il 20° livello e completata questa linea di quest single player. Successivamente infatti, pur essendo presenti una manciata di Destiny Quest a livelli piuttosto avanzati del gioco, sarà necessario immergersi nella componente massive multiplayer di Age of Conan e, specie agli inizi, si potrebbe rimanere un po' spiazzati.
Inoltre, nel caso in cui si volesse creare un nuovo personaggio, sarà necessario svolgere di nuovo questo lungo tutorial sull'Isola di Tortage, senza alcuna differenza rispetto alla prima volta, fatta eccezione per la linea di trama single player che può differire in base all'archetipo di classe selezionato (come spiegato poco sopra). Questo potrebbe far storcere il naso ai giocatori di World of Warcraft o di Lord of the Rings Online, due titoli che ci hanno abituati a sperimentare ambientazioni e quest differenti nei primi 20-30 livelli di gioco in base alla razza selezionata.

L'avanguardia del combattimento

Quello che distanzia pesantemente Age of Conan dalla concorrenza di un genere ormai piuttosto statico in termini di innovazioni, è proprio quel sistema di combattimento con cui ci interfacceremo appena sollevata la nostra testa dalla bianca sabbia di Tortage Island. Dimenticatevi completamente l'auto attack tipico di ogni MMORPG che si rispetti, ora non basterà più premere un singolo tasto per attivare il combattimento e rimanere lì a guardare il nostro avatar menare fendenti a ripetizione automatica, con l'unica possibilità di intervento per attivare le abilità speciali. In AoC il combattimento è estremamente interattivo: inizialmente avremo a disposizione tre diversi tasti, di default 1, 2, 3, per effettuare rispettivamente un fendente a sinistra, frontale o a destra e, più avanti nel progresso dei livelli si attiveranno ulteriori due tipi di attacchi melee, il colpo laterale posteriore a sinistra e a destra, effettuabili con i tasti Q ed E. Sarà compito del giocatore premere a ripetizione questi tasti per scegliere in quale modo colpire i propri nemici modificando di volta in volta dove affondare i propri colpi. Age of Conan infatti implementa anche un sistema di scudi dinamici che può essere posizionato in tempo reale intorno al giocatore (e lo stesso vale ovviamente per i nemici controllati dal computer) così da potenziare la difesa di una precisa zona del corpo. Il combattimento si carica quindi di una interazione e di una freneticità mai vista prima d'ora in un MMORPG con il giocatore che sarà costretto a seguire con attenzione lo spostamento delle difese dell'avversario per cercare di infliggere i propri colpi dove è più scoperto e avere così dei bonus sul danno e sulla possibilità di effettuare dei colpi critici.
Inoltre AoC implementa anche un sistema di combo particolarmente divertente e che prevede la necessità di eseguire una precisa sequenza di colpi in un determinato ordine, per essere eseguita. Un po' sulla falsariga dei Quick Time Event visti in molti degli ultimi titoli action. Punto di forza delle classi melee infatti, le combo vengono aggiunte alla lista delle abilità del giocatore, al salire dei livelli e man mano tenderanno a caricarsi di combinazioni di tasti sempre più lunghe e, ovviamente, di bonus ai danni sempre maggiori. Inoltre finire il proprio avversario proprio con l'esecuzione di una combo, dà vita a fatality particolarmente violente e grondanti sangue con decapitazioni, eviscerazioni e mutilazioni di ogni genere. Molto piacevoli e soddisfacenti da effettuare soprattutto in compagnia dei propri compagni di gruppo.
E' allo stesso tempo piuttosto ovvio che tutta questa focalizzazione sul combattimento ravvicinato all'arma bianca, lascia in parte svantaggiate le classi magiche pure come i Demonologist e i Necromancer. Ed effettivamente è proprio così. Queste classi rimangono infatti maggiormente ancorate agli stilemi classici del genere, fatte salve un paio di interessanti introduzioni. Da un lato c'è infatti una focalizzazione verso le magie ad area di effetto, specie per quanto riguarda quelle concesse ai curatori, molte delle quali "colpiscono" ad esempio gli altri personaggi in base a coni d'area frontali e laterali e questo obbliga il giocatore a muoversi continuamente durante il combattimento per essere posizionato in modo adeguato. L'altra interessante implementazione è lo spellweaver, una sorta di modalità berserk che viene concessa alle classi magiche ai livelli molto avanzati e che una volta attivata, potenzia esponenzialmente con il passare dei secondi, il danno e gli effetti delle magie utilizzate. Questa modalità consuma inizialmente la stamina del personaggio (utilizzata per la corsa e le combo) e, successivamente inizia a pesare sui punti ferita. Tatticamente molto interessante e in grado di regalare non poche soddisfazioni nelle fasi più concitate.
L'ultimo punto nodale dell'intero sistema di combattimento poggia su una caratteristica ben precisa di Age of Conan: la fisicità dei personaggi. Dimenticatevi la possibilità di passare attraverso i nemici o gli altri giocatori visto che lo spazio fisico occupato dai modelli è concreto. Questo si traduce nella possibilità di essere letteralmente accerchiati senza alcuna possibilità di fuga e apre scenari tatticamente molto vasti nel PVP più sfrenato. Un esempio? Una linea frontale di combattenti melee può fisicamente impedire che i curatori vengano colpiti dagli avversari nel corpo a corpo. Allo stesso tempo, proprio questa fisicità influenza il combattimento visto che in Age of Conan non c'è un vero e proprio sistema di targeting degli avversari o, per meglio dire, non è così necessario. Basta infatti eseguire un fendente per andare a colpire chi viene investito dal movimento dell'arma, indipendentemente se sia stato "bersagliato" o meno. In particolare, quando si è circondati da nemici multipli, menare dei fendenti laterali armati di una lancia, ci farà colpire molti avversari contemporaneamente proprio in funzione dello spazio fisico occupato dall'arma. Il tutto con un risultato molto convincente, specie dal punto di vista della fisica.

