Armored Core 4Armored Core 4 - Recensione 

505 Games si affaccia su PS3 e Xbox 360 pubblicando il nuovo capitolo della saga di Armored Core; i mech sono il vostro pane quotidiano?

La serie di mech più amata e famosa del mondo console sbarca su console Next Gen, con il decimo episodio della saga di Armored Core. Non fatevi ingannare dalla numerazione, infatti il numero 4 di cui vi andremo a parlare non tiene conto dei primi capitoli apparsi su altre piattaforme di gioco. Ogni appassionato di robot e di manga/anime di ambientazione fantascientifica, alla Evangelion per intenderci, non potrà lasciarsi sfuggire un’occhiata al nuovo prodotto Sega.

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Storia?
La storia alla base della modalità principale del titolo sviluppato da From Software, la classica “campagna”, è in realtà abbastanza banale e fornisce esclusivamente la motivazione per vedere il nostro mech coinvolto in battaglie avvincenti. Il mondo del futuro in cui è ambientato Armored Core 4 è stato devastato da una guerra atomica, i sopravvissuti si trovano ad essere oppressi da sei grandi corporazioni guidate da uomini avidi di potere, in questa ambientazione drammatica si inserisce il nostro personaggio, che si troverà a combattere insieme ad un gruppo di ribelli per sfuggire all’oppressione delle potenze che guidano il mondo. Le 35 missioni più le due bonus presentano un livello di sfida abbastanza basso, che va ad incrementare solo verso la fine del gioco. Il titolo From Software segue un andamento lineare dato che ogni capitolo è costituito da diversi livelli e per affrontare il successivo dovremo terminare quello precedente, è comunque possibile all’interno dello stesso capitolo scegliere l’ordine con il quale affrontare le sfide proposte. La tipologia dei livelli è sì abbastanza varia ma non introduce niente di nuovo nel genere, si tratterà di distruggere tutti i mech nemici che incontreremo, scortare determinati convogli o strutture a terra come ponti o edifici. La varietà come detto non manca ma di certo la brevità dei vari livelli è abbastanza fastidiosa. Prima di ogni scontro gli obiettivi verranno introdotti da un briefing ben curato che metterà in evidenza ogni aspetto decisivo per portare a termine il nostro compito. Prima di iniziare viene proposto un breve tutorial, che per la verità poteva anche essere omesso data la semplicità di controllo del mech e la chiarezza delle informazioni sullo schermo. L’HUD ci fornisce infatti in tempo reale lo stato delle nostre munizioni, il livello della corazza del nostro robot e quello del boost a disposizione.

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Fast and tuning!

Una delle caratteristiche che da sempre contraddistingue la saga, e che anche in questo nuovo capitolo non poteva mancare, è la possibilità di personalizzare il nostro robot. Una volta completate con successo le missioni della campagna riceveremo una ricompensa in denaro che potremo utilizzare, o per comprare un nuovo robot o per potenziare quello già in nostro possesso. Il tuning è molto dettagliato e oltre alla scelta di nuovi colori per il mezzo ci permetterà di inserire ogni tipo di nuovo armamento, che andrà ovviamente ad influire sulla restante parte di Campagna ancora da completare. Tecnicamente il titolo 505 Games soffre di troppi alti e bassi, i modelli dei robot sono ricchi di dettagli e denotano una cura dei particolari davvero eccezionale, l’altro lato della medaglia è però costituito da arene troppo scarne, un orizzonte visivo troppo limitato dalla “nebbia” artificiale e da colori fin troppo smorti. Delle animazioni abbiamo già detto che non risultano all’altezza, e allo stesso modo non possiamo che censurare la gestione delle collisioni davvero poco precisa. Le esplosioni, gli effetti particellari e l’illuminazione invece risultano ben fatte. Il multiplayer non è stato trascurato dagli sviluppatori di From Software, permettendo scontri attraverso lo split screen, il system link e ovviamente Xbox Live. Le arene anche in questo caso risultano un po' troppo piccole e poco curate ma comunque consentono di giocare fino ad 8 giocatori contemporaneamente, divisi in squadre o in una grande e caotica Battle Royal.

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Conclusione

Armored Core 4 segue la scia dei suoi predecessori, non presentando novità di rilievo e cercando di sfruttare al meglio le nuove potenzialità della next generation. Se tutto sommato il gioco è discreto, la parte tecnica è decisamente sottotono con un orizzonte limitato e con scenari scarni e poco curati. L’unica eccezione di rilievo è il dettaglio dei mech e la cura per gli effetti particellari. Lo sviluppo del titolo è lineare, con una trama superficiale e che si presenta da subito come una scusa per inscenare i combattimenti che avvengono in missioni purtroppo troppo brevi. Lo consigliamo a tutti gli appassionati di Mech, tutti gli altri dovrebbero pensarci bene. Pro: Mech nella next generation! Buon sistema di controllo Contro: Tecnicamente sottotono Missioni troppo brevi e semplici

Obiettivi 360

Armored Core 4 offre i consueti 1000 punti suddivisi in 39 obiettivi (di cui ben 8 segreti), il compito è abbastanza semplice se si desidera ottenere intorno ai 500 punti, per arrivare ad averli tutti, invece, bisognerà giocare più e più volte ogni missione in tutti in diversi gradi di difficoltà, dedicando molto tempo al gioco Sega.

Veloci e rapidi come razzi

Il sistema di controllo risulta fondamentale in un gioco che prevede scontri immediati e all’ultimo sangue contro altri robot disposti a tutto pur di distruggere noi e l’organizzazione dei ribelli. Gli sviluppatori, forti dell’esperienza sul campo data da vere “perle” del recente passato, quali Chromhounds, hanno fornito dei controlli immediati ed intuitivi che in poco tempo permettono al giocatore di prendere possesso senza incertezze del proprio automa da guerra. Il controllo del mech è incentrato sullo stick analogico sinistro, a quello destro invece spetta il controllo della visuale. Premendo lo stick sinistro creeremo inoltre un comodo lock-on sui nemici, mentre contemporaneamente sullo schermo verrà visualizzata la distanza migliore dall’avversario per poter effettuare un attacco vincente. Ai tasti A, B e X è stato demandato il compito di gestire l’arsenale mentre ad Y la nostra energia per i boost. I grilletti dorsali completano l’opera cambiando le armi e ci permettono di effettuare gli scatti in accelerazione. Le movenze del nostro mech prestano il fianco a più di qualche critica, presentando delle animazioni talvolta legnose e decisamente poco fluide, inammissibili su una console Next Gen.

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