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Il background



La trama che fa da sfondo alle vicende del protagonista del gioco non è certamente originale (avete presente la solita lotta tra dei del bene e del male? Ecco, ci risiamo…), ma viene narrata con dovizia di particolari tramite sequenze statiche, animate, e dialoghi anche molto lunghi.
Le vicende si svolgono in un’epoca remota piena di miti e leggende, dove gli dei, dall’alto della loro saggezza, decisero di creare in mezzo ad un mondo spoglio e selvaggio, una vallata fertile dove porvi degli uomini. Nacque così il regno di Zlatogorye, una sottile striscia di terra posta tra due imponenti catene montuose dove serenità e saggezza sembravano regnare incontrastate.
Sotto il governo del saggio principe Yaropolk accaddero però degli eventi che mutarono per sempre la sorte del regno e dei suoi abitanti, da est (chissà perché tutti i mali provengono sempre da quel punto cardinale…) cominciarono ad arrivare delle orde di predoni comandati da un malvagio necromante, un certo Azarga-Tan.
I primi ad essere attaccati furono gli abitanti delle zone montuose, essendo però valorosi guerrieri, seppero resistere ricacciando gli invasori. Una volta ritirati questi avvelenarono le acque dei ruscelli di montagna, facendo letteralmente strage dei propri avversari. Naturalmente tutto questo non poteva lasciare indifferente il principe Yaropolk, il quale predispose una grandiosa armata, e lasciando la capitale Svetlograd, partì alla volta del fiume Ra-river.
Qui le due armate si scontrarono e diedero vita a una sanguinosa battaglia dove però, le truppe guidate da Azarga-Tan ebbero il sopravvento.

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Il background

In realtà questa non fu la sola battaglia, ve ne fu un’altra, invisibile agli uomini tranne che ai più saggi. Si trattava dello scontro tra il malvagio dio Drah-Shu e il leggendario eroe Gromoboy, inviato direttamente dal dio Belobog, il creatore di tutto ciò che vive al mondo. Lo scontro durò sette giorni e sette notti, ma alla fine il dio del male ebbe la meglio; sapendo che gli dei della luce avrebbero riportato in vita Gromoboy, Drah-Shu, invece che ucciderlo, decise di tenerlo prigioniero nella sua oscura dimora.
Dopo questa pappardella vi starete chiedendo qual è la nostra parte in questo scenario a dir poco apocalittico, presto detto; il nostro personaggio visse sulle sponde del Ra-river, proprio dove infuriò la battaglia più feroce. Ancora bambino morì trafitto dalle freccie degli invasori, e proprio per questo il dio Belobog decise di riportarlo in vita per uno scopo ben preciso: liberare Gromoboy e con lui sconfiggere una volta per tutte il malvagio Drah-Shu. Impresa da poco, vero?

Cominciamo...



Lo so che è una cosa abbastanza odiosa, però cerchiamo di cominciare col “catalogare” Heat.
Il gioco in questione è un crpg fantasy single player, con visuale isometrica in terza persona e combattimenti totalmente a turni.

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Cominciamo...


