Anno 1701 - Recensione  0

La lancetta dell'orologio si sposta avanti di 99 anni... ed il risultato è sicuramente migliore.

Si analizza in questa sede un gestionale dal chiaro gusto mitteleuropeo, tant’è che il gioco che più gli si avvicina è The Settlers di Blue Byte: ad un’approfondita gestione economica dell’impero si aggiungono delle deboli caratteristiche strategiche. Le aspettative erano elevate dal momento in cui il precedente Anno 1503 aveva deluso molti appassionati della serie.

Ambientato nei lussureggianti arcipelaghi caraibici del diciottesimo secolo, Anno 1701 non prevede una campagna vera e propria – ci sono invece una decina di scenari, ciascuno dei quali con una storia diversa da completare – ma lascia al giocatore la libertà di decidere le eventuali condizioni di vittoria (raggiungere nel minor tempo possibile la maggior quantità di oro o di popolazione, annichilire tutti gli avversari e via discorrendo).

Scriviamo "eventuali" poiché, à la Civilization, è possibile disputare delle partite il cui unico scopo è quello di far progredire all’inverosimile la propria colonia. In ogni caso le risorse base sono standard: si parte con un porticciolo, un mercato ed un centro città accanto a cui costruire gli edifici atti a soddisfare i bisogni primari della popolazione – legna e cibo. Rapidamente gli insediatori inizieranno a chiedere beni più complessi, come i vestiti, per i quali non sarà sufficiente costruire l’apposita bottega ma anche gli allevamenti di pecore.

Rispetto alle edizioni passate la raccolta delle risorse è stata semplificata, anche se è sempre opportuno tenere sotto controllo i vari stabilimenti provvedendo al funzionamento a pieno regime e chiudendo temporaneamente le produzioni in eccesso. In queste scelte si viene aiutati dall’ottimo ma breve tutorial e dalle segnalazioni su schermo che compaiono sulle costruzioni che non funzionano al meglio.

Gli aggiornamenti avvengono in maniera del tutto automatica: quando il grado di benessere raggiunto dalla colonia sarà sufficiente, i grezzi pionieri si trasformeranno in coloni ed amplieranno ulteriormente il proprio paniere di esigenze. Al giocatore viene affidato il compito di soddisfare i desideri della popolazione ottimizzando i limitati spazi insulari. Presto o tardi comunque le risorse presenti non saranno più sufficienti alla richiesta della popolazione e si sarà costretti a guardarsi intorno per cercare altre zone in cui produrre beni altrimenti inaccessibili.

Entra qui in gioco un fondamentale e critico aspetto di Anno 1701, rappresentato dalle rotte commerciali. Scriviamo questo non tanto per la gestione dei porti d’imbarco e di scarico verso i quali muovere le navi, operazione resa semplice dall’intuitiva interfaccia messa a punto dai programmatori, quanto piuttosto per il modo in cui vengono risolte le partite. Il generatore casuale di mappe infatti impedisce che possano esistere delle isole in cui produrre tutto il necessario per arrivare all’ultimo stadio di aggiornamenti, per cui sarà necessario colonizzarne di nuove. A prescindere dal tipo di obiettivo prefissato inizialmente, gli spazi a disposizione risulteranno alla lunga insufficienti e il modo più immediato per avere la meglio sugli avversari risulterà essere inevitabilmente quello bellico. Certo, ci sono a disposizione dei menù diplomatici che purtroppo lasciano il tempo che trovano: pare infatti che Related Designs abbia deciso di incoraggiare soprattutto le battaglie per mare e su terra. La scelta, a dirla tutta piuttosto infelice (i ritmi di gioco sono lenti e incentrati sugli aspetti economici), rivela la propria inadeguatezza all’atto pratico: gli scontri navali sono semplicistici e l’assalto agli accampamenti nemici si risolve con la solita accozzaglia di uomini contro gli edifici chiave.

