Aliens Vs Predator 2  1

La recensione di Aliens Vs Predator 2: tre razze che se le danno di santa ragione. Tre avventure singleplayer, carneficina in multiplayer. Chi preferirete essere: il tecnologico Marine, il temibile Predator o il letale Alien?

Cos’è il terrore…

Non so a voi, ma giocando con AvP mi è capitato spesso di fermarmi davanti ad un corridoio illuminato solo da un neon bizzoso ed avere paura di proseguire!
Beh queste cose succedono solo in quei pochi titoli che riescono a coinvolgere.
Oggi, a distanza di più di due anni, siamo in possesso del sequel di quel fortunato titolo e che abbiamo provato in anteprima (il gioco dovrà uscire in Italia a giorni) per voi.
Stavolta Fox Interactive e la Sierra non si sono affidati ai Rebellion, come nel primo episodio, ma a Monolith (che ha realizzato titoli come Shogo M.A.D., Claw, Blood e No One Lives Forever) che hanno scelto di usare il fortunato Lith Tech Engine come motore grafico.
Beh concluse le rituali informazioni preliminari e arrivato il momento di scendere su una roccia spaziale chiamata LV-1201.
Quindi allacciate le cinture perché il terrore è tornato nei nostri hard-disk!

Tre giochi in uno

Per quei pochi che non lo sapessero, ricordo che in AvP2 abbiamo la possibilità di impersonare ben tre tipi di specie ognuna dotate di caratteristiche assolutamente peculiari.
Gli Umani, gli Aliens e i Predator.
Il gioco in Singleplayer si compone di 7 episodi per ogni razza, che a loro volta sono composti da più livelli, che assicurano una buona longevità (per un totale di 21 livelli).

Tre giochi in uno

La trama si svolge sul pianeta LV-1201 ed ogni episodio si intreccia con gli altri in modo da formare un esperienza varia e completa. C’è da dire che il ripercorrere dei livelli già visitati impersonando un'altra razza può anche infastidire qualcuno, ma lo ritengo un inconveniente minimo, anche perché spesso si percorrono zone dove ci era precedentemente precluso il transito.
La trama principale è quella che riguarda l’episodio dei Marines ed inizia tutto il 6 Gennaio 2231 quando sulla USS Verloc, un vessello militare si discute di una nuova missione.
La Weyland Yutani Corporation ha perso i contatti con il suo impianto di ricerche già da 6 settimane e loro sono stati incaricati di dare un’occhiata.
La difficoltà della missione consiste anche nel non potere usare armi pesanti per via dell’importanza delle strutture e quindi armi in spalla e buona fortuna!!
Da questo spunto e della presenza dei Marines su quella roccia che è LV-1201 si dipanano tutte le vicende imperniate su Avp2.
La trama non sembra affatto originale, ma vi assicuro che andando avanti le cose miglioreranno con diversi colpi di scena.

Tre giochi in uno

Da un punto di vista tecnico il gioco si attesta su buoni livelli, merito principalmente del motore grafico Lith Tech che è in grado di ricreare ambienti, sia al chiuso che all’aperto, con estrema facilità e con buona dovizia di particolari.
Capiamoci non siamo di fronte a nulla di miracoloso, ma il compito lo svolge in maniera molto convincente. Certo per avere dei buoni risultati si dovrà disporre di macchine veloci, ma a questo ci siamo ormai abituati da tempo.
Le locazioni richiamano ovviamente quanto già proposto nei film e servono a ricreare la giusta atmosfera.
C’è da dire, purtroppo, che come nel precedente episodio, le mappe sono eccessivamente lineari e il percorso da seguire è assolutamente obbligatorio, togliendoci quella libertà di esplorazione presente in altri titoli del genere.
Esente da critiche è il comparto sonoro, sia per gli stupendi suoni che per le musiche che provengono dai film a cui il gioco si ispira.
Da notare che quando sta per succedere qualcosa, la musica lo sottolinea. Molto bello, ma in qualche misura si può rivelare un aiuto.