Converrete con me che quest’ultimo aspetto non può che far piacere, visto che Wizardry 8 e Arcanum sono stati gli unici esempi, relativamente recenti, che hanno adottato questo sistema, e oltre alla bellissima serie Fallout, i precedenti si perdono nella notte dei tempi (ricordo giusto la serie dei 3 crpg ispirata ai bellissimi romanzi della saga di Dragonlance, e quelli ispirati alla saga di DarkSun).
La creazione del personaggio è abbastanza curata, inizialmente è possibile scegliere sesso (questa scelta non sembra avere grosse ripercussioni durante il gioco) e classe; questa va selezionata tra le tre predefinite (guerriero, stregone o ranger), in alternativa è possibile crearne una personalizzata.
Fatto questo, si devono distribuire diversi “skill point” tra le caratteristiche principali (forza, resistenza, agilità, memoria e intelligenza), le quali vanno a influenzare numerosi parametri, come mana, punti ferita, classe armatura, iniziativa e punti azione. Si passa poi alla selezione di particolari abilità specifiche della propria classe (per un guerriero per esempio possono essere bonus nel combattimento corpo a corpo, per un ranger la possibilità di colpire con maggiore precisione etc etc…) e di quelle generiche (per esempio capacità di cura, concentrazione, caccia, utilizzo degli scudi e chi più ne ha più ne metta).
Purtroppo l’unica razza disponibile è quella umana; anche se la cosa è abbastanza coerente con l’ambientazione, avrebbe fatto piacere avere anche altre possibilità.
Completando quest e sconfiggendo avversari, si acquisisce esperienza, superata una precisa soglia della quale, il proprio personaggio passa di livello. In questo modo è possibile aumentare caratteristiche, scegliere nuove abilità e distribuire i punti magia tra i diversi tipi di incantesimi.
Scommetto che questa sommaria descrizione è stata sufficiente per accendere la curiosità almeno dei giocatori più “skillati”, tutto ciò infatti ricorda parecchio il sistema adottato da due dei più bei crpg di sempre, i già citati Fallout 1 e 2.
Da quanto possiamo vedere nella versione in nostro possesso, Heat non raggiunge certo la magnificenza di quei due titoli, però francamente fa veramente molto piacere notare come questo sistema non sia scomparso.
Una volta creato il personaggio, ci si ritrova catapultati nel regno di Zlatogorye, giusto giusto per sorbirsi un lunghissimo dialogo con un vecchio saggio, il quale non fa altro che ripetere con dovizia di particolari quanto già detto durante la presentazione del gioco.
La mappa di gioco è composta da tre città e da numerose altre locazioni, ciascuna con le proprie insidie; l’obiettivo iniziale è quello di sconfiggere il temibile necromante Azarga-Tan, per far questo però è necessario procurarsi armi, armature e incantesimi sufficientemente potenti.
A tal fine, all’interno delle città sono presenti numerose persone che ci proporranno sottoquest di vario tipo, completarle significa acquisire denaro e punti esperienza. Queste missioni non sono generate in modo casuale (questo denota una buona cura da parte degli sviluppatori), per contro la stragrande maggioranza si riduce a un banale combattimento.

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Cominciamo...


Sempre nei centri urbani sono presenti vari mercanti (fabbri, guaritori o stregoni) e locande in cui ristorarsi e comprare cibo.
Gli spostamenti tra un’area e l’altra avvengono cliccando sulla mappa, durante il viaggio però potrebbe capitare di essere assaliti da mostri, animali selvaggi o briganti. La frequenza di questi attacchi sembra variare in base alla zona, alla vicinanza delle città e al fatto che il protagonista possegga o meno capacità di orientamento.
I dialoghi con i pg sono discretamente vari e avvengono tramite un sistema di risposte a selezione multipla; le sequenze legate alla trama principale sono composte da dialoghi molto lunghi, mentre quelli relativi alle sottoquest si risolvono in poche battute, sebbene sempre coerenti con l’ambientazione.
Se si esclude quanto descritto all’interno delle città, l’interazione con l’ambiente non sembra eccessivamente sviluppata, per valutare questo aspetto credo però sia più opportuno attendere la versione finale del gioco.

I combattimenti e la magia



I combattimenti, come già detto, sono basati su un sistema a turni, ciò significa che per compiere qualsiasi azione è necessario spendere un numero preciso di punti azione (PA). Ovviamente questo vale solo durante gli scontri, ma non riguarda soltanto le azioni prettamente combattive; accedere all’inventario, cambiare arma, assumere pozioni o alimenti, consuma PA esattamente come combattere.
Ciascuna arma, per essere utilizzata, necessita di un numero di PA direttamente proporzionale alla sua dimensione, peso e difficoltà d’uso. E’ possibile effettuare diversi tipi di attacco, di taglio, affondi o dall’alto, ciascuno con effetti diversi e con difficoltà diverse a seconda dell’arma usata.
Esiste anche la possibilità di usare armi da lancio, soprattutto archi e balestre, in questo caso oltre alla capacità di tiro c’è anche da tener conto della gittata dei propri dardi (aumentabile temporaneamente con appositi incantesimi).
Una carattestistica molto interessante che ho notato è quella degli attacchi multipli. Consiste nella possibilità di aggredire in modo continuo un avversario, a patto che tutti i precedenti attacchi abbiano avuto buon fine. In questo modo, se opportunamente assistiti dalla dea bendata, si riescono a liquidare gli avversari più ostici senza lasciar loro il tempo di contrattaccare.
Il sistema di magia è basato sull’uso del mana. Per chi non lo sapesse, si tratta di energia magica che viene consumata ogni qualvolta si lancia un incantesimo; la quantità di mana richiesta è proporzionale alla potenza di quest’ultimo.
Gli incantesimi sono suddivisi in quattro gruppi, magie curative, energetiche, offensive e difensive; alcuni possono essere lanciati durante i combattimenti, mentre altri necessitano di una concentrazione tale da non poter essere castati in questa situazione.
Ad ogni passaggio di livello vengono messi a disposizione dei punti magia, i quali devono essere distribuiti tra le scuole di magia, in questo modo il mago può specializzarsi in alcune precise discipline dell’arte.
Come i punti ferita, il mana si può recuperare in due modi: riposando oppure trangugiando apposite pozioni.