L'avventura continua

Riprendendo il proprio destino in mano dalla relativa capitale di appartenenza razziale, il gioco inizia a farsi duro. Avremo diverse zone a cui far riferimento nella fascia 20-40, alla ricerca di missioni di vario genere, scritte egregiamente e che, nel loro complesso, rievocano pienamente le rudi atmosfere howardiane nei contenuti scenografici. Le capitali, di per sè, rappresentano una sorta di check point tra una missione e un'altra, che dà la possibilità di sfruttare anche il Trader, personaggio non giocante che consente in un sol colpo di gestire banca, asta, servizio di posta in-game e banca di gilda. Per alcuni versi la scelta di istanziare l’intero gioco, dividendo le aree in quest hub e regioni di vero gameplay spezza un poco la sensazione di continuità con l’ambiente, un pò come con Guild Wars, compromettendo in parte le epiche atmosfere che si provano girovagando in lungo e largo. Seppur non condividendo pienamente la scelta, la reputiamo necessaria ai fini di un gameplay fluido e esente da crisi da FPS. Al livello 20 sarà inoltre possibile, attraverso una serie di quest, imparare le abilità di raccolta, nello specifico mining, prospecting e stonecutting, utili per raccogliere da depositi minerari risorse di vario genere, dal ferro al basalto, fino ad arrivare a materiali di valore sempre più elevato. Chiudono la lista woodcutting per la legna, weaving per cotone e surrogati e infine l’immancabile skinning, per neofiti pellettieri. Ogni personaggio è in grado di imparare tutte le professioni di raccolta che, come accennato, evolveranno attraverso un sistema a quest, che richiederà di raccogliere un determinato quantitativo di risorse prima di poter passare allo scalino superiore. Ad essere sinceri, tralasciando le modalità di avanzamento che non brillano di certo per fantasia, abbiamo trovato nella gestione dei nodi di risorse una delle parti dolenti nel gioco. Il fatto che i nodi siano sempre gli stessi e negli stessi punti, oltre che appiattire l’esperienza della ricerca di risorse, genera un camping estremo dei punti di interesse, che seppure vagamente mitigabile con il cambio di istanza, appare più che spesso come un lavoro mal retribuito piuttosto che un incentivo a sviluppare le skill per il crafting. Che in ogni caso non vedrete prima del livello 40, insieme alla possibilità di utilizzare le cavalcature.