A giocare contro questo aspetto contribuisce la scarsa varietà di truppe avversarie e l’intelligenza artificiale degli avversari, non proprio esaltante. L’apparato multiplayer, che consente sino a quattro giocatori di sfidarsi in LAN o su Internet, dovrebbe colmare questa lacuna; tuttavia, se da una parte non riteniamo Anno 1701 particolarmente adatto a quelle che solitamente sono veloci sfide in rete locale, dall’altra bisogna constatare che il numero di giocatori sui server ufficiali non è molto alto e, anzi, in più di un’occasione abbiamo dovuto desistere dal desiderio di confrontarci con altri giocatori proprio a causa della mancanza di rivali.

Parlando di realizzazione tecnica bisogna dire che il gioco di Sunflowers sa farsi riconoscere grazie alle splendide animazioni delle unità e ai paesaggi coloratissimi e ricchi di dettagli. Non mancano all’appello gli effetti grafici di ultima generazione, tra cui risalta ovviamente la realizzazione dell’acqua, ma ci sono anche altri momenti di spettacolarità come l’eruzione dei vulcani o la devastazione provocata dai terremoti (alcune delle calamità naturali che è possibile attivare per rendere più movimentate le partite).

Grafica e sonoro (anch’esso ottimamente realizzato, con un plauso in particolare al doppiaggio dei personaggi) non sono fini a sé stessi ma aiutano il giocatore a focalizzare l’andamento della colonia: ad esempio la statua sulla piazza del centro città sarà più o meno splendente a seconda della soddisfazione degli abitanti; l’eventuale malcontento per la carenza di tabacco in una determinata zona dell’isola si farà sentire sotto forma di piagnistei e via discorrendo.

Purtroppo le richieste hardware non sono delle più modeste e per godersi il tutto a risoluzioni elevate (molto utili in questo gioco) è richiesto un computer decisamente all’avanguardia. Tra l’altro durante i nostri test si è verificato qualche piccolo problema di stabilità che speriamo possa essere risolto da una futura patch. L’assenza di un editor di scenari, sul cui futuro rilascio i programmatori si sono detti possibilisti, non è una pecca troppo evidente proprio grazie al già menzionato generatore casuale di missioni.

Anno goes mobile

Che Anno 1701 sia dotato di un certo stile non è cosa difficile da dimostrare, a partire dalla bella confezione in cartoncino ben più curata della anonime bustine DVD. Sunflowes ha inoltre dato la possibilità agli sfegatati di essere informati in ogni momento grazie addirittura ad un sito wap. La saga dei gestionali è già sbarcata su telefoni cellulari sia con la versione 1602 che con l’attuale, mentre è prevista nelle prossime settimane la release per Nintendo DS che come prevedibile sfrutterà il touch-screen.

Conclusioni

Con diverse frecce al suo arco, Anno 1701 risulta essere il degno erede di una saga che col secondo episodio aveva perso un po’ di smalto. Il passaggio alla grafica tridimensionale è senz’altro promosso con ottimi voti, anche se i requisiti potevano venire forse limati. La complessa ma non complicata gestione economica delle risorse è un altro degli aspetti più riusciti di un titolo che perde parte del suo fascino catalizzando gli sforzi del giocatore sugli scontri armati - uno degli aspetti meno curati. C’è da sperare che futuri aggiornamenti possano ovviare a questo inconveniente; per il momento il gioco di Related Designs rimane uno dei pochi esponenti di un genere in via d’estinzione, meritandosi dunque la raccomandazione per tutti gli appassionati del genere.

Pro

  • Curato nei minimi dettagli
  • Coinvolgente simulazione economica
  • Longevità
Contro
  • Alcuni crash di sistema
  • Scarsa cura del multiplayer
  • Sezione di combattimento troppo poco curata

Per il terzo episodio della famosa serie Anno (A.D. negli Stati Uniti), lo sviluppatore/distributore tedesco Sunflowers si è affidato a Related Designs, nota sin qui per titoli di un certo spessore come No Men’s Land e Castle Strike.