Tre giochi in uno

Una menzione speciale la merita l’interfaccia di gioco che possiede l’ottima caratteristica di utilizzare dei profili di gioco personalizzati, utilissimi quando su una macchina si alternano più persone (ve lo immaginate riconfigurare ogni volta i tasti per tutte e tre le razze!!).
A questo punto non rimane che vedere nel dettaglio cosa ci offrono le tre diverse specie.

Vita da Alien

Che ci crediate o no, in AvsP2 impersonando un Alien, potrete vivere tutta la sua vita attraverso le sue molteplici forme, fino a quella adulta e letale di Drone.
Tutto inizia dalla forma iniziale del Facehugger, quel delizioso animaletto simile ad un crostaceo che ha come unico scopo della sua breve vita l’impianto di un embrione in un corpo che serve da incubatore.
E la nostra prima missione, dopo essere usciti dal nostro bozzolo, consiste proprio nello sgattaiolare tra anfratti e su per i controsoffitti, nel tentativo di non farci vedere e nel contempo trovare un individuo idoneo alla nostra missione.

Vita da Alien

Svolto questo primo compito non ci rimane che crescere per poi uscire sotto forma di Chestbuster.
Certo la nascita di un Drone non avviene in sala parto con tutte le comodità a cui siamo abituati noi umani, ma la vita di un Alien non è per nulla facile.
Ah una piccola nota sul Multiplayer; vi è l’opzione per far si che anche durante le partite gli Aliens si evolvino partendo dalla forma iniziale di Facehugger.
Eh eh, un'ottima pensata, non c’è che dire!
Il Drone ha la caratteristica di aggrapparsi sui muri e di correre ad alta velocità, inoltre è dotato di poche armi di offesa, ma estremamente letali.
Usa le unghie e la coda, anche se può prodursi in un attacco estremamente letale compiendo un salto da grande distanza.
L’unico punto debole dell’Alien è la sua fragilità.

Vita da Alien

Quindi attenzione a non compiere attacchi in spazi aperti, perché daremo il tempo al nostro nemico di prendere con calma la mira e colpirci. Piuttosto e molto meglio sgattaiolare il più possibile vicino alla nostra preda e colpire, magari utilizzando la capacità di correre sui muri.
Ho parlato di preda, perché l’Alien recupera la sua energia vitale mangiando la testa delle sue vittime. Truculento vero? Anzi se lo fa quando la nostra vittima è ancora viva la quantità di energia recuperata è ancora maggiore. Della serie: mangialo vivo che ha più proteine!
Per compiere questa “deliziosa” operazione ci possiamo avvalere anche del colpo di coda, che a differenza del precedente episodio dove rappresentava un colpo di attacco, serve a stordire il nostro bersaglio, consentendoci in questo modo di farne un solo boccone in tutta tranquillità.
Un'altra caratteristica dell’Alien e che riconosce immediatamente qualsiasi forma di vita grazie all’aura vitale che questa emana e che sarà di colore diverso a seconda della specie, rosso per i propri simili, verde per i Predator e bianca per le sue prede preferite, gli umani.

Vita da Alien

A tal proposito si deve evidenziare la circostanza che i sintetici (androidi che possiedono le fattezze umane) sono dei temibili avversari, proprio perché poco visibili e soprattutto non costituiscono un rifornimento di energia (insomma non ce li possiamo mangiare!).
Gli Alien sono dotati anche di un eccellente visuale alternativa che gli consente di vedere agevolmente anche al buio.
Di Alien adulti ne esistono ben tre tipi e dipendono dalla specie che ci ospita, e quindi esistono oltre ai Drone, i Runner e i Predaliens, i primi nati da quadrupedi, i secondi dall’impianto in un Predator. Ah, quasi mi dimenticavo i Praetorian dei veri Super-Alien!!

Vuoi goderti la vita? Arruolati nei Marines Spaziali!!

