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Introduzione

Com’è intuibile dal titolo, stiamo per dare un’occhiata al seguito di quel primo Gothic, per tanto vorrei subito mettervi in guardia su un aspetto molto importante: il codice del gioco in nostro possesso è classificato come pre alpha (quindi tutt’altro che definitivo) e la versione che il publisher ci ha gentilmente messo a disposizione è in lingua tedesca, ragion per cui non siamo riusciti ad analizzare diversi aspetti del gioco, in particolare i dialoghi con i diversi personaggi presenti nelle nostre avventure.
Comunque sia non disperatevi, di aspetti da trattare ce ne sono a sufficienza, cominciamo con la trama.

Let’s start!!!

Chi di voi ha terminato il primo Gothic, sa bene che la trama, seppur autoconclusiva, lasciava al giocatore più di un dubbio sulla continuazione delle vicende narrate o per lo meno una forte curiosità riguardo al possibile proseguo della storia.
Ebbene, questo secondo capitolo della serie segue esattamente il “filo” tracciato dal predecessore; proprio come volevano i fans, questo gioco si propone come una continuazione delle vicende; per dirla in parole povere si ricomincia esattamente da dove si era rimasti, ed infatti (senza svelare nulla a chi non avesse ancora giocato Gothic) ci ritroveremo sepolti sotto delle macerie e a salvarci ci sarà proprio il negromante Xardas.
Fortunatamente tutte le statistiche sono state azzerate (il vecchio personaggio non si può importare), quindi non pensate nemmeno lontanamente a gettarvi in mezzo a orde di mostri feroci come invece succedeva alla fine del primo capitolo (del quale la difficoltà forse un po’ troppo bassa era l’unico difetto), si ritorna alla buon vecchia “normalità” per cui fate attenzione a non fare innervosire i roditori che troverete in caverne o anfratti, anche il più piccolo avversario può rappresentare una sfida non da poco.
Con questo non voglio dire che il gioco presenti un livello di difficoltà troppo elevata, tutto sommato è normale, il fattore discriminante spesso però è proprio l’abilità del giocatore nell’affrontare i movimenti del personaggio e le sue azioni, e il combattimento.
Negarlo sarebbe dire una falsità, il sistema di controllo di Gothic inizialmente è quanto di più scomodo si possa immaginare, personalmente non ho trovato nessuno che lo abbia provato e che non se ne sia lamentato; tutto questo dopo il primo impatto, perché dopo un po’ d’abitudine ci si accorge presto che il sistema adottato è molto funzionale, alla fine anche comodo.
Per muoversi si utilizza la tastiera mentre per ruotare lo sguardo (e quindi anche il senso di marcia) è necessario utilizzare il mouse. Per utilizzare un oggetto, o comunque per qualsiasi azione che non sia il muoversi, è sufficiente premere il tasto azione e il corrispondente tasto di movimento.
Per esempio, per aprire un baule si dovrà usare “azione + avanti”, mentre per chiuderlo “azione + indietro”, come vedete non è nulla di cui avere paura.
I combattimenti si svolgono in modo molto più semplice, dopo essere entrati nell’apposita modalità (scegliendo tra armi bianche, da lancio o magia), sarà sufficiente puntare un avversario e premere il tasto sinistro del mouse; inizialmente sarà possibile lanciare solo semplici attacchi, ma con l’addestramento e le giuste sequenze di click vedrete il vostro alter ego digitale sferrare attacchi multipli e sequenze di colpi cinematografiche.

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La nostra versione

Ora entriamo nei particolari di questa versione dimostrativa, la quale contiene le prime sezioni del gioco definitivo.
Dopo il lungo (e ahimè incomprensibile) dialogo con Xardas, è possibile visitare un piccolo dungeon dove trovare dei semplici goblin e un paio di insettoni tutt’altro che pericolosi. Fin qui tutto ok, anche perché il livello degli avversari è piuttosto scarso, superata però questa sezione ci si trova in un grande bosco in cui lupi e grosse api la fanno da padroni e proprio a questo punto ci si accorge di quanto possano essere utili le pergamene trovate all’inizio del gioco in un piccolo baule.
In generale c’è da dire che gli unici avversari presenti nel gioco sono proprio queste tre razze di mostri, in quanto i pochi npc umani incontrati lungo l’esplorazione dell’area non si dimostrano ostili, sempre a patto che si risponda loro in modo educato.

