American McGee's Alice  1

Eccoci qua, dopo la preview e le molte foto che vi abbiamo offerto finalmente siamo giunti alla recensione di American McGee's Alice.

Introduzione

Ho concepito Alice come una combinazione di molte idee di gioco, idee che mi sono proposto di usare per creare un mondo fantastico nel quale non valessero le usuali regole e leggi fisiche ed in cui ambientare le azioni di una novella Alice.” “Sono consapevole di aver avuto qualcosa di buono dalla storia di Alice," - ricorda McGee - ”e la prima cosa che ho fatto, è stata scrivere il testo e disegnare i documenti ed in seguito iniziare a lavorare sull’idea”.

Durante la produzione del gioco di Alice, vennero assunti alcuni artisti freelance i quali portarono il loro contributo al progetto. Alice iniziò lentamente a prendere un suo aspetto specifico, dovuto ad ogni singolo membro del team creativo.
McGee afferma in merito: “l’intero processo creativo per produrre il gioco è stato soddisfacente sia dal punto di vista personale che professionale. Ho cercato di creare un universo e quindi tutta una serie di personaggi, interazioni e punti di intreccio che volevo facessero parte del gioco di Alice. Entro questa struttura, ho lasciato ai disegnatori briglia sciolta, dicendo loro che potevano realmente far ciò che volevano su questo prodotto. Il risultato è una produzione frutto di una intensa collaborazione.

Una delle cose più sorprendenti circa l’evoluzione del gioco Alice è che mi sveglio quasi ogni mattina con una nuova idea” si entusiasma McGee. “Questa cosa è come magica – Non ho mai visto un’idea che si presti ad essere tramutata in un gioco per computer così completamente. Il mondo de “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, cade perfettamente entro il contesto di un intrigante ed invitante gioco per computer. Noi possiamo distorcere la realtà a piacere, possiamo creare fantastici ruoli che nessuno ha mai visto prima, e stare ancora dentro i confini dell’universo del Paese delle Meraviglie. Questa è stata un’esperienza sbalorditiva.

Ed è da questo entusiasmo e con questi obiettivi che nasce American McGee's Alice, e approda sui monitor dei nostri computer.
Vediamo ora che cosa ha effettivamente prodotto questo progetto ed analizziamo per bene il gioco.
Alice è sostanzialmente un gioco alla “Tomb Raider” che si appoggia al valido motore grafico di Quake III Arena sfruttandolo davvero appieno e proponendoci numerosi effetti di luce calcolati in tempo reale ed ambientazioni che sfruttano giochi di particelle e simili.
Come nel gioco della Eidos dovremo comandare il nostro personaggio tramite una gestione in terza persona per prodigarci a saltare su piattaforme, superare precipizi ed eliminare ogni nemico che ci si parerà di fronte, il tutto mentre saremo immersi in un mondo onirico in cui “tutto si muove”; infatti ,come vi avevamo già preannunciato durante la preview, il “Paese delle Meraviglie” è immerso in un dinamismo davvero unico ed è raro trovarsi di fronte ad un paesaggio in cui non si possa apprezzare lo sbocciare di un fiore od il muoversi di qualche complesso meccanismo.
L’ambientazione è quindi uno dei punti forti di questo titolo, ed è uno dei motivi che spinge il giocatore a proseguire nell’avventura proposta al fine di scoprire quale incredibile schema verrà proposto, e devo ammettere che in rare occasioni si rimane delusi da ciò che ci attende.

Il “Paese delle Meraviglie” che ci è proposto dal gioco è però “leggermente” diverso da quello a cui ci ha abituato la mamma con le sue fiabe notturne o la Disney con i suoi cartoni animati...
La nostra Alice, traumatizzata dopo l’incendio della casa e la perdita della famiglia, ha un po’ rielaborato la sua concezione del “mondo oltre lo specchio” rendendolo un luogo dark-punk in cui lo Stregatto ha tatuaggi ed orecchino ed il Bianconiglio due occhi da invasato, ed è in questo luogo stravolto e tetro che dovremo guidare la nostra protagonista al fine di premetterle di riacquistare la serenità perduta...
Durante il gioco raccoglieremo informazioni preziose (che ovviamente evito di raccontarvi! ^_^ ) sul perché il “Paese delle Meraviglie” è cambiato e sullo stato d’animo ed i problemi psicologici che affliggono la povera Alice, ed avremo come scopo ultimo la salvezza sia di questo mondo sia della nostra psiche.