Il piccolo costruttore barbaro preferisce il cavallo

Sarà possibile, varcata la soglia del quarantesimo livello, scegliere due professioni di craft, su un paniere di cinque disponibili. Oltre alle più classiche Armorcraft, Weaponcraft e Alchemy, troviamo Gemcutting, che dà la possibilità di creare gemme in grado di incantare gli oggetti costruiti dalle altre professioni, potenziandone le caratteristiche e chiude la lista Architecture, che come si può intuire, permetterà ai giocatori di costruire edifici per le città di gilda, veri e propri villaggi autogestiti, dove i giocatori troveranno dimora e accesso a edifici utili al crafting e ad altre attività. Lo schema di avanzamento segue di pari passo quello delle abilità di raccolta. Sarà necessario creare un certo numero o tipologia di oggetti per sbloccare le ricette seguenti. C’è da notare come, almeno per il momento, solo gli oggetti costruiti dai giocatori possano ospitare le gemme con potenziamenti, rendendo probabilmente gli equipaggiamenti “fatti in casa” una validissima alternativa a quelli raccolti con il PvE di fine gioco. Un'altra tappa fondamentale al quarantesimo livello è la possibilità di acquistare un cavallo. Il costo di questa operazione si aggira intorno ai 3 pezzi d’oro, una cifra difficilmente recuperabile prima del cinquantesimo livello, donazioni di amici a parte. Il cavallo permette di velocizzare notevolmente gli spostamenti e di sicuro è un must da ottenere quanto prima, per ottimizzare il cammino verso i livelli più alti. Oltre al fido equino, coloro i quali hanno effettuato il preorder del gioco, avranno la possibilità di cavalcare bestie esclusive, quali il mammut da guerra e il rinoceronte corazzato. Queste bestie, non particolarmente veloci e maneggevoli, a detta di Funcom, saranno un extra interessante da utilizzare durante gli assedi perchè utilizzabili per danneggiare le strutture.

Il patibolo dell'end game

Arriviamo probabilmente alla domanda più attesa da tutti: considerate le aspettative e l’impietosa competizione, AoC sarà in grado di resistere alla prova del tempo? Un ruolo fondamentale in questi casi lo ricoprono sempre i contenuti relativi alla parte “finale” del gioco. In questo genere di prodotti, la fase dell’esperienza di norma è solo un passaggio, per cui un gioco valido ha la necessità di possedere uno scheletro robusto, in grado di tenere i giocatori incollati quanto più possibile, nel perseguire vari obbiettivi. Conan in questo resta ancora una mezza incognita. Un primo vero cartello di attenzione si ha dopo il livello 50, quando in alcune zone le quest iniziano a scarseggiare, rendendo a volte necessario un poco di grinding vecchia scuola. Un difetto di gioventù, che siamo sicuri verrà corretto quanto prima, anche a detta degli stessi sviluppatori.
Ma il punto focale, l’aspettativa maggiore, coinvolge di sicuro il Player versus Player. Age of Conan si propone come un gioco incentrato nello scontro tra giocatori, gilde e alleanze. Parte importantissima di questo famigerato end game, la faranno assedi e combattimenti nei cosiddetti Border Kingdoms (BK), almeno per quanto concerne i server normali.

Guerra e poca pace

La parte relativa allo scontro tra giocatori, fondamentalmente, coinvolge tre tipologie di combattimento. Ci sono i cosiddetti mini giochi, molto simili per obbiettivi e stile ai battlegrounds di World of Warcraft. Ancora non si conoscono i reali benefici di questi intramezzi alla guerra, tuttavia restano un metodo facile e veloce per ingaggiare battaglia, in qualunque parte ci si trovi, grazie al comodo sistema di code, gestibile da ogni parte del mondo. Il nocciolo duro però, ad occhio e croce, resterà la guerra nei BK. La costruzione di fortezze in tali zone, darà la possibilità alle rispettive gilde di usufruire di bonus alle abilità di combattimento, alle abilità lavorative e a quanto altro verrà partorito dai programmatori nordici. Ora, la possibilità di edificare in tali zone sarà limitata, per cui il possesso di questi castelli farà gola a molti. Bisognerà essere pronti a difenderli da assedi senza respiro, a quanto promette Funcom. Gli assedi, ancora da vedere nella loro totalità, richiederanno lo sforzo di un discreto numero di persone (48 contro 48 al momento) e l’organizzazione di attaccanti e difensori, che dovranno in ogni caso concordare tramite interfaccia, un orario e un giorno di inizio delle ostilità. Sulla carta, i requisiti per creare battaglie epiche e coinvolgenti ci sono tutti, per cui non resta altro da fare che osservare con attenzione quello che i prossimi mesi ci riserveranno. D’altra parte, se per metà l’end game è in mano a Funcom, l’altra appartiene di diritto ai giocatori e alla loro capacità di rendere questa fase finale del gioco avvincente.

