Alien Hominid  1

Direttamente da internet, arriva uno dei videogame arcade più “scaricati” degli ultimi anni. Siete pronti per un po’ di sana ultraviolenza?

Chi ha parlato di Metal Slug?

La meccanica di gioco alla base di Alien Hominid è estremamente semplice: in un ambiente bidimensionale bisogna eliminare i numerosissimi nemici che ci vengono mandati contro, cercando di evitarne le pallottole ed affrontando, alla fine di ogni stage, un boss grosso e cattivo. Chi ha provato uno degli episodi di Metal Slug sa esattamente cosa aspettarsi, in quanto Alien Hominid è estremamente simile al gioco nato su Neo Geo: il nostro personaggio non ha una propria energia, dunque può essere eliminato al primo colpo se non dispone di una “barriera”, che si acquisisce raccogliendo le nuove armi e che di fatto rappresenta una seconda chance (resiste a un solo colpo). Le armi ottenibili sono numerose, e ognuna di esse vanta caratteristiche peculiari; tutte, comunque, hanno i colpi contati. All’arma principale si aggiungono le granate, che si rivelano utili quando bisogna eliminare velocemente un avversario resistente. Ma non è finita qui: il nostro alieno può scavare all’istante una buca e nascondervisi dentro finché un agente FBI non gli passa sopra, dopodiché può afferrarlo per ucciderlo immediatamente. Oppure può saltare sulla testa di un nemico e farne un sol boccone, provocando nel contempo lo sgomento negli altri avversari presenti su schermo.
In alcuni livelli la normale struttura viene stravolta in favore di ambientazioni “stradali”: bisogna saltare di vettura in vettura per procedere e impossessarsi di una di esse al momento del bisogno, ad esempio quando l’azione stessa diventa una pratica evasiva per difendersi dagli attacchi di un boss. I boss, a proposito, mostrano talvolta delle strategie di attacco simili (colpo alto, colpo basso, ecc.), ma risultano abbastanza riusciti e a proprio agio con lo spirito del gioco.

Realizzazione tecnica

Rispetto alla versione giocabile su internet, Alien Hominid su PS2 è ovviamente stato rivisitato. La grafica del gioco è realizzata in un impeccabile 2D, con delle animazioni ben fatte per i personaggi e molto varie (soprattutto se si tiene conto dei tipi di morte a cui possono andare incontro gli agenti FBI). Le esplosioni, in particolare, sono fatte davvero bene. Il look generale ricorda molto i cartoni animati “ironici” che vanno di moda in questi ultimi anni, e rappresenta un ottimo spettacolo anche per occhi abituati a milioni di poligoni e a texture fotorealistiche.
Il comparto sonoro si difende molto bene: le musiche sono ben fatte e si ascoltano con piacere, in particolare grazie a un feeling più “casalingo” rispetto ad altre produzioni, per la scelta degli strumenti utilizzati. Gli effetti sonori si incastonano alla perfezione. Alla modalità di gioco normale, peraltro utilizzabile anche da due giocatori in contemporanea, si affianca un extra rappresentato da vari minigiochi. Si tratta di scacciapensieri dalla grafica essenziale, che rappresentano comunque un valido passatempo.

Commento

Alien Hominid è un arcade puro, contraddistinto da una realizzazione tecnica molto particolare e certamente all’altezza della situazione. Per apprezzare questo titolo bisogna essere degli appassionati di action game bidimensionali, con tutto ciò che comporta questa tipologia di videogame. In AH, nella fattispecie, si muore continuamente perché a volte diventa davvero impossibile evitare il fuoco nemico, e l’uso dei “continua” diventa una pratica costante, che toglie molto a un’esperienza altrimenti fantastica. A parte questo, chi cerca un titolo immediato e divertente troverà in Alien Hominid la coronazione di un sogno: coinvolgente da soli e fantastico in due, il gioco vi regalerà momenti che credevate persi insieme alla precedente generazione di videogiochi.

Che fareste se qualcuno colpisse la vostra nave spaziale provocandone la caduta, e poi se la portasse via? Il nostro ominide alieno giallo limone ha le idee chiare in proposito: se ne andrà in giro per svariati livelli ad ammazzare agenti dell’FBI in tutti i modi possibili e immaginabili, finché non gli verrà restituito il maltolto.