Al fine di superare gli ostacoli che pervadono i vari livelli del gioco potremo fare affidamento su un’Alice agguerrita e con un armamento che potremmo definire una via di mezzo fra il kit dell’ispettore Gadget e l’inventario di Jack lo squartatore. La nostra “povera” fanciulla inizierà infatti l’avventura armata con un letale coltellaccio che userà meticolosamente per decapitare e segare in due i suoi nemici, e vedrà aumentare la sua capacità offensiva utilizzando armi sempre più devastanti fra le quali un mazzo di carte taglienti, un bastone elettrificato ed un “pupazzo a molla” che avrà la funzione di bomba e lancia fiamme.

Ogni arma avrà due modalità di fuoco (solitamente per colpo ravvicinato / a distanza) ed alcune nasconderanno delle vere e proprie sorprese, come ad esempio i dadi che, ogni volta che vengono lanciati, permettono l’evocazione di un piccolo demone da un’altra dimensione, creatura che cambierà in base al numero ottenuto sulle facce dei dadi... facce che se risulteranno uguali a 666 evocheranno sul “Paese delle Meraviglie” un mostro spaventoso che raderà al suolo tutto, Alice compresa (io dopo ore di tentativi il demone non l’ho visto...spero che voi siate più fortunati! ^_^ )
Ad aiutare Alice nel suo viaggio vi saranno anche dei power-up che trasformeranno la nostra protagonista in un aberrazione rendendola simile ad un demone o ad un mostruoso insetto e conferendole, temporaneamente, forza velocità od abilità strepitose.
L’evoluzione del gioco è impostata attraverso una sapiente trama che ci presenterà man mano tutti i personaggi classici del libro nei loro nuovi aspetti e con le loro rinnovate personalità e che ci riserverà non poche sorprese su ciò che sta accadendo.

A farci da guida durante il nostro viaggio sarà lo Stregatto che non perderà occasione per darci qualche consiglio, e che potremo richiamare al nostro fianco tramite una semplice pressione di un tasto.

Ma in Alice è tutto oro ciò che luccica?

Ci piacerebbe rispondere di si, ma anche in questo buon prodotto fanno capolino un paio di “problemi” che ora andremo ad elencare e spiegare.
Primo, ma non per importanza, è dato dalla difficoltà del gioco: per carità sempre meglio un gioco difficile che uno troppo semplice che si riesce a terminare in poche ore, ma in Alice la difficoltà non sta tanto nei puzzle da risolvere (comunque pochi) o nei nemici da battere, ma nel fatto che basta un minimo errore mentre si cammina sullo scenario per vedersi morti. E’ abbastanza frustrante infatti, in alcuni tratti del gioco, ripetere continuamente la stessa scena perché si è saltati un po’ troppo a destra del burrone o un po’ troppo sotto la cascata…
E’ da rilevare però che con un sapiente utilizzo del tasto di fast save e fast load questi problemi si superano brillantemente, ma sarebbe stato auspicabile un utilizzo meno intenso di salvataggi e caricamenti a fronte di una difficoltà meglio calibrata di alcune situazioni.
Altro piccolo punto a demerito di Alice sta in alcuni errori di programmazione che ci vedono, anche se in maniera davvero rara, intrappolati nell’ambiente che ci circonda senza aver possibilità di “disincrastrarsi” obbligandoci a ricaricare l’ultima posizione salvata.

Musicalmente parlando Alice è davvero piacevole anche solo da ascoltare. Numerose sono le musiche presenti che sottolineano abilmente le situazioni in cui ci troviamo. Ricordiamo che la colonna sonora di Alice è stata realizzata da Chris Vrenna (ex membro dei Nine Inch Nails) e che nel secondo CD del gioco saranno presenti delle tracce audio ascoltabili (nei CD che ho visionato non erano presenti ma mi hanno giurato che ci saranno). Sono ben gestiti i canali audio ed anche con la semplice stereofonia la posizione di provenienza dei suoni e ben riprodotta.

