Another Code: Two Memories  1

Il Nintendo DS ripercorre il viale dei ricordi portando con sè una avventura punta e clicca come non se ne vedevano da anni

Due memorie is megl che uan

Il gioco realizzato da Cing fa sicuramente parte di quella categoria di titoli “per molti ma non per tutti”: si tratta infatti, come già detto, di una avventura punta e clicca per moltissimi aspetti simile a quelle che imperversavano su Pc qualche anno fa, soprattutto grazie a una Lucasarts in grande spolvero e incontrastata regina del genere. Questo sta a significare che Another Code non è un prodotto consigliabile a chi è alla ricerca di azione o di un’esperienza immediata e fracassona: al contrario, la produzione Nintendo è l’esatto opposto, richiedendo al giocatore di risolvere puzzle, leggere montagne di testo e vagare tra ambientazioni varie alla ricerca di oggetti o suggerimenti. L’aspetto “punta e clicca” è su DS affidato all’utilizzo del pennino, che ovviamente si adatta alla perfezione a questo genere di scopo. La storia che fa da sfondo alle vicende mette nei panni di Ashley, una tredicenne molto matura rispetto alla sua età, cresciuta fin dall’età di 3 anni grazie alle cure della sorella del padre dopo che un tragico evento aveva distrutto la sua famiglia. La madre era stata infatti uccisa nella sua abitazione proprio davanti agli occhi della bimba e il padre, per il dolore e per sfuggire dalle accuse di omicidio, si era rifugiato in una enorme e deserta villa all’interno di un’altrettanto deserta e tetra isola. Il gioco ha inizio proprio con Ashley e sua zia Jessica a bordo di una piccola barca, con rotta verso l’isola di cui sopra alla ricerca del padre, rifattosi vivo con l’invio alla figlia di un pacco contenente un misterioso dispositivo, il DAS, acronimo di Dual Another System. Delle premesse intriganti, seppur non particolarmente originali, che rappresentano solo l’incipit di una storia destinata a dipanarsi passo dopo passo, e non solo per quanto riguarda la famiglia di Ashley... sì perchè dopo pochi istanti di gioco la protagonista è destinata infatti a fare la conoscenza di D, il fantasma di un bambino morto circa 50 anni prima e del tutto privo della memoria sui fatti che ne hanno decretato la prematura scomparsa.

Cliccando col pennino

La struttura di gioco di Another Code: Two Memories è quindi piuttosto classica, anche se non mancano affatto aspetti interessanti legati soprattutto alle caratteristiche della console Nintendo. L’utilizzo dei due schermi anzitutto, dove l’inferiore permette di vedere a volo d’uccello l’ambientazione e i protagonisti e muoverli nella direzione in cui viene poggiato il pennino, mentre quello superiore lascia spazio a schermate statiche che in sintesi riproducono ciò che Ashley vede in prima persona. Nel caso in cui una zona o un settore presenti degli aspetti interagibili, la pressione di un’icona sposta l’immagine nella porzione inferiore, permettendo così di cliccare sugli oggetti presenti per recuperare informazioni o oggetti. Discorso simile per i dialoghi coi personaggi non giocanti. Malgrado Another Code appartenga ad un genere di nicchia e sicuramente non sulla cresta dell’onda, la fatica di Cing non è certamente un gioco destinato a mettere alle strette gli appassionati di vecchia data del genere. Detto in altre parole, la produzione Nintendo è un titolo piuttosto facile, estremamente lineare e praticamente incapace di mettere seriamente in difficoltà qualsiasi giocatore con un minimo di esperienza nel “settore”. Discorso questo valido lungo tutta l’avventura, ad eccezione di 2 o 3 puzzle piuttosto impegnativi soprattutto per la necessità di risolverli tramite strategie per così dire “non convenzionali”, ovvero legate direttamente agli aspetti peculiari del Nintendo DS. Nonostante quindi Another Code non sia certo un punta e clicca destinato a rimanere nella storia del genere o capace di insediarne i mostri sacri, ha senza dubbio il merito di coinvolgere dall’inizio alla fine, grazie al discreto ritmo e alla storia interessante. Benchè il gioco in questione rappresenti quindi un ottimo inizio nonchè un tipo di prodotto quasi unico su console portatili, non manca purtroppo di difetti capaci di comprometterne la valutazione complessiva. Sicuramente il più grave va ricercato nella estrema brevità dell’avventura, risolvibile senza troppi patemi in 6 o 7 ore. Cifra destinata a crollare ulteriormente escludendo il tempo passato nei dialoghi, spesso estenuanti e fin troppo articolati, e nella lettura di appunti e note in parecchi casi poco incisivi all’interno della narrazione. Direttamente collegata alla ridotta longevità va segnalata anche la limitata varietà delle ambientazioni: dopo un breve preambolo all’esterno della villa, tutta la storia si svolge infatti al suo interno, mortificando le fasi esplorative tra corridoi tutti uguali e stanze più o meno grandi da esplorare. Positivo invece il discorso riguardo all’aspetto tecnico, forte di uno stile grafico manga particolarmente riuscito affiancato da un ottimo livello di dettaglio delle locazioni da esplorare. Non sufficiente invece il sonoro, costituito da effetti ridotti all’osso e brani ben presto ripetitivi.