Meraviglia visiva... per chi se la può permettere...

Se c'è però un aspetto assolutamente non criticabile di Age of Conan, è l'ambito tecnologico. La fatica di Funcom dà infatti il meglio di sè quando viene osservato dal mero punto di vista estetico. La grafica è assolutamente impeccabile con un eccellente utilizzo degli shader e di ottimi effetti di luce e HDR, per non parlare poi delle texture, delle animazioni e dei meravigliosi modelli umani di cui è disseminato l'intero mondo di gioco. In particolare, finalmente, le creature di sesso femminile riescono ad avere un appeal molto stimolante e sono un vero piacere per gli occhi da osservare quando in combattimento, specie con armature di livello molto elevato. Proprio a questo proposito, le armi e più in generale, tutti gli equipaggiamenti sono piuttosto ben fatti e piacevoli da indossare e ammirare, anche se una maggiore varietà non avrebbe guastato. Un po' troppo spesso, soprattutto per i primi 30 livelli, ci ritroveremo a cambiare un elmo o uno scudo e, nonostante una grande differenza nelle statistiche, ci ritroveremo con lo stesso identico modello a coprire il nostro personaggio.
La varietà è invece enorme nelle ambientazioni. Una volta lasciata alle spalle Tortage Island, avremo di che stupirci, con paesaggi per ogni gusto e preferenza. Deserti, montagne innevate, foreste, paludi; tutto incredibilmente realizzato dal punto di vista grafico, con scorci paesaggistici da mozzare il fiato. Senza possibilità di smentita, Age of Conan setta il nuovo punto di riferimento grafico in ambito MMORPG.
Tutto questo però ha un prezzo: sul computer di prova ad una risoluzione di 1680x1050 con tutti i dettagli al massimo e i due filtri AA e anisotropico a 8x, abbiamo sperimentato talvolta alcuni rallentamenti anche se la scalabilità dell'engine di Age of Conan ci ha consentito di provarlo a dettaglio medio con ottimi risultati, su macchine di fascia ben più bassa.
Probabilmente le uniche vere note di demerito sono da assegnare ai caricamenti, veramente molto lunghi specie la prima volta che viene avviato il gioco, quando si crea un personaggio e quando si accede a nuove regioni di gioco. Aspetto che, associato alla natura istanziata del mondo di gioco, può risultare un poco tedioso sul lungo periodo e durante gli spostamenti più impegnativi. E poi c'è il discorso legato alle DirectX 10. Nonostante il loro supporto fosse stato annunciato più e più volte durante il beta testing (fino a pochissime versioni prima della release finale, era presente nel menu dei settaggi l'opzione per attivarle), all'improvviso la loro implementazione è stata messa da parte e fatta slittare poi in avanti di almeno 3 mesi. L'uso delle ultime librerie grafiche di Microsoft verrà infatti mostrato per la prima volta durante la Games Convention di Lipsia (dal 20 al 24 agosto); fino ad allora la dicitura "Ottimizzato per le DirectX 10" presente sul retro della confezione del gioco, potrebbe paradossalmente essere considerata pubblicità ingannevole.
Infine da un punto di vista audio, Age of Conan si attesta su livelli molto buoni. Interessanti, piacevoli e mai ripetitive le musiche di chiara ispirazione sinfonica ed epica e assolutamente da lodare l'iniziativa di Funcom di doppiare tutti gli NPC presenti sull'isola di Tortage (il gioco è però interamente in lingua inglese anche nei testi). Per i primi venti livelli quindi, le quest saranno accompagnate da un aumento di coinvolgimento nella narrazione degli eventi. Successivamente invece qualsiasi forma di parlato audio scomparirà (facciamo eccezione ovviamente per i versi gutturali che escono dalla bocca del vostro personaggio e degli avversari durante i combattimenti).