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La nostra versione

Esplorando ci si imbatte in una piccola radura dove è presente una piccola comunità di pastori e agricoltori, qui si trovano greggi, campi coltivati e anche un bel mulino a vento, simbolo del rinnovato impegno tecnico del team di sviluppo; infatti nel primo Gothic non erano presenti strutture di grosse dimensioni aventi parti mobili.
Sicuramente la parte più interessante del gioco in nostro possesso è risultata la cittadina portuale fortificata. La struttura ricalca in modo ottimale quella dei borghi medioevali realmente esistiti, strade strette che serpeggiano fra le abitazioni, saliscendi continui che suddividono le varie zone della città, mura esterne con un paio di accessi controllati da guardie armate e mura interne con un unico accesso riservato probabilmente ai nobili o ai membri dell’esercito locale.
L’area in cui si snoda il tutto è decisamente vasta, molto più di quanto ci si possa attendere dopo aver visto i campi del primo Gothic. Ci sono negozi di vario tipo, bancarelle all’aperto per acquistare cibo, taverne e ovviamente le abitazioni dei cittadini, tutte arredate perfettamente e nei minimi particolari.
Visivamente devo ammettere che il colpo d’occhio è davvero notevole, se l’old camp del predecessore tentava di imitare un tipico borgo medioevale costruito attorno a un castello (obbiettivo per altro raggiunto vista la qualità sia grafica che architettonica del campo), questo villaggio ha ancor più centrato l’obbiettivo di riprodurre fedelmente la struttura di una cittadina marittima medioevale di grosse dimensioni.

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Prima la tecnica…

Come però ho già avuto modo di dire, lo sviluppo del gioco non è terminato, ed infatti si notano delle mancanze rispetto a quanto visto nel predecessore. A parte pochi esempi (tra cui il fabbro e il suo assistente e un paio di uomini che riparano le proprie abitazioni), i cittadini non sono altro che delle belle statuine, belle davvero dato che i modelli e le texture che li ricoprono sono sicuramente di ottima fattura, però fermi come dei paracarri senza quell’attività frenetica che era presente un alcuni campi del primo Gothic.
Comunque sia non disperatevi, questi aspetti saranno inseriti nella versione finale e sicuramente saranno ancora più convincenti di quanto visto in passato.
L’AI degli avversari appare pressoché identica rispetto al passato, tant’è che questi attaccano solo quando si entra nel loro raggio d’azione, rispondendo in malo modo durante un dialogo. Questo aspetto mi ha un po’ deluso in quanto non è assolutamente cambiato rispetto al passato, è possibile per esempio attirare un avversario fuori dal branco attaccandolo con un’arma a distanza e ucciderlo comodamente da solo utilizzando la famosa tecnica del “dividi et impera”; se ci pensate bene, tutto ciò è un pò poco dato che i crpg di prossima uscita offrono AI di ottima fattura, con avversari che, per fare un esempio, se in difficoltà fuggono alla ricerca di rinforzi (come per esempio in Arx Fatalis).
Nonostante questo però ho assistito con grande piacere ad alcune sequenze mai viste, vi faccio un esempio: durante l’esplorazione di un bosco a un certo punto mi sono trovato davanti un branco di lupi famelici, ne uccido uno e poi me la do a gambe levate sperando di utilizzare la famosa tecnica del “mordi e fuggi”; dopo un bel tratto di corsa e dopo una quantità di salti degna di un finalista olimpico dei 110 ostacoli, riesco a seminare la bestiaccia, mi curo con calma e riprovo a farmi avanti questa volta con un arco.
Mi avvicino e scopro che mentre ritornava al branco, il lupo aveva avvistato un succulento agnello, e come nella realtà, dopo un breve inseguimento, l’animale si è messo a banchettare con la povera e candida bestiola. Ovviamente il sottoscritto, viscido come un serpente a sonagli, s’è avvicinato silenziosamente e lo ha freddato guadagnandosi i bei cosciotti di carne dell’una e dell’altra bestia.
Credo che questa sia una dimostrazione abbastanza lampante di quanto ci si possa aspettare nella versione finale, attualmente ci sono diversi comportamenti da migliorare, però nel compenso credo che nella versione finale saranno presenti delle chicche notevoli, particolari che sicuramente aumenteranno quella sensazione di “virtual world” che molti giocatori si aspettano da questo genere.
Dopo la carota, ecco arrivare il proverbiale bastone, beh non siamo tragici, così come ci sono dei bei particolari, ci sono anche delle critiche da fare; per esempio alcuni incantesimi che dovrebbero funzionare solo all’esterno (come la pioggia di fuoco) funzionano anche in piccole caverne sotterranee, e ciò fa capire quanto ci sia ancora da lavorare in fase di rifinitura.
Per quanto riguarda la varietà delle situazioni presenti in questa versione devo dire che ci si limita alla pura esplorazione, non ci sono enigmi ne puzzle da risolvere, pertanto direi di aspettare a giudicare questo aspetto in sede di recensione.