Chissà se il Soldato Andrew Harrison, detto “Frosty” la penserà nello stesso modo almeno dopo aver messo piede sul pianeta LV-1201 all’epoca degli eventi narrati in AvP2.
Qui il “povero” Marines, invece che divertirsi, ha l’opportunità di diventare un bel trofeo di caccia di un Predator o un prelibato spuntino per un Alien e non credo che in entrambi i casi possa dire di godersi la vita!
Beh in effetti si può anche finire con un embrione alieno cacciato dentro l’esofago, ma questo in fondo è il male minore, almeno ci può consolare il fatto di aver aiutato un caro animaletto a crescere, anche se poi questa ingrata creatura non ci chiamerà mai papà!
L’unica cosa che separa il prode Marines da un destino avverso e il suo equipaggiamento e su questo deve fare il massimo affidamento.

Vuoi goderti la vita? Arruolati nei Marines Spaziali!!

I gingilli tecnologici a nostra disposizione sono veramente tanti e tutti molto efficaci o quasi.
Rispetto all’avventura vissuta con l’Alien, quella del Marine è più intrigante, vuoi perché nei film si è sempre stato dalla loro parte, vuoi perché fare le cose con il Marine è decisamente più difficile, e poi volete mettere il Bip-Bip del rivelatore di movimento quando traccia qualcosa?
Per tutta i livelli la parola d’ordine e tensione, soprattutto se giocate in una stanza buia con l’impianto surround a palla.

Vuoi goderti la vita? Arruolati nei Marines Spaziali!!

A proposito di tensione, vi sposso assicurare che le prime due missioni del Marines sono da antologia dei videogames, non posso essere più preciso perché vi rovinerei la sorpresa, ma vi assicuro che il risultato è assolutamente fantastico, degno dei miglior thriller in cui e più importante quello che si sente e le cose che si percepiscono, di quello che si vede.
Con il proseguire della storia, non mancheranno i colpi di scena e le situazioni in cui è meglio scappare anziché sparare, come in una bellissima missione di recupero dove ci troveremo ad essere inseguiti da un orda di Aliens. Ma anche l’azione “maschia” vuole la sua parte e quindi distruzione a profusione!
Sotto quest’aspetto AvP2 ha centrato colpito in pieno il suo obiettivo.

Il cacciatore venuto da lontano

Certo che l’universo è pullulato di strane creature.
Prendete il Predator: un armadio ambulante alto più di due metri, tutto muscoli, ricoperto da una pelle spessa come quella di un elefante e dotato di due manine che stritolerebbero qualunque cosa, ma anche dotato di un’ottima intelligenza e con conoscenze tecnologiche avanzate, tali da metterlo in grado di costruire astronavi e sofisticati dispositivi elettronici (nonostante abbia una vista simile a quella di una talpa miope).

Il cacciatore venuto da lontano

Beh una creaturina del genere cosa fa nella vita. L’avvocato?
Il tecnico manuntentore?
Il broker assicurativo?
Il venditore porta a porta?
No! Non ce lo vedo proprio! Ed infatti “il nostro” passa la vita a cacciare le altre creature per abbellire, con i loro teschi, le pareti della propria camera da letto.
Bene, nel Gennaio del 2231 un gruppo di Predator si trova proprio su LV-1201 pronto per prendere parte ad una grossa battuta di caccia, dove le prede sono sia Aliens che Umani.
Ma adesso è giunto il momento di scendere nel dettaglio e scoprire cosa vuol dire impersonare un Predator. Allora iniziamo con una piccola precisazione; nei film il Predator non era dotato di una buona vista, anzi per dirla tutta era proprio cecato e quindi costretto ad usare una maschera che gli consentiva di utilizzare vari spettri visivi.