Commento

Scongiuriamo subito un mito: la tanto attesa terza generazione di MMORPG è ancora lontana. Se con World of Warcraft si è cercato di mettere insieme i pezzi del puzzle per creare un’esperienza di gioco da estendere al più vasto bacino di utenza possibile, Age of Conan riparte mezzo passo indietro, non agevolato da un'interfaccia essenziale all’estremo e da requisiti non indifferenti, per godere appieno del gioco. Il prodotto appare vagamente immaturo, anche se quest’ultimo punto è la croce che tutti si portano dietro quando scelgono di entrare a testa bassa nei primi 6 mesi di vita di un MMORPG. Ciononostante, abbiamo potuto apprezzare non pochi aspetti della nuova produzione Funcom. Un sistema di combattimento corpo a corpo divertente e interattivo, dove fatality, spellweaving dragonballiani e movenze coinvolgenti, fanno da ciliegina. Il comparto grafico è mostruoso e per chi ha una macchina sufficientemente potente da apprezzarlo in tutta la sua maestà, sarà un compagno di viaggio ammaliante che porterà gli standard visivi dei futuri MMORPG verso nuovi lidi. La colonna sonora è realizzata con abilità, piacevole da ascoltare e mai troppo invasiva e ben si adatta al susseguirsi dei background e allo svolgersi delle azioni. Lasciano un po’ la bocca amara il sistema di crafting acerbo e i contenuti più avanzati, che vedono nell’assenza di quest adatte a determinate fasce di livello e in obbiettivi ancora fumosi e lontani, forse l’incognita più grande. Detto questo, Funcom non si tira indietro e con costanza e perizia, continua a lavorare su bugfix e contenuti, che verosimilmente già vedranno la luce nei prossimi mesi. La partita è iniziata, ora sta a loro e a noi giocarla.

Pro

  • Compartimento artistico di livello eccelso
  • Sistema di combattimento coinvolgente e action-oriented
  • Atmosfere mozzafiato e attinenti alle opere di Howard
  • Interessante gestione dei villaggi di gilda
Contro
  • Sistema di crafting sbrigativo e per certi versi incompleto
  • Interfaccia scarna e poco user-friendly
  • Dopo il 50° livello i contenuti sono carenti

Le Classi: Soldati

Guardian: Tank classico, con limitate capacità offensive. Porta armi a una mano e scudo, o armi lunghe come picche e alabarde. Indossa le più pesanti armature full plate.
Dark Templar: Tank dotato di poteri magici, in particolare di debuff e succhia-vita. Indossa armi a una mano, scudi, talismani e armature pesanti.
Conqueror: Tank offensivo, dotato di aure dagli effetti benefici per il gruppo. Indossa armature pesanti e può utilizzare armi a due mani o armi a una mano, in modalità dual wield.

Le classi: Guaritori

Bear Shaman: Guaritori Cimmeri. Indossano armature medie e martelli o mazze a due mani. Sono discreti combattenti corpo a corpo.
Priest of Mitra: Guaritori Aquiloniani, dotati di un buon controllo degli avversari e efficaci incantesimi che spingono via i malcapitati. Portano armature leggere e armi a una mano, da taglio e da impatto. Possono utilizzare lo scudo.
Tempest of Set: Curatori offensivi, buon mix di sopravvivenza e danno diretto ad area mediante il controllo dei fulmini. Indossano armature leggere e scudi. Combattono con armi a una mano, pugnali, bastoni e armi lunghe.

Le classi: Ladri

Barbarian: Combattente offensivo, indossa armature leggere e possiede una vasta dotazione di stili devastanti ad area. Tra il suo arsenale armi a due mani di vario genere con mancano, cosi come la possibilità di utilizzare il dual wield.
Assassin: Classe dall’alto dps su bersaglio singolo, può facilmente confondersi con le ombre per colpire di sorpresa gli avversari. Indossa le più leggere armature e utilizza pugnali.
Ranger: Un misto di abilità di tiro con archi e balestre e una moderata capacità difensiva corpo a corpo rendono questa classe un ottimo compromesso. Indossa armature medie, armi ad una mano con scudo e può utilizzare il dual wield.

Le classi: Maghi

Demonologist: Padrone della magia demoniaca e manipolatore del fuoco e delle tempeste, il demonologo offre un arsenale offensivo senza pari. Indossa armature leggere, pugnali e bastoni.
Necromancer: Oscuri signore della morte, si fanno strada tra le schiere di nemici con le arti nere e con i loro eserciti di servitori non morti. Indossano armature leggere e portano pugnali e bastoni.
Herald of Xotli: Asserviti al dio-demone della notte, queste macchine di morte uniscono poteri arcani alla possibilità di combattere in corpo a corpo, infliggendo gravi danni ai nemici, a scapito della loro vita. Possono trasformarsi in demoni. Indossano armature leggere e brandiscono armi a due mani e pugnali.