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Tecnicamente



Sebbene ben curato sotto diversi aspetti, dal punto di vista tecnico Heat non brilla eccessivamente, soprattutto per quanto riguarda i controlli.
In questo frangente ovviamente il mouse la fa da padrone, tuttavia cliccare sul proprio personaggio o su un avversario è un’impresa a dir poco titanica, in quanto il gioco richiede una precisione “al pixel”. Per questo, anche usando il più accurato dei mouse, lo spreco di attacchi e incantesimi è inevitabile.
Graficamente le ambientazioni non fanno gridare al miracolo e spesso risultano abbastanza monotone (le città in particolare sembrano tutte uguali…).
I personaggi si muovono in modo decisamente meccanico e a volte il gioco da l’impressione di perdersi qualche frame; nonostante questo, il numero dei modelli (considerando anche quelli degli avversari) sembra tutto sommato sufficiente.
La presentazione del gioco è composta da due sezioni, una statica con parlato in sottofondo, e una animata. Se la prima si dimostra molto bella (soprattutto grazie a numerosi disegni a mano molto ben fatti, che ricordano le presentazioni della serie strategica Mith), la seconda risulta molto approssimativa, con animazioni tutt’altro che ben definite e filmati molto sgranati, sintomo di un encoding video effettuato a risoluzione molto bassa.
Nella versione in nostro possesso l’audio è presente solo parzialmente, con pochi effetti sonori e nessuna musica, pertanto lascerei perdere questo aspetto che sicuramente sarà completato e rifinito nella versione finale.
Vista la complessiva “leggerezza” del gioco, sarebbe folle aspettarsi dei requisiti di sistema elevati, infatti Heat per funzionare richiede una configurazione che definire obsoleta è un complimento; gli sviluppatori parlano di un Pentium 233MMX, 64 Mb di ram, 150 Mb di spazio su disco duro. Inutile dire che il gioco non ha presentato rallentamenti sul mio Athlon Xp 2000+ con 512 Mb di ram…

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Dulcis in fundo…



Concludendo, devo confessarvi che ho installato questa versione beta completamente scevro di informazioni riguardo Heat, pensavo di trovarmi di fronte ad un gioco mediocre, di quelli classificabili come semplici esercizi di programmazione.
Invece sono stato puntualmente smentito dai fatti; sebbene questo non sia certo un crpg in grado di impensierire colossi del calibro di Baldur’s Gate 2 o Neverwinter Nights, Heat si è rivelato una piacevole sorpresa. Tecnicamente i problemi ci sono (specialmente riguardo i controlli), ciò non toglie che nel gioco traspaia un buon lavoro del team di sviluppo; utilizzando un sistema di gioco collaudato e purtroppo poco utilizzato, alla Burut sono riusciti a ottenere un prodotto che si lascia giocare volentieri.
Non si tratterà del crpg del secolo però rappresenta un ottimo inizio per una software house che promette molto bene.
Vedremo, in sede di recensione, se questa mia sensazione sarà avvalorata oppure se ci troveremo davanti all'ennesima occasione perduta.



Paolo "Tasslehoff" Regonesi






Sito ufficiale: Heath: The Unchosen Path
Sviluppatore: Burut
Publisher: GMX Media
Distributore: Leader
Genere: RPG a turni
Uscita prevista: Primavera 2003
Screenshots - Anteprima

Introduzione



Dopo l’anteprima di Spells of Gold che avete avuto modo di leggere qualche settimana fa, eccoci qui a dare un’occhiata a un altro crpg proveniente dalle lontane terre russe.
Si tratta del primo gioco sviluppato dalla Buruk Creative Team, un crpg ad ambientazione fantasy di impostazione abbastanza classica distribuito dalla Russobit-M.
Grazie alla collaborazione del team di sviluppo siamo venuti in possesso di una versione beta di Heat, pertanto vale la solita regola: quello che abbiamo testato non rappresenta la versione finale del gioco, anche se, da quanto abbiamo potuto vedere, lo sviluppo della versione inglese è a un buon punto.
Mi raccomando non fraintendetemi, questa affermazione non intende “mettere le mani avanti”, come vedremo, sebbene Heat tecnicamente non possa certo rivaleggiare col più blasonato crpg 3d, dal punto di vista del gameplay e del sistema di gioco ha parecchi aspetti interessanti.

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