Anacapri: The Dream - Recensione  2

E' Estate, il termometro al mercurio rischia di andare fuori scala e scoppiare e la mente va a spiagge, sole e mare. Cosa c'è di meglio di un'avventura sulla splendida isola di Capri in attesa di goderci la nostra settimana di ferie?

Indiana Jones a Capri

In Anacapri: The Dream, impersoniamo Nico N, un celebre studioso dell’antichità chiamato ad Anacapri dalle autorità locali per indagare su un oggetto misterioso, il Disco di Ossidiana, di cui diverse leggende parlano ma che nessuno è mai riuscito a trovare. Gli archeologi locali brancolano nel buio, mentre anche la criminalità sta incentrando i propri sforzi sulla ricerca del Disco, che secondo le credenze donerebbe un potere forte tanto quanto la sfortuna che recherebbe al suo possessore: è così che le autorità intendono quindi trovare l’oggetto prima di altri malintenzionati. Senza andare oltre per non rovinare l’esperienza di gioco, possiamo dire che la produzione S&G Software gode di una trama coinvolgente, che terrà il giocatore incollato al monitor per un quantitativo di ore molto apprezzabile in termini di longevità, arrivando tra realtà e sogno alla possibilità di vivere 2 finali diversi.
Parte così la nostra avventura in quel di Anacapri, dove ci ritroveremo a muoverci per vicoli e piazzette realmente esistenti, secondo i canoni classici dell’avventura grafica in prima persona, cliccando cioè nelle aree sensibili dello schermo che permetteranno così di prendere una determinata direzione o interagire con un oggetto presente a video. A nostra disposizione anche un inventario, di stampo anch’esso nettamente classico, in cui potremo esaminare, utilizzare e combinare gli oggetti a nostra disposizione. Gli enigmi di Anacapri – The Dream si attestano su livelli medi, anche se per quanto riguarda alcuni di essi è necessario un piccolo sforzo in più, ma se proprio non dovessimo venirne a capo è disponibile una soluzione dedicata proprio ai rompicapo giudicati più ostici dagli sviluppatori. Tra gli enigmi più carini troviamo quello del bancomat (dovremo trovare il codice di una carta in nostro possesso per ottenere la moneta locale, il Caprino) e la divertente partita a scopa, anch’essa tipicamente estiva.

Capresi si nasce

La particolarità di questo gioco sta, come detto più volte, nel “comparto grafico”, composto essenzialmente da fotografie scattate sui luoghi in cui l’avventura si svolge, con una cura dei particolari quasi maniacale: se ad esempio ci troviamo a dover attraversare a piedi un vicolo dove magari non c’è comunque nulla di rilevante ai fini del prosieguo del gioco, avremo comunque la possibilità di passeggiare come se fossimo realmente sul luogo, attraversando cioè l’intera stradina quasi come se lo stessimo facendo passo dopo passo. Non a caso, oltre all’avventura in sé stessa è disponibile anche una modalità passeggiata, grazie alla quale apprezzare le meraviglie di Capri senza avere i vincoli dello svolgimento del gioco: proprio per questo motivo il consiglio è comunque quello di approfittare di questa possibilità dopo aver finito il gioco, in quanto - come anche gli sviluppatori avvertono – è possibile incappare in anticipazioni che inevitabilmente finiscono per rovinare il gusto di scoprire tutta la trama. Anche i personaggi del gioco altro non sono che persone realmente esistenti, fotografate, i cui movimenti vanno ad assomigliare ad una sorta di fotoromanzo. Come piccola evoluzione rispetto ad Un Tranquillo Weekend a Capri, troviamo alcune animazioni, ad esempio quelle introdotte per acqua e fuoco, poste in maniera abbastanza credibile sulle foto di sfondo. Per quanto riguarda l’audio, è presente una colonna sonora abbastanza idonea a mantenere l’alone di mistero che ci circonda nell’avventura, mentre il doppiaggio va a fasi alterne: talvolta l’impressione è infatti quella che venga un po’ troppo marcato l’accento napoletano-caprese in alcune figure, anche se c’è da dire che potrebbe essere stato comunque fatto apposta per irridere un po’ il classico tono aristocratico di qualche persona esistente nella realtà.

Commento

Una produzione come Anacapri – The Dream non può ovviamente competere con titoli da scena mondiale, basati su enormi investimenti. Si tratta chiaramente di una produzione indipendente, posta al limite superiore dell’amatoriale, ma che proprio nella sua semplicità trova la propria bellezza: senza nessun tipo di fronzolo il giocatore è direttamente proiettato nel mistero che circonda Capri ed il Disco di Ossidiana, preso sia dalla trama, sia dalle splendide vedute che il gioco stesso mette a disposizione durante il nostro girovagare per tentare di risolvere il mistero. Se ancora siete in città a patire la calura, quest’avventura grafica estiva è ciò che fa per voi, a metà tra il gioco ed il turismo, dato che vi metterà in condizione di apprezzare gli splendidi luoghi che da anni fanno dell’isola di Capri una meta ambita dai viaggiatori di tutto il mondo.

Pro

  • Trama coinvolgente
  • Produzione indipendente che sa farsi valere
Contro
  • Gli affezionati a certi standard tecnici potrebbero risentirne
  • Alcune imperfezioni nel sonoro

Requisiti hardware


Requisiti minimi:

  • Sistema operativo: Microsoft Windows® 98SE
  • Monitor 1024x768
  • 256 Mb di RAM
  • 7 GB di spazio libero sul disco rigido
Configurazione di Prova:
  • AMD Athlon X2 3800+
  • 2 GB di RAM
  • Scheda video nVidia GeForce 7900 GT

Sentire di un titolo nato e sviluppato in Italia fa sempre piacere; se si tratta di un’avventura grafica ovviamente la gioia raddoppia. Dopo Un Tranquillo Weekend a Capri, S&G Software (il cui nome viene dalle iniziali di Silvio e Gey Savarese, due docenti universitari con la passione per i videogiochi) torna a far parlare di sé con Anacapri: The Dream, ambientato stavolta nell’altra metà dell’isola azzurra. Prodotto da Adventure’s Planet, il gioco si presenta come un’avventura grafica in prima persona in stile Myst, caratterizzata però dalla presenza di foto realmente scattate ad Anacapri a fare da comparto grafico: niente 2D o 3D quindi, solo e semplicemente fotografie di luoghi realmente esistenti, ovviamente un minimo ritoccati per permettere alla fantasiosa trama del gioco di svilupparsi.