Second Opinion

Quando si viene chiamati a tirare le somme su di un titolo del genere bisogna sempre soppesare diversi parametri di giudizio, ma una delle certezze imprescindibili di questo Another Code è l'originalità. Sfruttando le meccaniche dell'avventura punta-e-clicca gli sviluppatori hanno creato nuove basi di un genere vecchio quasi quanto i videogiochi stessi; si scattano foto, si sovrappongono indizi, si studiano i documenti sparsi per le ambientazioni per trovare nuove vie e il tutto completamente tramite l'utilizzo del pennino. Una tragica storia alle spalle, due plot narrativi, due memorie da recuperare, animazioni che strizzano l'occhio alle produzioni di anime e manga giapponesi, ambientazioni a lume di candela che nascondono più di quello che danno a vedere...questo è Another Code. Un gioco touch-screen a 360°, una delle più interessanti novità degli ultimi tempi, un prodotto coraggioso e impegnativo affetto purtroppo da una delle malattie più diffuse del portatile nintendo: la scarsa longevità, ma ci si passa sopra, ci si passa sopra...
VOTO: 8

Alessandro Locatelli

Commento

Another Code: Two Memories rappresenta una gradita aggiunta all’interno dell’offerta dei giochi disponibili per Nintendo DS, offrendo una avventura punta e clicca in grado di mettere un po’ di nostalgia agli amanti del genere e divertire chi non ha mai avuto a che fare con Guybrush Treepwood e compagnia. Un titolo dotato di un buon comparto tecnico, supportato da una storia intrigante e da una meccanica di gioco valida, ma che non riesce a raggiungere l’eccellenza a causa di una longevità davvero ridotta e una eccessiva mole di testo a fronte di puzzle spesso troppo facili da risolvere. Un ottimo punto di partenza quindi, una conferma che le avventure punta e clicca non sono morte e l’ennesima prova delle capacità del Nintendo DS. Ma non aspettatevi un capolavoro.

    Pro:
  • Storia intrigante
  • Ottimo uso delle caratteristiche del DS
  • Buon comparto grafico
    Contro:
  • Davvero troppo breve
  • Enigmi piuttosto facili
  • Troppo testo rispetto al gioco vero e proprio

Accolto trionfalmente in patria e atteso in lingua comprensibile da noi occidentali, è finalmente giunto sul mercato europeo (per una volta addirittura prima di quello americano) Another Code: Two Memories, intrigante avventura capace di sfruttare appieno tutte le caratteristiche peculiari del Nintendo DS. Con un inizio di estate inaspettatamente florido per il parco giochi della console a due schermi, varrà davvero la pena fare un passo indietro nel tempo per tornare ai punta e clicca? La risposta nelle prossime righe...