Aliens vs Predator: Requiem - Recensione  2

Il tie-in targato Sierra ispirato all'omonimo film di Strause è nei negozi. Pronti ad impersonare un “predatore”?

Alien Vs Predator, il film di P. Anderson di qualche anno fa, diciamocela tutta, non è stato un granchè, aldilà del successo al botteghino. Fortunatamente, invece, il gioco omonimo ad esso dedicato su PC, ad opera dei Rebellion Studios, nel 1999 si rivelò un ottimo prodotto, quasi a voler ribadire lo strano concetto secondo il quale “un titolo ispirato ad un bel film solitamente non è mai all’altezza delle aspettative, ma un gioco ispirato ad un film brutto può invece essere bello”. A distanza di anni, così, in attesa di vedere se il sequel di quella pellicola sarà o no migliore del suo predecessore, ecco che i tipi di Sierra si portano avanti, pubblicando sotto la loro etichetta un gioco ad esso ispirato, realizzato guarda caso dai sopraccitati Rebellion (meglio mettere le mani avanti avranno pensato) ed in esclusiva per PSP. Alien vs. Predator: Requiem, questo il titolo, è infatti un action tie-in in terza persona basato sull’omonimo film hollywoodiano in uscita negli states questo Natale, dove il giocatore è chiamato a vestire i panni di un solitario Predator alle prese con centinaia di scatenati alieni e qualche umano in quel di Gunnison, Colorado. Il Predator possiede una ampia varietà di armi ed abilità per dare sfogo al meglio ai suoi atavici istinti di cacciatore: le sue proverbiali lame “da braccio”, lance, cannoncini da spalla e il disco “tagliente” da lanciare contro gli avversari sono solo alcune delle diavolerie in suo possesso. Col dispositivo di occultamento per affrontare certi ambienti in stealth mode, altre armi a puntamento automatico, scudi, visione termica anche in notturna con zoom incorporato (la visuale passa in prima persona) ed un discreto arsenale il Predator è insomma la solita terrificante macchina da guerra che abbiamo imparato a conoscere in tutti questi anni, sia al cinema che in giochi ad egli direttamente dedicati.


La caccia è aperta
AvP: Requiem è un titolo piuttosto lineare nel suo svolgimento, almeno nella modalità principale in single-player. A conti fatti lo schema di gioco è estremamente semplicistico: ogni livello (ce ne sono 15 in totale) è strutturato in sottolivelli, tutti ambientati in tre aree differenti, correlate da rispettive storyline (ma conducono tutti allo stesso finale), che riguardano zone underground, industriali e suburbane della città in cui avviene l’azione. Qui orde di nemici salteranno fuori da ogni angolo mentre il predatore sarà impegnato a farsi largo fino alla fine della zona esplorata, risolvendo tra l’altro dei semplici puzzle e raccogliendo oggetti (parti dell’astronave su cui si trovava lo stesso "cacciatore"). Tutto qui. E a nulla serve l'introduzione di un elemento come gli “honour points” che avrebbero, secondo le intenzioni dei programmatori dovuto regalare una maggiore profondità al titolo. Questi, che consistono in una serie di punti accumulabili in rapporto al numero di uccisioni e di combo effettuate durante gli scontri per sbloccare upgrade per armi e corazze protettive, infatti, è gestito direttamente dalla CPU, che conteggia il tutto in una sorta di classifica e sblocca in automatico gli item speciali, senza permettere quindi all'utente una certa scelta personale. C’è da dire però che almeno ogni location offre una sfida specifica per quell’area. Ad esempio , in quella delle fogne occorre trovare il generatore che controlla il flusso delle acque per attivarlo e aprire la strada verso l’uscita.

Multiplayer e non

AvP: Requiem offre il meglio di se proprio nelle fasi di battaglia. E’ qui che l’utente dimentica per un attimo i difetti del prodotto e inizia a divertirsi. Ci si può fiondare contro i nemici affettandoli a colpi di lame, colpirli a mani nude o sparargli raffiche contro, o ancora è possibile attirarli in trappola, in qualche angolo isolato, mimetizzandosi nell’ombra grazie all’opzione occultamento e quindi eliminarli alle spalle, etc. Molto interessanti poi i contrattacchi che possono essere eseguiti dal nostro Pg. Ad esempio è possibile afferrare per la coda “l’alien” di turno ribaltandolo poi a terra o scaraventandolo contro una parete. Fra le altre “mode” di gioco segnaliamo quella “skirmish”, in cui occorre completare entro un lasso di tempo predefinito di 5 minuti uno dei livelli (anch’essi cinque), uccidendo tutti i nemici che separano il Pg dalla fine, ottenendo pure in questo caso degli honor point. Anche il Multiplayer si conferma piuttosto semplice da giocare e corto. In questa modalità, disponibile solo per il wireless e per due giocatori, ognuno dei quali munito di copia del gioco, come in quella “schermaglia”, si devono eliminare orde di nemici senza però essere ripagati da un punteggio tipico da sfida 1Vs1 (di fatto non c’è nessun vincitore, ogni player non può vedere il risultato dell’altro!) o indirizzati all’azione da un obiettivo specifico. E tutto si riduce ad una continua sparatoria senza senso. Graficamente il titolo Rebellion non è malaccio. Certo su PSP si è visto molto di meglio e le ambientazioni quasi sempre scure del gioco aiutano magari a camuffare qualche dettaglio non perfetto, tuttavia il Predator è ricreato piuttosto bene, anche nelle animazioni, e i nemici, gli alieni xenomorfi di “gigeriana” memoria idem. Anche le locazioni, comunque ben differenziate visivamente e che fanno uso di una palette di colori “ad hoc” per il genere. La componente audio presenta un buon doppiaggio e soprattutto una serie di effetti sonori presi direttamente dal film, e pertanto molto vicini come qualità alla perfezione.

Commento

Alien Vs Predator: Requiem è un discreto titolo d’azione che, come molti prodotti simili basati su omonime pellicole cinematografiche, gioca molto di più sull’incipt del film piuttosto che sulla qualità effettiva del gameplay. Di fatto ci troviamo di fronte ad un gioco decisamente al di sotto delle aspettative e per certi versi difficile da giudicare: ha elementi interessanti ma anche tante cose che non vanno. Stavolta, insomma, nemmeno i Rebellion hanno compiuto il "miracolo", creando un qualcosa che non riesce ad issarsi sopra la sufficienza stentata. Consigliato quindi a chi è un fan della/e pellicola/e o a chi è alla ricerca di un titolo particolarmente semplice e veloce da giocare.

    Pro:
  • Predator ha sempre il suo fascino.
  • Fasi di combattimento frenetici e divertenti.
    Contro:
  • Poco longevo.
  • Abbastanza semplice da portare a termine.
  • Assenza di un prospettiva fissa.