Il cacciatore venuto da lontano

Nel gioco, per ragioni di gameplay (scelta che mi trova perfettamente d’accordo) il Predator, ci vede come il Marine, ma ha anche mantenuto le visuali a spettro.
Il Predator ha tre modalità di visuale, oltre a quella normale.
La prima è la visuale termica e serve per evidenziare le fonti di calore. L’ideale per la caccia agli umani.
Poi abbiamo una visuale chiamata EM che evidenzia gli oggetti che hanno un campo elettrico, in questo e la scelta corretta quando dobbiamo dare la caccia agli Alien.
Infine abbiamo la visuale Navigation, che permette al nostro Predator di muoversi agevolmente nel buio, ottima anche per scorgere gli altri Predator.
Se a queste visuali aggiungiamo il fatto che la maschera del Predator consente ben 4 livelli di Zoom, ci rendiamo conto come questo alieno sia un cacciatore nato!

Il cacciatore venuto da lontano

Da un punto di vista fisico il Predator non è veloce, tutt’altro, ma riesce comunque a compiere poderosi balzi ed è anche dotato di una forza impressionante.
In generale conviene agire in maniera diversa a seconda della preda.
Se sono umani, l’attacco a sorpresa paga molto bene. L’uso di tecniche stealth insieme ad attacchi a distanza porta ad ottimi risultati.

Il cacciatore venuto da lontano

Viceversa nei, confronti degli Aliens, conviene usare armi più devastanti e rapide. Inutile cercare la mimetizzazione con loro perché ci individuano subito.
Il Predator, a differenza delle altre specie, deve gestire l’energia che è indispensabile a quasi tutte le sue attività. Da questa attinge, per mimetizzarsi, per sparare e perfino per curarsi.

Conclusioni (ma non finisce qui!)

Come avrete notato durante l’articolo non ho parlato delle modalità multiplayer, che pure tanto successo aveva riscosso nel predente capitolo.
Il perché è presto detto. Dedicheremo un intero articolo alla modalità Multiplayer di AvP2.
Ne vale decisamente la pena!
Ma concludiamo questo corposo articolo.
Iniziamo con il confronto con il vecchio titolo.
Beh è un prodotto decisamente migliore, anche se è stato un po’ addomesticato e reso meno “pesante”. Come ricorderete in AvP 1 non ci era data la possibilità di salvare durante la missione, cosa che aumentava in modo esponenziale la tensione (cosa poi “corretta” con una patch, anche se io preferivo la mancanza di salvataggi).
Nel primo episodio i luoghi poco illuminati e claustrofobici erano la normalità, in questo AvP2, invece, c’è un minor senso di oppressione. Personalmente trovavo il primo Facehugger molto più fastidioso di questo, ma questo è forse un bene.
Quindi AvP2 mantiene gran parte delle promesse, candidandosi come uno dei migliori giochi di questo fine anno e scommetto che sarà anche uno dei titoli più venduti durante le imminenti feste.
Come ogni buon prodotto ci sono delle lacune che si sarebbero potuto evitare, primo fra tutti l’eccessiva linearità dei livelli, ma gli aspetti positivi sono tali e tanti che anche queste cose possono passare in secondo piano.
Semplicemente eccezionale la diversa caratterizzazione delle tre specie che dona una longevità ed uno spessore unico.
Beh a questo punto non ci rimane che attendere l’imminente uscita e decidere da che parte stare!

Cos’è il terrore…

Quando sento che un gioco si inspira ad un film o ad un'altra produzione di grande successo, tremo.
Immaginate i miei pensieri quando nel 1998 seppi che la Rebellion stava realizzando un gioco chiamato Aliens Vs Predator (AvP). Hmm... sembrava il classico pastrocchio da vendere sotto Natale.
D’altronde la possibilità di sfruttare il successo di un nome o di un marchio è una tentazione troppo forte perché vuol dire grossi guadagni con minimo impegno (o nullo).
E invece…… AvP si rilevò uno dei migliori giochi dell’anno, uno dei migliori FPS di sempre, un gioco dall’incredibile atmosfera e completato da un’eccellente modalità Multiplayer.