Alice deve morire

Spendiamo ora due parole sui nemici di Alice; in fase di preview si era detto che la loro IA si limitava ad un “trova-il-nemico-e-scarica- l’arsenale” ma dopo aver passato un bel po’ di ore di gioco possiamo dare una valutazione leggermente migliore al loro comportamento.
Lo spirito di iniziativa dei nostri antagonisti ed il loro tatticismo rimane sempre a livelli bassi ma avanzando nel gioco notiamo alcune migliorie: quando sono feriti alcuni “mostri” tentano di fuggire o di raggrupparsi e certi “mostroni di fine livello” sono davvero ostici e solo con una tattica ben precisa si riesce ad averne la meglio.

Per quanto concerne i puzzle presenti nel gioco notiamo che sono davvero pochi e di rapida e facile soluzione, e nulle sono le possibilità di “scelta” che vengono date durante l’avventura; non avremo infatti “diritto di parola” su ciò che accade ma saremo chiamati solo a proseguire nella trama che ci viene proposta senza poterne cambiare in alcun modo l’andamento.
L’inserimento di almeno una sorta di bivi sarebbe stato auspicabile ed avrebbe sicuramente reso più longevo il gioco.

In conclusione possiamo valutare in maniera positiva questo titolo indicando come suoi punti di forza la realizzazione grafica ed il sonoro ed indicando anche nella longevità un suo pregio: il gioco infatti richiede (se giocato a livello di difficoltà medio) un bel po’ di ore per essere concluso, anche se, come tutti i giochi del genere, una volta terminato non si ha l’impulso di rigiocarlo da capo, almeno non subito.
Come punto a demerito possiamo indicare quello dato dalla mancanza di una modalità di gioco in multiplayer, cosa che avrebbe sicuramente dato un valore aggiunto al prodotto e i difetti grafici di cui sopra.

Alice deve morire

In conclusione possiamo valutare in maniera positiva questo titolo indicando come suoi punti di forza la realizzazione grafica ed il sonoro ed indicando anche nella longevità un suo pregio: il gioco infatti richiede (se giocato a livello di difficoltà medio) un bel po’ di ore per essere concluso, anche se, come tutti i giochi del genere, una volta terminato non si ha l’impulso di rigiocarlo da capo, almeno non subito.
Come punto a demerito possiamo indicare quello dato dalla mancanza di una modalità di gioco in multiplayer, cosa che avrebbe sicuramente dato un valore aggiunto al prodotto e i difetti grafici di cui sopra.

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Introduzione

Eccoci qua, dopo la preview e le molte foto che vi abbiamo offerto finalmente siamo giunti alla recensione di American McGee's Alice.
Prima di iniziare a parlare del gioco vi voglio riportare degli estratti di alcune interviste fatte al Sig. McGee al fine di farvi capire in quale atmosfera e con quali obiettivi è stato affrontato lo sviluppo di questo prodotto, iniziamo quindi con un po’ di informazioni:

Quando dalla Divisione Maxis della EA (situata a Walnut Creek, California) il Sig. McGee è passato al quartiere generale della Compagnia in Redwood City ha portato con sé i semi di un’idea in merito allo sviluppo di nuovi giochi per il computer, a suo dire, innovativi unici ed affascinanti, proprio come il bizzarro, eccentrico e colorato mondo creato dall’autore Lewis Caroll nei suoi libri ”Alice nel Paese delle Meraviglie” ed “Attraverso lo Specchio”. 
L’idea per il gioco, nata durante il periodo di cambio d’azienda, venne perfezionata durante un viaggio sulla costa californiana tra San Francisco e Los Angeles sull’autostrada 1. Come spiega McGee “fu un insieme di idee di gioco differenti che confluivano perfettamente dentro la storia e l’universo del Paese delle Meraviglie”.
“Mi sono sempre piaciute le fictions per i bambini, in particolare i loro aspetti più oscuri”, osserva McGee, “il genere di cose che trovi nelle favole dei F.lli Grimm e di Hans Christian Anderson, ma non le versioni risanate delle storie popolari di oggi, ma nelle storie come vennero scritte originariamente
”.