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…e poi i tecnicismi

Il gioco è prevalentemente poligonale, e sebbene per gli occhi gli splendidi paesaggi siano sicuramente un piacere, non si può non notare come il motore del gioco cominci a mostrare evidenti segni di invecchiamento, soprattutto se confrontato con i giochi di recente e prossima uscita.
Proprio come molti altri aspetti infatti, anche il reparto grafico ha subito un discreto restyling, quindi niente di rivoluzionario ma semplici ritocchi, texture un po’ più definite, skin un po’ più complesse e ambientazioni più ricche di oggetti e particolari.
Proprio quest’ultimo aspetto si ripercuote sia nei piccoli ambienti, come per esempio le case dei cittadini ora ricche di soprammobili, mensole e quant’altro, sia nei grandi spazi, come per esempio i campi coltivati con sullo sfondo mulini a vento in funzione.
Come dicevo però, il gioco non è del tutto 3d, spesso e volentieri ci si imbatte in vegetazione spudoratamente bidimensionale, radici bitmap che piovono dal soffitto di qualche caverna, o alberi che sembrano bellissimi origami; a pensarci bene però questi particolari sono comprensibili dato che l’uso dei poligoni per questi dettagli è ancora agli albori (sono Neverwinter Nights infatti si è spinto a tanto).
In sostanza se da una parte tutto questo può non dispiacere, in quanto permette a tutti quelli che hanno giocato il vecchio Gothic di godersi in pace e fluidità anche questo seguito, dall’altro può far storcere il naso a chi ha investito centinaia di euro nella scheda grafica dell’ultima generazione.
Personalmente credo che comunque tutto questo non abbia importanza, di fronte a un ottimo gameplay e a una bella trama anche la grafica più brutta appare come la migliore...
Per la cronaca, sulla configurazione che trovate in fondo a questa anteprima, il gioco girava fluidissimo 1024x768 a 32 bit di palette con dettagli al massimo e profondità di visuale al 100%, il che visto il codice non ottimizzato credo sia un risultato più che incoraggiante.
Per rubare un’antica frase a “Novantesimo minuto”, direi che l’audio fa il suo lavoro senza infamia e senza lode, gli effetti sono discreti (molti sono ripresi direttamente dal primo Gothic) e il parlato, pur incomprensibile, sembra essere abbastanza convincente (vi ricordo che quello inglese del predecessore era veramente ottimo).
La musica invece non è presente nella versione di prova, rimandiamo quindi il giudizio su tale aspetto.

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Conclusione

Sebbene quella in mio possesso sia una versione ben lungi dall’essere definitiva, in cui sono presenti poche locazioni, credo di poter dire due paroline riguardo a questo tanto atteso Gothic 2.
Il gioco si presenta sicuramente con un’attitudine alla continuità rispetto al predecessore; la trama, almeno nella parte iniziale fa addirittura pensare che si tratti di un datadisk. Nonostante l’impianto del gioco sembri lo stesso, ci sono però tantissimi particolari che mettono in luce notevoli miglioramenti sotto praticamente ogni aspetto del gioco.
Di lavoro da fare ce n’è ancora parecchio, soprattutto per quanto riguarda la riproduzione di ambientazioni realistiche, se però in questo gioco sarà applicata anche soltanto la stessa cura presente nel primo Gothic, state sicuri che ci sarà veramente da divertirsi un sacco.
Infine lasciatemi fare una raccomandazione, chiunque non abbia terminato il predecessore non osi nemmeno avvicinarsi a questo gioco, farlo significherebbe rovinare irrimediabilmente entrambi i giochi, e visto l’impegno dei ragazzi della Piranha Bytes e la qualità del risultato, tutto ciò sarebbe veramente un peccato…



Paolo "Tasslehoff" Regonesi






Configurazione di prova:
Athlon Xp 2000+
512 Mb DDR
Scheda video Sis Xabre 400 64 Mb


Link utili:
Sito ufficiale: Gothic 2
Sviluppatore: Piranha Bytes
Publisher: JoWooD
Distributore italiano: Infogrames
Screenshots 1 - Screenshots 2 - Screenshots 3

Introduzione

Chi ormai non è più uno spensierato ragazzino (almeno anagraficamente) e conosce la storia del videogioco, ricorderà sicuramente la serie dello “zio” Richard Garriot, i famosi Ultima che negli anni hanno permesso agli appassionati di godersi alcuni dei crpg più belli che la storia ricordi.
Per chi non lo sapesse, ormai 3 anni fa venne pubblicato l’ultimo capitolo, Ultima IX The Ascension, un gioco che ha diviso il pubblico e gli appassionati, se non per i meriti in fatto di trama e gameplay, almeno per bugs e richieste hardware esorbitanti.
Veniamo al punto, circa un annetto fa una software house tedesca semi sconosciuta ai più, la Piranha Bytes, partorì un crpg poligonale che sembrava proprio trarre ispirazione dall’ultimo flop della saga sopraccitata. Stiamo parlando di Gothic, il gioco che per gli appassionati rappresentò tutto quanto Ultima Ascension doveva avere ma che invece purtroppo non ebbe mai…

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